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Drawkanoid, Recensione

Un divertente miscuglio tra Arkanoid e Geometry Wars ha fatto capolino su Steam, ecco come è andata la nostra esperienza con Drawkanoid

Arkanoid è stato un titolo che ha fatto epoca ed ha avuto il pregio di riportare in auge un genere di videogiochi nato con Breakout nel lontanissimo 1976. Da qualche giorno su Steam è apparso Drawkanoid, gioco firmato dallo studio indipendente QCF Design dal nome che richiama chiaramente Arkanoid, disponibile per Pc e Mac.

Lo sviluppatore non ha fatto mistero del fatto che Drawkanoid voglia essere un’evoluzione di Arkanoid che a sua volta lo fu per Breakout. In questa nostra rapida recensione vi racconteremo se la missione, non da poco, sia stata compiuta.

Buona lettura.

UN GAMEPLAY DECISAMENTE RIVISTO

Il background di gioco è esiguo: ambientazione spaziale che ricorda però molto quella di Geometry Wars. L’obiettivo è semplice: abbattere i mostri che ci troveremo di fronte ma per farlo dovremo distruggere il muro di ostacoli formato da poligoni e nemici che sparano colpi.

Come abbattere questi ostacoli? Semplice: facendo rimbalzare una pallina sul nostro pad ed indirizzarla dall’altro lato. Fin qui il concetto dei classici sopracitati più volte è riproposto in chiaro. Le differenze però si concretizzano subito.

Dopo aver piazzato la prima volta il nostro pad sotto la pallina potremo iniziare le danze. Ogni volta che la sfera tornerà nella nostra parte “di campo” potremo ridisegnare il nostro pad dando anche angolazioni diverse. Potremo si estendere fino ad un certo punto la nostra “racchetta” respingente ma potremo decidere anche di piazzarla in diagonale. Da qui, dalla possibilità di “disegnare” (draw) il respingente, parte del titolo del gioco.

In tutto questo il tempo rallenterà in prossimità della zona di pericolo (la nostra) in modo tale da darci un attimo per ridisegnare e piazzare il nostro respingente. La domanda che vi farete sarà d’obbligo: è un gioco semplice?

La risposta è diretta ed è un no secco Il motivo è presto detto: man mano che il punteggio migliorerà e si andrà avanti per i livelli, la velocità aumenterà e diminuirà anche il tempo a nostra disposizione per piazzare strategicamente il respingente. E gli errori fioccano anche piazzando con un discreto anticipo la nostra racchetta. Per non parlare degli schemi dei muri nemici che varia sempre ed ha forme che possono anche mettere in difficoltà i giocatori grazie a spigoli vivi.

In nostro aiuto, però, arriva la possibilità di raccogliere crediti ed acquisire ed accumulare delle abilità. Si può, infatti, acquistare la skill che fa estendere ulteriormente il pad, o quella che ci dona una vita supplementare ogni tre stage superati a patto di non essere a quattro vite che è il massimo consentito.

Tanti i bonus derivati dalle abilità, anche migliorabili, presenti, troviamo anche l’effetto calamita o il mirino per poter puntare e ribattere sistematicamente in un determinato punto per ottenere il risultato desiderato. Ci sono anche abilità passive come ad esempio la velocità rallentata di un tot percentuale, o la raccolta di più crediti da spendere e così via. Giusto ricordare come sia possibile utilizzare durante le partite fino ad un massimo di tre miglioramenti attivi che scattano a determinate condizioni (ad esempio l’abbattimento di un numero specifico di “mattoni”) mentre le abilità passive sono cumulabili senza particolari limiti.

Il gioco ha anche due modalità alternative: Countdown e Zen. La prima è una corsa contro il tempo per abbattere nemici, muri e boss più velocemente possibile usufruendo, ovviamente di bonus di tempo. La seconda, invece, offre uno scenario più calmo e molto meno impegnativo. Fasi più rilassanti. In tutte le modalità si raccolgono crediti preziosi per acquisire i bonus che ci aiuteranno non poco nel nostro cammino.

I ritmi sono interessanti e la difficoltà di gioco è ben bilanciata. Le skill (ed il loro aggiornamento) aiutano effettivamente a migliorare la qualità delle nostre partite facendole durare di più e facendoci ottenere punteggi sempre più alti.

Prima di aprire il varco per abbattere il mostro bisognerà, come detto, farsi largo abbattendo gli ostacoli di ogni forma e resistenza ma anche dei nemici che spareranno colpi difensivi in grado, però, di ribattere la nostra sfera. Eliminando questi nemici, contrassegnati dal punto esclamativo, avremo via libera all’abbattimento del mostro che si materializzerà colpendolo anche una sola volta.

GRAFICA AL NEON MOLTO GRADEVOLE, BUONA COLONNA SONORA

Dal punto di vista della realizzazione, Drawkanoid è sicuramente un prodotto gradevole. L’aspetto psichedelico con una grafica “al neon” e poligonale fa molto effetto “Tron”. I poligoni quasi primordiali uniti ai vari effetti speciali dai toni psichedelici sono molto ben fatti e regalano un’atmosfera molto arcade.

Nulla da dire anche sull’effettistica che è davvero ben realizzata. Ad ogni rimbalzo è possibile notare le traiettorie della pallina dai diversi colori. Parlavamo della somiglianza con Geometry Wars grazie proprio alla presenza dei poligoni e di nemici che sparano colpi dalle varie forme geometriche.

Il tutto è accompagnato da una buonissima colonna sonora elettronica da discoteca che si sposa molto bene con l’azione offerta da Drawkanoid.

COMMENTO FINALE

Drawkanoid ci porta un po’ indietro nel tempo facendoci vivere un gameplay ed un’ambientazione che ricordano quelle di Arkanoid facendo, però, un passo successivo. Proprio il gameplay particolare che prevede tanti rallentamenti del tempo e la possibilità di “disegnare” il nostro pad respingente posizionandolo come si vuole, sono le più grosse novità rispetto al classico Arkanoid. Il tutto è enfatizzato anche dall’utilizzo dei bonus passivi (permanenti) ed attivi (che possono essere scelti ad inizio di ogni partita fino ad un massimo di tre).

Questo titolo è il sogno di Danny Day, CEO di QCF Design, che si realizza dopo un’idea nata nell’ormai lontano 2006. Quattordici anni dopo, Drawkanoid è diventato realtà con una realizzazione tecnica anche gradevole e tante chicche. La grafica psichedelica è gradevolissima e si sposa bene con la presenza dei nemici poligonali. L’effetto “Tron” è simpatico. Peccato, però, la mancanza di un collegamento narrativo (che nei classici ai quali si ispira è appena accennato), e la mancanza ad ora di classifiche online. Un’opzione, quest’ultima, che è richiestissima dagli utenti. Il gioco, tuttavia, rimane gradevolissimo ed un piacevole passatempo. La grafica minimale e la buona colonna sonora fanno il resto. Mentre alla domanda se Drawkanoid sia o no il sequel spirituale di Arkanoid possiamo rispondere che la via è sicuramente quella. Possiamo comunque suggerire questo titolo agli appassionati di titoli arcade action vecchio stile.

Pregi

Un gameplay interessante rivisto nelle meccaniche e ben congegnato. Graficamente minimale ma piuttosto evocativa. Ottima colonna sonora. Buon grado di sfida. Potenziamenti da accumulare per bonus importanti.

Difetti

Forse un accenno di storia sarebbe stato gradito visto che nel 2020 è ormai alla portata. Mancano le classifiche online. Non ci dispiacerebbe qualche modalità in più.

Voto

8+

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1 commento su “Drawkanoid, Recensione”

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