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Children Of Morta, Recensione Pc

Dead Mage propone un action gdr roguelite caratterizzato da un'imperante componente narrativa, che ruota attorno alle vicende di una famiglia

Indie, un genere di produzione che passa spesso dall’approvazione, se non dal supporto (materiale) popolare. Dove a essere premiate sono le idee che, ancora in fase di gestazione, si spera vengano sviluppate nel migliore dei modi, con le campagne Kickstarter che fungono da promesse. Children Of Morta è un titolo che si è fatto aspettare. La fine della sua campagna, rivelatasi un successo, risale infatti al 2015. Il gioco nella sua completezza è invece riuscito ad arrivare a noi solamente pochi giorni fa, dopo più di qualche rinvio.

È valsa la pena aspettare tanto? La risposta è sì. Il piccolo studio Dead Mage ha infatti creato un pregevole action gdr roguelite, sviluppato in pixel art e contraddistinto da una forte componente narrativa, inusuale per titoli di tale risma. Un progetto che è arrivato a destare l’attenzione di 11 Bit Studios (il quale ha sviluppato e pubblicato indie del calibro di This War Of Mine e Frostpunk), che interessatosi al progetto lo ha supportato fino a pubblicarlo a suo nome. Di seguito vi proponiamo la nostra recensione per la versione Pc, ricordandovi che il prossimo 15 ottobre usciranno le versioni per PS4, Xbox One e Switch. Vi auguriamo una piacevole lettura.

UNA FAMIGLIA MOLTO SPECIALE

Solitamente siamo abituati al più classico dei paladini, al cavaliere senza macchia destinato a salvare la sua terra, quando non l’intero mondo, da qualche male catastrofico. Children Of Morta invece sovverte una tradizione consolidata proponendo come protagonista un’intera famiglia, i Bergsons, che tra l’altro risulterà variegata sotto diversi aspetti. Essi abitano nelle terre di Rea, una location fantasy che di punto in bianco verrà flagellata dalla Corruzione, un male che agendo alla pari di un virus irretirà e convertirà al male tutte le creature viventi. Spetterà alla famiglia, i cui membri ricoprono da generazioni il ruolo di Guardiani, porre fine al cataclisma scalando il Monte Morta, l’oggetto della loro sorveglianza.

A guidare la famiglia vi sarà la saggia nonna Margaret, una maga che non mancherà di fornire consigli ai suoi cari, supportandoli con ogni mezzo. A seguire il resto della famiglia Bergsons:

  • John. Insieme alla moglie Mary, incinta del loro quinto figlio, rappresenta il fulcro del nucleo familiare. Egli combatterà utilizzando una spada e uno scudo, fungendo da una sorta di tank, per dirla in termini da gdr.
  • Mark. Il figlio maggiore della coppia, che invece prenderà parte al combattimento a suon di arti marziali.
  • Linda. La figlia maggiore, che combatterà adoperando un arco.
  • Kevin. Il figlio più giovane, che adopererà una coppia di coltelli, puntando sulla velocità.
  • Lucy. La figlia più giovane, che sotto la guida di nonna Margaret diventerà una piromante coi fiocchi.
  • Joey. Il cugino, figlio dell’altro anziano della casa, il vecchio zio Ben (che è artigiano). Egli farà uso della sua notevole stazza adoperando un possente martello a due mani.

UN DUNGEON TIRA L’ALTRO

Children Of Morta è suddiviso in tre atti differenti, ognuno dei quali prevede dei dungeon multi-piano distinti. Per quanto vi siano delle aree ricorrenti, legate al teletrasporto (per poter tornare in quel punto mentre ci si trova in un qualunque altro del piano), e al passaggio per il piano successivo, i vari livelli saranno generati proceduralmente. Ciò garantirà un’esperienza sempre diversa, con aree casuali dove poter trovare potenziamenti e vari oggetti utili, il cui beneficio sarà tuttavia legato alla singola run, che in media durerà 15-20 minuti. Nonostante alla lunga si finisca inevitabilmente a provare una sensazione di ripetitività, dovuta alla poca varietà estetica dei dungeon e al riciclo delle skin per i mostri, il gioco saprà coinvolgere in una misura notevole per due ordini di motivi. Il primo, per le vicende della famiglia Bergsons che verranno narrate con l’utilizzo di una magistrale pixel art, accompagnata da una carismatica voce narrante. Il secondo, per il gameplay profondo e avvincente che, complice il buon numero di personaggi e la profonda diversità dei loro stili di combattimento, saprà regalare svariate ore di divertimento.

Da gdr classico, la progressione dei vari Guardiani verrà compiuta attraverso un sistema a livelli molto ben strutturato, con punti guadagnabili di volta in volta che potranno essere investiti in varie abilità per il personaggio, sia attive che passive. L’elemento caratterizzante del titolo, la peculiarità insita in Children Of Morta, sarà invece il legame tra i vari componenti della famiglia, che al di là delle vicende narrate viene inserito come un’autentica meccanica.

