LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight sancisce, ancora una volta, la forza dell’accoppiata Batman-LEGO. Da una parte abbiamo uno degli immaginari supereroistici più cupi, stratificati e riconoscibili della cultura pop. Dall’altra una formula videoludica capace di smontare, ricostruire e alleggerire qualunque licenza senza per forza svuotarla di significato. Una contraddizione solo in apparenza, poichè il celebre “Cavaliere Oscuro”, forse più di altri personaggi DC, si presta benissimo a essere riletto attraverso registri diversi: dramma, noir, azione, commedia, grottesco, parodia.
Questo nuovo progetto parte quindi proprio da questa consapevolezza. Non si limita a riproporre u’’avventura accessoria dell’uomo pipistrello, ma prova a condensarne l’eredità, seguendo Bruce Wayne dalle origini fino alla costruzione del mito. Il risultato è un titolo che guarda apertamente alla storia del personaggio, tra fumetti, cinema, televisione e videogiochi, cercando però di filtrare tutto attraverso l’umorismo, il ritmo e la struttura tipica delle produzioni LEGO.
La domanda dunque è se questa nuova incarnazione riesca davvero a tenere insieme tutte le sue anime: il fascino oscuro del supereroe, la leggerezza del marchio LEGO, l’ambizione dell’open world e un sistema d’azione più moderno rispetto al passato. Andiamo a scoprirlo in questa recensione della versione Pc di LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight. Ricordiamo che il gioco, sviluppato da TT Games e pubblicato da Warner Bros Games, è disponibile anche su PS5, Xbox Series X/S e Switch 2. Buona lettura.
UN GRANDE REMIX
La struttura narrativa è probabilmente la scommessa più audace del gioco. TT Games non adatta un singolo film né un solo fumetto, ma ha scelto di adattare l’intera storia di Bruce Wayne pescando da ogni era del personaggio, da Tim Burton a Christopher Nolan passando per Matt Reeves, Joel Schumacher, Adam West e perfino Batman: The Animated Series. Il risultato è quello che si potrebbe definire un “greatest hits album”.
Il Joker di Jack Nicholson che devasta un museo sulle note di “Partyman” di Prince, poi Heath Ledger che prende il suo posto, poi una ricostruzione quasi perfetta dell’apertura di Arkham Asylum con tanto di inversione ironica nella scena dell’interrogatorio. Ogni capitolo introduce un nuovo compagno (si gioca con Talia al-Ghul nella prima parte, poi con Jim Gordon, Batgirl, Robin e infine Nightwing) costruendo pezzo per pezzo la Bat-Family.

Non mancano Condiment King, Kite Man e persino un imbarazzante Joker nel look di Jared Leto, liquidato come una fase giovanile di cui il celebre nemico di Batman preferisce non parlare. La scrittura, quando funziona, è allo stesso livello del film LEGO Batman del 2017. Il problema è che questo vorticoso remix non sempre tiene insieme la narrazione. I capitoli tre e quattro infatti soffrono di ritmo: si ha la sensazione di perdersi in svariate attività secondarie (girare per Gotham, affrontare cattivi minori, attendere che accada qualcosa di rilevante) prima che la storia si ricompatti in un finale che, per contro, è fra le cose più riuscite del gioco.
Il Joker viene arrestato in un capitolo ma compare a rapinare una banca in quello successivo senza spiegazioni. Catwoman, protagonista coinvolgente nella prima metà, scompare quasi completamente dalla trama verso la fine. Nightwing, poi, risulta meccanicamente troppo simile al Robin da cui proviene, con gadget e moveset quasi identici. TT Games aveva il materiale per realizzare qualcosa di davvero indimenticabile: quando lo usa bene (come nel quinto capitolo, un concentrato di trovate geniali che unisce l’ingresso ad Arkham Asylum alla scena dell’interrogatorio de Il Cavaliere Oscuro con tanto di allucinazione da Scarecrow finale) lascia senza fiato. Ma non sempre ha il coraggio di approfondire quando potrebbe/dovrebbe.
BATMAN: ARKHAM LEGO EDITION

