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WWE 2K20, la nostra recensione

La popolare serie sul wrestling torna con WWE 2K20 di 2K Games e Visual Concepts e con un grande carico di aspettative: le avrà mantenute?

Puntuale come sempre, la WWE torna anche quest’anno nella sua incarnazione videoludica per eccellenza, ovverosia la serie WWE di Visual Concepts, per infiammare i cuori di milioni di appassionati sparsi per il mondo. La nuova edizione, forte della licenza completa della World Wrestling Entertainment Inc., ricca come sempre di contenuti volti a migliorare, laddove possibile, l’esperienza videoludica, si ripresenta al pubblico con un titolo che continua lungo il solco tracciato dai precedenti episodi della serie. WWE 2K20, infatti, affianca a tutte le opzioni presenti già in passato alcune nuove modalità, nonché delle sensibili migliorie al gameplay, per cercare di rendere più divertente l’esperienza.

Il risultato, come vedremo, è una produzione ricca di materiale ma purtroppo non esente di difetti strutturali e tecnici.

Ecco, dunque, la nostra recensione del gioco uscito martedì su Pc, PS4 ed Xbox One. Buona lettura.

TANTI CONTENUTI, MA NON SEMPRE DI QUALITÀ

WWE 2K20 propone un roster di tutto rispetto, con tantissimi atleti fra Superstar, Dive e Leggende equamente suddivise fra le stelle delle varie categorie della WWE. A esse si aggiungono quelli che saranno resi disponibili nelle prossime settimane tramite dlc per un totale di 238, e quelle ricreabili da zero tramite il solito potente editor interno del gioco. In questo modo viene di certo azzerato il rischio ripetitività e offerta una certa varietà all’utente nell’approcciare le decine di modalità di gioco divise a loro volta in tante sotto sessioni ricche di opzioni e contenuti.

Elencarle tutte sarebbe un’impresa titanica, pertanto preferiamo concentrarci principalmente sulle più importanti, fra le quali in assoluto troviamo come sempre la Carriera, che quest’anno oltre a permettere di giocare anche con un personaggio femminile, introduce gli incontri Mixed Tag.

La modalità è incentrata sull’amicizia tra Red e Tre, in un viaggio fatto di ricordi che parte dal liceo, coi primi match, fino alle prime difficoltà nelle federazioni indipendenti, il debutto a NXT e, infine, la vetta della WWE e il tentativo di raggiungere la Hall of Fame. Ma a dispetto delle potenzialità, la loro storia è priva di mordente e il sistema di progressione dell’’ “avventura” è un tantino bilanciata male, visto che si riduce a una serie di incontri in sequenza con pochi spunti degni di nota nella struttura narrativa.

Fulcro del gioco resta però la modalità WWE Universe, dove il videogiocatore è chiamato a disputare una stagione praticamente infinita che può durare per l’intera esistenza professionistica del campione che ha scelto di impersonare, sia esso reale che creato dal nulla. Se si decide di partire da zero con magari un wrestler personalizzato, la gavetta è ovviamente molto più lunga del normale. La sua vita agonistica viene in questo caso pianificata in rapporto al suo ranking, al gradimento del pubblico e alle sue rivalità: più è importante insomma il lottatore, più sono gli impegni della card, legati a un calendario di eventi relativi alla WWE o a quanto scelto dall’utente stesso.

In tutti i casi ogni gesto o scelta compiuta dall’avatar influirà sullo sviluppo del gioco stesso generando, in rapporto a quanto combinato sul ring o al di fuori di esso, alleanze, rivalità e tutto ciò che può determinare il proseguo della carriera di un lottatore. In questo modo si ha la sensazione di far parte di un mondo reale, dove i rapporti di amicizia fra atleti si formano e si rompono, i personaggi cambiano attitudine da face a heel, le cinture passano di mano in mano.

WRESTLING IN SALSA HORROR

Tra le novità più interessanti di questa modalità da segnalare la possibilità di eseguire dei promo, ovvero i segmenti parlati dei vari show, modificare le rivalità con opzioni come nemici con intensità ridotta che si riappacificano dopo un singolo PPV o alleati di intensità bassa, navigazione dei menu ottimizzata per essere più accessibile ai nuovi giocatori di Universe, limite di match PPV raddoppiato, etc. La sezione è molto ricca di contenuti, insomma, come un’altra modalità molto amata dal pubblico, ovverosia 2K Central.

Al suo interno troviamo lo Showcase, che quest’anno permette di seguire la carriera delle Four Horsewomen, ovvero Becky Lynch, Bayley, Charlotte Flair e Sasha Banks, non a caso è stata chiamata “The Women’s Evolution”, ma con i futuri DLC amplierà notevolmente l’offerta con altri contenuti, tramite i WWE 2K20 Originals, come vedremo più avanti nella recensione.

