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New Star Manager, storie di un allenatore di calcio – parte 2

La nostra carriera prosegue con il titolo tra sorprese e bastonate nelle coppe europee ed un dominio in Galles senza precedenti

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Iniziamo la seconda parte di questa nostra speciale guida romanzata su New Star Manager. Stiamo, infatti, affrontando una partita e la stiamo commentando in base ai nostri risultati dando consigli oltre che ricamandoci su un po’ di trama.

Stiamo analizzando, lo ricordiamo, 20 stagioni della carriera che in questo gioco non ha limiti di tempo. E stiamo continuando in Galles dove oggettivamente non troviamo rivali. Pensate, abbiamo pure vinto un campionato a punteggio pieno e senza subire gol. Purtroppo siamo ben poca cosa, pur sempre nella nostra dignità di squadra che potremmo ritenere semiprofessionistica, in Europa e non arriviamo oltre i gironi dell’equivalente di Europa League. Traguardo, peraltro, storico e raggiunto dopo aver perso i Play Off per l’equivalente della Champions League.

Tra partite assurde e piccole mini-imprese continuiamo la nostra carriera con il nostro fido Simon Read sempre prodigo a dare consigli con la sua tipica praticità britannica.

Ma perché facciamo questo? Perché amiamo il calcio e scrivere di calcio e vogliamo trasmettere questa nostra passiamo attraverso questa guida romanzata di un gioco che è adatto ai neofiti dei manageriali. Inoltre il titolo di New Star Games è in grado di offrire ottime sfumature di profondità. Piccole grandi chicche che da un gioco del genere – che non è paragonabile a Football Manager – sorprendono.

Non ci resta che augurarvi buona lettura.

IL PRIMO CAMMINO IN EUROPA LEAGUE

Battiamo i “blasonati” Bohemians nel ritorno del primo turno della coppa europea, al nostro esordio continentale

Affrontiamo la prima partita continentale in casa dei Bohemians, squadra blasonata del Nord Irlanda. Vinciamo a domicilio 4-3 contro una squadra che sulla carta ha una valutazione di 35,5. Contro i nostri 17,3.

Al ritorno pareggiamo 1-1 in casa ma è Brisco, il portiere arrivato grazie ai bonus che avevamo accumulato, il protagonista con due grossi interventi decisivi nel primo tempo.

  • Simon Read: “Mister, complimenti per il capolavoro”.
  • Io: “Si, capolavoro di fortuna con una grossa dose di estremità”.
  • Simon Read: “Questa l’ha presa da Robin Hood un uomo in calzamaglia”.
  • Io: “Mi hai sgamato eh? Furbo come una faina”.

Non abbiamo il tempo di festeggiare: affrontiamo al secondo turno di qualificazione gli azeri del Qubala. Nel frattempo la nostra valutazione migliora a 18,5, i nostri avversari sono ad appena 15,9. Sulla carta siamo favoriti… molto meno, però, di quanto lo fossero i Bohemians nei nostri confronti. Il calcio è strano. E si conferma così strano che non ci stupiamo: pareggiamo in casa 2-2 dopo aver dominato il primo tempo. Ancora una volta, uno dei migliori è Brisco, il più forte della nostra squadra. Pareggiamo anche al ritorno ed andiamo ai rigori… perdiamo amaramente. Una mazzata tremenda perché eravamo noi i favoriti.

  • Simon Read: “Beh, il calcio dà, il calcio toglie…”
  • Io: “Simon, grazie per la tua perla di saggezza, aspetta che prendo carta e penna per segnarmela. Ma come si fa a perdere con questi. Manco il Palermo col Thun, mannaggia, ma perché?”.

Ma mastichiamo amaro: abbiamo sprecato una grande occasione per andare ad un terzo turno eliminatorio e sappiamo che con un campionato povero come quello gallese, le opportunità di crescere (ed anche in fretta) saranno molto rare.

