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TOEM 2, alcuni viaggi non hanno fretta di arrivare, recensione

La fotografia torna a guidare un viaggio fatto di curiosità, incontri memorabili e piccoli momenti

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Ci sono giochi che costruiscono la propria identità attorno a grandi battaglie, misteri da risolvere o mondi da salvare. TOEM 2 continua invece a fare qualcosa di molto più raro: ci invita a fermarci. A osservare. A prestare attenzione a quelle piccole storie che normalmente sfuggono quando si corre verso il prossimo obiettivo. A cinque anni da TOEM: A Photo Adventure, il team di Something We Made torna sul mercato senza cedere alla tentazione di trasformare la propria idea in qualcosa di diverso. Infatti non ci sono rivoluzioni improvvise né stravolgimenti della formula originale.

Questo sequel sviluppa ciò che aveva reso speciale il primo capitolo con una maturità sorprendente, costruendo un’avventura in cui la fotografia diventa ancora una volta il linguaggio attraverso cui conoscere persone, luoghi e creature. Il risultato è un seguito che trova la propria forza soprattutto nella maggiore profondità dell’esplorazione e delle interazioni con il mondo. Seguiteci dunque in questa recensione della versione PS5 di TOEM 2. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Popagenda, è disponibile anche su Pc, PS4 e Switch. Buona lettura.

FOTOGRAFARE SIGNIFICA CONOSCERE

Dopo le esperienze vissute nel primo capitolo, il nostro protagonista torna a mettersi in viaggio con la fidata macchina fotografica al collo. La ricerca dei fenomeni conosciuti come TOEM costituisce ancora una volta il filo conduttore dell’avventura, ma sono le deviazioni a dare significato al percorso. Ogni nuova regione è popolata da personaggi eccentrici, animali curiosi e situazioni apparentemente insignificanti che finiscono per trasformarsi in piccole storie da vivere.

Un abitante alla ricerca di qualcosa di perduto, una creatura difficile da individuare o una richiesta bizzarra diventano il pretesto per osservare il mondo con più attenzione. TOEM 2 racconta soprattutto attraverso gli incontri. Non esistono grandi antagonisti o eventi drammatici destinati a cambiare il destino del mondo. Esistono invece persone che hanno bisogno di aiuto e luoghi che meritano di essere scoperti. È una filosofia che potrebbe apparire fin troppo semplice sulla carta, ma che riesce a costruire un coinvolgimento sorprendentemente autentico.

LA CURIOSITÀ DIVENTA UNA MECCANICA

TOEM 2

La macchina fotografica rimane il fulcro dell’esperienza, ma questa volta il suo utilizzo risulta più articolato. Scattare fotografie serve a completare missioni e collezionare ricordi, ma spesso richiede prima di comprendere ciò che sta accadendo: individuare un dettaglio nascosto, interagire con l’ambiente oppure osservare una situazione dal punto di vista corretto. Il sequel amplia la varietà delle attività, rendendo la fotografia il culmine di un piccolo percorso di scoperta.

Anche gli animali e le creature disseminati nelle varie aree assumono un ruolo importante. Documentarli e arricchire la propria enciclopedia trasforma l’esplorazione in una sorta di viaggio naturalistico che accompagna la progressione. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un gioco capace di stimolare la nostra attenzione verso ciò che ci circonda. Ogni incarico è un invito a guardare meglio.

PIÙ LIBERTÀ, PIÙ MERAVIGLIA

TOEM 2

Il miglioramento più evidente rispetto al primo capitolo riguarda il rapporto con lo spazio. Il protagonista può ora correre, saltare e arrampicarsi, raggiungendo tetti, balconi, punti panoramici e percorsi alternativi che in passato sarebbero rimasti semplici elementi scenografici. Può sembrare un’aggiunta relativamente trascurabile, ma cambia profondamente il modo in cui osserviamo il mondo di gioco.

Prima ci chiedevamo cosa valesse la pena fotografare. Ora ci chiediamo anche come raggiungerlo. La verticalità delle mappe rende l’esplorazione più fisica e coinvolgente, spingendo a guardare oltre il percorso principale. Una scala nascosta, una sporgenza o un edificio diventano potenziali inviti alla scoperta. TOEM 2 alimenta così la curiosità senza ricorrere a indicatori invasivi o a una struttura eccessivamente guidata.

