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Sins of a Solar Empire II: Harbinger, il potere della corruzione, recensione

Gli Eidolon trasformano pianeti e battaglie, ma padroneggiare la nuova fazione richiede pazienza

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Quando Ironclad Games e Stardock Entertainment hanno deciso di aggiungere una quarta fazione a Sins of a Solar Empire II, la scommessa era tutt’altro che scontata. Il gioco infatti si regge sull’’equilibrio tra TEC, Vasari e Advent, tre civiltà con una propria logica strategica ormai consolidata. Gli ultimi arrivati, gli Eidolon, dovevano sembrare davvero alieni: non soltanto nell’aspetto, ma anche nel modo di combattere e conquistare. Il risultato è Harbinger, terza espansione ufficiale del gioco ma prima ad introdurre una nuova civiltà.

Andiamo a vedere come funziona in questa recensione di Sins of a Solar Empire II: Harbinger. Ricordiamo che il DLC, alla pari del gioco base, è disponibile solo su Pc, via Steam ed Epic Games Store. Buona lettura.

LA MINACCIA CHE INSEGUIVA I VASARI

Gli Eidolon sono la minaccia da cui i Vasari fuggono da quasi diecimila anni. Una civiltà che non si limita a conquistare: corrompe ciò che incontra, trasformando mondi e avversari in strumenti della propria espansione. È una premessa narrativa forte, che trova un’efficace traduzione visiva nel design di navi e strutture, nettamente distinto da quello delle altre fazioni.

Si poteva probabilmente osare di più sul fronte dell’inquietudine aliena, ma l’impianto artistico regge il confronto con il resto della produzione. Soprattutto, questa identità non rimane confinata all’estetica: gli Eidolon giocano davvero secondo regole proprie. Il cuore della fazione è la corruzione. Le navi Eidolon la accumulano utilizzando le proprie abilità e, man mano che il valore cresce, aumenta anche la potenza delle loro armi.

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

Spingersi troppo oltre, però, significa esporsi a penalità sempre più severe. Lo scafo comincia a consumarsi e, al livello massimo di corruzione, vengono compromesse anche le capacità di riparazione e rigenerazione. La corruzione, da sola, non distrugge una nave. Può però lasciarla in condizioni precarie proprio nel mezzo di uno scontro, quando un attacco nemico rischia di dare il colpo di grazia.

Gestire questo equilibrio è l’essenza stessa del giocare Eidolon. È anche ciò che rende la fazione più interessante da studiare che da improvvisare: alcune unità e abilità consentono di aumentare o contenere l’accumulo, e imparare quando sfruttarle fa la differenza tra una vittoria e un collasso improvviso della flotta.

PIANETI CHE NON TORNANO PIÙ INDIETRO

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

Se in battaglia la corruzione è un rischio da calcolare, sul piano economico diventa una scelta dalle conseguenze durature. I pianeti possono essere corrotti attraverso strutture dedicate o dalla propagazione di un mondo vicino già infetto. Una volta raggiunto il livello necessario, è possibile “velarli”, trasformandone l’aspetto e persino il nome. Un pianeta velato può operare secondo quattro modalità: sfruttamento delle risorse, evocazione, propagazione della corruzione oppure occultamento di fase, utile a ostacolare i movimenti nemici.

Ne può essere attiva soltanto una per volta, quindi bisogna scegliere cosa serve davvero in quella fase della partita. Cambiare modalità è possibile, ma ha un costo in corruzione. L’aspetto più audace è la permanenza della trasformazione. Anche se passa di mano, un pianeta velato non torna semplicemente quello di prima: le altre fazioni devono fare i conti con limiti al suo sviluppo. È una forma di “terra bruciata” che modifica la mappa e, con essa, gli equilibri economici dello scontro.

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

Gli Eidolon inoltre sostituiscono i cantieri navali tradizionali con portali minori e maggiori. I primi producono fregate e incrociatori; i secondi consentono di costruire le unità più imponenti, dalle capital ship al titano. La flotta punta sulla specializzazione: troviamo una fregata pesante per il combattimento diretto, una nave occultabile capace di minacciare le strutture nemiche e una capital ship di supporto in grado di proteggere le unità alleate con un campo speculare.

In cima alla catena alimentare c’è il titano, che può sfruttare varchi di fase e gettare il caos tra le fila avversarie. Proprio le incursioni condotte dalle unità occultate sono tra gli strumenti più interessanti degli Eidolon. Colpire una struttura o una nave di supporto prima dello scontro aperto può destabilizzare l’avversario e costringerlo a reagire secondo i nostri tempi. Bisogna però imparare a conoscere anche i sistemi di rilevamento: l’occultamento non rende una flotta automaticamente intoccabile.

