In primo pianoRecensioniMulti

Moonlight Peaks, seminare sotto la luna, recensione

Coltivazioni incantate, creature sovrannaturali e una nuova vita lontana dalle aspettative di Dracula

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Nell’immaginario collettivo, la vita di un vampiro viene solitamente associata a castelli decadenti, cacce notturne e malcapitati da dissanguare. Difficilmente, invece, si pensa alla coltivazione di ortaggi incantati, alla cura di animali sovrannaturali o alla ricerca dell’arredamento perfetto per una graziosa dimora gotica. È proprio da questo insolito accostamento che nasce Moonlight Peaks, un farming sim nel quale l’eterna notte non rappresenta una minaccia, bensì il momento ideale per rimboccarsi le maniche e prendersi cura della propria fattoria.

Dietro al progetto troviamo Little Chicken, uno studio indipendente con sede ad Amsterdam che ci metterà nei panni della progenie del conte Dracula. Al quale bisognerà dimostrare di poter condurre un’esistenza fondata sulla compassione e sui legami col prossimo. Seguiteci quindi in questa recensione della versione Pc di Moonlight Peaks. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Xseed Games e Marvelous Europe, è disponibile anche su Switch e Switch 2. Buona lettura.

SCAPPARE DA PAPÀ DRACULA

Nel gioco vestiremo i panni del figlio (o della figlia) del conte Dracula in persona che, dopo l’ennesimo scontro con un padre soffocante e all’antica, decide di fare le valigie (anzi, la bara) e trasferirsi nella cittadina di Moonlight Peaks, dove la famiglia possiede un vecchio podere ormai abbandonato. Ad accoglierci ci sarà lo zio Viktor, vittima di una maledizione che lo ha trasformato in un pipistrello permanente, e che sarà la nostra guida nelle prime notti di gioco.

Il worldbuilding è indubbiamente il vero asso nella manica del titolo. La cittadina non è popolata da un generico villaggio di comprimari intercambiabili, ma da sette famiglie sovrannaturali (vampiri, licantropi, streghe e veggenti) legate da rivalità e rancori che si trascinano da generazioni. Ci siamo ritrovati invischiati in una faida tra il sindaco licantropo Brook Logan (e sua figlia Saga) e il vampiro alcolizzato Orlock, oltre a dispute più piccole ma non meno divertenti tra streghe permalose e residenti distaccati.

Moonlight Peaks

Il tono alterna continuamente il macabro giocoso al dramma familiare vero e proprio, e nella maggior parte dei casi funziona: abbiamo trovato irresistibili le battute dello stregone Noel, tutto fascino e insicurezza, e ci siamo lasciati coinvolgere dalle scene dedicate ai figli di Orlock che provano a proteggerlo da se stesso. Il gameplay non tradisce le aspettative di chi è già avvezzo al genere dei farming sim: si dissoda la terra, si piantano semi, si innaffia, si raccoglie, si vende o si trasforma tutto in prodotti più redditizi.

La particolarità è che qui tutto avviene di notte: essendo vampiri, la nostra giornata lavorativa andrà dalle sei di sera alle sei del mattino, e la lunghezza di ogni notte (di base 15 minuti reali) potrà essere estesa fino a 25 per chi vorrà prendersela con più calma. Le colture riprendono la struttura classica del genere, ma con innesti gotici quasi sempre azzeccati. “Uva del sangue” da trasformare in vino, ortaggi con nomi improbabili come i “cruelcumber” e alcune piante magiche che non crescono con il normale annaffiatoio ma che invece richiedono di essere bagnate con un incantesimo apposito.

COLTIVARE LA NOTTE

Moonlight Peaks

Anche gli animali da allevamento seguono la stessa logica, con Cheeken al posto delle galline, Draculamb al posto degli agnelli e mucche “Cowcula”. Oltretutto non si tratta di semplici reskin, perchè ciascuno di loro porta con sé un piccolo twist funzionale oltre che estetico. La vera novità rispetto ai classici del genere è però la magia. Una volta riparata la bacchetta, si sbloccano incantesimi che vanno dall’automatizzare l’irrigazione dei campi al far levitare mani spettrali che raccolgono il raccolto al posto nostro (col difetto che, mentre lavorano, non posso fare altro). Le trasformazioni (in pipistrello, in gattino infernale, persino in sirena in certe zone) non solo sono adorabili, ma velocizzano parecchio gli spostamenti su una mappa che, altrimenti, tende a essere piuttosto dispersiva.

