Ace Combat 8: Wings of Theve ci riporta nei cieli di Strangereal, dove i conflitti tra nazioni si intrecciano alle vicende di piloti destinati a diventare leggende. Questa volta però la leggenda è anche un’eredità da raccogliere: un nome capace di alimentare la speranza di un paese, con tutte le aspettative e le responsabilità che ne derivano. Una premessa, questa, che accompagna il ritorno (dopo sette anni ndr) di una saga tramite un capitolo chiamato a soddisfare i veterani e a conquistare chi ancora deve affrontare il suo primo decollo.
La strada scelta è quella del consolidamento: un’esperienza più grande e cinematografica, che lavora sulla formula senza stravolgerla. Ne esce uno dei capitoli più completi della saga, che tende però a inciampare quando ci porta fuori dalla cabina di pilotaggio. Andiamo nel dettaglio con questa recensione della versione Pc di Ace Combat 8: Wings of Theve. Ricordiamo che il gioco, sviluppato e pubblicato da Bandai Namco, è disponibile anche su PS5 e Xbox Series X/S. Buona lettura.
UNA LEGGENDA DA MERITARE
Siamo a Strangereal, nell’estate del 2029. La Repubblica di Sotoa ha travolto la Federazione dell’Usea Centrale, e ciò che resta della flotta si raccoglie sulla portaerei Endurance, affollata di profughi. Il silenzioso protagonista viene recuperato in mare e coinvolto nelle operazioni di Jan “Rex” Cope, il leggendario Wings of Theve. Quel nome tuttavia vale più dell’uomo che lo porta: è un simbolo alimentato dalla propaganda per sostenere il morale di una nazione allo stremo. Toccherà a noi raccoglierne l’eredità e guidare la Joker Flight.
La premessa richiama il mito del Fantasma di Kiev, e introduce il tema della disinformazione in tempo di guerra. Il paragone è una lettura della storia, mentre il gioco costruisce il proprio conflitto attorno alla distanza tra la persona e la leggenda che deve incarnare. Le sequenze narrative adottano la prima persona: potremo guardarci intorno, ascoltare l’equipaggio e intervenire con gesti semplici, come salutare o stringere una mano. A questo si aggiunge la voce di Cope, che accompagna il protagonista come un narratore interiore.

È una scelta capace di dare spazio al peso della guerra, ma anche di appesantire un titolo che trova la propria forza soprattutto in volo. La squadra presenta personalità distinte. Ellington “Professor” Baxter è un ex docente e un gregario affidabile. Tasha Severskaya proviene dal volo acrobatico. William “Noise” Coster è un musicista che accompagna alcuni combattimenti con i suoi brani. Filmati e comunicazioni radio permettono di conoscerli al di là del ruolo che ricoprono nello squadrone.
Il limite sta nella tenuta complessiva del racconto. Tra nomi, fazioni e colpi di scena, la trama diventa a tratti ingarbugliata. Propaganda e social media offrono spunti interessanti, ma il loro sviluppo non è sempre incisivo, mentre il tono oscilla tra melodramma sincero e teatralità involontaria. Anche l’epilogo non scioglie del tutto questa tensione: lo spettacolo cresce, ma non ogni passaggio narrativo trova la stessa efficacia.
IL CIELO COME CAMPO DI BATTAGLIA

Una volta in quota, Ace Combat 8: Wings of Theve fa ciò che promette. Il modello di volo resta arcade, ma i velivoli restituiscono una maggiore sensazione di peso. Accelerare con i postbruciatori, inseguire un bersaglio e spezzare la traiettoria all’ultimo istante restano una piccola gioia. Potremo scegliere tra i controlli Standard, che semplificano le virate, ed Expert, che permettono di gestire direttamente rollio e beccheggio. La difficoltà regolabile aiuta a trovare un equilibrio tra accessibilità e sfida.
Al livello più basso i missili principali sono illimitati, mentre le armi speciali mantengono una disponibilità limitata. Le vere protagoniste sono però le nuvole. La tecnologia proprietaria Cloudly le dispone su più strati e le rende parte della lettura del campo di battaglia. Entrarci può ostacolare l’aggancio dei missili e offrire una via di fuga, ma riduce anche la visibilità e può disorientarci. La copertura funziona per entrambi gli schieramenti: un nemico scomparso tra le nubi resta una minaccia da ritrovare.

Non è soltanto uno spettacolo da osservare, ma uno spazio da sfruttare. La campagna conta trenta missioni e richiede indicativamente una ventina d’ore, con variazioni legate alla difficoltà e ai tentativi necessari. La varietà è uno dei suoi punti di forza. Troviamo infiltrazioni con un velivolo disarmato, caccia a trasporti protetti dai disturbi elettronici e operazioni a tempo nelle quali scegliere liberamente i bersagli da distruggere. Poi arrivano le superarmi: corazzate terrestri dotate di cannoni elettromagnetici, giganteschi velivoli e strutture da difendere contro attacchi su larga scala.
Gli assi nemici, i Shadows, aggiungono un altro livello di pressione, accompagnati da temi musicali che contribuiscono a renderne riconoscibili gli incontri. Purtroppo però non tutto riesce a mantenere lo stesso slancio. Alcune missioni sembrano allungare la campagna più che arricchirla, e qualche scontro si trascina. Gli obiettivi non sono sempre immediati da comprendere, mentre selezionare il bersaglio giusto nel caos può diventare scomodo. Anche il radar, nei momenti più affollati, fatica a restituire un quadro leggibile.
PRIMA DI DECOLLARE

