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Kingdom Rush 6: Genesis TD, il passato torna all’attacco, recensione

Si torna sui campi di battaglia delle origini, con nuove scelte strategiche e un giovane Vez'nan da fermare

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Kingdom Rush 6: Genesis TD ci riporta là dove tutto è cominciato. Quindici anni dopo il primo capitolo, Ironhide Game Studio sceglie di guardarsi indietro con una premessa che sa di scommessa: tornare nel regno originale, quando le leggende erano ancora da scrivere, per impedire a un giovane Vez’nan di imboccare la strada della corruzione. È un capitolo che vuole accontentare i veterani senza chiudere la porta ai nuovi arrivati, e che per riuscirci rimette mano a più di una regola della celebre formula.

Ne esce un tower defense ricco di contenuti, con una preparazione articolata e una cura per le mappe che raramente si vede nel genere. Il rovescio della medaglia sta in una curva di difficoltà non sempre equilibrata e in una progressione che chiede a tratti più pazienza di quanta ne vorremmo concedere. Ma andiamo nel dettaglio con questa recensione della versione Pc di Kingdom Rush 6: Genesis TD. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dagli stessi sviluppatori, è disponibile anche su iOS e Android. Buona lettura.

UN PASSATO DA RISCRIVERE

Un viaggio nel tempo ci porta nella Linirea delle origini, prima che Vez’nan diventi il nemico che conosciamo. Dobbiamo fermarlo prima che il suo destino sia segnato. Il passato diventa così il pretesto per ritrovare ciò che i fan conoscono bene: volti noti, campi di battaglia iconici e nemici familiari, riletti alla luce di ciò che accadrà. La trama non pretende di stupire, e i toni restano quelli leggeri e autoironici cui la serie ci ha abituati.

Tra una mappa e l’altra, le scene in stile fumetto aggiungono dettagli e concedono un piccolo respiro tra le sfide. I veterani coglieranno rimandi e strizzatine d’occhio. Chi invece non ha mai toccato un Kingdom Rush troverà un racconto semplice da seguire, anche se un breve riepilogo avrebbe aiutato a dare il giusto peso ai personaggi che ritornano. Resta pur sempre un tower defense: il cuore dell’esperienza è altrove.

DUE EROI, CINQUE TORRI, TRE INCANTESIMI

Kingdom Rush 6: Genesis TD

L’ossatura è quella di sempre. Costruiamo torri lungo i percorsi, guadagniamo oro eliminando i nemici e lo reinvestiamo in difese e potenziamenti, mentre le caserme schierano truppe per rallentare l’avanzata. Ogni avversario ha resistenze e punti deboli: conviene pensare a cosa piazzare e dove, invece di coprire la mappa con ciò che capita. Una parte importante della strategia si decide però prima dello scontro.

Il roster comprende quindici torri, dodici eroi e nove incantesimi. Prima di ogni livello scegliamo cinque torri, due eroi e tre magie, valutandone sinergie e copertura. Il doppio eroe, già presente in Kingdom Rush 5: Alliance, resta una delle scelte che incidono di più sulla lettura delle mappe. Possiamo presidiare due punti caldi oppure concentrare la coppia dove serve. Gli incantesimi si selezionano in maniera indipendente dagli eroi, e anche qui il tempismo pesa parecchio sull’esito dei livelli.

Kingdom Rush 6: Genesis TD

Rispetto alle torri di base dei primi capitoli, che si dividevano in due specializzazioni, l’assetto ordinario propone strutture dal ruolo già definito. Fuori dalla battaglia torna invece un sistema globale di potenziamento delle torri, mentre eroi e incantesimi conservano livelli e alberi di abilità individuali. È una distinzione importante: le torri non richiedono di essere allenate una per una. La crescita offre comunque parecchie occasioni di sperimentare, accompagnate da piccole soddisfazioni visive quando si sbloccano nuove capacità.

C’è tuttavia un effetto collaterale. Con tanto peso affidato a eroi da riposizionare e magie da lanciare al momento giusto, l’attenzione si sposta spesso dalla costruzione delle difese alla gestione immediata dello scontro. Il risultato è più dinamico, ma lascia meno spazio alla componente riflessiva. Alcuni potenziamenti di fascia alta costano tanto da rendere preferibile rinunciarvi, mentre certe torri sbloccabili incidono meno di quelle iniziali. Anche gli eroi richiedono sorveglianza: se li perdiamo di vista possono restare sotto i colpi nemici, costringendoci a intervenire quando la mappa è già in fermento.

MAPPE VIVE, SFIDE IRREQUIETE

Kingdom Rush 6: Genesis TD

La campagna di Kingdom Rush 6: Genesis TD conta 18 livelli distribuiti su tre ambientazioni, con oltre quaranta tipologie di nemici e sei boss. Il level design poi è tra i più riusciti della serie. Alcune mappe introducono eventi che modificano i percorsi e aprono nuove corsie da difendere. Altre offrono postazioni speciali e mercenari da ingaggiare. Ogni scenario ha un’identità riconoscibile, e il quadro tattico può cambiare nel mezzo di un’ondata. I livelli sono piuttosto lunghi, spesso articolati su 15 ondate. Abbiamo quindi tempo per investire su poche torri chiave oppure per distribuire le difese, ma ogni fallimento costa parecchi minuti.

