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King of Seas, la nostra Recensione Pc

Caraibi procedurali in un'illustre ispirazione per un'avventura tutta italiana

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Era il 1987 e su C64, Pc e Apple II arrivava Sid Meier’s Pirates, un gioco d’avventura, esplorazione e strategia in tempo reale a tema piratesco. Trentaquattro anni dopo, 3D Clouds per Team 17 realizza e pubblica King of Seas, che sembra voler etichettarsi, e a buon diritto, come unico e degno erede del mitico videogioco di Microprose.

Per chi non lo sapesse, 3D Clouds è uno studio di sviluppo con base a Milano. Agli esordi hanno prima realizzato All-Stars Fruit Racing, per poi proseguire sempre con titolo a quattro ruote: Xenon Racer e Race with Ryan. King of Seas è il loro primo esperimento lontano dalle piste e si rifà ai canoni imposti da Pirates tanto nel lontano ’87 quanto nel remake del 2004. L’attenzione però si sposta alle ultime tecnologie a disposizione, che allontanano lo spettro del mero “clone” e innalzano King of Seas a videogioco tutto da scoprire e godere.

Levate l’ancora, issate le vele ed imbarcatevi con noi in questa recensione della versione Steam. Ricordandovi che il titolo è disponibile anche su sistemi PlayStation e Xbox (oltre che Switch), vi auguriamo una piacevole lettura.

COME DIVENTARE IL RE DEI MARI

King of Seas ci mette nei panni di un giovane rampollo della famiglia reale che governa le isole degli immaginari Caraibi orditi per noi dagli sceneggiatori. Raggiunta l’età per mettere piede sul ponte di una nave veniamo inviati in missione diplomatica per contro di nostro padre, il Re dei Mari.

Purtroppo, al nostro ritorno, scopriamo che il re è morto e tutto lascia intendere che siamo stati incastrati. Da quel momento in poi, ci imbarcheremo in un’avventura densa di colpi di scena e belle trovate, con ritmi azzeccati e momenti per sdrammatizzare. Insomma, King of Seas non si prende troppo sul serio, nonostante non ci sia esitazione a narrare di vite perdute, tradimenti e intrighi. Il risultato finale è decisamente positivo.

Chi vuole godersi la narrazione offerta, dunque, potrà compiere la sequenza di missioni preparate per noi, fino al raggiungimento dei titoli di coda. Ma questo è solo uno dei tanti modi di godersi il titolo.

Brigantini, fregate, galeoni, caravelle aspettano solo di essere governate. Sono tutte a disposizione di noi, aspiranti Re dei Mari. Ogni tipologia di nave inoltre risponde tanto ad uno stile di gioco quanto ad un comportamento fisico.

Il brigantino è piccolo ma scattante, non ha molta potenza di fuoco ma la sua agilità permette di evitare gran parte delle salve avversarie. I galeoni sono molto lenti e corazzati, offrono buon volume di fuoco ma la loro lentezza li espone ad ogni tiro. Le fregate sono votate più alla battaglia d’attacco, non godono di buona difesa come il galeone né della velocità del brigantino.

MAI UNA PARTITA UGUALE ALLA PRECEDENTE

Affidandosi ad un motore grafico estremamente versatile e adattato allo scopo, 3D Clouds ha sviluppato un sistema di creazione della mappa procedurale. Questo significa che non ci sarà mai una partita uguale alla precedente, a partire dall’ambientazione che non sarà mai uguale a quella che l’ha preceduta.

Oltre a questo, il mondo di gioco è soggetto a condizioni meteorologiche dinamiche che influiscono anche sul gameplay. Affrontare il mare in tempesta, per esempio, danneggia le paratie della nave e il tessuto delle vele, e potrebbe far disperdere membri della ciurma in mare.

Durante la navigazione dobbiamo inoltre fare attenzione alla direzione in cui soffia il vento. Esso potremo sfruttarlo a nostro favore sia per l’esplorazione che per i combattimenti navali. Sempre a proposito di esplorazione e navigazione: oltre alle ordinarie attività da smargiassi, possiamo compravendere beni di prima necessità o beni di lusso. Questo ci ha ricordato il sistema di mercato di Port Royale (pur semplificato) che simula il sempre convincente rapporto di “domanda e offerta”.

NON E’ LA DESTINAZIONE MA IL VIAGGIO A CONTARE

Visuale in terza persona dall’alto, isometrica. Stile cartoon degna della miglior produzione Pixar. Fisica applicata convincente ed un sistema di controllo (raccomandato) con il joypad senza sbavature rendono l’esperienza giocosa di King of Seas decisamente sopra la media.

A rendere il tutto sempre interessante e stimolante è certamente la gestione dell’esperienza di capitano, nave e ciurma, presa in prestito dai videogiochi di ruolo d’azione tipo Diablo. Compiendo incarichi e missioni principali si accumulano punti esperienza. Uscire vittoriosi dalle battaglie navali, raccogliere bottino abbandonato in mare, dissotterrare tesori porta punti esperienza. Superato il limite richiesto, si passa di livello: così facendo potremo accedere a equipaggiamenti sempre più efficaci.

Davvero sorprendente e piacevole la colonna sonora, affidata a sonorità orecchiabili e memorabili. Di sicura efficacia i suoni e in generale gli effetti audio: nessuno di questi è stato lasciato al caso.

King of Seas offre al giocatore la libertà di essere giocato come un “GTA”, come un sandbox piratesco. Questo lo rende, indubbiamente, un titolo dalla longevità potenzialmente infinita, specialmente per merito delle partite tutte diverse tra loro.

COMMENTO FINALE

King of Seas è l’ultima fatica di 3D Clouds per conto di Team 17. Il team italiano ha sviluppato un videogioco di ruolo d’azione, esplorazione e strategia che si rifà ai fasti di Sid Meier’s Pirates. A buonissimo diritto possiamo dire che King of Seas si laurea come unico e degno erede del buon Pirates.

Facilissimo da padroneggiare, difficile da abbandonare, affidato ad una scelta stilistica vincente e accompagnato da musiche memorabili. Offre la libertà e la possibilità di farsi giocare con il trasporto di chi vuole vivere la trama del gioco, oppure di farsi godere come simulatore di pirati liberi da ogni legame.

Se dovessero piacervi i pirati, se foste amanti di Pirates e non qualora non dovessero spaventarvi i mondi procedurali, King of Seas potrebbe diventare la vostra isola felice per quest’anno e per tutti gli anni a venire.

Se proprio vogliamo trovargli dei difetti: all’inizio i ritmi sono eccessivamente spezzati dalle esigenze di tutorial e di narrazione. Superati questi arresti forzati del flusso di gioco, resta solo tanto, rilassante, divertimento. Per quanto, su questo fronte, Pirates rimanga insuperato.

Pregi

Prende il meglio di Sid Meier's Pirates e lo adatta ai suoi tempi. Buona storia, intrigante quanto basta. Stile grafico che ricorda Disney. Facile da padroneggiare. Musiche ben realizzate. Elementi da gioco di ruolo d'azione ben implementati.

Difetti

Avvio fin troppo "spezzato" a causa della trama e del tutorial che devono introdurre al gioco.

Voto

9

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