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Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love, amore in affitto, recensione

ASa Project porta in Occidente una commedia romantica leggera, colorata e piena di equivoci sentimentali

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Nel mondo delle visual novel nipponiche, è ricorrente un fattore a dir poco bizzarro: il tempo. La pubblicazione di Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love nella sola terra del Sol Levante risale infatti al 2018. E oggi, a 8 anni di distanza, il titolo è stato portato in Occidente in una versione rimasterizzata in Full HD. Una scelta rispettosa del materiale di partenza, e il risultato visivo lo conferma.

La domanda tuttavia resta un’altra: questa commedia romantica a base di convivenza forzata e infanzia condivisa riesce ancora a funzionare, o lo scarto temporale pesa troppo sulle sue spalle? Cerchiamo di scoprirlo in questa recensione di Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love. Ricordiamo che il gioco, sviluppato da ASa Project e pubblicato da Kagami Games, è disponibile solo su Pc, via Steam. Buona lettura.

UNA CASA IN ROVINA COME PUNTO DI PARTENZA

Il protagonista della storia è Takuma Setoda, ribattezzato affettuosamente “Takkun” dal cast femminile. Il ragazzo torna nella cittadina d’infanzia con un sogno preciso: emanciparsi dai genitori e vivere finalmente da solo. Il piano tuttavia naufragherà nel giro di pochi minuti: la vecchia casa di famiglia infatti risulta ridotta a un rudere inabitabile, e la famiglia, al telefono, si dimostra tutt’altro che d’aiuto.

Senza soldi e senza un tetto, Takuma si trova quindi in un vicolo cieco. Intervengono provvidenzialmente le sue quattro amiche d’infanzia, che propongono una soluzione tanto assurda quanto narrativamente feconda: un sistema a rotazione. Takuma dormirà a turno a casa di ciascuna di loro, finché non riuscirà a mettere da parte abbastanza denaro per trovare una sistemazione definitiva.

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

È una premessa comica, volutamente pretestuosa, e il team di ASa Project ne è perfettamente consapevole: il punto non è la verosimiglianza, ma sfruttare al massimo il potenziale comico e romantico di ogni casa, di ogni famiglia, di ogni dinamica.

Il sistema funziona meglio di quanto ci si aspetterebbe, proprio perché ogni ambiente domestico ha una sua identità fortissima. Cambiare casa non significa solo cambiare “eroina”, ma confrontarsi con famiglie completamente diverse, con regole implicite diverse, con situazioni che generano scenari sempre nuovi.

QUATTRO AMICHE, QUATTRO MONDI

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

IIl cuore di Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love sono ovviamente le quattro protagoniste femminili e, cosa non scontata, si tratta di un cast solido, con personalità distinte e ben costruite. Kyou si presenta come una sorella maggiore giocosa e premurosa, ma in casa è di una pigrizia assoluta, al limite del patologico. La sua famiglia aggrava la situazione: la madre è ancora più indolente di lei, mentre il padre (ossessionato dall’idea di farla sposare al più presto) non perde occasione per mettere pressione. La convivenza con Kyou diventa una battaglia quotidiana contro l’inerzia altrui, e la sua route si concentra quasi interamente su questo espediente, che alla lunga tende a risultare ripetitivo.

Hiyori è il personaggio più caoticamente divertente del gruppo: una tonta pura, capace di aderire a qualsiasi situazione assurda con entusiasmo genuino. Ha persino dimenticato chi fosse Takuma prima del suo ritorno. Vive e lavora nella casa da tè della madre, Miyori, una vedova esuberante e irrefrenabile nella sua determinazione a flirtare con il protagonista (a mani basse uno dei momenti più esilaranti dell’intera visual novel). Eppure, sotto la superficie caotica, Hiyori è anche il personaggio più capace di tirare il freno quando la situazione lo richiede, bilanciando goffaggine e ironia con una naturalezza insolita.

Rito è la tsundere del gruppo, e almeno inizialmente si presenta come tale: è arrabbiata con Takuma per via di un vecchio malinteso legato a una questione di genere. Una volta che il chiarimento avviene, il suo personaggio si trasforma in qualcosa di molto più originale: sviluppa un’ossessione quasi tenera per il contatto fisico, in particolare per tenersi per mano. Vive da sola, il che conferisce alla route un sapore diverso dagli altri. Più intimo, quasi da giovani sposi, con discussioni sui turni delle pulizie e sull’arredamento condiviso.

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

Ayaka infine è la più stratificata. In superficie sembra la classica ragazza dolce e studiosa, sempre premurosa con tutti. In realtà è una pervertita in incognito, piena di pensieri tutt’altro che innocenti, e la sua lingua tagliente (soprattutto verso Hiyori) è una fonte inesauribile di battute. Il suo tratto più peculiare consiste nel chiamare Takuma “onii-chan” nonostante non siano affatto fratelli, per ragioni legate alle circostanze. La sua famiglia è forse la più disfunzionale dell’intero cast: padre iperprotettivo, madre germofoba, fratello minore ridotto a una sola caratteristica imbarazzante. La sua route riserva però sorprese genuine nel modo in cui Ayaka gestisce i legami familiari e le amicizie.

