RecensioniPC

Repressed, Recensione

Sigur Studio propone un indie essenziale e minimalista, che nella sua brevità offre un'esperienza accattivante

I soldi, si sa, non sono tutto. E le produzioni indie lo hanno spesso dimostrato, producendo piccoli capolavori capaci di mettere in imbarazzo titoli con budget assai rilevanti alle spalle. Titoli capaci di distinguersi, anche tra alcuni difetti, per l’idea espressa e portata avanti. Di fronte a un’offerta capace di surclassare la domanda, all’interno del mercato videoludico, va da sé che l’atto di mettersi in luce diventa giocoforza sempre più difficile. Sigur Studio ci prova, e con l’aiuto di ARP Games propone, ad alcune settimane dall’annuncio, Repressed. Un indie atipico, ma dal fascino singolare.

Il gioco è disponibile da oggi su Steam al prezzo di 8,19 euro, e di seguito vedremo se sarà stato in grado di convincerci o meno. Buona lettura.

VIAGGIO ALL’INTERNO DI SE’

In Repressed la trama è presentata a grandi linee: nei panni del protagonista, un’ombra umanoide, il giocatore viene proiettato all’interno del suo subconscio con un innovativo approccio psicologico, chiamato Visualizzazione Profonda del Subconscio. Verosimilmente una vera e propria tecnologia, che rende il giocatore capace di esplorare la sua mente nel tentativo di ricostruire i ricordi frammentati.
Un passato su cui fare luce all’interno di un mondo di ombre, nel quale ad accompagnare il protagonista nel percorso è una voce femminile. Essa, che si presenta come dottoressa Linda Young, conduce il giocatore all’interno dell’esperimento psicologico che lo vede intento a cercare i singoli ricordi, di colore rosso, unendoli tra loro con l’obiettivo di scoprire i retroscena di ciò che lo tormenta.

L’atmosfera è il punto di forza del titolo targato Sigur Studio. Essa infonde disagio, è cupa, come quella di un paziente ricolmo d’angoscia che si sforza di ricordare fatti ed eventi rimossi per qualche ragione. Ciò è esattamente quello che aspetta il giocatore nel corso del gioco, che si svolge tra percorsi labirintici che celano ricordi reconditi, da cercare sempre più in fondo scavando nel proprio subconscio. La trama di per sé risulta essere piuttosto banale, tuttavia non manca di regalare coinvolgimento complice il livello crescente di difficoltà, proporzionale alla profondità dei ricordi da rinvenire tramite ricerca. La luce rappresenta letteralmente la strada da percorrere, poichè finendo nell’ombra si finisce con lo sprofondare nell’oblio. Salvo riapparire magicamente in uno dei molti checkpoint presenti, che tuttavia non risulta possibile riconoscere.

POCO MA BUONO

Alla pari del mondo di gioco, reso monocromaticamente, il gameplay di Repressed risulta essere assai semplice e intuitivo. Pochi comandi destinati al movimento e all’interazione con l’ambiente circostante, che avviene anche attraverso la risoluzione di enigmi legati alle ombre, che devono essere spostate al fine di proseguire lungo alcune sezioni. Il punto che permette oggettivamente di cambiare la posizione delle ombre non è sempre in prossimità delle stesse e questo, unito al fatto che morendo può capitare di dover ripercorrere alcune sezioni, può portare a una discreta frustrazione.

Il titolo si lascia completare in una manciata di ore scarsa, e nonostante diversi spunti interessanti finisce inevitabilmente col lasciare l’amaro in bocca, complice l’assenza di un vero e proprio finale. Il lato tecnico risulta invece piuttosto curato: il gioco, realizzato con Unity, gira fluidamente senza alcuna incertezza. La grafica minimalista arriva a costituire un autentico tratto peculiare del prodotto, che a dispetto dell’assenza di una colonna sonora propriamente detta non manca di adottare delle musiche ambientali cupe che ben si sposano con l’atmosfera generale. Voler rivivere ricordi dimenticati non può certo configurarsi come un’esperienza serena e distesa.

COMMENTO FINALE

All’interno di un oceano di piccole produzioni Sigur Studio prova a distinguersi con un prodotto alternativo, accattivante, che tuttavia riesce solo in parte a perseguire i suoi iniziali propositi. Repressed, che ai giocatori di lungo corso ricorderà molto Echochrome, costituisce un’esperienza dalla durata modesta, con una tematica un po’ inflazionata ma comunque portata avanti tra diversi buoni spunti, che sfortunatamente non trovano un’autentica e degna conclusione.

Il gioco, che presenta uno stile realizzativo peculiare nella sua semplicità, risulta essere ugualmente capace di catturare l’interesse e di regalare qualcosa di diverso dal solito. Un viaggio nel subconscio in un mondo di luci e ombre, da indagare e sondare dietro la concessione di un modesto obolo.

Pregi

Atmosfera cupa e accattivante, che va a nozze con il contesto del titolo. Controlli e design minimalista peculiari. Ottima realizzazione tecnica. Prezzo modico.

Difetti

Trama banale che tra qualche spunto interessante non offre tuttavia un autentico finale. Sistema di "resurrezione" frustrante. Durata effimera.

Voto

7-

Tags

Commenta questo articolo