Total War: Shogun 2 – Complete Edition ci riporta nel Giappone feudale di uno dei capitoli più amati della celebre saga di strategici, a ben quindici anni dal debutto originale. Rimettere mano a un classico significa confrontarsi con il ricordo di chi lo ha vissuto e, allo stesso tempo, renderlo accessibile a chi magari arriva dai Total War più recenti. La strada scelta da Creative Assembly e Mataboo è quella dell’aggiornamento senza stravolgimenti: la consueta fusione di campagna a turni e battaglie in tempo reale torna accompagnata dalle espansioni, da un comparto tecnico rivisto e da alcune comodità introdotte nei capitoli successivi.
Il risultato è un pacchetto ricco, che conserva il valore dell’originale ma non ne risolve abbastanza i limiti, aggiungendo problemi che ne hanno compromesso il ritorno. Il gioco infatti ha avuto un esordio travagliato: dopo aver debuttato sul mercato lo scorso 13 ottobre, il publisher SEGA e gli sviluppatori hanno annunciato il ritiro dalla vendita su tutti gli store (Steam, Epic Games Store e GOG ndr), ripristinando il titolo originale, precedentemente rimosso, e riconoscendo che l’esperienza non raggiungeva gli standard attesi. Chi ha acquistato la nuova edizione mantiene comunque l’accesso al gioco.
La nostra recensione prende comunque in esame la versione di lancio, segnata da numerose polemiche da parte della community tra problemi tecnici “storici” rimasti irrisolti e un sospetto uso dell’IA generativa per l’elaborazione delle illustrazioni e non solo. Di seguito dunque la recensione di Total War: Shogun 2 – Complete Edition. Buona lettura.
TRE EPOCHE, UNA SOLA GUERRA
Il cuore dell’offerta è la quantità di contenuti. Alla campagna originale, ambientata nel periodo Sengoku, si affiancano le due grandi espansioni. Nella prima un clan cerca di unificare un paese frammentato e conquistare lo shogunato. Rise of the Samurai ci riporta invece alla guerra Genpei, con eserciti meno articolati e un diverso equilibrio tra i reparti. Fall of the Samurai ci catapulta nell’Ottocento, tra industrializzazione, fucili, artiglieria, ferrovie e navi da guerra moderne. Lo stesso impianto permette così di passare dalle armi tradizionali a un conflitto in cui gittata e progresso tecnologico cambiano radicalmente le priorità.
Al tutto si aggiungono oltre cinquanta fazioni minori giocabili. La community aveva già esplorato questa possibilità attraverso le mod: ora lo sblocco riceve un supporto ufficiale. L’idea amplia le partenze disponibili, ma l’esecuzione convince a metà: mancano bonus specifici capaci di distinguerle, quindi a caratterizzarle è soprattutto la posizione sulla mappa. Anche i vincoli commerciali di alcuni piccoli domini isolani rendono queste campagne meno flessibili di quanto il numero delle fazioni lasci immaginare.
IL PESO DELLE SCELTE

