In primo pianoRecensioniPCNintendo Switch

Metallic Child, la nostra recensione Pc

Nell'avventura di Studio HG salveremo il mondo operando... Via streaming

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Non capita tutti i giorni di sentire circa uno streamer intento a salvare il mondo, minacciato (in questo caso) da un esercito di androidi. Questo è ciò che si verifica in Metallic Child, un dirompente hack and slash roguelite realizzato da Studio HG. Software house indipendente di stanza in Corea del Sud, che ha promosso la propria creatura anche attraverso la creazione di un suggestivo trailer animato.

La cui realizzazione è stata affidata al celebre Studio Trigger, che molti conosceranno per via di Little Witch Academia e, soprattutto, Kill la Kill. Ma andiamo a scoprire Metallic Child senza ulteriori indugi, in questa recensione della versione Pc. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Crest, è disponibile anche su Switch. Buona lettura.

SALVARE IL MONDO.. DA REMOTO

Il nome del gioco, Metallic Child, prende ispirazione dal personaggio che andremo a controllare. Si tratta di Rona, un’androide che presenta le fattezze di una bambina e che troveremo gravemente danneggiata a bordo di un’astronave. Nel prologo ci verrà illustrata la situazione (decisamente critica), in cui Rona sarà l’unica della sua “razza” a opporsi alla dottoressa Irene.

Sua creatrice nonchè antagonista del gioco, poichè progetta di sterminare buona parte della popolazione mondiale facendo schiantare sul suolo terrestre proprio l’astronave su cui si trova Rona. Per salvare il pianeta dovremo quindi batterci contro i nostri fratelli androidi, ma c’è un problema. Anche se con l’aiuto di Pan (un drone di supporto ndr) l’androide riuscirà a effettuare le riparazioni necessarie…

Metallic Child

Essa non riuscirà comunque a muoversi in autonomia. Ecco perchè decide di inviare un segnale di soccorso, al quale risponderà uno streamer, in collegamento dalla Terra. In stile “rottura della quarta parete” (similmente a come avviene in Metal Gear Solid e Monkey Island, per citare due esempi famosi), Rona si rivolgerà direttamente a noi giocatori, chiedendoci di controllarla a distanza.

Sconfiggendo i numerosi subordinati della dottoressa Irene accumuleremo le cosiddette “Core Gem”, che serviranno a impedire la collisione dell’astronave con la Terra. Ma prima di entrare nel vivo dell’azione dovremo superare il lungo (circa 20 minuti di gioco) prologo-tutorial. Nominalmente saltabile, ma comunque utile per conoscere al meglio il contesto e familiarizzare con comandi e meccaniche.

BAMBINI MANGIA-NUCLEI

Metallic Child

Contrariamente a quanto avviene in molti titoli roguelike, Studio HG ha riversato una non trascurabile attenzione nella parte narrativa di Metallic Child. Non parliamo solo dei vari intermezzi in stile visual novel, in cui attraverso Rona potremo rispondere in vari modi a ciò che ci verrà detto (in particolare dal nostro assistente robotico Pan).

Infatti i vari npc che incontreremo contribuiranno in maniera importante ad approfondire il contesto. Senza limitarsi a fornirci (cosa comunque importante) delle divertenti missioni secondarie utili per “spezzare” il ritmo di esplorazione e combattimento tra un dungeon e l’altro. Come ci si aspetta da un hack and slash, il sistema di combattimento è incredibilmente frenetico.

Metallic Child

Rona potrà utilizzare un attacco leggero, uno pesante e un altro che le consentirà di effettuare sia delle prese sui nemici che di afferrare oggetti (per poi lanciarli). Tutte azioni di base piuttosto semplici, che tuttavia dovranno essere combinate per sviluppare così uno “stile” in grado di tirarci autenticamente fuori dalle situazioni più difficili. I combattimenti avverranno all’interno di “stanze”, in cui risulteranno suddivisi i vari dungeon. Per poter passare alla stanza successiva dovremo sconfiggere tutte le ondate di nemici presenti nella stanza “attuale”.