A tutto questo si aggiungono minigiochi collaterali che raramente si vedono in un farming sim: composizione floreale, ceramica, ricamo e, soprattutto, Nokturna. Si tratta di un gioco di carte collezionabili giocabile contro gli abitanti del paese, con un sistema di archetipi (mazzo licantropi, mazzo vampiri, mazzo piante) sorprendentemente profondo per essere un “gioco nel gioco”. E poi ci sono i Vampster, piccole creature simili a criceti vampireschi sparse per la mappa, da raccogliere e riportare alla loro tana: un collezionabile tanto tenero quanto superfluo, ma capace di rubare ore senza che uno possa accorgersene.

UN CUORE (IMMORTALE) DA CONQUISTARE

Moonlight Peaks

Sul fronte relazioni, Moonlight Peaks offre quasi due dozzine di personaggi corteggiabili, senza alcun vincolo di genere nelle combinazioni possibili. Si può persino provare a conquistare la Morte in persona, in vacanza in paese con tanto di camicia hawaiana. Il sistema è quello ormai collaudato di chiacchiere quotidiane e regali per sbloccare eventi di cuore, ma con un tocco in più. Gli appuntamenti infatti prevedono vere e proprie attività condivise (composizione floreale, ceramica, marshmallow arrostiti al falò) invece delle solite scenette statiche.

Senza contare che è possibile frequentare più corteggiatori in contemporanea prima di scegliere con chi stabilizzarsi. Non tutto però brilla di luce lunare. Le prime ore soffrono di un ritmo lento. Capita spesso di esaurire energia e obiettivi ben prima della fine della notte, ritrovandosi ad andare a letto presto solo perché non c’è più nulla di significativo da fare. La gestione dell’inventario è un altro tallone d’Achille: non si possono selezionare più oggetti in blocco, e con un raccolto abbondante la trafila di depositi uno per uno diventa presto tediosa.

Moonlight Peaks

Stessa storia per l’artigianato, privo di una vera coda di produzione. Anche il comparto narrativo, pur solido nell’impianto, non è esente da cali. Alcuni dialoghi tendono a ripetere gli stessi tic di scrittura da un personaggio all’altro, specie fuori dalle cutscenes principali, dove le chiacchiere quotidiane risultano più stringate e meno ispirate di quanto vorremmo. Inoltre l’irrigazione non segue una griglia precisa, il che rende difficile capire a colpo d’occhio se una coltura è stata annaffiata a sufficienza.

Anche il salvataggio automatico scatta solo a fine nottata, con il rischio di perdere progressi in caso di uscita improvvisa. Infine, per chi arriva dal genere con anni di Stardew Valley e affini sulle spalle, la sfida generale risulta piuttosto bassa: soldi facili, nessuna vera penalità per gli errori, nessun combattimento. Un profilo più adatto a chi si avvicina per la prima volta al farming sim che a chi cerca stimoli hardcore.

Moonlight Peaks

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Moonlight Peaks poteva limitarsi a essere l’ennesimo “Stardew Valley con le zanne”, e invece riesce a costruirsi un’identità precisa. L’opera di Little Chicken presenta infatti un cast di personaggi scritto con cura, un sistema magico che aggiunge varietà senza stravolgere una formula già solida e un’estetica gotico-cozy che, semplicemente, non si era mai vista replicata altrove nel genere. Certo le prime ore zoppicano un po’, alcune scelte di interfaccia meritavano più attenzione, e chi cerca sfida vera rimarrà con l’amaro in bocca. Ma la sensazione di casa che questa cittadina di mostri gentili riesce a trasmettere vale ampiamente il prezzo del biglietto (o, in questo caso, della bara).

Pregi

Ambientazione gotico-cozy originale e coerente in ogni dettaglio. Cast di personaggi memorabile, con vere dinamiche familiari. Sistema magico e trasformazioni che arricchiscono il loop classico del genere. Nokturna è un ottimo gioco nel gioco.

Difetti

Primissime ore lente e poco stimolanti. Gestione dell'inventario e del crafting macchinosa. Scrittura non sempre all'altezza fuori dalle cutscenes principali. Difficoltà quasi assente per i veterani del genere.

Voto

8-

Tags

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Commenta questo articolo