Se la narrativa è altalenante, il gameplay è dove invece LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight convince senza alcun dubbio. Il sistema di combattimento è prelevato quasi integralmente dalla trilogia di Rocksteady Studios, tanto che i credits del gioco elencano esplicitamente la software house britannica come co-sviluppatrice. Nella fattispecie si attacca, si contrattacca con tempismo, si schivano i nemici con lance elettriche, si saltano quelli con scudi, si riempie una barra focus per esecuzioni speciali. I classici effetti visivi (POW!, CRACK!, ZAP!) esplodono sullo schermo senza stonare mai.
Anzi, aggiungono un’energia cartoonesca perfettamente integrata nell’estetica. Il ritmo del combattimento si fa più interessante man mano che si sbloccano i sette personaggi disponibili (Batman, Jim Gordon, Robin, Nightwing, Catwoman, Batgirl e Talia al-Ghul), ognuno dei quali possiede un set di gadget unico utile sia in combattimento che nella risoluzione degli enigmi ambientali. Gordon dispone di una pistola che spara proiettili rimbalzanti capaci di creare traiettorie impossibili. Batgirl è l’unica in grado di hackerare terminali e dispiegare un drone come punto d’aggancio mobile.

Catwoman sguinzaglia un gatto vero nei condotti troppo stretti per gli altri personaggi. Il roster è ridotto rispetto ai cento e passa personaggi dei capitoli precedenti, ma la scelta viene comunque premiata: ogni figura ha un’identità meccanica reale. Gli alberi di potenziamento, novità assoluta per la serie, aggiungono profondità senza complicare la situazione. Inoltre i chip WayneTech nascosti per Gotham sbloccano evoluzioni interessanti dei gadget. L’uso del rampino per lanciarsi tra i grattacieli e planare col mantello poi danno un piacere fisico, fluido e immediato.
La Batmobile (o il Tumbler di Nolan, o il batmobile anni ’60, o il monster truck tratto dai fumetti Metal) è rumorosa, aggressiva e divertente da guidare a velocità scomposte per le strade. Lo stealth, purtroppo, rappresenta il punto più debole del pacchetto. I nemici sono troppo statici e prevedibili, le aree non premiano mai l’approccio furtivo con soluzioni creative, e le opportunità di mimetismo verticale sono poche. I tentativi falliti si trasformano automaticamente in combattimento aperto senza punizioni rilevanti, il che significa che si può ignorare tutto il sistema: e spesso conviene farlo.
LA BELLEZZA DI GOTHAM IN STILE LEGO

La città di Gotham è indubbiamente la realizzazione più ambiziosa in LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight. TT Games ha costruito un ambiente che fonde l’estetica gotica della Gotham di Rocksteady con le geometrie bizzarre e i colori saturi dei film di Burton. Uno spazio urbano costantemente pluvioso, perennemente notturno, illuminato al neon, brulicante di pedoni e veicoli. Ogni insegna, ogni pubblicità, ogni angolo di strada è un riferimento alla lore di Batman. I fan più accaniti avranno a che fare con una miniera di Easter Eggs distribuiti su quattro isole collegate tramite metropolitana.
Tra di essi figurano animali fuggiti dallo zoo da catturare, prove di guida e di combattimento, appartamenti da svaligiare con Catwoman, enigmi del Cluemaster e altro ancora. La quantità di contenuti è dunque impressionante: a essere altalenante è invece la qualità dei suddetti. Alcune attività infatti restano interessanti per tutta la partita, altre invece si uniformano con imbarazzante rapidità nella ripetizione. Completare il cento per cento è un’impresa destinata esclusivamente ai completisti più determinati. L’open world brilla come spazio di esplorazione libera, ma diventa meno convincente quando lo si analizza attività per attività.
PICCOLI MATTONCINI, GRANDI AMBIZIONI

Visivamente parlando LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight colpisce fin dal primo momento, mostrando cosa può fare “nonostante” si tratti di un titolo LEGO. TT Games ha realizzato una Gotham perennemente notturna e pluviosa che sfrutta l’illuminazione dinamica con una cura quasi ossessiva. I neon si riflettono sulle strade bagnate, le gocce di pioggia scorrono realisticamente sul cappuccio di Batman fino al punto che in primo piano si distinguono le texture plastiche dei mattoncini e persino il logo LEGO in rilievo sui personaggi. Le luci della città esplodono con una intensità che porta quasi inevitabilmente ad abusare della modalità foto.
È, senza esagerare, uno degli open world graficamente più riusciti di questa generazione. E considerando il genere di appartenenza, si tratta di un risultato davvero inatteso. Il comparto audio è all’altezza. Gotham risulta infatti una città viva: treni della metropolitana che sfrecciano veloci e rumorosi, automobili che suonano il clacson, voci di passanti che si sovrappongono da lontano. Starsene fermi su un cornicione ad ascoltare la città che respira è uno dei momenti più affascinanti dell’esperienza.