In seguito le nostre azioni verranno valutate (il voto “S” sarà quello più alto) e quindi ricompensate. Interessante è invece la funzione che ricoprono i cosiddetti “Core”, potenziamenti randomici che potranno risultare positivi o negativi. Inoltre alcuni nemici dropperanno dei nuclei, che Rona sarà in grado di ingerire e ottenere altri potenziamenti. Tuttavia potrebbe capitare di assimilare un nucleo “corrotto”, cosa che comporterà una riduzione delle statistiche, una visuale “oscurata” o altro ancora.

QUALCHE SPRAZZO DI CONFUSIONE

Metallic Child

Particolarmente epiche sono le boss fight, che avverranno contro i fratelli di Rona. Tanto belli e curati in termini di design quanto avvincenti da affrontare in battaglia, al termine della quale potremo acquisire le loro capacità. Peccato che Studio HG non abbia ulteriormente approfondito, tanto per fare un esempio, il legame tra Rona e i suoi fratelli. Ma come abbiamo detto in principio, per un titolo del genere l’attenzione riservata alla sceneggiatura rimane comunque parecchio al di sopra della media.

Un po’ come il sistema di “crafting” dei potenziamenti, che ci permetterà di realizzare dei “Super Core” andando a modificare/combinare le caratteristiche dei Core positivi e negativi acquisiti. Un sistema non particolarmente intuitivo (specie all’inizio), ma che una volta compreso renderà le partite indiscutibilmente memorabili. Oltretutto il livello di difficoltà complessivo, che può essere calibrato, non è particolarmente alto. Metallic Child

Se non altro per il fatto di poter avere un accesso relativamente più semplice (rispetto ad altri colleghi videoludici) a degli oggetti curativi con cui, soprattutto agli inizi, potremo rimediare agli errori. Ciò detto la creatura di Studio HG non va assolutamente sottovalutata, al netto della presenza della difficoltà “Storia”. Dove Rona, sostanzialmente quasi invincibile, potrà condurre i giocatori meno hardcore attraverso la propria avventura, focalizzandosi sulla trama. Un’opzione di accessibilità forse in controtendenza con la natura roguelike del titolo, ma che sicuramente contribuisce ad estenderne il bacino d’utenza, effettivo e potenziale.

Anche sul fronte tecnico Metallic Child si mostra assai solido, con un design “chibi-style” che forse non incontrerà il gusto di tutti, ma che di fatto conferisce un carattere distintivo alla produzione. Il design di Rona e dei suoi fratelli è davvero grazioso, sia durante l’azione che nelle ottime illustrazioni che accompagnano i dialoghi. Con questi ultimi che risultano interamente doppiati, sia in giapponese che in coreano. Non sono presenti sottotitoli in italiano, ma una gran colonna sonora sì. Ultimo ma non meno importante il fronte prestazionale, con un framerate solido quanto i pugni della robotica protagonista.

Metallic Child

DA AVERE SENZA RISERVE

Metallic Child è un hack and slash roguelike sorprendentemente divertente e frenetico, dove l’ottimo sistema di combattimento mostra chiare (e gradite) influenze dal genere dei picchiaduro. Studio HG ha puntato con successo su un comparto narrativo insolitamente sviluppato per un titolo di questo tipo, valorizzato oltretutto da un design semplice ma di indubbio impatto. Il sistema di potenziamento (temporaneo) della protagonista attraverso i Core poteva essere sicuramente reso in maniera più intuitiva. Ciò detto rimane indiscutibilmente la ciliegina sulla torta di un gameplay divertente e inaspettatamente accessibile (oltre che godibile) da una platea di giocatori assai vasta.

Pregi

Combattimenti di qualità per un roguelike in grado di incontrare il gusto sia di giocatori neofiti che di veterani del genere. Design semplice ma curato, che assieme alla colonna sonora conferisce molto carattere alla produzione. Una storia inaspettatamente approfondita e interessante...

Difetti

... Sulla quale, giunti a questo punto, si poteva probabilmente curare un po' di più nei dettagli (come il rapporto tra i personaggi). Il sistema di "crafting" dei Core è efficace ma non particolarmente intuitivo.

Voto

8,5

Tags

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




1 commento su “Metallic Child, la nostra recensione Pc”

Commenta questo articolo