Ad ogni modo, Showcase è divertente ma ha un grosso difetto: non ci sono checkpoint a metà partita. Questo significa che nel replicare un incontro delle Dive in questione, magari lungo, se si commette un errore nel finale e si perde, bisogna ricominciare di nuovo l’intero match. Il che può rivelarsi frustrante.

La copia del gioco in nostro possesso per la recensione era quella dell’edizione Deluxe, che tra i vari contenuti extra include anche il pacchetto WWE Bump in the night. Quest’ultimo, acquistabile separatamente da coloro che hanno invece il gioco “liscio” al prezzo di 14,90 euro circa, fa parte dei sopracitati Originals, una serie di quattro contenuti scaricabili ognuno incentrato su tematiche e ambientazioni differenti rispetto a quelle classiche del wrestling, anche fittizie.

Ciascun dlc conterrà un suo Showcase e nuovi atleti, accessori e arene. Bump in the Night, nello specifico, si concentra su scenari horror, pertanto propone sfide e incontri in zone spaventose, come un ring sulla palude o un altro accanto a quella che sembra una casa stregata, con lo scarno pubblico formato da manichini e zombie, e urla che in sottofondo rompono la monotonia dei canti delle cicale o di altri animali notturni. Come se non bastasse, anche i lottatori sono versioni horror delle rispettive controparti reali, con Bray Wyatt nei panni di The Fiend, Braun Strowman in quelli di Frankenstein, Sami Zayn in versione zombi e Randy Orton trasformato in una sorta di uomo rettile, giusto per citarne alcuni.

Le meccaniche sono sempre le stesse del gioco base, a parte alcune mosse riviste in chiave orrorifica, ma con questo contenuto extra alcune modalità risultano a nostro parere più divertenti da giocare, se non altro per l’originalità e la particolarità dei contenuti. Dulcis in fundo, sempre dentro 2K Central, abbiamo la modalità Torri, dove è possibile ripercorrere la carriera del wrestler Roman Reigns attraverso 16 match e le rivalità con Brock Lesnar, John Cena, The Undertaker e altre Superstar. Nuove storie, wrestler e migliorie verranno apportate con futuri dlc di WWE 2K20.

BUG SU BUG

Sempre in tema di gameplay, stavolta però legato al gioco originale, una volta saliti sul ring la sensazione immediata è quella di trovarsi di fronte al precedente episodio della serie, con qualche miglioria nel controllo dei lottatori dovuta alla gestione più realistica delle loro masse a differenziare i due titoli. Gli sviluppatori hanno infatti affinato e ripulito quegli elementi più spigolosi della giocabilità dell’edizione 2019, che già aveva portato in dote un parziale ripensamento delle meccaniche di gioco, ed eseguito nel contempo un sensibile ri-design dei modelli degli scheletri e delle animazioni dei personaggi. Questo però non ha portato grossi cambiamenti alle meccaniche, che in alcuni momenti continuano ad apparire un po’ troppo rigide.

Fattore, quello appena descritto, che ha consentito a Visual Concepts non solo di portare sul ring atleti visivamente ancora più realistici, soprattutto per quello che riguarda le loro dimensioni, che sono ora estremamente più simili a quelle delle controparti reali, ma anche di riprogettare il sistema che gestisce la fisica inerente i contatti e l’aggancio dell’avversario. Di conseguenza il gioco tiene conto in maniera più credibile rispetto al passato delle differenze di peso tra atleti, sia per inibire l’uso di determinate mosse o prese quando la distanza tra i due wrestler è eccessiva, sia per far si che sia quello più possente a sfruttare la sua massa per mettere al tappeto più velocemente un avversario meno dotato fisicamente.

Purtroppo in WWE 2K20 il sistema di rilevamento delle collisioni non è implementato a dovere, così come quello che controlla la “mira” di un atleta nei confronti di un avversario, ragion per cui spesso diventa complicato muovere nella giusta direzione e far agire in un certo modo il proprio avatar all’interno di un match. In tal senso non aiuta il nuovo set di comandi, che cambia quelli predefiniti di sempre e va a inficiare negativamente su un sistema di controllo che risulta talvolta poco immediato e reattivo, specie quando si attivano in sequenza delle mosse che sono difficili da interrompere anche quando l’obiettivo è fuori portata. Inoltre l’intelligenza artificiale, seppur sensibilmente migliorata, rimane ancora al di sotto delle aspettative, con gli atleti sul ring gestiti dalla CPU che operano spesso delle scelte alquanto discutibili. Non mancano anche una serie di bug relativi alle animazioni, specie nelle azioni a terra o fuori dal ring, con compenetrazioni tra il pavimento e i corpi degli atleti, gesti che si ripetono e bloccano il combattente, o corde “magiche” che si attaccano letteralmente ai modelli dei lottatori impedendone il controllo.