LA WELL 1, UN INIZIO DIFFICILE, MA È SCUDETTO FACILE

L’eliminazione ai rigori al secondo turno preliminare di Coppa Europa ci fa male. Perdiamo all’esordio in serie A. È la nostra prima sconfitta, ma quanta sfortuna: 4 legni: 3 traverse ed un palo, e loro un tiro ed un gol. Fa male, ma la sconfitta sarebbe arrivata. Dopo oltre un anno di imbattibilità.

  • Simon Read: “Poco fortunati, mister. Ma questa è la serie A. Ci si deve abituare”.
  • Io: “Simon, posso capire tutto, ma 4 legni. Una sfiga assurda, secondo me non abbiamo digerito l’eliminazione dalle Coppa Europa”.
  • Simon Read: “Andrà meglio la prossima volta”.
  • Io: “Eh, sicuramente, a meno che le tue statistiche non siano errate, con un po’ di calma e sangue freddo non dovremmo avere grossi problemi a vincere il campionato”.
  • Simon Read: “Co… co… come??? Da neopromossi? Non siamo a Nottingham”.
  • Io: “Eh, no, con questa squadra e questo staff non le vinceremo mai due Coppe dei Campioni di fila…”.

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Il campionato però va alla grande. Le vinciamo tutte e centriamo, da neopromossi, la vittoria dello scudetto. Merito anche del fatto di aver trovato un nuovo allenatore delle giovanili che è stato possibile promuovere a livello bronzo. Lui ha poi generato calciatori giovani di livello superiore al 25. Decisamente superiore. Inoltre, abbiamo pescato un difensore universale (in grado, cioè, di giocare sia da centrale che sulle fasce) veramente forte: valutazione 41.

Nel frattempo, la nostra squadra cresce a dismisura, grazie al fatto che siamo riusciti a promuovere tutto lo staff a livello bronzo ed a questi livelli va benissimo. Tra l’altro questo ci permette di far crescere molto più velocemente i giocatori di valore grigio. La media in Galles è sotto al 20. In rosa abbiamo già 6 titolari di bronzo, nessun’altra avversaria in questo campionato può vantare questi atleti.

La nostra media è ora tra i 26 e 27. Improvvisamente siamo diventati la Juventus del Galles. Vinciamo con 75 punti, 25 vittorie ed una sconfitta, 73 gol fatti ed appena 6 subiti. Il vantaggio dalla seconda è di 22 punti. Il capocannoniere è Scott Abbey con 25 gol ed è seguito da Shuan Benson, 20 gol e prodotto delle giovanili.

E vinciamo anche la Coppa: 4-1 in finale a chi ci aveva battuto alla prima di campionato. Vendetta, un piatto che si serve freddo.

Finisce la stagione. All’inizio volevamo andare via ma adesso pensiamo seriamente di rimanere per un altro anno. Il perché? E voi ci rinuncereste a giocare la Champions League? O il suo equivalente?

  • Io: “Bene, Simon, l’anno prossimo faremo i preliminari di Champions”.
  • Simon Read: “Di grazia, non volete andare più via?”
  • Io: “Oh, no (rido), non è questo ma non ci rinuncio all’esperienza dei preliminari di Champions. E poi potremmo ulteriormente migliorare la squadra. Certo, in campionato e coppa non dovremmo avere problemi. Se sarà così, beh, l’anno dopo andremo via. Magari cerchiamo un campionato più forte”.

E nel frattempo, con i risparmi faticosamente raccolti, facciamo migliorare il campo. Adesso è di livello 3 e permette di ridurre l’energia persa durante le partite. Il fondo è meno pesante ed assomiglia sempre più ad un campo di calcio.

Vorremmo pure ampliare gli spalti, ma la media è di mille persone scarse a partita su una capienza di 2.000. Insomma, la tribuna (si fa per dire) centrale, basta ed avanza.

