Hot Wheels Infinite Rush non vuole essere un simulatore, competere con i colossi degli open world automobilistici o inseguire la precisione tecnica. Vuole essere prima di tutto un enorme parco giochi: quel tappeto di casa invaso da piste arancioni, dinosauri di plastica, rampe improbabili e macchinine lanciate a velocità insensate. Dopo i due capitoli di Hot Wheels Unleashed, Milestone prova a compiere un passo ancora più ambizioso.
Le piste isolate lasciano spazio a quattro isole tematiche liberamente esplorabili, costruite come se qualcuno avesse rovesciato sul pavimento un’intera scatola di Hot Wheels, decidendo poi di animarne il contenuto. È un’idea che funziona, diverte e restituisce quella sensazione infantile di caos controllato che ha sempre rappresentato il cuore del marchio.
Non tutte le attività possiedono la stessa brillantezza e la progressione tende presto a mostrare i propri limiti, ma l’identità del progetto rimane evidente in ogni momento. Andiamo dunque a scoprire Hot Wheels Infinite Rush in questa recensione della versione PS5. Ricordiamo che il gioco, pubblicato sempre da Milestone, è disponibile anche su Pc, Xbox Series X/S e Switch 2. Buona lettura.
UN MONDO USCITO DALLA NOSTRA IMMAGINAZIONE
Wheelswood, Tentacle Bay, Gearville e Drifty Temples non sono semplici ambientazioni, ma giganteschi set da gioco all’interno dei quali muoversi liberamente. Wheelswood propone una città di plastica attraversata da strade, palazzi e piste sospese. Tentacle Bay trasforma una località costiera in un parco acquatico popolato da creature marine fuori misura.Gearville combina impianti industriali, ingranaggi e tubature.
Drifty Temples, infine, guarda al Giappone, mescolando lanterne, templi, canali illuminati e immancabili tracciati arancioni. La direzione artistica rappresenta uno dei maggiori punti di forza della produzione. Colori saturi, forme esagerate e superfici volutamente artificiali concorrono a comunicare la stessa idea. Quello di Hot Wheels Infinite Rush non è un mondo realistico, ma uno spazio generato dall’immaginazione.

La telecamera si allontana spesso per mostrare la successiva follia architettonica o anticipare un salto particolarmente spettacolare. Questa impostazione sacrifica qualcosa nella resa dei dettagli più minuti, ma contribuisce a conservare la sensazione di trovarsi all’interno di un enorme parco tematico.
Su PS5 il gioco si comporta molto bene. La fluidità rimane costante anche nelle situazioni più movimentate, i caricamenti sono rapidi e durante la nostra prova non abbiamo riscontrato problemi tecnici rilevanti. L’estetica giocattolosa contribuisce certamente ad alleggerire il carico visivo, ma è evidente come Milestone abbia lavorato per mantenere l’esperienza scorrevole anche quando numerose vetture si scontrano a pieno boost.
UNA GUIDA LEGGERA, VELOCE E GIOCATTOLOSA

Il modello di guida rimane volutamente lontano da qualsiasi pretesa simulativa. Le vetture sono leggere, scattanti e sensibili a ogni variazione della pista, tanto da potersi ribaltare dopo aver affrontato male una rampa o aver urtato un ostacolo alla velocità sbagliata. Il boost è il vero protagonista delle gare. Si ricarica guidando con efficacia, derapando e mantenendo traiettorie pulite, per poi essere utilizzato nei momenti decisivi.
Anche il controllo in aria riveste una certa importanza: durante i salti è possibile correggere lù’assetto della vettura, cercando di atterrare nel punto giusto e riprendere rapidamente velocità. Le quattro classi disponibili (Speeders, Drifters, Titans e Versatiles) non rappresentano semplici etichette, ma propongono differenti filosofie di guida.

I Drifters danno il meglio nelle curve, gli Speeders cercano lunghi rettilinei sui quali raggiungere velocità elevatissime, i Titans sfruttano massa e resistenza, mentre i Versatiles rappresentano l’opzione più equilibrata. La possibilità di comporre una Rush Squad e cambiare automobile al volo durante l’esplorazione rende il sistema più dinamico del previsto.
Prima di affrontare una nuova attività possiamo selezionare il mezzo più adatto, passando per esempio da un agile Drifter a un pesante Titan senza interrompere il ritmo. Non siamo davanti a un modello di guida particolarmente profondo, ma a un sistema coerente con il mondo che lo ospita: veloce, esagerato e immediato. La fisica può occasionalmente produrre reazioni imprevedibili, soprattutto negli urti e negli atterraggi più complessi, ma il risultato rimane generalmente divertente.
UN COLLECT-A-THON SU QUATTRO RUOTE

Hot Wheels Infinite Rush costruisce buona parte della propria progressione attorno al collezionismo, come era lecito aspettarsi da un titolo legato a questo marchio. Al lancio sono presenti più di 150 veicoli, ognuno caratterizzato da una classe, valori differenti e un’estetica riconoscibile. Gare, sfide, medaglie, collezionabili e rivali da affrontare alimentano continuamente quella sensazione di voler completare il garage e ottenere ogni modello disponibile.
La progressione principale è abbastanza breve e serve soprattutto a introdurre gradualmente le quattro isole. Completando gli eventi richiesti si sblocca la sfida contro il Rush Master della zona: sconfiggerlo permette di ottenere la sua automobile e proseguire verso l’isola successiva. Una volta concluso questo percorso, rimane spazio per la libera esplorazione e per la caccia a tutte le attività ancora incomplete.