Sul piano strategico Total War: Shogun 2 – Complete Edition conferma la propria solidità. Il Giappone è già spartito tra i clan e viene meno la corsa iniziale ai territori liberi tipica di altri 4X. Si parte subito dall’economia e dalla preparazione alla guerra, con un ritmo ponderato. Concentrarsi soltanto sull’esercito, trascurando infrastrutture, approvvigionamenti e ordine pubblico, può compromettere la stabilità delle province. Rimediare richiede diversi turni, durante i quali il resto del paese non rimane certo a guardarci.
La campagna premia la pianificazione e punisce chi sottovaluta l’avversario. Anche alle difficoltà più basse non basta allargare i confini senza chiedersi come mantenerli. Gli alberi di sviluppo di personaggi e tecnologie offrono effetti percepibili su tesoro e unità, mentre lo spazio limitato nelle città-castello rende ogni costruzione una scelta tra economia, reclutamento e necessità della popolazione. Prima di partire potremo regolare durata e difficoltà della campagna, adattandola al tempo a disposizione.
L’identità dell’interfaccia resta uno dei punti di forza. Mappa e menu richiamano l’arte giapponese tradizionale: pennellate d’inchiostro sottolineano le selezioni, mentre la nebbia di guerra restituisce le regioni sconosciute a una carta quasi d’epoca. Nelle fasi avanzate torna il Realm Divide, che spinge gli altri clan contro la potenza emergente. Qui arriva una delle aggiunte migliori: potremo mantenere il comportamento originale, renderlo più severo oppure disattivarlo, scegliendo quanto debba pesare la reazione del Giappone alla nostra ascesa.
SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Le battaglie reggono ancora grazie a un insieme di unità relativamente contenuto, ma dai ruoli chiari. Lancieri, spadaccini, arcieri e cavalleria richiedono impieghi diversi, e il morale resta decisivo. Un fianco sorpreso o una carica ben assestata possono far crollare una linea apparentemente salda. La contropartita è una certa omogeneità tra le armate, soprattutto per chi arriva dai capitoli con fazioni molto più differenziate. Le specializzazioni dei clan principali, dalla cavalleria dei Takeda agli arcieri dei Chosokabe, esistono ma non cambiano ogni volta le regole della guerra.
Quando gli scontri crescono di scala, la gestione si fa impegnativa. Posizioni, terreno, stanchezza e munizioni moltiplicano i dettagli da controllare. Alcune manovre, come ruotare un reparto sotto pressione, non sempre restituiscono la precisione desiderata. Il generale conta per il morale e per le capacità di comando, quindi preparare bene l’armata è importante quanto guidarla. Le pause tattiche aiutano a tenere insieme tutto, senza cancellare il tempo necessario per leggere il campo e correggere gli errori.
Chi preferisce evitare uno scontro può affidarsi alla risoluzione automatica, mentre battaglie storiche e personalizzate permettono di esercitarsi. Il multiplayer offre inoltre campagne cooperative e competitive. Il valore tattico del gioco rimane evidente; meno convincente è il modo in cui questa edizione si porta dietro alcuni problemi già conosciuti.
UNA NUOVA MANO D’INCHIOSTRO

L’intervento sul fronte tecnico è la parte più evidente su Total War: Shogun 2 – Complete Edition. Il passaggio a 64 bit si accompagna a tecnologie di rendering riprese dai Total War più recenti, con interventi su luci, ombre, terreno, acqua e condizioni atmosferiche. Le battaglie acquistano dettaglio, ma l’illuminazione può risultare troppo scura e rendere le unità meno leggibili. La mappa della campagna, più satura e brillante, perde invece parte dell’atmosfera velata dell’originale. Il cambiamento si vede, ma non sempre appare un miglioramento.
Più riuscite le nuove sequenze animate ispirate all’ukiyo-e, che si possono sostituire con quelle originali. Arrivano inoltre doppiaggio e testi in giapponese e cinese e, soprattutto, la scalatura dell’interfaccia per 1440p e 4K. È una comodità importante per un gioco nato nel 2011. Sul piano estetico resta però un affinamento disomogeneo, il cui risultato non giustifica sempre il fisiologico aumento delle richieste sul fronte hardware. Il passaggio a una base tecnica più moderna, da solo, non basta a garantire una versione migliore in ogni aspetto.
I controlli aggiornati sono tra le aggiunte più utili. Potremo spostare e ruotare gruppi con le combinazioni adottate dai capitoli successivi, osservare il campo da una prospettiva più alta e personalizzare gli elementi dell’interfaccia. Si aggiungono diplomazia rapida, generazione automatica dell’esercito nelle battaglie personalizzate, sovrapposizioni informative delle province e opzioni per il daltonismo. Sono interventi che rendono più comodo comandare, anche se la ricerca dei candidati al matrimonio e alcune operazioni sugli agenti restano meno pratiche del necessario.
COMODITÀ MODERNE, VECCHI DIFETTI