A queste si affiancano due sub-eroine: Maru, la sorellina di Ayaka, con una devozione ossessiva nei confronti della sorella e l’abitudine di sputare addosso al protagonista come saluto standard. E poi Nanako, compagna di classe di Ayaka, che ruba sistematicamente il cibo di Takuma. Entrambe hanno route brevi e incentrate quasi esclusivamente sui contenuti adulti. La route di Maru è la più controversa, visto che scende in territori decisamente più cupi rispetto al tono generale del gioco. Quella di Nanako, invece, si esaurisce senza un vero arco narrativo e lascia una sensazione di incompiuto.

STRUTTURA DI GIOCO E COMICITÀ

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love punta tutto sull’umorismo, ed è importante saperlo prima di approcciarsi al gioco. Il tono è quello della commedia slapstick giapponese più estrema: giochi di parole, rotture della quarta parete, assurdità sistematizzata, personaggi che si insultano con affetto. Non è la commedia sottile da shojo o da romance tradizionale: è rumorosa, sopra le righe, e nella versione giapponese originale deve aver funzionato con una certa precisione. In questa localizzazione però emergono alcune crepe. I giochi di parole basati su assonanze giapponesi diventano non-sequitur in inglese, dove la parola di partenza non esiste. I riferimenti culturali del 2018 nipponico (rimasti fedeli all’originale invece di essere adattati) risultano quindi oscuri per un pubblico occidentale del 2026.

Si tratta di scelte traduttive legittime su cui si può discutere a lungo, ma il loro effetto pratico è un certo numero di battute che non arrivano a cogliere nel segno. Da segnalare anche una quantità di refusi e costruzioni sintattiche insolite superiore a quella riscontrata nei precedenti titoli Kagami Games, almeno nella versione al lancio. Detto questo, il meccanismo della rotazione viene sfruttato in modo efficace per garantire varietà continua. Ogni spostamento di casa porta nuovi scenari, nuovi scontri tra le eroine, nuovi equilibri. Le ragazze non spariscono una volta avviata una route specifica, e la dinamica di gruppo (fatta di frecciatine, gelosie mal celate e una solidarietà di fondo) rimane attiva e divertente fino alla fine.

LA BELLEZZA DEL FULL HD

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

La rimasterizzazione in Full HD fa il suo dovere: l’art design originale di ASa Project (caratterizzato da espressioni particolarmente riuscite nella resa comica) guadagna chiarezza e dettaglio nel passaggio all’alta definizione. Il design dei personaggi è riconoscibile e coerente con il tono del gioco. Kyou trasmette la sua aria da sorella maggiore anche solo nella postura, Hiyori ha un’acconciatura volutamente caotica che la definisce alla perfezione, Ayaka proietta una purezza di facciata che rende le sue espressioni malvagie ancora più esilaranti.

La gallery conta 74 CG, più 10 bonus in stile super-deformed. La colonna sonora comprende invece 25 tracce, dove ciascuna eroina ha un proprio tema personale, e il tono generale rimane coerente con la leggerezza del materiale. Il doppiaggio infine è affidato a interpreti di esperienza, già voci di altri titoli del genere, e si integra bene con i ritmi comici del testo, dando un risultato eccellente sotto questo aspetto.

Karigurashi Ren'ai: Living on Borrowed Love

DA AVERE SENZA RISERVE

Karigurashi Ren’ai: Living on Borrowed Love è esattamente quello che promette di essere: una commedia romantica di convivenza firmata ASa Project, con tutto ciò che questo comporta in termini di humor esagerato, eroine strambe e situazioni ai limiti del credibile. La premessa del sistema a rotazione è sfruttata con intelligenza, il cast principale è tra i più riusciti della produzione dello studio, e il ritmo narrativo regge per quasi venti ore di lettura.

Le sub-route restano il punto debole strutturale, e la localizzazione porta con sé lo scricchiolio inevitabile di un testo del 2018 che non è stato adattato abbastanza al contesto attuale. Per chi ha già familiarità con le produzioni dello studio è un acquisto raccomandato senza troppe esitazioni. Per chi si avvicina per la prima volta allo stile della software house nipponica, è paradossalmente uno degli ingressi più accessibili. Lo stile infatti è bizzarro al punto giusto senza diventare ingestibile, e la comicità, quando funziona, funziona davvero.

Pregi

Il "sistema a rotazione" delle case genera varietà costante e scenari sempre diversi. Cast principale femminile tra i più riusciti della produzione ASa Project. Ogni ambiente domestico ha una sua identità forte, con dinamiche familiari insolite per il genere. Buon equilibrio tra momenti comici e accenni romantici genuini. Remaster Full HD convincente: il comparto artistico originale guadagna chiarezza e dettaglio. Cast vocale di qualità, con interpreti di esperienza nel genere.

Difetti

Molti giochi di parole giapponesi non funzionano in traduzione inglese, spezzando il ritmo comico. Riferimenti culturali del 2018 rimasti troppo fedeli all'originale, risultando oscuri nel 2026. Alcuni refusi e costruzioni sintattiche insolite nella localizzazione. Le due sub-route (Maru e Nanako) sono deboli e prive di un vero arco narrativo.

Voto

8

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