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Little Big Workshop, Recensione

Con il gestionale di Mirage Game Studios siamo diventati degli autentici CEO di una fabbrica, con cui abbiamo fatto una concreta esperienza industriale

Adam Smith, il padre dell’economia politica, illustrava in termini entusiastici i vantaggi della divisione del lavoro in ambito industriale con il celebre esempio della fabbrica di spilli. Secondo l’economista scozzese, vissuto a cavallo del XVIII secolo, separare i processi produttivi assegnando una singola, semplice mansione a ciascuno degli operai avrebbe permesso un incremento esponenziale dei livelli di produzione. Ciò è risultato indubbio più che mai, ma ha mostrato il fianco a uno dei temi più controversi degli ultimi secoli, e ancora adesso molto attuale, denunciato dallo stesso Marx. Ovvero l’alienazione dal lavoro, dove il ripetersi infinito di una semplice mansione (in opposizione al passato, dove l’artigiano eseguiva tutte le fasi del processo di produzione) porta alla perdita dei sentimenti e della virtù legati all’essenza del lavoro, con l’operaio che finisce irrimediabilmente asservito al capitale. Un processo dove è lo stesso operaio (in forma di forza lavoro) a diventare merce, invece di ciò che produce. Little Big Workshop immerge i giocatori all’interno di un contesto industriale assai verosimile, fatto di pianificazione e processi produttivi nel dettaglio, da organizzare ed eseguire.

Seppur con qualche vena poco lodevole (oltre che irrealistica), come il fatto che i dipendenti risulteranno al lavoro 24 ore su 24, salvo pause caffè e simili. Distribuito da HandyGames e THQ Nordic, il gestionale targato Mirage Game Studios affida agli utenti il controllo di un edificio con appena tre stanze, vuoto e con due soli operai, da far evolvere nella migliore delle fabbriche. Disponibile anche in lingua italiana, il titolo simula in maniera accurata il percorso che porta alla produzione di un gran numero di prodotti, che vanno da semplici strumenti da giardino e giocattoli ad altri più complessi, come attrezzature sportivi o mobili. Little Bigh Workshop è disponibile su Pc, via Steam, al prezzo di 19,99 euro. Vi auguriamo una buona lettura con la nostra recensione.

UNA FABBRICA DA GESTIRE

In Little Big Workshop il punto di osservazione è quello al di sopra di una scrivania, dove tutto fa pensare che si tratti della fantasia di un bambino, nell’atto di immaginare le azioni di una manciata di pupazzetti e modellini. Lo stile grafico porta vigorosamente a ragionare in tale direzione, ma risulta essere solamente uno specchietto per le allodole. Il gestionale di Mirage Game Studios presenta infatti un livello di complessità tutt’altro che irrilevante, oltre a una profondità di gestione da fare invidia ai pezzi grossi del genere. Il tutorial (che si può saltare, ma è altamente sconsigliato) introduce alla realizzazione di alcuni gnomi da giardino, realizzabili velocemente e facilmente con appena due tipologie di postazioni di lavoro, assieme alle altre meccaniche del gioco. Il novello direttore generale non dovrà soltanto cercare di incrementare i profitti senza finire in bancarotta, rispettando sia gli standard qualitativi (a seconda dei materiali usati) che i tempi di consegna della merce, ma dovrà prestare attenzione anche ai rapporti con i clienti, e al “clima” all’interno della fabbrica.

Per quanto i turni di lavoro siano formalmente di 24 ore, con i dipendenti che non conosceranno sonno o diritti alla faccia dei sindacati, sarà necessario prestare attenzione al loro umore. In caso di eccessivo lavoro essi potranno svenire, rimanendo a terra per alcune ore. La soluzione a tale rischio potrà essere duplice: munire il plesso di un’area relax, con distributori automatici, tavoli e vari svaghi (dove di tanto in tanto potranno ricaricare le batterie) e aggiungere decorazioni per le stanze. Tanto più una stanza sarà estesa (in termini di metratura) e ricca di postazioni di lavoro, tanto più l’umore dei lavoratori calerà a picco, come le loro prestazioni, per via del clima triste e avvilente. Clima che potrà essere risollevato dall’inserimento di piante e altre decorazioni, oltre che attraverso una gestione più oculata degli spazi. La densità di postazioni, aree di scarico ecc all’interno di una stanza sarà altrettanto importante, con i lavoratori che potrebbero finire per rallentare, se non inciampare, di fronte alla mancanza di un passaggio sicuro e agevole tra una postazione di assemblaggio e una di verniciatura.

