Per anni Gear.Club Unlimited è stata una serie di nicchia: un racing game a budget contenuto, nato da una costola mobile e cresciuto soprattutto sulle console Nintendo, dove la concorrenza su quattro ruote era meno agguerrita. Dietro a tutto c’era (e c’è ancora) Eden Games, una software house francese che nel 2014 smise di essere sussidiaria di Atari, e cominciò a lavorare sulla serie in questione.
Con questo terzo capitolo, lo studio tenta il salto di categoria sbarcando anche sulle piattaforme “maggiori”, dove tuttavia il campo in materia di racing è decisamente più affollato. Vediamo come è andata con questa recensione della versione Pc di Gear.Club Unlimited 3. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Nacon, è disponibile anche su PS5, Xbox Series X/S e Switch 2. Buona lettura.
UN CLUB DA COSTRUIRE, DALLA FRANCIA AL GIAPPONE
La modalità Storia ci affida il ruolo di un pilota emergente di Gear.Club, organizzazione nata in Francia ma che ora mira ad aprire la prima sede in Giappone. Bisogna reclutare piloti e meccanici, procurarsi auto e sponsor e farsi un nome nella scena underground, facendo la spola tra i due paesi. Il pretesto narrativo è valido, la messa in scena decisamente meno. Personaggi ridotti a ritratti statici, testo a schermo e nessun doppiaggio. Il racconto serve principalmente ad annunciare l’evento successivo.
A interrompere la routine ci sono prove speciali, come una sfida a bordo di una Porsche contro una mongolfiera o quella di una Veyron contro un treno, più curiose che spettacolari. In compenso, la campagna è piuttosto lunga: tra eventi principali e opzionali si superano facilmente le venti ore. Come qualunque racing game che si rispetti, il punto di forza di Gear.Club Unlimited 3 è il feeling di guida. Le auto hanno un peso credibile e un comportamento a metà strada fra arcade e simulazione.

Una Lotus leggera si comporta in modo molto diverso da una Bentley che sottosterza come una chiatta, e con gli aiuti disattivati le vetture a trazione posteriore si recuperano senza troppa fatica quando perdono aderenza. Le assistenze comprendono frenata assistita e controllo dello slittamento, mentre il cambio può essere manuale o automatico. Nel complesso però il modello di guida resta comunque permissivo. Il drift invece non diventa mai del tutto naturale: si possono lanciare le auto in curva senza perdere molto tempo, ma manca la sensazione di controllare davvero una derapata ben costruita.
Le telecamere invece sono varie e comprendono la vista abitacolo, una novità per la serie, con interni sorprendentemente curati. Manca però un modello di danni, sia estetico che meccanico: all’atto pratico infatti gli urti rallentano e basta. Il cuore delle ricompense è la barra Unlimited, che si riempie guidando senza errori, effettuando sorpassi, raggiungendo velocità elevate e sfiorando il traffico, mentre si svuota con urti e uscite di pista. A fine gara determina il moltiplicatore delle risorse guadagnate. L’idea di premiare la guida controllata è buona, ma la sua applicazione poteva essere migliore. A volte strisciare un muro o toccare un rivale non costa nulla, mentre una sola ruota sull’erba può far perdere una quantità sproporzionata di punti.
DUELLI, AUTOSTRADE E TRACCIATI

Oltre alle gare e alle prove a cronometro, le novità proposte da Gear.Club Unlimited 3 sono Duello e Highway Rush. Nel Duello chi resta dietro perde progressivamente energia, come in un picchiaduro. Ricorda un po’ Tokyo Xtreme Racer, ma ne riprende soltanto il meccanismo del confronto: finita la sfida, si torna al menu. Highway Rush è la modalità più riuscita.
Si “slalomeggia” nel traffico delle autostrade francesi e giapponesi, e i sorpassi al limite regalano tempo e punti. Qui le auto piccole e maneggevoli possono mettere in seria difficoltà le hypercar. Il traffico però non sembra tenere conto della nostra posizione: alcune vetture scompaiono o ci piombano addosso, e negli eventi più affollati mantenere una guida pulita diventa quasi impossibile.
La modalità Free Roam invece non offre un vero mondo aperto (come potrebbe suggerire il nome), ma permette soltanto di percorrere liberamente i tracciati. Le 50 piste tra Francia e Giappone propongono coste, passi di montagna e strade urbane. Uno dei momenti migliori arriva su un passo giapponese in quota, tra panorami e tornanti consecutivi. Tuttavia l’abbondanza di strade di campagna tende a far somigliare diversi percorsi e riduce la varietà percepita.
AVVERSARI CON IL FRENO TIRATO

