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Gaia Beyond, Recensione

Dopo due anni di accesso anticipato su Steam, è ora di tornare nel Sistema Solare con la recensione di Gaia Beyond

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Gaia Beyond ha un significato speciale per chi scrive questo articolo. Sviluppato dal piccolo team indie Warp Turtle, il gioco è un action/rpg sulla scia di prodotti quali Naev e 3030 Deathwar Redux.

Uscito nel 2018 in accesso anticipato, ha immediatamente riscosso un buon successo. Dopo una lunga serie di aggiornamenti rilasciati con puntuale regolarità, il 20 agosto, ossia giovedì scorso, è disponibile nella fatidica versione 1.0.

Il titolo è, dunque, pronto per la nostra recensione. Non ci resta che augurarvi una buona lettura.

IL FUTURO VISTO OGGI

Il mitico Warren Spector “predisse” un futuro dove le Torri Gemelle non esistevano nel leggendario Deus EX. Warp Turtle ha previsto un lontano futuro dove un virus, una malattia, colpirà i cittadini di tutto il sistema solare.

Diverse scale, predizioni identiche. Nell’ambientazione di Gaia Beyond il sistema solare è stato colonizzato ma la vita sui pianeti è tutto fuorché semplice. La Terra doveva essere un giardino ma flagellata da catastrofi auto-inflitte ha costretto la razza umana a disperdersi tra le stelle.

Gaia Beyond

La colonizzazione è un processo lungo, duro e spesso irto di pericoli e difficoltà. È passato molto tempo ma la situazione non è cambiata molto. Le differenze etniche, le classi sociali, i soldi, tutto è rimasto come al giorno d’oggi.

E poi il morbo, una malattia apparentemente senza scampo eppure con mille domande, molti dubbi e tante incongruenze. Chi vuole curare questo morbo vaccinando e mettendo in quarantena la popolazione dell’intero sistema solare vuole davvero salvare gli umani? Questa cortina di fumo cela ben altre verità?

Starà a noi scoprirlo, visto che da perfetti signor nessuno avremo la possibilità di decidere il nostro destino, quello dei nostri amici, e oltre. Il tema trattato è quantomai “fresco” e durante il gameplay capiterà sovente di osservare situazioni molto simili a quelle che viviamo proprio in queste ore.

DA DOVE VENIAMO?

Gaia Beyond

La prima scelta da fare appena avviato il gioco sarà quella di dare un nome e un volto al protagonista. Passo successivo, la provenienza. Terra, Nettuno, Mercurio, ognuno di questi pianeti ha una storia lievemente diversa, che per un motivo o per l’altro ci ha portato su Plutone, il pianeta dal quale inizieremo la nostra avventura.

Arrivare su Plutone da Terra o Nettuno non avrà un impatto solo estetico, ma sarà determinante per l’equipaggiamento iniziale della nostra nave. Più orientata al combattimento o all’estrazione di minerali? Oppure una via di mezzo con un buon raggio di scansione?

Un buon tutorial ci seguirà nelle fasi iniziali, dove impareremo a comandare la nave attraverso la combinazione di tasti “W/A/S/D” per accelerazione, decelerazione, movimento laterale. La rotazione della nave e l’uso delle armi avverrà attraverso il mouse, almeno finché non acquisiremo navi di grossa stazza dove il combattimento sarà spesso gestito da torrette laser, lanciamissili e altre diavolerie del genio umano che in fatto di guerra è davvero fantasioso.

La visuale è dall’alto in 2d con uno zoom che potremo gestire tramite la rotellina del mouse. A nostra disposizione avremo anche il classico menu relativo alla nave, un pratico diario dove gestire le quest e una scheda del personaggio dove spendere punti che daranno accesso a svariate abilità. Tra queste, vale la pena citare l’hacking delle navi e delle casse abbandonate che troveremo, la possibilità di riparare lo scafo mentre viaggiamo e sensori di rilevamento migliorati.

DIRE, FARE, BACIARE, SPARARE

La main quest si snoderà attraverso una serie di vicende lunga e sfaccettata. Gaia Beyond è un gioco open world in tempo reale e questo offre al giocatore la possibilità di abbandonarla anche appena dopo il tutorial per divertirsi ad esplorare e svolgere incarichi secondari. Diventare mercante con tanto di licenza o darsi alla pazza gioia e gironzolare per lo spazio sparando a tutto ciò che si muove? Si può fare.

Le missioni e le sidequest sono di vario tipo, principalmente orientate ai classici del genere quali corriere, scorte, investigazioni. Grazie ad indicatori che si attiveranno man mano che procediamo sarà semplice capire dove andare per continuare il nostro compito, ma in alcuni casi dovremo necessariamente procedere da soli ed è una scelta che ci ha convinto.

Unico neo, è la totale mancanza di una localizzazione italiana. Warp Turtle è un gioco sviluppato da sole tre persone, impossibile anche solo ipotizzare che potesse essere tradotto in lingua nostrana. Fortunatamente, il gergo usato è molto scolastico e questo faciliterà tutti quei giocatori non a proprio agio con la lingua della nostra amata Regina.