Mentre il valore in buck della squadra aumenta a dismisura: da 42.550 di inizio stagione a 163.300.

NOTA SULLE STRUTTURE E TECNICI DELLO STAFF

Il centro fitness

 

La nostra casa è importante. Anzi, fondamentale. Avere uno stadio capiente, un fondo erboso di livello, un buon centro di allenamento o una palestra all’avanguardia saranno decisive nella crescita di una squadra. Non solo del club.

Andiamo con ordine partendo dal semplice terreno di gioco. Le diverse qualità non sono soltanto estetiche ma sostanziali. Migliore sarà la qualità del campo, maggiore sarà la precisione nei passaggi e, al contempo, minore sarà la probabilità di avere gravi infortuni. Ed è una cosa molto importante. A livello 5 sarà anche possibile scegliere le rasature del terreno di partita in partita. A livello 6, il massimo, addirittura ci sarà un sistema di riscaldamento che terrà costante la qualità del manto erboso.

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Lo stadio, piccolo piccolo, ma in Galles non abbiamo troppo seguito

Lo stadio ha diversi settori, tribuna, settore nord, sud ed ovest. Si parte solo dalla tribuna, scoperta, poi andremo ad ingrandire a seconda delle nostre esigenze lo stadio. Sarà possibile anche aggiungere delle piccole curve angolari per unificare tutti e settori dell’impianto che diversamente sembrerebbe visivamente ai tipici stadi inglesi o a Marassi (lo stadio di Genova) per intenderci.

Più grande sarà lo stadio, più incassi genererà. Semplice, no? Giusto ricordare che tutte le strutture hanno sei livelli.

Il campo di allenamento sarà utile a generare più frequentemente carte per le abilità. Ma ai primi livelli sarà fondamentale anche per generare carte che permetteranno di utilizzare i giocatori in diverse posizioni del campo (destra, sinistra o centro). Non sarà infatti possibile far cambiare ruolo ad un calciatore ma la sua zona di campo di competenza. Se, ad esempio abbiamo un centrale difensivo e lo dovessimo schierare lateralmente, non solo si troverà a disagio ma anche la statistica globale scenderà di qualche punto. Questo influirebbe sulla sua prestazione soprattutto perché essendo fuori posto non giocherà quasi mai al meglio. È gestito dall’allenatore delle abilità che, crescendo come i calciatori, genererà carte di qualità grigio, bronzo, argento, oro e nero.

Ogni coach ha la stessa crescita dei calciatori. Potete approfondire leggendo la prima parte del nostro speciale. Questo coach genera carte Tecnica, Dribbling e Contrasto ma anche Precisione, Riflessi ed Agilità, queste ultime tre sono destinate ai portieri.

Sarebbe stato ancora più bello, a nostro avviso, avere un tecnico specifico per gli estremi difensori. Ma ci accontentiamo.

Fitness, serve ad aumentare e migliorare la frequenza e la qualità delle carte generate dal preparatore atletico. Quest’ultimo genera  Velocità e Forza. È gestito dal preparatore atletico. E nei primi livelli serve anche a conoscere le abilità degli altri calciatori.

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Il centro delle giovanili, modesto ma funzionale a questo livello

Giovanili. Avere un vivaio è fondamentale. Averlo in grado di generare campioni e talenti diventa decisivo. E poco importa che per le prime partite i giovani campioncini possano essere spaesati, questi saranno fondamentali per crescere.