RICERCA E RISORSE

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

La ricerca invece si articola in due rami, Dominio e Avanguardia. Il primo riguarda soprattutto economia e gestione dei pianeti; il secondo navi, armamenti e difese. La distinzione è chiara, ma non significa che manchino le decisioni da prendere. Infatti molte tecnologie potenziano unità e strumenti specifici, spingendo a scegliere quali parti della flotta sviluppare per prime.

A pesare sull’espansione sono anche le risorse esotiche, necessarie per accedere a diverse unità e strutture avanzate. Titano, base stellare e capital ship richiedono una pianificazione economica che mal si concilia con gli acquisti impulsivi. Come già accade nel gioco base, costruire la flotta che si ha in mente passa prima di tutto dalla capacità di procurarsi ciò che serve.

TRA SPETTACOLO E RIFINITURE

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

Nel corso della nostra prova, Sins of a Solar Empire II: Harbinger ha tenuto un “comportamento” eccellente. Anche con centinaia di navi contemporaneamente a schermo, il framerate è rimasto stabile, senza cali percepibili. La colonna sonora accompagna bene l’azione pur senza lasciare tracce particolarmente memorabili; a catturare l’attenzione è soprattutto il paesaggio sonoro delle battaglie, da sempre uno dei punti di forza della serie.

In parallelo all’espansione è arrivato anche l’aggiornamento gratuito 2.0, destinato a tutti i possessori del gioco base. Tra le aggiunte figurano una finestra del mercato rinnovata, indicazioni più chiare sulla gittata delle difese e miglioramenti alle informazioni relative allo sviluppo dei pianeti. Non sono contenuti esclusivi di Harbinger, ma rendono più piacevole anche tornare a giocare a Sins of a Solar Empire II in generale.

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

Rimangono, tuttavia, alcune asperità. L’interfaccia non sempre comunica con sufficiente chiarezza le regole della nuova fazione: capire come velare un pianeta, annullare un ordine in coda o individuare l’origine di un’infiltrazione può richiedere qualche tentativo di troppo. Anche la modalità a finestra ridimensionabile ha mostrato qualche incertezza negli scontri più caotici. Sul fronte dei contenuti, al momento della recensione manca una nave da comando Eidolon.

Gli sviluppatori ne hanno annunciato l’arrivo con un successivo aggiornamento, precisando però che sarà destinata a chi possiede sia Harbinger che Reinforcements. Non c’è inoltre una divisione degli Eidolon in due sottofazioni come per le altre civiltà: una scelta motivata dagli autori con la storia della serie, ma che riduce comunque le varianti disponibili per chi acquista l’espansione. Gli Eidolon sono già utilizzabili in alcuni scenari esistenti; manca, semmai, uno scenario costruito appositamente attorno al loro arrivo.

Sins of a Solar Empire II: Harbinger

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Sins of a Solar Empire II: Harbinger chiede impegno prima di restituire soddisfazione. La gestione della corruzione ha una curva di apprendimento ripida e chi non conosce già almeno una delle fazioni originali rischia di trovarsi spaesato. Per chi ha dimestichezza il gioco base invece, gli Eidolon offrono uno stile di gioco abbastanza diverso da rimettere in discussione strategie consolidate. Corrompere i pianeti, tendere imboscate e controllare una flotta che diventa più pericolosa mentre si avvicina al proprio limite dà vita a scontri memorabili. A volte, persino affrontare gli Eidolon risulta più divertente che impersonarli. Per Ironclad Games restano un’interfaccia da affinare e la sensazione che, per una fazione così attesa, sarebbe stato bello avere qualche contenuto in più già al lancio. Le idee, però, ci sono. E quando la corruzione comincia a diffondersi sulla mappa, ignorarle diventa impossibile.

Pregi

La corruzione dà agli Eidolon un'identità strategica precisa. La velatura dei pianeti ha conseguenze durature sulla partita. Le unità occultate aprono possibilità tattiche interessanti. Prestazioni solide anche nelle battaglie più affollate.

Difetti

L'interfaccia spiega poco chiaramente alcune meccaniche importanti. La nave da comando non è ancora disponibile; le varianti di fazione sono meno numerose rispetto alle altre civiltà. La curva di apprendimento può scoraggiare chi conosce poco il gioco base.

Voto

7,5

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