Sul fronte musicale, il titolo attinge a piene mani dal materiale originale: la ricostruzione dell’opening di Batman: The Animated Series in 4:3 completa di sigla originale è un momento davvero memorabile, così come la sequenza del Joker che devasta un museo sulle note di “Partyman” di Prince, prelevata direttamente dal Batman di Tim Burton. Il doppiaggio è complessivamente buono, con punte di eccellenza (per esempio Matt Berry nei panni di Bane offre una performance fenomenale, anche se sfortunatamente breve) e qualche punto debole. A convincere di meno è proprio la voce di Batman, che rispetto ad altri personaggi risulta meno convincente. Sul versante delle prestazioni, su Pc la situazione è complessivamente buona.
LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight è abbastanza esigente in termini di requisiti hardware, ma l’esperienza risulta sorprendentemente scalabile e piuttosto ben ottimizzata. Ciò detto, non mancano alcuni problemi tecnici, che si concentrano soprattutto nelle attività secondarie disponibili nell’open world. Nemici incastrati nella geometria ambientale, oggetti interagibili che scompaiono o con cui non è possibile interagire, cadute attraverso il pavimento con atterraggio in un vuoto blu, prompt di raccolta che non compaiono quando dovrebbero. Nel corso della storia principale invece i bug si riducono a episodi sporadici: il rampino che manca la presa su un cornicione, personaggi che vibrano su superfici irregolari, qualche clip della telecamera fuori dai limiti. Nulla che qualche patch ad hoc non possa risolvere facilmente.

DA AVERE SENZA RISERVE
LEGO Batman: Legacy of the Dark Knight è il gioco dedicato al Cavaliere Oscuro che non sapevamo di aspettare. Il team di TT Games ha avuto l’audacia di smontare e rimontare ottant’anni di storia del celebre supereroe in un’avventura che funziona indipendentemente dalle opere (animate e cinematografiche) con cui uno può essere cresciuto.
Il combattimento stile Arkham è tradotto in chiave plastica con una fedeltà sorprendente, la Gotham costruita mattoncino per mattoncino è uno dei mondi aperti più belli e atmosferici degli ultimi anni, e la quantità di fan service (43 costumi per il solo Batman, decine di veicoli da ogni era del personaggio, una Bat-Cave completamente personalizzabile) è semplicemente travolgente. I limiti però ci sono e sarebbe disonesto ignorarli: la narrativa perde coerenza nelle sezioni centrali, lo stealth non è mai all’altezza del resto, le attività secondarie si ripetono, e l’ottimizzazione non è proprio perfetta.
Ma nessuna di queste mancanze oscura il progetto complessivo. Da anni i giochi LEGO erano scivolati in una sorta di “confortevole insignificanza”. Ma con questa nuova iterazione, l’ambito è stato riportato al centro della conversazione, con il Cavaliere Oscuro che ha trovato il modo migliore per celebrare la propria storia. Rigorosamente in mattoncini.
Pregi
Il combattimento stile Arkham tradotto in chiave LEGO funziona meglio di quanto ci si potesse aspettare. Gotham City è una delle città open world più atmosferiche e curate degli ultimi anni. Fan service enciclopedico: 90 anni di storia di Batman trattati con conoscenza e rispetto autentici. Ogni personaggio giocabile ha un'identità meccanica reale, gadget e stile di gioco propri. Gli alberi di potenziamento aggiungono profondità senza gravare sul ritmo. Tecnicamente impressionante per gli standard del genere, con illuminazione e riflessi di alta qualità. La Bat-Cave personalizzabile è tra le migliori versioni mai realizzate del quartier generale di Bruce Wayne.
Difetti
Lo stealth è il grande incompiuto: nemici prevedibili, aree mal progettate per l'approccio furtivo. La narrativa perde coerenza nei capitoli centrali e alcune sottotrame si chiudono male. Le attività secondarie dell'open world diventano ripetitive con rapidità. Nessuna co-op online, solo locale. Bug minori ma ricorrenti: geometria, rampino, oggetti interagibili.
Voto
8,5