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Call of Duty: Modern Warfare, Recensione

Il reboot della sottoserie Modern Warfare di Call of Duty è nei negozi, pronto a offrire una drammatica campagna in singolo dai temi attuali, e un gameplay più realistico

Mentre sul web impazzano da qualche ora le polemiche innescate da alcuni dei giocatori più tradizionalisti della serie, poco propensi alle modifiche apportate alle mappe e al gameplay delle modalità multiplayer online, Infinity Ward continua a tirare dritto per la sua strada. E ora che il nuovo Call of Duty è finalmente arrivato nei negozi, il team è concentrato sul supporto post-lancio. Per molti altri fan, invece, è giunto il momento di rituffarsi nell’universo di una delle saghe più amate e longeve di sempre nel panorama videoludico internazionale, curiosi di scoprire se questo reboot della sottoserie Modern Warfare è all’altezza dell’originale, uno dei più amati di sempre.

Ecco quindi la nostra recensione della versione PS4 (qui l’anteprima sulla beta multigiocatore) di Call of Duty: Modern Warfare, titolo uscito, assieme alle edizioni Pc ed Xbox One, venerdì scorso, a firma, naturalmente, del publisher Activision. Buona lettura.

UNA CAMPAGNA BREVE MA INTENSA

Call of Duty: Modern Warfare propone una Campagna per singolo giocatore piacevole da giocare, grazie soprattutto a una struttura ben articolata, al taglio cinematografico e a una trama attuale, brutale quanto avvincente, ma il suo potenziale non viene sfruttato a dovere a causa di una certa brevità di fondo. Qualche ora in più rispetto alle circa sei richieste per completarla non sarebbe guastata. Ad ogni modo, il gioco è ambientato nel fittizio stato dell’Urzikstan, ma palesi sono i riferimenti alla guerra in Siria e ad altri argomenti attuali, come il terrorismo islamico.
Ma preferiamo non aggiungere altro, onde evitare inutili quanto inopportuni spoiler. Vista la natura della trama, il cui intreccio narrativo è uno dei più riusciti dell’intera serie, lasciamo ai lettori il piacere di scoprirla passo dopo passo, limitandoci solo ad aggiungere che ci sono momenti piuttosto particolari che non lasceranno certo indifferenti, e che hanno colpito coloro che, come chi scrive questa recensione, ha avuto modo di vedere dal vivo certe situazioni.

In termini più tecnici, e dunque parlando di struttura e gameplay, la Campagna offre missioni che includono una buona varietà di situazioni, con scenari ravvicinati e altri di combattimento a lungo raggio. La giocabilità non intende allontanarsi da una progressione unicamente lineare, ma concede qualche piccola libertà di scelta in un contesto che non rinuncia a una messinscena cinematografica.
Il ritmo è sempre frenetico e serrato, sia negli spazi stretti, sia nelle fasi dove il level design allarga gli ambienti, ma in questi ultimi casi dà la possibilità di tentare un approccio diverso rispetto alla solita corsa verso il check point. Sta al giocatore agire e cambiare strategia in relazione all’ambiente in cui si trova, sfruttandolo spesso a suo favore, alle armi in dotazione (si percepisce subito una maggiore distinzione fra le varie armi e tipologie) e alla disposizione dei nemici.
Questi ultimi, gestiti da un’intelligenza artificiale che non fa gridare certo al miracolo, svolge comunque discretamente il suo “lavoro”, rendendo di fatto alcune sparatorie piuttosto interessanti, almeno a livello di difficoltà più alto.

Lo scambio di colpi è ben bilanciato, pertanto le sparatorie sono piuttosto appaganti, complice un sistema di gestione che tiene in considerazione, in maniera realistica, della fisica di corpi, armi, proiettili e elementi ambientali, per ridare un feedback davvero credibile. Convincenti anche il rinculo dell’arma, capace di restituire adeguatamente la giusta “sensazione” di pesantezza o potenza in rapporto a quella utilizzata, e la capacità dei personaggi di muoversi in maniera più sciolta, di scattare mentre sono accovacciati, oltre che essere più “sensibili” a quanto avviene attorno a loro, a cominciare dallo spostamento d’aria causato da un’esplosione. Tra l’altro gli sviluppatori hanno perfino bilanciato meglio i valori del “tempo di uccisione” (time to kill) e del tempo di morte, rendendoli sensibilmente più veloci, a tutto vantaggio sempre del realismo.