Prima di ogni sortita sceglieremo velivolo, armamento e componenti. I crediti ottenuti nelle missioni permettono di acquistare gli sblocchi dell’Aircraft Tree, che raccoglie oltre 30 aerei suddivisi tra caccia, attaccanti, multiruolo e mezzi per la guerra elettronica. La scelta incide sull’approccio: contro numerosi bersagli terrestri, un attaccante carico di bombe può semplificarci il lavoro. Le componenti intervengono invece sulle statistiche, migliorando aspetti come velocità, accelerazione o prestazioni dell’armamento, senza trasformare completamente il ruolo del mezzo. Dopo il primo acquisto ulteriori esemplari dello stesso aereo costano meno, facilitando l’allestimento della squadra. L’albero però resta a tratti macchinoso da consultare.
Anche in questo capitolo fa poi ritorno la gestione dei gregari. Potremo assegnare loro gli aerei oppure lasciare che se ne occupi il gioco, e impartire ordini di attacco e copertura durante gli scontri. È un livello di controllo gradito, anche se non ogni comando restituisce un vantaggio altrettanto evidente. Ripartire da un checkpoint ripristina danni e munizioni, ma comporta una penalizzazione ai crediti ottenuti. A fine missione il replay permette di rivedere le manovre da diverse inquadrature. Medaglie, record e valutazioni incoraggiano a tornare sulle operazioni già completate, mentre l’Aircraft Tree offre ulteriori obiettivi oltre la conclusione della storia.
NUVOLE DA GUARDARE, MUSICA DA ASCOLTARE
L’Unreal Engine 5 e Cloudly danno forma a uno spettacolo notevole in quel di Ace Combat 8: Wings of Theve. Gli aerei sono ricchi di dettagli, le gocce scorrono sul tettuccio, le scie accompagnano le manovre e le esplosioni illuminano il cielo notturno. I personaggi nei filmati sono espressivi, mentre la base dell’online appare meno rifinita rispetto alla campagna. La colonna sonora, con Keiki Kobayashi, alterna orchestra, chitarre e rock, confermando uno dei punti di forza storici della serie.
Non si limita ad accompagnare gli scontri, ma contribuisce alla loro identità e ne sostiene i momenti più spettacolari. Il mix audio invece risulta meno convincente. Comunicazioni alleate, voci nemiche, musica e battute dei compagni si sovrappongono, rendendo faticoso distinguere le informazioni fondamentali. È una confusione coerente con il caos della battaglia, ma che finisce per gravare sulla comprensione degli obiettivi. Il comparto tecnico invece valorizza soprattutto ciò che accade in volo.

Nuvole stratificate, illuminazione e modelli dei velivoli danno forma a battaglie spettacolari, ma l’ottimizzazione non mantiene sempre lo stesso livello. Le prestazioni possono essere fluide per buona parte dell’esperienza, per poi mostrare scatti e cali di frame negli scontri più affollati e durante le esplosioni più imponenti. Anche alcune sequenze narrative possono presentare rallentamenti.
Il risultato è un gioco visivamente convincente, ma ancora bisognoso di rifiniture nella regolarità delle prestazioni. Vi è infine Ace Combat Online, una componente distinta dalla campagna, con salvataggi e progressione autonomi. La base virtuale ospita lobby fino a cento giocatori, avatar personalizzabili e cabinati arcade, oltre agli strumenti per organizzare le sortite.

Le due modalità principali sono Co-Op Assault e Co-Op Warfare. Nella prima, due squadre di quattro giocatori competono nel punteggio affrontando avversari controllati dal gioco. Nella seconda, il confronto comprende anche lo scontro diretto tra le squadre. A queste si aggiungono le missioni Scramble, contro squadriglie nemiche, e le Emergency Sortie, nelle quali otto piloti affrontano superarmi della serie.
Sono previsti anche eventi PvP. La progressione comprende l’Ace Pass, con percorsi gratuito e premium, e negozi per aerei, personalizzazioni e altri oggetti. Le ricompense a pagamento non si limitano all’estetica: la prima stagione premium include anche il velivolo ADFX-02 Morgan–PIXY. Completando missioni ottieni valuta ed esperienza per acquistare contenuti e sviluppare il propriopilota mercenario. Va però specificato che gli aerei sbloccati nella campagna vanno acquisiti nuovamente nell’online.

DA AVERE SENZA RISERVE
Ace Combat 8: Wings of Theve consolida una formula che sa ancora dare grandi soddisfazioni. Il volo è appagante, i cieli hanno un ruolo concreto negli scontri e la musica accompagna una campagna ampia e varia. La squadra aggiunge personalità alle missioni, mentre la scelta dei mezzi e dell’armamento invita a sperimentare. A pesare troviamo una narrazione non sempre incisiva, il mix audio affollato e alcune missioni che avrebbero beneficiato di maggiore sintesi.
Su Pc vi è poi un comparto tecnico che necessita di alcune rifiniture, e una controparte online promettente ma dalla rotta ancora incerta. Il nucleo dell’esperienza tuttavia mantiene quota: per chi ama il combattimento aereo arcade, e per chi vuole avvicinarsi alla serie, quello offerto da Bandai Namco è un ritorno ricco e convincente.
Pregi
Campagna varia e squadra ben caratterizzata. Combattimento aereo appagante. Numerose possibilità di allestire aerei e squadrone. Nuvole spettacolari e rilevanti negli scontri. Colonna sonora eccellente.
Difetti
Narrazione ingarbugliata e ritmo discontinuo. Sovrapposizione delle voci che ostacola la comprensione. Alcune missioni diluiscono la campagna. Radar e selezione dei bersagli migliorabili.
Voto
8,5