Osservatore. Avere uno scout in grado di individuare con frequenza talenti svincolati potrebbe essere utile. Inoltre è sempre possibile acquistare un calciatore svincolato anche quando la finestra di mercato sarà chiusa. Con una struttura di secondo livello potremo visualizzare la caratteristica dei giocatori: ogni atleta dopo i 20 anni può sviluppare una qualità positiva o negativa. Così saremo in grado di individuarla e scegliere: un giocatore tecnicamente scarso ma con una volontà di non perdere può creare più occasioni così come un giocaore con una visione di gioco buona anche se con piedi non troppo educati. Di contro, uno sulla carta fortissimo, può essere una testa calda e farsi espellere facilmente… o avere le caviglie fragili ed infortunarsi più agevolmente. Inoltre, possedendo una struttura dal terzo livello in poi, è possibile vedere il potenziale di ogni giocatore. Quel giocatore sarà una futura stella o un calciatore normale? Grazie a questa struttura lo sapremo.

Centro medico. Importantissimo, inoltre, avere una infermeria attrezzata gestita da un fisioterapista abile. Riduce e migliora i tempi dell’infortunio, amplifica le carte cura da applicare. Ai livelli più alti, diminuisce la percentuale massima della durata di uno stop forzato per noie fisiche.

Shop. Che cosa sarebbe una società senza un negozio dedicato dove è possibile vendere magliette e gadget? Ma non finisce qui perché blocca anche altri tipi di sponsorizzazione. Oltre a quella della maglia, la principale, è possibile – ingrandendo il negozio – attivare sponsorizzazioni alle maniche ed ai cartelloni pubblicitari. Tre entrate di sponsor utili a far cassa ma ricordate: se il pubblico non gradirà un marchio sarà scontento e non andrà allo stadio. A volte, dunque, è preferibile scegliere marchi meno remunerativi per attirare più gente sugli spalti.

LA TERZA STAGIONE IN GALLES

 

Simon Read: “Bene, giocheremo con La Valletta, ma non sarà amichevole. I preliminari di Champions sono lunghi…”.

  • Io: “Oh, fantastico, andremo a Malta”.
  • Simon Read: “Si, ma non in vacanza anche se siamo favoriti”:
  • Io: “Eh, con tutto il rispetto, si… se perdiamo con loro, comincio a dubitare di capirne di calcio”.

Va benissimo così: Benson fa tutte le 8 reti che servono per passare il primo turno. Vinciamo 4-0 in casa e regoliamo l’avversario a domicilio con lo stesso punteggio. L’euforia dura poco, però. Nel secondo turno ci aspettano i campioni di Israele che hanno una valutazione media di 60.

  • Io: “Abbiamo passato il turno in quattro e quattro otto… e non abbiamo il tempo di esultare…
  • Simon Read: “Sono forti, ma se corriamo per tutti i 180 minuti possiamo avere fortuna”.

Non è servito a molto il consiglio del vice. Perdiamo 7-2 in casa mentre va meno peggio in Israele dove in uno stadio enorme e tutti con posti a sedere coperti, veniamo trafitti solo cinque volte: finisce 5-3 con Benson che fa doppietta. E siamo contenti di non averlo venduto per 60.000 bucks, un’enormità. Usciamo mestamente al secondo turno dei preliminari con un catastrofico 12-5 complessivo. Se non altro conferiamo la verve offensiva. Ma la difesa ha fatto ridere con Bustamante ed il nostro portiere titolare ridicolizzati.

In campionato è un cammino semplice. Non abbiamo rivali e promuoviamo anche diversi giocatori delle giovanili di livello bronzo. Il secondo scudetto di fila arriva già alla 19° giornata: abbiamo 28 punti di vantaggio sulle due inseguitrici più immediate: 57 punti contro 29. Finiamo il campionato a punteggio pieno: 26 vittorie in altrettante partite: 78 punti con 91 gol fatti e 4 subiti. Abbiamo 30 lunghezze di vantaggio sulla seconda. Shuan Benson ne segna 42 ed è super capocannoniere superando altri due compagni di squadra (Carlton James e Nathan Pountney, rispettivamente a quota 23 e 15). Ed è piacevole vedere come questo prodotto del vivaio sia pure in testa nella classifica degli assistman con ben 25 passaggi chiave.