PIÙ DI UNA FOTOCAMERA

TOEM 2

Un’altra novità particolarmente riuscita riguarda gli accessori fotografici. Durante il viaggio otteniamo strumenti utilizzabili attraverso la macchina fotografica: persino un cacciavite può diventare parte integrante della risoluzione degli enigmi ambientali. La scelta è brillante perché mantiene fotografia e interazione strettamente legate. Tutto continua a ruotare attorno allo stesso strumento, che acquista progressivamente nuove funzioni. Gli enigmi diventano così più vari rispetto al passato, conservando la leggerezza che caratterizza l’esperienza.

Non tutte le possibilità introdotte dagli accessori vengono però sfruttate fino in fondo. Alcune trovate avrebbero meritato più occasioni per esprimersi, lasciando la sensazione che ci fosse ancora spazio per svilupparle. La difficoltà rimane generalmente accessibile e raramente costringe a lunghe riflessioni. Chi cerca puzzle impegnativi potrebbe desiderare qualcosa di più complesso, ma l’intento di TOEM 2 è chiaramente quello di accompagnare il giocatore, lasciandogli il tempo di esplorare.

UN MONDO INCANTEVOLE

TOEM 2

La direzione artistica rappresenta ancora una volta uno degli aspetti più straordinari della produzione. L’inconfondibile stile in bianco e nero ritorna con ambientazioni più ampie, dettagliate e sensibilmente più verticali. Personaggi bidimensionali convivono con scenari tridimensionali che sembrano grandi illustrazioni animate, creando un’identità immediatamente riconoscibile.

La scelta del bianco e nero valorizza silhouette, movimenti e forme. Ogni dettaglio contribuisce alla personalità dei luoghi e ci invita a soffermarci ancora un momento prima di proseguire. Anche il comparto sonoro merita una menzione particolare. Musiche delicate, rumori ambientali e piccoli effetti contribuiscono a creare un’atmosfera rilassante che accompagna il viaggio senza risultare invadente. Per quanto riguarda la localizzazione, segnaliamo che testi e sottotitoli non sono disponibili in italiano.

TOEM 2

Uno dei limiti di TOEM 2 è probabilmente legato al ricordo del primo capitolo. Chi ha amato l’originale riconoscerà immediatamente struttura, filosofia e buona parte delle sensazioni proposte dal sequel. Le novità sono significative, ma raramente riescono a generare lo stesso effetto sorpresa del primo viaggio. Anche gli enigmi risultano generalmente più semplici e meno capaci di mettere alla prova i giocatori esperti.

È un limite soprattutto per chi sperava in un’evoluzione della formula anche sul piano della sfida. Si tratta però di osservazioni che incidono relativamente poco sul risultato finale. TOEM 2 mantiene intatta la propria capacità di coinvolgere e non perde mai di vista ciò che vuole essere: un’avventura accogliente, creativa e profondamente umana.

TOEM 2

DA AVERE ASSOLUTAMENTE

TOEM 2 è il raro esempio di seguito che comprende perfettamente quali aspetti del proprio predecessore meritassero di essere preservati e quali avessero bisogno di una crescita concreta. L’esplorazione più libera, i nuovi strumenti e le ambientazioni più ricche elevano una formula già eccellente, senza sacrificare la spontaneità e il fascino che avevano reso speciale il primo capitolo.

Forse manca quel senso di sorpresa assoluta che aveva accompagnato il debutto della serie. E acuni enigmi risultano fin troppo accomodanti nel complesso. Sono però limiti minori all’interno di un’avventura che conserva una personalità rara nel panorama indipendente. Ci sono giochi che chiedono di vincere. L’opera di Something We Made, semplicemente, chiede di guardare meglio.

Pregi

Direzione artistica in bianco e nero straordinaria. Esplorazione più libera e coinvolgente. Fotografia e nuovi accessori ben integrati negli enigmi e nelle interazioni ambientali. Ambientazioni ricche di personalità, segreti e personaggi memorabili. Level design capace di premiare curiosità e osservazione. Atmosfera accogliente, sostenuta da un comparto sonoro eccellente. Progressione basata sulla curiosità e sull'osservazione invece che su obiettivi invasivi o indicatori costanti.

Difetti

Struttura familiare, con un effetto sorpresa inferiore al primo capitolo. Enigmi generalmente poco impegnativi.

Voto

9

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