È sul lavoro di rifinitura che Total War: Shogun 2 – Complete Edition delude. Il pathfinding negli assedi resta incerto: capita che gli avversari esitino davanti alle mura o non sfruttino bene gli accessi. Altre unità possono bloccarsi pur risultando ancora impegnate in combattimento. La condotta navale è spesso troppo attendista e ci obbliga a spendere tempo per raggiungere una flotta che preferisce restare lontana, mentre alcuni indicatori di orientamento non coincidono perfettamente con ciò che vediamo dall’alto. Restano anche spostamenti poco comodi degli agenti, tempi di ricerca lunghi e tutorial che non accompagnano abbastanza nella complessità della gestione.
Nel multiplayer si aggiungono inoltre dei problemi di desincronizzazione. Sono criticità diverse per peso e frequenza, ma insieme frenano l’impressione di un’edizione pubblicizzata come definitiva. Certo non mancano correzioni concrete, come interventi su fatica, statistiche, bonus e dati delle unità. Sarebbe quindi scorretto parlare di un lavoro svolto solamente sul piano estetico. Il problema è che le modifiche non eliminano abbastanza gli inciampi che si incontrano giocando, soprattutto quando l’IA dovrebbe sostenere la sfida. Quindici anni dopo, aspettarsi una revisione più risolutiva non era e non è eccessivo.
LE MOD E IL PREZZO DELL’AGGIORNAMENTO

La parte commerciale richiede una distinzione fra il piano di lancio e ciò che è accaduto dopo. Total War: Shogun 2 – Complete Edition è stato lanciato a 39,99 euro, con uno sconto fedeltà del 75% per i possessori dell’originale su Steam, che sarebbe stato valido fino al 12 novembre. Su Steam il pacchetto comprendeva anche la versione storica e i suoi DLC, escluso il Blood Pack. L’inclusione dell’originale non era prevista negli acquisti sugli altri negozi. Ai vecchi possessori erano inoltre destinati gratuitamente i contenuti aggiuntivi della versione originale. La nuova edizione era diventata de facto l’unica via d’acquisto dell’originale, rimosso dalla vendita autonoma.
Come abbiamo riportato nell’introduzione però, due giorni dopo il lancio è stato deciso di ritirare dal mercato la Complete Edition, ripristinando l’originale del 2011. Per le mod, il limite era ed è già chiaro (e non a caso era tra le principali ragioni di protesta da parte della community). Il supporto integrato tramite mod.io non rendeva/rende compatibili le modifiche esistenti con la Complete Edition. L’originale resta giocabile e il suo supporto alle mod non viene cancellato, ma la nuova versione apre una separazione concreta per una community che in 15 anni di modding ha costruito molto attorno al gioco.

POTREBBE DARE SODDISFAZIONI
Total War: Shogun 2 – Complete Edition conserva uno strategico di grande valore. La profondità della campagna, le differenze fra le tre epoche e il fascino dell’ambientazione reggono ancora. I nuovi controlli, l’interfaccia scalabile e il Realm Divide regolabile rappresentano aggiunte utili. Per chi lo possiede, rimangono molte ore di conquiste e battaglie capaci di assorbire l’attenzione. Il rinnovamento svolto da Creative Assembly e Mataboo però non si è rivelato all’altezza della promessa di un’edizione definitiva.
L’IA e gli assedi continuano a mostrare limiti, la revisione visiva è discontinua e l’incompatibilità con 15 anni di mod realizzate dalla community pesa soprattutto sui veterani. Il ritiro dalla vendita rende inoltre superato un consiglio d’acquisto immediato: occorre vedere quali problemi saranno corretti e quando e a quali condizioni il gioco tornerà disponibile. Il classico c’è ancora. È il restauro che deve dimostrare di meritarselo.
Pregi
Tre campagne che attraversano epoche e modi di combattere diversi. Profondità strategica e tattica ancora coinvolgente. Realm Divide regolabile. Controlli modernizzati e interfaccia scalabile alle alte risoluzioni. Sequenze ukiyo-e opzionali e oltre cinquanta fazioni minori sbloccate.
Difetti
IA, pathfinding e condotta navale ancora poco rifiniti. Mod dell’originale incompatibili con la nuova edizione. Revisione visiva disomogenea e battaglie talvolta troppo scure. Fazioni minori poco caratterizzate. Problemi multiplayer e un lancio culminato nell’annuncio del ritiro dalla vendita.
Voto
6