La nostra media ormai sfiora il 30. Davvero troppo forte per questo campionato ma non ci sono grandi margini di crescita. Ci sarebbero, ma ci vorrebbe troppo tempo.

La Coppa è archiviata: vinta 4-0 in finale contro il TNS. Mai avuti problemi. Decidiamo cosa fare.

  • “Va bene, abbiamo trasmetto, Simon, cambiamo aria. Ho vinto tre campionati, uno di B e due scudetti. Tre coppe nazionali ed ho perso in patria solo una volta. Mi sembra di vincere scudetti di carta. Alziamo il tiro, ma rimaniamo in Europa”.
  • Simon Read: “E certo, mister, dove vuole andare? In Nuova Zelanda? Li peggio è”.
  • “Certo, mi spiace non disputare i preliminari di Champions ma ci ammazzerebbero subito. Abbiamo perso la grande possibilità con gli azeri l’anno scorso in Europa League, peccato davvero”.

RIMANIAMO IN GALLES E SFIORIAMO I GIRONI DI CHAMPIONS

Contrariamente a tutti i discorsi fatti a fine stagione, rimaniamo per l’ultima stagione in Galles per un nuovo tentativo europeo.

Il primo turno dei preliminari ci vede di fronte nuovamente al La Valletta. Tutto semplice: 3-0 in trasferta, 5-0 in casa. Facciamo debuttare alcuni giovani. E c’è una novità: decidiamo con i pochi spiccioli che abbiamo di aumentare la capienza dello stadio. Non sia mai, dopo due scudetti di fila e con i favori del pronostico per fare il tris, il pubblico non si convinca…

Il sorteggio, sempre sulla carta, del secondo turno preliminare ci favorisce. Affrontiamo i moldavi dello Sheriff. Hanno una media di 13.1 contro la nostra di 31.9. Possiamo riscattarci due anni dopo da quella eliminazione assurda ai rigori nel secondo turno di Europa League. Siamo fiduciosi.

Ed abbiamo ragione: un doppio successo netto, chiaro limpido per 4-0 all’andata e per 5-0 a loro domicilio. Ma sappiamo che il cammino può finire da un momento all’altro. Siamo moscerini ed al terzo turno preliminare di Champions ci sono squadre blasonate di campionati molto più performanti del nostro.

Ed infatti ci aspetta il Ludgrt (il Ludogorec), formazione bulgara che ha una valutazione di 55.4 ha, in sostanza, tutti professionisti d’argento. Non abbiamo scampo.

Ma c’è il miracolo: 1-1 in casa e poi al ritorno vinciamo 4-2. Come si spiega questo “ammazzatredici”? Abbiamo giocato a tutto campo col ritmo al massimo dicendo ai giocatori di essere diretti. Siamo stati incisivi in attacco ma in difesa abbiamo avuto seri problemi: ogni qualvolta loro avanzavano era gol. Fortuna nostra non hanno avuto il tempo di avvicinarsi troppo alla porta e noi, di contro, siamo stati bravi in attacco. Ma non può essere la chiave di volta per tutte le partite impossibili.

  • Io: “Simooooonnnn, un miracolo”.
  • Simon Read: “Complimenti, ora viene il bello”.

Col suo fare, Simon aveva detto la verità. Il sorteggio dei Play Off, l’ultimo gradino per accedere (incredibilmente) ai gironi di Champions, ci è avverso: ci tocca la Dinamo Bucarest. I romeni hanno 62.0 di valutazione. Noi 32.9 ed abbiamo l’11 di partenza tutto in bronzo. Per noi è molto ed abbiamo anche apportato diversi miglioramenti nelle settimane precedenti. Giochiamo a viso aperto. Passiamo pure in vantaggio due volte (1-0 e 2-1) ma veniamo raggiunti e superati. Al 90° è 4-3 per loro. Come Italia-Germania nel ’70, solo che abbiamo fatto la fine dei tedeschi. La differenza tra noi e loro? Oltre alle statistiche, si intende… noi dobbiamo correre ed ammattirci per finalizzare un’azione. Loro, invece, sono letali: qualsiasi pallone toccano lo tramutano in gol.