A rendere il pacchetto corposo contribuiscono 5 modalità alternative, disponibili per ciascuno scenario:

  • Iron Challenge: una sola ondata d’élite e una sola vita.
  • Blitz Challenge: tre ondate, nemici più veloci e maggiori guadagni d’oro.
  • Spell Rush: niente eroi, ma torri e incantesimi con ricarica più rapida.
  • Hero Party: quattro eroi in campo, senza incantesimi.
  • Classic Rush: un solo eroe, le torri originali con le loro specializzazioni e le magie storiche: Rinforzi e Pioggia di fuoco.

Ognuna impone di rivedere le priorità, offrendo una varietà che va oltre il semplice aumento dei numeri degli avversari. Le sfide aggiuntive permettono inoltre di ottenere stelle per sbloccare altri elementi del roster. La rigiocabilità è quindi legata alla progressione, una scelta che premia la curiosità ma può diventare un ostacolo quando vorremmo soltanto provare una nuova combinazione.

LA FATICA DI CRESCERE

Kingdom Rush 6: Genesis TD

Nel complesso la campagna è gestibile, ma la difficoltà non procede in modo uniforme. Alcune ondate alzano bruscamente l’asticella, soprattutto quando eroi e magie non sono ancora sviluppati a sufficienza. È qui che tornare agli scenari precedenti può sembrare la soluzione più immediata, anche se non è sempre quella più divertente. Il problema non è che una sola campagna non basti a portare al massimo l’intero roster:

con tanti personaggi e incantesimi sarebbe una pretesa eccessiva.  A pesare è il tempo necessario per rendere soddisfacente una nuova combinazione. Eroi e magie crescono separatamente, e cambiare assetto comporta ancora una fase di “recupero” che spezza il ritmo. Le stelle ottenute affrontando nuove sfide e l’esperienza accumulata giocando sono due progressioni distinte.

Kingdom Rush 6: Genesis TD

Ripetere un livello non significa ricevere automaticamente altre stelle. La patch del 6 ottobre ha già alleggerito questi vincoli, riducendo del 40% l’esperienza richiesta agli eroi per raggiungere il livello 10 e del 25% quella necessaria agli incantesimi per arrivare al massimo. Su Steam sono diminuite anche le stelle richieste da 15 sblocchi, mentre alcune ondate e diverse torri hanno ricevuto ritocchi al bilanciamento. Ciò nonostante, la progressione continua a rallentare la voglia di sperimentare e i picchi di difficoltà non sono scomparsi.

Perciò possiamo affermare quanto le cose non siano ancora perfette. Resta inoltre l’assenza di un comando per accelerare l’azione (un must in molti titoli sui generis ormai ndr), utile soprattutto quando si torna su livelli già affrontati. Nelle sfide più impegnative il ritmo ordinario permette di seguire tutto; nei passaggi ormai noti, invece, l’attesa diventa una fonte di attrito.

UN REGNO DISEGNATO A MANO

Kingdom Rush 6: Genesis TD conserva lo stile inconfondibile della serie: disegnato a mano, colorato e pieno di carattere. Le mappe sono costellate di piccoli dettagli animati: contadini che modellano statue d’erba, muratori al lavoro, animali che pascolano mentre un esercito avanza. Sono particolari che si rischia di perdere nella foga delle ondate, ma danno a ogni scenario una personalità propria. Le animazioni delle torri e i cambiamenti che accompagnano alcuni sblocchi mostrano la stessa attenzione.

La colonna sonora poi sostiene bene l’azione. I temi familiari sono stati rielaborati senza perderne lo spirito, mentre i nuovi brani si inseriscono con naturalezza. Sul fronte tecnico, la versione Pc presenta qualche incertezza occasionale, senza che questo comprometta il quadro generale. Il controller è supportato e i requisiti dichiarati sono contenuti: nella nostra prova, comunque, l’ottimizzazione ci è parsa alquanto buona.

Kingdom Rush 6: Genesis TD

DA AVERE SENZA RISERVE

Kingdom Rush 6: Genesis TD costituisce un ritorno alle origini capace di affiancare nostalgia e voglia di sperimentare. La preparazione di torri, eroi e incantesimi offre molte combinazioni, mentre mappe ispirate, cinque modalità alternative e una notevole cura per i dettagli ne fanno un tower defense ricco e convincente. Pesano i picchi di difficoltà e una progressione che rallenta la sperimentazione: criticità ancora presenti dopo la patch del 6 ottobre, che comunque è servita a migliorare il quadro generale. L’impossibilità di accelerare i passaggi già noti rende più faticosi i ritorni sulle mappe. Quello di Ironhide Game Studio resta comunque un capitolo che ha molto da offrire agli appassionati, e nel quale anche i nuovi arrivati possono trovare buone ragioni per fermarsi.

Pregi

Level design ispirato, con eventi che modificano le mappe. Preparazione articolata e numerose combinazioni. Cinque modalità alternative che ampliano la rigiocabilità. Stile disegnato a mano ricco di dettagli animati.

Difetti

Picchi di difficoltà ancora poco equilibrati. Progressione lenta e grinding che frenano la sperimentazione. Nessuna possibilità di accelerare l'azione. Efficacia e costi di alcune torri non sempre convincenti.

Voto

8

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