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Aquarist, la nostra recensione Switch

Costruiamo l'acquario dei nostri sogni sulla console ibrida di Nintendo

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Torniamo a parlare di simulazioni con Aquarist. Dopo aver costruito modellini, sistemato castelli, aggiustato macchine ecc è tempo di buttarsi nel mondo degli acquari. Dietro al suo sviluppo troviamo FreeMind Games, una software house indie che a partire dal 2012 ha partorito diversi titoli poco convenzionali. Dopo averlo lanciato il su Pc lo scorso marzo, questo nuovo progetto è recentemente sbarcato sulla console ibrida di Nintendo.

Sul fronte offerta c’è poco da dire, visto che già dal nome si intuisce tutto. Avremo a che fare con un parco pesci piuttosto ricco da insediare all’interno di acquari che dovremo realizzare nei minimi dettagli. Il tutto sperando di non fare errori e, soprattutto, ricordandoci di nutrire adeguatamente i nostri piccoli amici pinnati. Andiamo quindi a scoprire Aquarist in questa recensione della neonata versione Switch.

Ricordiamo che il gioco, pubblicato dal poliedrico editore PlayWay, è disponibile per l’appunto anche su Steam. Dove, tra l’altro, approderà tra pochi giorni una versione VR. Buona lettura.

I PRIMI PASSI

Tradizionalmente i videogiochi ci permettono di impersonare svariati tipi di eroi, malvagi, poliziotti, semplici cittadini ma anche degli appassionati di questo o quel settore. Nel caso di Aquarist il nostro prode alter ego è un ragazzo che per il suo sedicesimo compleanno viene omaggiato di un acquario. Certo potrebbero nascere discussioni in merito ad un regalo migliore, quali ad esempio una sedicenne.

Ma dato che l’oggetto di questo articolo è la recensione del titolo di FreeMind Games, tralasciamo il tutto e iniziamo. A livello di personalizzazione diciamo subito che sarà possibile modificare nome e sesso del nostro avatar. Ma che in questo tipo di produzioni non è lecito aspettarsi molto altro… Non siamo su Acquari di Famiglia (nota serie televisiva a tema ndr), ma con il tempo potremmo anche avvicinarsi.

Aquarist

Il movimento della telecamera e del personaggio saranno liberi, così da permetterci di esplorare a piacimento l’ambiente della nostra camera oltre che l’acquario su cui andremo a lavorare. Inizialmente ci verranno illustrate le varie meccaniche attraverso un tutorial complessivamente ben strutturato. Cominceremo con l’aggiunta di qualche roccia decorativa.

Successivamente passeremo alla fornitura dei nutrienti necessari ai pesci e all’impostazione della temperatura dell’acqua. In termini di design il team di sviluppo ha aggiunto una semplice lista di compiti che verrà spuntata man mano che completeremo le azioni indicate. L’unica pecca sta nel fatto che in questa prima parte introduttiva non ci verrà spiegato esattamente tutto, perciò nelle fasi avanzate ci toccherà procedere per tentativi.

UN PROGETTO TUTTO NOSTRO

Aquarist

Aquarist punta molto sulla progettazione e sulla decorazione delle varie teche. Da questo punto di vista possiamo considerarlo un gioco veramente rilassante, con un gameplay metodico e compassato. Ciò costituisce indubbiamente un fattore positivo, tra l’altro ben supportato dalla colonna sonora. Quest’ultima infatti proporrà tracce lounge capaci di donare qualche ora di sano relax.

Una volta impratichiti con i controlli suddivisi tra i due joycon di Switch, potremo iniziare a decorare il nostro acquario. Il tutto con ornamenti vegetali, serbatoi, pietre di vario tipo e naturalmente pesci, autentici co-protagonisti della produzione. Anche il livello di realismo offerto non è da sottovalutare. Per esempio dovremo scegliere se inserire nel nostro acquario dei serbatoi con acqua dolce oppure salata.

Aquarist

Se nella vita “reale” dovessimo mettere un pesce rosso in una vasca d’acqua salata, ecco che morirebbe inevitabilmente. Anche qui non sarà diverso. Aquarist si pone quindi come una vera e propria simulazione realistica. Ciascuna specie ittica avrà le sue peculiarità, nonchè preferenze in termini di piante, decorazioni e altri pesci con i quali convivere.