Peccato, potevamo arrivare alla fase a gironi. Avremmo guadagnato tanti soldini e magari migliorato tutto. Magari saremmo poi rimasti. Ma il destino in Champions ci pare segnato.

  • Io: “Simon, sai cosa significa, questo? Vero?”
  • Simon Read: “Che siamo eliminati a meno di un miracolo, mister?”.
  • Io: “No, non credo a troppi miracoli. Il nostro bonus lo abbiamo avuto nel turno precedente. Non arriviamo ai gironi, non possiamo avere soldi per migliorare le infrastrutture. L’anno prossimo…”
  • Simon non fa in tempo a farmi finire la frase…
  • “Scelga tra Scozia, Portogallo, Olanda o giù di li…”.

Il nostro secondo aveva capito. Perché questo cammino così esaltante sia pure in una fase preliminare di Champions significava solo una cosa: ammazzare un nuovo campionato e se era comunque difficile eguagliare il punteggio pieno, ci si poteva provare. E con un maggior numero di gol fatti. Era l’unico stimolo alla vigilia di quel quarto campionato in Galles.

Comunque sia, il ritorno in Romania è già segnato. Perdiamo con onore: 5-3 non dando mai troppi problemi ai campioni di Bulgaria che vanno ai gironi. Lasciamo la competizione con un complessivo 9-6. Decente. Dignitoso, ma la prossima stagione dobbiamo andare in una competizione più evoluta.

Con i soldi raccolti, però, miglioriamo il fondo di gioco ancora una volta. Lo portiamo a livello 4, significa che ci saranno, in teoria, meno infortuni perché il fondo di gioco è finalmente importante. Degno di una squadra di professionisti. Il manto erboso è la cosa più importante del club. Ne parliamo con Simon.

  • Io: “Bellissimo il nuovo manto erboso. Costa più della squadra, praticamente. Ma è giusto che sia così”.
  • Simon Read: “Siete terribile, mister. Non pensa di offendere la sensibilità dei ragazzi?”.
  • Io: “No, e perché? Siamo troppo scarsi per avere una sensibilità. Cerchiamo di vincere e di far trascorrere il tempo nel miglior modo possibile. Rimarrei a vita ma non vedo prospettive. Gli sponsor praticamente non esistono ed il pubblico proprio non è innamorato”.

Ma non finisce qui. L’avventura in continentale si sposta nei gironi di Europa League. Incassi e diritti assicurati per 6 partite. Ed anche bastonate per noi sul campo con una valutazione di 33.7. Nel girone siamo con i croati della Dinamo (59.7 di valutazione) i tedeschi dell’Amburgo (69.9) ed i portoghesi Nacion (63.5).

Nel frattempo, il campionato è una passeggiata: 6 partite, 6 vittorie, 24 gol fatti.

Esordiamo con la Dinamo. Nono minuto, si infortuna il giovane portiere… entra Brisco.

  • Io: “Ah… cominciamo bene…”

Non finiamo di dire la frase e di sentire la risposta del nostro vice che prendiamo due reti in rapida successione. Siamo al 16°. Niente, i croati ci surclassano e ne segnano altri due sfiorando il quinto. Il primo tempo fi schiude 4-0.

Partita finita? Si. Ma noi siamo particolarmente fortunati. Segniamo il primo gol. E ne facciamo un altro a metà ripresa. Il pubblico ci crede: facciamo anche il terzo, poi sbagliamo un’azione ma anche loro sono nel panico. Finalizziamo il 4-4 all’87°.

Ci guardiamo negli occhi con Simon… siamo tra l’incredulo e l’euforico.

