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Gekido Kintaro’s Revenge, (mini) Recensione Pc

Il beat’em up di Naps Team approda anche su Steam. Il nostro racconto

Di Gekido Kintaro’s Revenge ne abbiamo parlato tantissimo. Dopo diversi mesi il titolo è finalmente giunto su Pc. Prima su GOG ora su Steam.

La storia è stata più volte raccontata per cui saremo brevi per descrivere il pregevole lavoro svolto da Naps Team che con pazienza e dedizione è riuscita a concludere un percorso che ha portato il suo beat’em up su tutte le console attuali ed ora anche su Windows sulle piattaforme più in auge.

Non indulgiamo oltre: vi lasciamo a questa brevissima recensione della versione Steam del gioco che proprio oggi (4 marzo 2019) si affaccia sulla piattaforma di Valve per Pc. Buona lettura.

TETSUO TORNA CONTRO UN NEMICO SCONOSCIUTO

Gekido Kintaro’s Revenge ci porta un anno dopo le vicende narrate in Urban Fighters. Il nostro eroe è Tetsuo, un esperto di arti marziali, amico di Travis che era stato il personaggio principale del capitolo della serie.

Dopo aver parlato col suo sensei Ushi, il nostro Tetsuo viene inviato in un remoto villaggio rurale, dove la natura, case semplici di contadini e dei templi la fanno da padrona. Li, il protagonista deve parlare con dei contadini per indagare su strani ed inquietanti avvenimenti. Sembra, infatti, che i morti siano tornati in vita dalle tombe. Il tutto è cominciato, come raccontano i personaggi che interroghiamo nelle primissime fasi, da quando il tempio è stato abbandonato ed invaso dai demoni di ogni genere.
Il mistero si infittisce ed i pericoli diventano tangibili dopo che Tetsuo vede alcuni abitanti del villaggio morenti a seguito di un nuovo episodio di violenza. Una persona in fin di vita si rivolge al protagonista dicendo che sono stati “i corvi” a firmare quest’ultimo attacco. Ma è chiaramente ben altro.

LA VERSIONE PC

Non è cambia sostanzialmente nulla tra questa e le altre versioni. Si può scegliere tra diverse opzioni video per ottenere effetti vintage come la possibilità di applicare un filtro CRT per emulare la visione di un gioco dalla tv con tubo catodico, aggiungere le linee dello schermo o emulare uno schermo con angoli tondi (in pieno stile anni ’80). C’è anche la possibilità di optare per la risoluzione dello schermo e supporto della risoluzione 4K  (ossia 3840×2160 ) e per il formato in 16:9 o nel classico 4:3.

Si può scegliere anche tra le musiche originali e quelle (sapientemente) rielaborate e potenziate per questa riproposizione in chiave moderna. Troviamo anche la galleria degli artwork nonché gli Achievements e le classifiche online.

Rispetto all’originale del 2002, inoltre, sono state aggiunge alcune modalità presenti anche su Windows che affiancano la storia. Quest’ultima prevede un cammino suddiviso in cinque capitoli. Il beat’em up classico a scorrimento orizzontale ma con la possibilità di esplorare anche stanze e dungeon. La meccanica che ricorda le meccaniche di Double Dragon e Streets of Rage e quindi bisognerà affrontare orde di nemici (e mostri) nonché i boss ma bisognerà anche trovare oggetti fondamentali per il proseguimento dell’avventura aggiungendo un po’ di profondità al gameplay rispetto ai titoli sopracitati.

Tra l’altro troviamo molte più scene di intermezzo che giovano alla spettacolarità del gioco nonché alla sua trama. Ah, giusto per ricordarlo, sulla strada sono disseminati anche oggetti con i quali interagire che, spaccandoli, rilasciano bonus. Anche i nemici quando abbattuti rilasciano bonus come quello che dà un boost (velocizza) ai movimenti, o malus come il rallentamento delle nostre mosse o, addirittura, l’impossibilità di attaccare o difenderci.

Tra le novità anche la possibilità di vestire i panni di Shingo, amico di Tetsuo e giocare in coppia nel classico multiplayer cooperativo locale. Il grado di sfida è fin da subito calibrato ed i ritmi si alzano sempre più. Finire Gekido non prenderà, forse, troppo tempo, ma sicuramente farà sudare.

Troviamo anche la modalità Sopravvivenza nella quale si dovrà resistere il più a lungo possibile in un cammino lineare ma che assume sempre i contorni di una sfida sempre più ardua nel tentativo di eliminare nemici sempre più potenti fino a quando non si perderanno tutte le vite a propria disposizione.

Anche la versione Steam ha la modalità Caccia alla Reliquia. Qui, i protagonisti dovranno raccogliere alcuni artefatti disseminati all’interno di dungeon molto ampi e generati proceduralmente dove si dovranno raccogliere mappe ed artefatti ma al tempo stesso combattere con nemici ed evitare le trappole diverse ogni volta che verrà iniziata una nuova partita.

UNA PIXEL ART POETICA E MUSICHE DI ALTO LIVELLO

Neppure dal punto di vista tecnico il gioco differisce dalle controparti. Detto delle varie differenze, infatti, Gekido Kintaro’s Revenge ci offre una pixel art molto interessante e davvero ben fatta. Uno stile grafico che ricorda quello dei classici giapponesi. Un vero omaggio alla cultura del Sol Levante con un lavoro visivo davvero pregevole. Ottime le animazioni nonché la varietà dei nemici. Ne contiamo di diverso tipo e, quasi tutti, pericolosi, ma molto ben caratterizzati. Le ambientazioni inoltre sono piuttosto varie ed articolate mentre si fanno apprezzare le scene di intermezzo.

Di pregevole fattura anche le musiche. Sia quelle originali che quelle rifatte. Gekido Kintaro’s Revenge è un piccolo capolavoro che riporta alla luce un bel gioco – forse troppo dimenticato – per Gameboy Advance. Dobbiamo considerare questo: che ricalca ed amplia un titolo di oltre 15 anni fa. Un vero e proprio atto d’amore.

COMMENTO FINALE

Un bel gioco dura poco, recita un famoso adagio. Purtuttavia, Gekido Kintaro’s Revenge propone anche due modalità moderne per offrire maggiori occasioni di rigiocare il titolo dopo aver concluso la breve, ma intensa modalità Storia. Stimolante fare i punteggi più alti nella modalità Sopravvivenza. Divertente giocare in coppia.

Un bel lavoro dal punto di vista tecnico che offre un gioco con una bella pixel art (a regola d’arte) con ottime location, belle animazioni e quei colori che ci riportano indietro nel tempo. A queste aggiungiamo belle scene di intermezzo ed un ottimo sonoro. Giusto anche affermare che il rapporto qualità/prezzo offerto è piuttosto equilibrato anche per il grado di sfida. Gekido è un beat’em up di classe.

Siamo curiosi a questo punto di sapere come proseguirà la saga. Forse lo abbiamo chiesto, ma tentar non nuoce. Naps Team, dopo Baldo (che ci incuriosisce e di cui conosciamo ben poco), potreste tornare su Gekido?

Pregi

Pixel Art stupenda. Buone musiche. Oltre alla modalità Storia (dalla buonissima trama) ci sono altre due varianti interessanti che ne aumentano la ri-giocabilità e la longevità. Buon grado di sfida. Vogliamo il sequel!

Difetti

la modalità Storia dura pochino. In alcuni passaggi, il peso degli anni passati si fa sentire. Dove è il sequel? (non influisce sul voto).

Voto

8+

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