Certi aspetti del gioco potrebbero apparire “divertenti”, ma sarà meglio non prendere le cose troppo alla leggera. Un pesce pagliaccio sarà a suo agio mettendolo insieme a qualche altro suo simile, e magari anche con un anemone. Alcune specie di anemoni di mare infatti sono note per la particolare relazione simbiotica con i pesci pagliaccio. A prescindere però dalle specie che decideremo di inserire, occhio sempre alla temperatura dell’acqua (altro fattore fondamentale).

PICCOLI SOGNI E LAVORO VERO

Aquarist

Una volta completato il tutorial il nostro alter ego sedicenne potrà mettere le mani sull’acquario del padre, situato nel soggiorno di casa. E qui Aquarist entrerà nel vivo della simulazione, lasciandoci liberi di gestire il progetto a nostro piacimento. Un problema piuttosto comune con i porting da Pc riguarda la mappatura dei comandi. E anche il titolo di FreeMind Games, suo malgrado, non fa eccezione. Gestire i movimenti e in generale le varie funzione attraverso i joycon sarà ostico.

E spesso ci imbatteremo in errori come anche in menu che non riusciremo a consultare subito. Col tempo ci abitueremo, ma la frustrazione rimarrà sempre dietro l’angolo. La progressione in-game invece sarà basata su un sistema di livelli, che sbloccheranno nuovi pesci ed elementi decorativi di varia natura per il nostro acquario. Una volta terminato quello del papà, il nostro alter ego potrà aprire un vero e proprio “negozio” nel garage di casa sua.

Aquarist

Confucio una volta disse: scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita. Questa massima però, almeno con Aquarist, si rivelerà veritiera fino a un certo punto. Una volta avviata la nostra piccola “azienda”, cominceremo a creare acquari su commissione di vari clienti. In questo garage quindi avrà luogo l‘esperienza di gioco vera e propria, incentrata sulla creazione e decorazione di molti acquari diversi.

Ogni giorno sarà scandito da un orologio, e ovviamente prima di aprire bottega dovremo pensare a nutrire i pesci ospitati nelle nostre creazioni. Una fase abbastanza impegnativa nella quale bisognerà destreggiarsi tra il cibo, la creazione e il mantenimento delle teche realizzate e anche la vendita di quelle già realizzate e ultimate. Nel caso in cui la nostra attività dovesse riscuotere un buon successo, allora potremo passare a un negozio vero e proprio.

CREPE NEL VETRO

Veniamo ora al tallone d’achille vero e proprio di Aquarist, ovvero la qualità del porting. Abbiamo già accennato ai controlli, che risultano decisamente ostici e macchinosi. Ben lontani dalla comodità offerta dalla combo mouse+tastiera. Anche l’interazione con gli oggetti risulterà difficoltosa, in particolar modo con quelli di piccole dimensioni. Vi è indubbiamente qualche problema in termini di puntamento, ma in generale è tutto l’insieme a rendere sotto questo aspetto l’esperienza alquanto indigesta. Il titolo di FreeMind Games presenta inoltre dei problemi anche sul versante grafico.

Certo, è lecito e comprensibile assistere a una riduzione del dettaglio rispetto alla controparte Pc. Tuttavia in questo caso ci si è spinti troppo oltre. I modelli dei personaggi e le stesse teche risultano a dir poco slavate e con pochissimi dettagli. L’antialiasing è netto e le animazioni sono legnose. La distanza visiva (definita “field of view”) è ridotta ai minimi termini. Pur essendo regolabile dal menu, risulta insufficiente anche impostandola al massimo. Nel complesso l’esperienza è sì fluida, ma per giungere a questo risultato sono stati fatti tanti, troppi compromessi sul lato grafico.

Aquarist

SCONSIGLIATO

Aquarist costituisce complessivamente una buona aggiunta all’interno di un panorama di “simulatori” che comprende ben pochi titoli capaci di offrire un’esperienza come questa. La quale propone diversi elementi interessanti e un realismo di fondo non scontato. Il problema principale nella produzione di FreeMind Games va ricercato nella qualità piuttosto scadente del porting. Dai comandi al comparto tecnico, assolutamente insufficiente. Specialmente se comparato a quello della controparte Pc, che risulta migliore sotto ogni singolo aspetto. Su Switch invece rimane un prodotto con del potenziale, ma che va ottimizzato al più presto. Peccato, perchè con qualche accortezza in più la valutazione sarebbe stata diversa.

Pregi

Insospettabilmente realistico. Tanti pesci ed elementi con cui interagire. Gameplay compassato e rilassante.

Difetti

Comparto grafico limitato rispetto alla controparte Pc. Controlli farraginosi ai limiti della frustrazione. Complessivamente un porting piuttosto scadente.

Voto

5,5

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