“Quattro gol, abbiamo recuperato quattro gol” lo diciamo in coro con io che faccio il gesto con la mano, un po’ come Totti nel famoso derby con la Lazio di qualche secolo fa.

Poi c’è l’Amburgo… leggiamo la formazione e ci mettiamo a ridere. Avete presente (ovviamente tutto rapportato al gioco) dover dire ai vostri giocatori di dover marcare dei professionisti di alto livello? E c’è anche un giocatore notevole, la loro punta sinistra (che ha 76 di punteggio).

Entriamo in campo, lo stadio è immenso ma è semivuoto. E certo, chi ci conosce a noi campioni del Galles? Al quarto d’ora rimaniamo in 10 per l’espulsione del nostro attaccante. Ci guardiamo con Simon e facciamo spallucce. Succede però l’imponderabile. Al ventesimo siamo sotto di due gol e fin qui… tutto nella norma. Ma l’imponderabile si concretizza nella seconda metà del primo tempo. Pareggiamo sfruttando due azioni dopo che loro avevano fallito il 3-0. È il calcio… Finisce 4-4, anche questa.

L’incredibile pareggio per 4-4 con l’Amburgo

Il Nacion, sulla carta è la squadra meno forte ma ci distrugge. Una gragnuola di gol si abbate su di noi: perdiamo 8-2. Il nostro portiere, povero lui, non ne ha indovinata mezza.

Nel ritorno ripareggiamo 4-4 con lo Zagabria a casa loro. Sembriamo il Foggia di Zeman nei primi due anni di A. E pareggiamo anche con l’Amburgo. Peccato uscire con 4 pareggi. Almeno due sarebbero potute essere vittorie. Col Nacion perdiamo 5-1 in casa e chiudiamo al terzo posto il girone.

Il tris di scudetti consecutivi in Galles è impietoso, guardate la classifica dopo l’ultima giornata: punteggio pieno e nessuna rete subita

Nel campionato, invece, regna la noia più sovrana. Ultima partita di andata, siamo primi a punteggio pieno e non abbiamo subito neppure un gol. Sarà così per tutta la stagione. Vinciamo a punteggio pieno il nostro terzo scudetto consecutivo: 104 gol fatti e nessuno subito. “Solo” 18, però i punti di vantaggio. Onore al Llanel che perde le due uniche partite stagionali contro di noi. La valutazione della squadra cresce: 35.2. Quasi, quasi rimarremmo… ma la stagione sarebbe avvilente. Un monologo noioso.  Il nostro capocannoniere ha fatto 43 gol. Una furia ma Benson che ne ha fatti “solo” 28 ha fatto un record: 7 gol in una sola partita.

Ci congediamo dal Galles alzando anche la coppa nazionale con un tennistico 6-0. I due attaccanti fanno tre gol a testa. Il portiere titolare viene espulso ma l’attaccante avversario la spara alta. Proprio non vogliono segnare.

  • Io: “Facciamo le valige?”
  • Simon Read: “Si, andiamo in Romania. Le piace”?
  • Io: “E perché no? Magari andiamo meglio. Magari facciamo come lo Steaua Bucarest di Dukadam, Balint e così via e vinciamo una Coppa europea”.
  • Simon Read: “Eh, ma sogna molto”.
  • Io: “Si, e poi andiamo in Italia, ho voglia di casa”.
  • Simon Read: “Dove c’è casa…”
  • Io: “Si, Simon, c’è telefono… “
  • Simon Read: “Beh, l’ha detto lei, ma non credo sia saggio andare subito in Italia… prima cominci a capire come funziona il campionato romeno”…
  • Io: “Uh, bellissismo. Ci divertiremo… campionato interessante ma ci vorrà tanto Cluj per fare bene in Europa”.
  • Simon Read: “Cluj??? Ma è una avversaria…”
  • Io: “Certo… non sei italiano”…
  • Simon Read: “No, non lo sono”.

PROSSIMA PARTE, SI CAMBIA ARIA

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