CALL OF DUTY: MODERN WARFARE, PAROLA D’ORDINE: TATTICA

Il desiderio di Infinity Ward di proporre al pubblico un prodotto per certi versi più maturo e orientato al realismo esplode però letteralmente in quello che da anni è considerato il vero punto di forza della saga, ovverosia il comparto multiplayer online. Da questo punto di vista il prodotto propone una novità storica per la serie, ovverosia il gioco cross-platform tra giocatori Pc e console. Il cross-play del multiplayer con l’assenza del Season Pass (con i contenuti maggiori che saranno gratuiti), consente infatti agli utenti delle varie piattaforme principali di sfidarsi o collaborare online.
Al momento di entrare in partita, accessibile tramite un efficiente quanto rapido matchmaking, nella schermata principale, accanto a ciascuno degli altri giocatori coinvolti nella sfida appare un’icona che segnala su quale piattaforma sta giocando.

Il multiplayer in Modern Warfare offre una varietà di modalità divertenti, cooperative e competitive, con molte opzioni di personalizzazione: oltre al classico Deathmatch a Squadre e 10contro10, citiamo tra le altre Dominio, Dominio per 20 giocatori, le Guerre terrestri, dove affrontarsi fino a sessantaquattro giocatori in alcune delle mappe più grandi di sempre con tanto di mezzi come elicotteri e blindati, la co-op per degli intensi combattimenti a distanza ravvicinata 2contro2, più le nuove Fire Mission, Invasion e Breach.

Il gioco getta nella mischia tantissime situazioni diverse, pertanto le mappe risultano abbastanza varie da offrire approcci differenti alle sfide. Non tutte sono belle o perfette, e in certi casi ce ne sono un paio che necessitano di qualche bilanciamento, ma vista la mole, si può soprassedere.
Ad ogni modo, abbiamo scontri notturni in ambiente urbano, giganteschi assedi, battaglie in campo aperto con tanto di veicoli e blindati, corse a perdifiato sui tetti e tunnel da ripulire. Ogni mappa è strutturata in maniera diversa per dimensioni e composizione, ma presenta molti elementi utili da utilizzare come coperture. Questo perché la giocabilità di Call of Duty: Modern Warfare, come accennato prima, è più orientata verso un ritmo un po’ più lento e un’azione meno caotica ma più ragionata. Tranne ovviamente in quelle modalità più tradizionaliste dove anche per impostazione, è richiesta per forza di cose un altro genere di azione.

La presenza di molti ripari e strutture edilizie dentro cui infilarsi, appostarsi o trovare rifugio, permette infatti al videogamer di approntare tattiche più ponderate, tenendo in considerazione l’ambiente che lo circonda e l’equipaggiamento in dotazione. Questo aspetto del gioco viene ulteriormente evidenziato dall’assenza della minimappa, e attraverso una rivisitazione della fisica in funzione di un maggior realismo dei movimenti dei personaggi.
Essa fa “avvertire” all’utente il peso effettivo dell’avatar all’interno di un ambiente (quando salta, si arrampica, accovaccia o scivola) dando risalto alla loro fisicità. Lo stesso vale per la pesantezza di un’arma o per il suo rinculo, che condizionano rendimento e mobilità di chi la sta utilizzando.

Il sistema Maestro d’armi consente tra l’altro di personalizzare il proprio arsenale, modificando la struttura di ogni singola arma e aggiungendo fino a cinque diversi accessori, ognuno con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Ciascuno dei tanti accessori da sbloccare che possono essere poi equipaggiati danno accesso a un bonus e a un malus, costringendo l’utente a valutare di volta in volta la soluzione migliore per la sua arma. Per il resto abbiamo apprezzato la dinamica di progressione dei livelli e dei personaggi, e ci è piaciuta la scelta di Infinity Ward di non utilizzare nel gioco casse premio o robe simili, obbligando l’utente, com’è giusto che sia, a giocare e a sudarsi tutti i potenziamenti e le armi migliori.

GUNPLAY E OPERAZIONI SPECIALI

Quanto appena descritto, specie relativamente al ritmo di gioco imposto in diverse mappe e modalità, potrebbe fare inorridire i fan più hardcore di Call of Duty, che magari prediligono un gameplay più veloce, ma le cose non sono poi così male, e nonostante questi cambiamenti le partite risultano lo stesso avvincenti, cariche di tensione e imprevedibili. Modern Warfare continua infatti a premiare la prontezza di riflessi, la mobilità e la capacità di coprire le giuste aree della mappa, identificando le traiettorie più convenienti per farlo.

Anche perché come da un po’ di tempo a questa parte, il time to kill si mantiene su valori bassi pure nel gioco online, anche per incentivare i videogamer meno esperti a non mollare subito davanti a un utente più pratico, e perfino le hitbox sono meno “aggressive” anche quando i colpi vanno a segno. Quando si viene colpiti o si subiscono dei danni, lo schermo diventa bianco e nero, una scelta precisa di design da parte dello sviluppatore, che serve per far capire al giocatore quando è in punto di morte, senza dover ricorrere ad altri elementi dell’interfaccia. Tornando in salute tornano anche i colori. Del resto nei vecchi Call of Duty lo schermo si riempiva di schizzi di sangue per ottenere un effetto simile.