UN LAVORO SOPRAFFINO, MA CON ALCUNE SBAVATURE

Little Big Workshop

L’immersione all’interno dei processi produttivi risulta essere notevolmente curata. Nell’atto di pianificare la creazione di un prodotto, si potrà infatti decidere il tipo di materiali da utilizzare (che decideranno la qualità, ma anche i costi da sostenere nell’atto di produrre) e il processo da compiere, con l’obiettivo di stabilire una catena di produzione efficace e veloce. Concentrare eccessive mansioni su singole postazioni di lavoro, che di tanto in tanto richiederanno inoltre della manutenzione, dilaterà molto i tempi, rendendo talvolta impossibile il rispetto degli ordini dei prodotti. Nel corso del gioco sarà possibile stabilire dei rapporti di fiducia con alcuni clienti, che con il tempo potranno diventare dei soci a tutti gli effetti, con ricchi benefici legati alla certezza della vendita dei prodotti con annessi ricavi. Il successo e il profitto aumenterà anche “l’esperienza” della fabbrica, che mano a mano potrà accedere a vari tipi di miglioramenti, anche a livello tecnologico.Macchinari più specializzati, possibilità di costruire nuove stanze e altro ancora proietterà il giocatore verso un successo imprenditoriale degno di essere ricordato.

Il già menzionato stile grafico contribuisce a rendere il gioco più accessibile, a dispetto di meccaniche complesse che richiederanno tempo prima di essere dominate. I “versi” dei personaggi, incapaci di parlare, potranno alla lunga risultare fastidiosi, ma ben si sposano con lo stile generale di Little Big Workshop, che a dispetto del generale calpestamento dei diritti dei lavoratori pone di fronte ai giocatori una sfida profonda, interessante e coinvolgente. La possibilità di zoomare, oltre che di scegliere l’orientamento della prospettiva, metterà alla luce la buona cura riservata ai dettagli: un’attenzione che invece si andrà un po’ a perdere dal punto di vista realizzativo.

A dispetto di un livello di ottimizzazione più che accettabile, che rende il gioco fluido e stabile con vari tipi di configurazioni hardware, abbiamo riscontrato in diversi casi alcuni glitch grafici. Durante il gioco sono comparse più volte delle schermate con texture visibilmente “rotte”, che hanno poi reso impossibile il proseguimento del gioco, forzandoci a forzare la chiusura del programma per poi riavviarlo. La mancanza di compiti secondari di rilievo, salvo qualche eccezione, ha reso con il tempo sempre più ripetitiva l’esperienza di gioco, che alla lunga presenterà un quadro inevitabilmente privo di stimoli per chi, i gestionali, non li ama già alla follia di suo.

COMMENTO FINALE

Mirage Game Studios propone un gestionale profondo, caratterizzato da uno stile realizzativo semplice e accattivante che tuttavia potrà risultare fuorviante rispetto alla complessità del titolo, soprattutto per chi è poco avvezzo al genere. Il lavoro compiuto nell’atto di realizzare una realistica simulazione del processo industriale dietro alla realizzazione di un singolo prodotto è lodevole. Poco chiara invece è la scelta di gestione dei lavoratori, che di fatto infanga e compromette la vena realistica del titolo: nemmeno ai tempi di Cheope e della costruzione delle piramidi si sono visti turni di 24 ore.

Nonostante alcune sbavature a livello tecnico e una emergente ripetitività di fondo Little Big Workshop si pone come un gestionale di tutto rispetto, capace di coinvolgere per parecchio tempo nella gestione di una fabbrica sin nei minimi dettagli. L’esplorazione e la messa in pratica delle molte possibilità e combinazioni attuabili sarà uno dei mordenti principali nell’atto di passare ore e ore nei panni di un imprenditore pervaso dall’aura del capitalismo sfrenato.

Pregi

Stile grafico semplice ma accattivante. Numerose opzioni e possibilità attuabili a livello di gestione della fabbrica. Gameplay profondo e immersivo.

Difetti

Gestione schiavistica dei lavoratori, che rende il titolo meno realistico. Ripetitività di fondo legata al ventaglio di azioni da svolgere. Alcuni glitch grafici che possono costringere a chiudere e riavviare il gioco.

Voto

7-

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