È un ritmo che funziona e invita a cambiare frequentemente automobile, esplorare e sperimentare. Dopo diverse ore, tuttavia, emerge una certa ripetitività. Il numero delle attività è elevato, ma le variazioni introdotte non sempre bastano a evitare la sensazione di stare ripetendo quanto già fatto altrove.
Il desiderio di completare la collezione può mantenere vivo l’interesse, soprattutto tra gli appassionati di Hot Wheels, ma chi cerca una progressione costantemente sorprendente potrebbe avvertire una certa stanchezza prima di aver ripulito completamente le quattro mappe.
TANTO DA FARE, ANCHE SE NON TUTTO BRILLA

L’offerta comprende gare tradizionali, prove a tempo, eliminazioni, sfide di derapata, attività basate sui checkpoint e competizioni dedicate alle singole classi. Il gioco può essere affrontato offline, online oppure in multiplayer locale tramite schermo condiviso. La varietà sulla carta non manca, ma non tutte le modalità riescono a lasciare il segno. Molte attività vengono riproposte seguendo schemi simili e finiscono per cambiare soprattutto nello scenario e nella classe di veicoli richiesta.
Il divertimento rimane, ma con il passare delle ore la quantità tende a prendere il sopravvento sulla novità. La vera sorpresa è rappresentata dal Track Builder. Milestone ha ampliato il sistema dei precedenti capitoli permettendo di costruire circuiti direttamente all’interno delle ambientazioni dell’open world. I tracciati possono seguire il terreno, aggirare gli edifici, sfruttare i dislivelli o svilupparsi sopra la città, integrandosi con i punti di riferimento delle diverse isole.

È inoltre possibile posizionare indicatori che aiutino l’IA a interpretare correttamente le piste create, per poi condividere il risultato con la community. Si tratta di uno strumento potente e relativamente intuitivo, capace di garantire una longevità considerevole. Gli aggiornamenti delle automobili rimangono invece piuttosto semplici. Alcune statistiche possono essere migliorate per adattare il comportamento del mezzo alle proprie preferenze, ma non esiste una progressione particolarmente profonda.
Non si tratta necessariamente di un difetto: Hot Wheels Infinite Rush non vuole trasformarsi in un gioco di ruolo automobilistico, ma rimanere un’esperienza immediata, nella quale il divertimento nasce dalla varietà dei mezzi e dalla possibilità di cambiare classe in base alla situazione. Una volta compreso il funzionamento del sistema, tuttavia, la crescita del garage diventa più una questione di quantità che di effettive novità.
UN MONDO CHE SUONA COME UN PARCO DIVERTIMENTI

Il mondo di Hot Wheels Infinite Rush vive soprattutto di immagini e velocità, ma anche il comparto sonoro contribuisce a sostenere la sensazione di trovarsi all’interno di un parco giochi in continuo movimento. La colonna sonora punta su ritmi energici, accompagnando adeguatamente l’esplorazione e le competizioni. I brani cambiano tono in base all’isola e all’attività affrontata, pur restando quasi sempre sullo sfondo. Non si tratta di musiche destinate a rimanere impresse, ma svolgono efficacemente il proprio compito.
Più caratteristici sono gli effetti sonori. Il boost possiede un timbro immediatamente riconoscibile, le derapate restituiscono un fruscio leggero e gli scontri tra le automobili producono un rumore volutamente plastico. Anche sotto questo aspetto, il realismo lascia correttamente spazio alla coerenza con l’identità giocattolosa della produzione. Non siamo davanti a un comparto audio particolarmente sofisticato, ma a un accompagnamento leggero, giocoso e perfettamente inserito nell’esperienza.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI
Hot Wheels Infinite Rush è un titolo che conosce perfettamente la propria identità. Non vuole essere un simulatore né un open world automobilistico monumentale, ma un enorme parco giochi nel quale le macchinine sfrecciano su piste impossibili, ogni curva diventa un’occasione per derapare e ogni salto rappresenta un rischio capace di strappare un sorriso. La direzione artistica è irresistibile, il modello di guida risulta immediato e divertente e le quattro classi introducono differenze sufficienti per incoraggiare il cambio frequente dei veicoli. Il Track Builder, inoltre, possiede tutte le potenzialità per diventare il vero motore della longevità del gioco. Non mancano però limiti evidenti.
Le attività tendono a ripetersi, la progressione e gli aggiornamenti delle vetture sono poco profondi e la fisica può produrre qualche reazione imprevedibile. Anche il percorso principale si conclude abbastanza rapidamente, lasciando al collezionismo e ai contenuti creati dalla community il compito di mantenere vivo l’interesse sul lungo periodo. Per chi è cresciuto circondato dalle piste arancioni sul pavimento, questa nuova fatica di Milestone rappresenta comunque un piacevole ritorno a casa. Non reinventa il genere e non riesce sempre a sfruttare pienamente le proprie idee, ma trasforma con successo l’immaginazione infantile in un coloratissimo mondo da attraversare a tutto gas.
Pregi
Direzione artistica colorata, coerente e ricca di personalità. Modello di guida arcade immediato e divertente. Quattro isole piacevoli da esplorare. Oltre 150 veicoli suddivisi in classi ben differenziate. Track Builder versatile e potenzialmente molto longevo. Buona fluidità e caricamenti rapidi su PS5.
Difetti
Attività che tendono a diventare ripetitive. Progressione e potenziamenti poco profondi. Percorso principale piuttosto breve. Fisica talvolta imprevedibile. Colonna sonora funzionale, ma poco memorabile.
Voto
7,5