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Dear Esther ora disponibile su mobile

L'acclamata avventura narrativa in soggettiva Dear Esther è stata ufficialmente rilasciata sui dispositivi iOS

The Chinese Room, uno studio di Sumo Digital, ha annunciato la disponibilità di Dear Esther sui dispositivi iOS e su quelli iPadOS nell’App Store, al prezzo di 5,49 euro. L’avventura narrativa in prima persona sbarca così su mobile a 7 anni di distanza dall’uscita su Pc.

IL GIOCO

Dear Esther chiede al giocatore di esplorare una misteriosa costa spazzata dal vento, con scintillanti grotte di un’isola da sogno. A partire da un narratore senza nome intento a emettere frammenti di una lettera indirizzata a un certo “Caro Ester”, i giocatori dovranno dare un senso ai segni peculiari sui muri, a delle strane parti di una macchina e agli inquietanti, avvistamenti ultraterreni. Una narrazione svolta in modo dinamico farà sì di garantire più run diverse, offrendo di conseguenza al giocatore più di un modo per interpretare il racconto ipnotico del gioco.

Dalla sua uscita commerciale su Pc nel 2012 e console nel 2016, il titolo targato The Chinese Studio ha venduto oltre un milione di unità, e si è visto riconoscere come un punto di riferimento nella narrazione interattiva ed emotiva.

A PROPOSITO DI DEAR ESTHER

Dan Pinchbeck, cofondatore di The Chinese Room, ha dichiarato:

È entusiasmante presentare una nuova generazione di utenti a Dear Esther. Tante persone che hanno già avuto modo di fare esperienza del gioco su altri sistemi ci hanno detto che non vedono l’ora di giocarci di nuovo. È gratificante sapere che torneranno sull’isola ancora una volta e che la condivideranno con un nuovo pubblico.

Gary Dunn, amministratore delegato di Sumo Digital, ha aggiunto:

Dear Esther è un esempio senza tempo di come poter oltrepassare i confini dei videogiochi attraverso la narrazione. È giusto che questo incredibile gioco rappresenti Sumo Digital, che continua a spingere oltre ciò per cui siamo conosciuti. Non vediamo l’ora che arrivi il prossimo gioco di The Chinese Room, Little Orpheus, nella primavera del 2020.

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