CHIAVI IN MANO

A seconda del tipo di nave potremo montare due o più armi sulla parte frontale finanche una torretta, più una serie di sistemi aggiuntivi tra i quali scudi e motori. Quando il nostro conto in banca lieviterà, potremo optare per l’acquisto di una nave adatta al commercio, o una nave di classe media orientata al combattimento.

Divenuti ricchi, sarà la volta di passare alle regine del sistema solare, le capital. Ognuno di questi passaggi richiede però un cospicuo investimento in termini monetari, visto che armi adatti a navi di classe piccole non sono adatte alle navi di grandi dimensioni e viceversa. Stesso discorso vale per i motori, gli acceleratori, gli scudi.

Gaia Beyond

Dovremo quindi pianificare con una certa attenzione il passaggio ad una nuova nave, magari svolgendo un buon numero di incarichi per rimpolpare il nostro conto in banca. La pletora di navi tra le quali potremo scegliere è davvero numeroso e un fattore di non poco conto è la differenza tra ognuna di esse. Non solo in termini statistici dove ogni nave è davvero molto diversa dalle altre, adatta ad un compito e svantaggiata in un altro.

La cosa che salta subito all’occhio è una caratterizzazione davvero certosina per ogni singolo modello, con piccoli particolari a renderlo unico. Avremo navi più aliene, ricavate da reminiscenze steampunk, tipicamente esotiche, prese a piene mani dalla fantascienza classica. Ci sono titoli dove le navi sono “caratteristiche”, ma quelle disegnate a mano di Gaia Beyond si distinguono per essere sviluppate con una passione raramente riscontrabile in altre produzioni.

CHE FACCIO? SPARO O VADO?

E veniamo al gameplay. Come detto, i comandi sono semplici ma i combattimenti possono essere anche molto impegnativi e decisamente frenetici. Ore di gameplay ci hanno portato a pensare che una delle tattiche migliori sia quella di aggirare il nemico e colpirlo alle spalle, soprattutto se abbiamo navi di stazza inferiore equipaggiate solo con laser.

Altra tattica interessante è quella di “fuggire” in un campo di asteroidi cercando di attirare il nemico per farci seguire, una tattica già vista in Guerre Stellari – L’Impero colpisce ancora. L’intelligenza artificiale è ben scriptata e decisamente sveglia ma in queste situazioni spesso è più facile che vada a stamparsi contro una roccia piuttosto che ci colpisca. E la stessa cosa vale per noi quindi, attenzione! Quando si passa alle navi di classi medie e alle capital il discorso cambia, visto che andare a zonzo per asteroidi porterà a morte certa navi meno agili.

UN UNIVERSO MAI COSÌ BELLO

Tecnicamente parlando, il gioco sviluppato da Florian Richter, Tobias Offermanns e Devendra Pohly è una gioia per gli occhi. Interamente disegnato a mano con grafica in 4K, offre uno scorcio splendido dello spazio intorno a noi. Nella nostra anteprima, avevamo parlato di “poesia a cielo aperto” e grazie agli updates usciti nel corso dell’early access il gioco è ancora più bello.

Anche gli effetti speciali, interamente realizzati a mano sono splendidi sia per le armi che per le esplosioni, che hanno un senso non solo estetico ma anche pratico. Infatti le navi che esplodono vanno ad impattare con gli asteroidi vicino che a loro volta possono impattare su altre navi, realizzando impressionanti reazioni a catena.

Ma non finisce qui. I pianeti, le nebulose, le aree che visiteremo sono tutte diverse e con palette di colori distinte. Il livello di zoom è mastodontico, e se ad una prima occhiata ci sembrava che limitarci al sistema solare fosse un errore, dopo aver dato un’occhiata alla scala di Gaia Beyond vi sentirete quasi sopraffatti.

Stessa corsa per i vari npc, dove troverete anche persone reali che per un motivo o per l’altro hanno dato una mano a questi ragazzi e sono stati omaggiati con un personaggio non giocante, perfino il sottoscritto. Queste sono cose accadono solo nella comunità indie, ed è un orgoglio.

La colonna sonora si snoda attraverso una dozzina di tracce che si armonizzano perfettamente nel contesto di gioco, anche se forse manca qualche traccia “epica”.

COMMENTO FINALE

Gaia Beyond è un action rpg vario, divertente e sfaccettato. La main quest è corposa e con qualche interessante colpo di scena. Missioni e quest secondarie sono ancorate a sistemi piuttosto classici ma offrono un ottimo passatempo oltre che permetterci di guadagnare soldi per migliorare il nostro equipaggiamento. La componente grafica disegnata interamente a mano è davvero spettacolare e rende giustizia alla bellezza dello spazio.

Il sistema di combattimento è semplice nelle meccaniche ma frenetico e impegnativo nell’esecuzione. Il gioco di Warp Turtle è ottimo sia per neofiti che per chi ama i giochi di fantascienza e vuole godersi una bella storia, molto attuale soprattutto ai giorni nostri.

Pregi

Un universo bellissimo. Tante Navi tra cui scegliere. Un’avventura decisamente attuale. Vario e longevo.

Difetti

Solo in inglese. Manca l’auto targeting.

Voto

9+

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