Il principale tallone d’Achille di Gear.Club Unlimited 3 l’IA. I rivali frenano troppo presto in curva e si ammassano, rendendo i sorpassi fin troppo semplici, mentre nella campagna non è disponibile un selettore di difficoltà. Quando la gara si fa tirata, spesso la sensazione è quella del rubber-banding: avversari che recuperano nel finale senza una ragione evidente.
Il comportamento sembra variare anche in relazione all’indice prestazionale della nostra auto, ma il rapporto non è abbastanza trasparente da renderlo prevedibile. Così la progressione dei potenziamenti perde parte del suo peso: serve a soddisfare i requisiti di alcuni eventi, ma raramente dà la sensazione di essere decisiva per vincere. Fuori dalla pista invece troviamo una delle componenti più riuscite.

Il quartier generale si costruisce piazzando officine, vetrine e arredi, persino sale giochi, e si popola di ingegneri e personale che sbloccano potenziamenti e bonus. Il denaro serve ad acquistare auto e migliorare le officine, mentre le risorse permettono di potenziare i veicoli. Decidere dove investire è un dilemma gratificante, con un tocco da gioco di ruolo.
L’interfaccia è però macchinosa e, una volta esauriti gli ingegneri da reclutare e le migliorie da ottenere, resta soprattutto la corsa all’evento successivo. Per acquistare le auto di fascia alta, inoltre, bisogna ripetere parecchie gare e accumulare risorse. La gestione del club dà un’identità al gioco, ma non riesce a sostenerne da sola tutta la durata.
UN GARAGE NON TROPPO AFFOLLATO
Il parco auto comprende 39 vetture di base, alle quali il Performance Cars Pack aggiunge Bugatti Mistral, Nissan GT-R R35 Nismo e Nissan 370Z Nismo. I marchi vanno da Alfa Romeo, Pagani, BMW, Bugatti e Porsche a Nissan, Subaru, Mazda e Honda. I modelli sono curati, ma l’offerta resta contenuta per un racing game del 2026 e le vetture recenti sono poche. Mancano inoltre alcuni costruttori presenti nel capitolo precedente.
Sorprende l’assenza di qualunque modalità multigiocatore online. Certo vi è lo split-screen locale per due giocatori, con schermo diviso in verticale. Ma rispetto al secondo capitolo, che nel tempo aveva ampliato contenuti, ambientazioni e possibilità di gioco online, è una mancanza difficile da ignorare. Anche i tutorial sono essenziali e fanno poco per accompagnare chi vorrebbe approfondire le caratteristiche della guida.

Sul piano visivo la versione Pc di Gear.Club Unlimited 3 mostra buone intenzioni e risultati altalenanti. Auto e abitacoli sono ben modellati e alcuni scorci godono di un’illuminazione efficace. Il passo avanti rispetto ai predecessori è evidente, ma pesano la comparsa improvvisa degli elementi dello scenario e i riflessi poco rifiniti nella visuale dal cofano. L’immagine più nitida non basta a nascondere queste discontinuità.
Il problema principale è la fluidità percepita. Anche quando il contatore degli fps indica valori stabili, il movimento talvolta appare comunque “a scatti”, anche con DLSS attivo. Attivare l’opzione di path tracing non produce variazioni prestazionali evidenti. Sul fronte sonoro infine la colonna sonora risulta piuttosto generica e anche i rombi dei motori non appaiono particolarmente convincenti. Peccato.

POTREBBE DARE SODDISFAZIONI
Gear.Club Unlimited 3 è un racing onesto: ha una base di guida solida, una gestione del club appagante e una modalità autostradale divertente. Quando ci lascia guidare e decidere come investire nel garage, sa trovare una propria identità. A frenarlo è tutto ciò che ruota attorno a questa base: avversari poco convincenti, contenuti limitati, presentazione povera e una versione Pc che non restituisce sempre la fluidità attesa.
Il prezzo (39,99 euro per la versione standard) è abbastanza competitivo, ma in un panorama ricco di alternative più accattivanti non basta a renderlo un acquisto irrinunciabile. Gli appassionati di corse accessibili potranno ricavarne qualche soddisfazione; per gli altri, uno sconto e una maggiore rifinitura tecnica renderebbero la proposta di Eden Games decisamente più interessante.
Pregi
Guida accessibile e auto dal peso credibile. Highway Rush divertente e Duelli capaci di spezzare la routine. Gestione del club e del garage appagante. Modelli delle auto e abitacoli curati.
Difetti
IA passiva e recuperi degli avversari poco convincenti. Nessun multiplayer online e split-screen limitato a due giocatori. Parco auto contenuto e pochi modelli recenti. Fluidità irregolare e comparsa improvvisa degli elementi dello scenario su Pc. Storia e presentazione povere.
Voto
6,5