Salendo di livello, ognuno dei personaggi potrà sbloccare delle abilità passive che avranno effetto su tutti i componenti giocabili della famiglia, incoraggiando i giocatori a non focalizzarsi sull’utilizzo di un solo personaggio. Ciò verrà ostacolato anche dal fatto che, una volta sconfitti in un dungeon, si verrà teletrasportati nella dimora dei Bergsons, con un malus che penderà sullo stato del personaggio sconfitto, che si vedrà diminuire la salute massima per colpa della Corruzione. Dopo qualche run, nel quale si sarà probabilmente utilizzato un altro membro della famiglia, tutto tornerà alla normalità. Da parte della famiglia vi sarà dunque un autentico monito a “non fare l’eroe”, facendo sì di ripartire adeguatamente tra i vari membri il gravoso compito di salvataggio del mondo.

UNA SFIDA MODERATA, MA ACCATTIVANTE

Dalla casa dei Bergsons sarà possibile selezionare il livello da affrontare, così come i potenziamenti da acquistare tramite l’oro che sarà possibile guadagnare combattendo nei dungeon. Nella libreria di Rea, situata nella stanza di nonna Margaret, i giocatori potranno aumentare la percentuale di esperienza e di oro guadagnabile combattendo, così come l’efficacia e la durata delle rune. In Children Of Morta non vi sarà infatti una componente ruolistica dedicata alla personalizzazione dell’equipaggiamento, ma ad eccezione dell’albero delle abilità tutto sarà affidato ad alcuni tipi di rune, che potranno essere trovate durante le run. Varie tipologie di oggetti che potranno conferire nuove tipologie di attacchi, potenziare quelli già in possesso o fornire veri e propri bonus, sia attivi che passivi. Ogni livello farà tuttavia storia a sé, con gli oggetti che non potranno essere conservati, ma solo ritrovati a partire dal dungeon successivo, dove si partirà privi di qualsivoglia bonus non compreso, di base, nelle abilità del proprio personaggio.

Viceversa, nel laboratorio del vecchio zio Ben, i giocatori potranno potenziare le caratteristiche dei membri della famiglia, dalla capacità di attacco alla quantità massima di punti vita, dalla percentuale di schivata dei colpi alla velocità di spostamento. Mediamente il grado di sfida sarà piuttosto elevato, ma è chiaro che un laborioso grinding focalizzato sia all’aumento del livello che all’acquisto dei potenziamenti finirà per ridurre sensibilmente la difficoltà, riposta principalmente nei vari boss e mini-boss che potranno essere incontrati lungo il cammino tra i vari piani di un dungeon. Il titolo targato Dead Mage non si pone certo come un action gdr dall’elevata difficoltà, bensì si ritrova a puntare chiaramente sulla componente narrativa, che si sposa egregiamente tanto nelle varie meccaniche ruolistiche che nel puro gameplay, che potrà essere perfino intrapreso in co-op locale, con una modalità online che verrà implementata in futuro. I Bergsons costituiscono un esempio magistrale di quanto sia necessaria l’armonia a livello familiare di fronte alle avversità, che in solitaria sarebbero irrimediabilmente più spaventose e difficili da affrontare.

COMMENTO FINALE

Nonostante la realizzazione in pixel art stia diventando progressivamente più inflazionata, è riuscita a giungere a noi un’altra fulgida perla indie. Children Of Morta rielabora il genere roguelite, ponendosi come un action gdr dall’accattivante componente narrativa, con le vicende della famiglia Bergsons che fungeranno da piacevole intermezzo alle sessioni, tendenzialmente ripetitive, all’interno dei vari dungeon. Dead Mage, forte della fiducia ottenuta da 11 Bit Studios, ha ripagato altresì l’attesa di molti sostenitori che ben 4 anni fa avevano scelto di sostenere un progetto promettente, seppur allo stato embrionale.

A circa un mese dall’uscita su console, il titolo si presenta su Steam a un prezzo particolarmente concorrenziale (21,99 euro), risultando fortemente appetibile ai patiti del genere, che potranno godere di una buona ventata di originalità all’interno di un genere videoludico assai battuto. Non ci resta dunque, da membri acquisiti della famiglia Bergsons, che prendere parte alla battaglia per la liberazione del mondo dalla Corruzione. Un tema banale reso tuttavia accattivante dai vari intrecci che stringeranno e approfondiranno i legami tra i vari membri della famiglia, Guardiani di un mondo tutto da proteggere.

Pregi

Un pacchetto di protagonisti originale in un action gdr di pregevole fattura. Gameplay profondo e immersivo. Realizzazione tecnica eccelsa e particolareggiata.

Difetti

Scarsa varietà di mostri e ambienti, con dungeon che sebbene siano generati in maniera procedurale presentano irrimediabilmente sempre le stesse caratteristiche.

Voto

9+

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