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Battlestar Galactica Deadlock: Sins of Sacrifice, Recensione

Il nuovo dlc uscirà la settimana prossima ed è stato messo sotto la lente di ingrandimento del nostro DannyDSC

Dopo aver condotto un excursus su ciò che Battlestar Galactica: Deadlock ha da offrire insieme ai suoi dlc, oggi andremo ad analizzare Sins of Sacrifice, contenuto aggiuntivo in uscita la settimana prossima. Per l’esattezza, martedì 19 marzo. Per questa espansione, Slitherine e Black Lab Games hanno deciso di puntare sul miglioramento di quanto già visto e aggiungere qualcosina sul fronte della storia. Anche in questa occasione il nostro DannyDSC ha detto la sua.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

A livello temporale, questa espansione si colloca poco dopo l’Operazione Anabasis, e vedrà il nostro ammiraglio Lucinda Cain alle prese con 11 nuove missioni che andranno a concludere l’arco narrativo della prima stagione. Le missioni si snoderanno con lo stesso schema della campagna base. Sistemata la flotta e costruite nuove navi, balzeremo sul settore indicato per iniziare la battaglia che continuerà la storia. Nel mentre, dovremo fare attenzione alle flottiglie cyloni che appariranno a random sulla mappa, sottraendo vitali risorse per la nostra sopravvivenza. Rispetto ai dlc precedenti, qui gli intrighi porteranno il nostro ammiraglio ad affrontare una sorta di guerra interna (non vogliamo spoilerarvi nulla).

Diciamo che Black Lab Games ha voluto proporre una variazione sul tema, dove i nemici non saranno solo i robottoni. La difficoltà delle battaglie va via via crescendo, e Sins of Sacrifice ci permette anche di importare i progressi avvenuti con la campagna base nella nuova espansione. Il nostro consiglio è di farlo solo se abbiamo finito il gioco base, in quanto i nemici attaccano già in forze e senza i dovuti progetti e potenziamenti acquisiti durante le battaglie precedenti (magari anche con relativi dlc rilasciati in seguito), si rischia di arrivare al game over già dopo la prima mappa.

I SUONI DELLA GUERRA

A livello strettamente contenutistico, oltre alla nuova campagna, avremo due nuove classi di navi: la Heracles, una base stellare pesantemente armata, e i Gorgon cyloni, navi di supporto avanzate capaci di riparare la flotta durante la battaglia. La prima è letteralmente capace di salvarci la pelle da situazioni disastrose, monta cannoni letteralmente ovunque, è fa davvero male. Ovviamente come ogni nave di grossa stazza che si rispetti, ha un “peso specifico” superiore, e se il nostro ufficiale in comando non ha abbastanza punti, dovremo fare rinunciare a qualche nave aggregata a questa o quella flotta. Fin da subito, possiamo dirvi che non c’è una soluzione di sorta, i cyloni attaccano sempre in massa e sono spesso in superiorità numerica.

Avere la Heracles o il Galactica dalla nostra, non sarà un timbro automatico sul successo di una missione, anzi. La miglior scelta è cercare di far si che l’ufficiale in comando acquisisca esperienza con scaramucce di breve durata (magari risolte automaticamente con l’apposita opzione) in modo da poter comandare una flotta più ampia. È importante avere più di una flotta a pattugliare lo spazio delle 12 colonie, poiché i cyloni attaccheranno spesso, e questo è un ottimo espediente per far livellare tutti i nostri ufficiali. Rispetto ai precedenti dlc, Anabasis compreso, qui le battaglie sembrano davvero più difficili, e quando il Gorgon cylone entra in gioco, può sconvolgere ogni equilibrio.

In pratica, nel bel mezzo della battaglia, quando eravamo sicuri della nostra vittoria, il Gorgon si avvicinerà alle navi nemiche riparandole in pochi turni. In una delle nostre prove, una sicura vittoria si è trasformato in una deludente sconfitta quando a corto di missili, con i fianchi scoperti e la flotta piuttosto danneggiata, ci siamo ritrovati ad affrontare navi riparate nuove di zecca.

SPARA, SPARA, SPARA!

Un’altra delle novità introdotte con questo dlc è la bellezza di 1.100 registrazioni per le comunicazioni audio che sentiremo sia durante le battaglie che nei replay in cinematica, caratterizzando ancor più i combattimenti dei nostri viper. Inoltre, grazie al “veterancy system” (che verrà introdotto con il relativo update gratuito in uscita con il dlc) tutte le navi e gli equipaggi guadagneranno esperienza.

Sopravvivere, o abbattere il nemico non servirà solo per far terminare la missione, ma anche per migliorare i nostri equipaggi che aumentando di livello, miglioreranno le statistiche delle nostre navi in maniera passiva. Un sistema simile a quello degli ufficiali, con la differenza che non saremo noi a decidere quali bonus si otterranno al passare di livello. Per quel che riguarda la grafica, abbiamo notato una migliore gestione degli effetti particellari e delle esplosioni, segno che la software house non si è soffermata nemmeno su questo punto.

Tornando al comparto audio, ora avremo anche la possibilità di aggiungere la nostra musica, che verrà riprodotta in gioco. Diverse aggiunte, molte migliorie, fanno di questo dlc un must have per chi ha apprezzato Battlestar Galactica: Deadlock. Se avete apprezzato il titolo base, non vi deluderà, soprattutto grazie al sempre ottimo grado di sfida anche ai livelli più semplici. Ora, bando alle ciance e correte a preparare la vostra compilation di tracce audio prese dalla serie televisiva, per immergervi ancor più in questa fantastica ambientazione (nota: un suggerimento, Battlestar Galactica Season 3 ost: Storming New Caprica, minuto 4’23”, non aggiungiamo altro).

COMMENTO FINALE

In sostanza Sins of Sacrifice continua ed amplia quanto proposto da Battlestar Galactica: Deadlock e dei successivi dlc di cui abbiamo parlato qui. Non daremo voto per questo contenuto aggiuntivo ma è assolutamente consigliato a chi ama e vuole avere tutti (ma proprio tutti) i contenuti.

Pregi

Buona offerta contenutistica. La qualità media è sempre alta. Aumenta la longevità.

Difetti

La difficoltà è sempre particolarmente elevata.

Voto

Si.

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