Unica pecca in tal senso è forse da ricercare nel sistema di respawn, che se da un lato torna utile con la nuova telecamera a volo d’uccello, che nella fase di rientro in partita dà una percezione abbastanza chiara sulla posizione della mappa in cui si ritrova, dall’altro commette qualche errore imperdonabile, visto che in certi casi rilascia il giocatore troppo a ridosso del punto obiettivo della mappa.
A completare un’offerta ricchissima di contenuti ci sono le redivive Spec Ops. Operazioni Speciali è un’esperienza cooperativa PvE in cui i giocatori continuano a combattere in quella che rappresenta un’estensione della Campagna.

Tale sessione si attiva infatti proprio al termine dell’avventura in single player, e consiste in una serie di missioni da giocare in cooperativa a quattro, legate alla trama principale, con tanto di filmati di raccordo. Ognuno dei quattro componenti della squadra ha un suo ruolo specifico, con tanto quindi di abilità speciali attive e passive, e armi dedicate.

Ma a parte le missioni Survival di Call of Duty: Mondern Warfare, quelle esclusive PlayStation 4, che richiedono un certo tatticismo per essere affrontate, le altre in generale sono più frenetiche e un po’ ripetitive, complice mappe troppo grandi ma vuote, e delle meccaniche piuttosto frenetiche. Per il resto, tutto funziona bene, e il gioco si mantiene stabile nella connessione senza incertezze o inciampi a livello di lag né disconnessioni improvvise e crash. Segno evidente che lo sviluppatore ormai ha raggiunto una certa sicurezza nella gestione dei server e nella loro ottimizzazione.

Dal punto di vista tecnico, abbiamo di fronte una produzione con una cosmesi che riesce a tradurre in immagini tutto l’immaginario pensato dagli scrittori del gioco, e che manda a schermo – a 60 frame al secondo – delle ambientazioni davvero evocative, ricche da un punto di vista della modellazione e che ci immergono nello scenario di guerra.

L’illuminazione e gli effetti speciali sono di ottimo livello, ma soprattutto strabilianti sono i modelli dei protagonisti: le texture ad essi dedicati e soprattutto le animazioni e il motion capture facciale sono di altissimo livello.

La colonna sonora è epica e si adatta bene alla situazione e anche gli effetti si attestano su un livello superiore alla media: dal diverso rumore dei colpi, che permette all’orecchio allenato di distinguere le armi usate, ai suoni metallici del caricamento di un’arma o di un cannone, senza dimenticarci del rombo dei motori di carri, moto e veicoli in generale, complice l’ottima implementazione dell’audio posizionale, tra l’altro utilissimo vista la rimozione della minimappa.

COMMENTO FINALE

Tensione negli scontri, feeling e personalizzazione delle armi da fuoco, varietà di approcci, struttura delle mappe: sono questi i concetti base che sembrano aver ispirato gli sviluppatori per questo Call of Duty: Modern Warfare. Giocarlo a fondo è un’esperienza interessante, che racconta di un titolo che vuole prendere le distanze dai suoi predecessori, ritagliandosi un suo ruolo preciso all’interno della serie: quello di capitolo più tattico e tendente al realismo, pur rimanendo sostanzialmente uno sparatutto adrenalinico.

Le novità sono molte, sostanziose e tutte perfettamente inserite nelle meccaniche di gioco, comprese la fisica e lo sviluppo dell’arma, che donano un certo elemento strategico al gameplay. Davvero ben fatta poi la campagna, breve, ma in grado di coinvolgere come ben poche altre nella storia del franchise. In definitiva, un pacchetto di gioco dal grande valore, che amplia quanto già proposto nei precedenti capitoli in modo da affrontare la serrata concorrenza di questi giorni a tutto campo, per uno dei migliori Call of Duty di sempre.

Pregi

Ritmo più compassato rispetto ai COD precedenti, per un gameplay più tattico. Campagna ben articolata e dalla narrazione avvincente. Visivamente e sonoramente spettacolare. Server stabili e infrastruttura internet buona. Multiplayer ricco di contenuti, con modalità belle da giocare…

Difetti

… ma alcune mappe hanno bisogno di essere meglio bilanciate. La campagna è purtroppo breve. Le modifiche al gameplay non piaceranno a quei vecchi utenti abituati all’azione frenetica. La modalità Spec Ops andrebbe resa più varia nei contenuti.

Voto

9

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