COME IN TV

Spendiamo le ultime righe per concentrarci sul gioco in rete e sulla parte tecnica del prodotto. Per quanto concerne la componente online, in WWE 2K20 abbiamo una serie di modalità anch’esse in gran parte simili a quelle dello scorso anno, con la possibilità di poter partecipare a ogni tipo di match sul web, compresa la Royal Rumble con 40 lottatori. Torna il sistema delle lobby, che consentono di abbinare più facilmente i giocatori e avviare rapidamente i match, oltre che nuovi sviluppi per Road to Glory e Torri. Purtroppo non ci è stato possibile testare a fondo il gioco via web visto che il titolo ha manifestato diversi problemi di login e, soprattutto, di crash e disconnessioni durante alcune sfide. Segno che i tecnici di Visual Concepts devono lavorare sul codice per ottimizzarlo.

Riguardo al comparto tecnico, WWE 2K20 presenta una grafica pulita, ma con qualche differenza rispetto a quanto visto nell’edizione scorsa, soprattutto per quel che riguarda le texture e l’estetica dei lottatori, le cui fattezze fisiche, come detto prima, ricalcano fedelmente quelle delle rispettive controparti vere, ma con un livello di dettaglio basso, quasi di una generazione di console fa. Un downgrade grafico inspiegabile che a maggior ragione acuisce il fastidio degli utenti nel vedere che nonostante ciò il titolo sia martoriato da vistosi bug.  Come scritto prima, infatti, non solo permane qualche difetto tipico della saga in alcune animazioni, nel rilevamento dei contatti e in diversi aspetti degli incontri, ma in generale il gioco sembra averli amplificati, con facce che spariscono letteralmente dalle teste dei combattenti, lasciando vedere il loro interno, scale che sprofondano nel nulla e capelli che se ne vanno per i fatti loro rispetto all’attaccatura!

Comunque sia, il colpo d’occhio generale durante l’ingresso degli atleti sulla scena e sul quadrato, ognuno con le sue coreografie e la sua musica di sottofondo, non è male e riesce ad immergere il giocatore nel frastuono della competizione e più in generale nel clima tipico dello show.

Per quanto riguarda la parte audio, anche qui non può che essere evidenziato l’ottimo lavoro compiuto dal team di sviluppo, che ha confezionato in tal senso un prodotto quanto più vicino possa esserci alla realtà. La prima cosa che si nota in WWE 2K20 non appena avviato un match è pure in questo caso l’atmosfera che circonda l’evento: tutto si fa subito coinvolgente, in particolare grazie a comportamento del pubblico, e una volta iniziato il combattimento è sicuramente interessante apprezzare i continui cambi nei cori e nei canti della folla che tengono conto dell’aumento d’intensità dello scontro stesso, nonché delle rivalità esistenti tra i combattenti e del loro allineamento con lo show. Controllare per esempio un heel e con esso darle di santa ragione a un lottatore face, fa immediatamente partire i fischi del pubblico, mentre viceversa la folla reagisce diversamente, scoppiando in urla di gioia e cori di incitamento a malmenare senza pietà il cattivo di turno quando è l’atleta buono ad avere la meglio. Il risultato è sicuramente da apprezzare, al pari della dinamica telecronaca in inglese a bordo ring che però, forse, avrebbe ormai bisogno di una bella svecchiata.

COMMENTO FINALE

WWE 2K20 è un titolo che, al netto dei difetti, riesce a riproporre anche quest’anno il meglio del wrestling statunitense. Ma se da un lato la parte scenografica dello sport spettacolo per eccellenza viene ottimante rappresentato sullo schermo, corroborato da una pletora di modalità e contenuti che ricalcano in buona parte quelli degli show televisivi americani, dall’altro il gameplay, punto nodale dell’esperienza, delude per la mancanza di vere novità nel sistema di combattimento, oltre che per una rigidità di fondo nelle meccaniche degli incontri che la serie non riesce a scrollarsi di dosso ormai da anni.

A questi aspetti negativi vanno poi a sommarsi alcune animazioni poco curate in determinati frangenti, e una serie di bug e glitch a tratti imbarazzanti per una produzione di questa portata. Questi ultimi, è vero, sono problemi in parte risolvibili con una patch correttiva, ma di certo a oggi inficiano sul voto finale e sulla qualità generale del prodotto, che resta consigliato solo a quegli appassionati della WWE disposti a chiudere un occhio sulle imperfezioni.

Pregi

Il feeling dello show è più vivo che mai. Buono il lavoro sulla modellazione dei personaggi. Mosse e finisher sono veramente spettacolari. Bump in the night offre una bella variante al gioco base

Difetti

La giocabilità necessita di rifiniture e aggiornamenti. Le animazioni dei lottatori mostrano alcuni problemi, specie al di fuori del ring. Strano quanto visibile downgrade grafico. Alcuni bug, come quello delle corde, che provocano arresti improvvisi del gioco, rovinano l’esperienza. Problemi ai server, e gioco online al momento limitato.

Voto

6,5

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