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Pawarumi, la nostra Recensione

Il colorato e durissimo shoot’em up di Manufacture 43 ci ha messi a dura prova

In una “normale” linea progressiva temporale, partendo da un immaginario punto A e dirigendosi verso un altrettanto ipotetico punto B, la storia videoludica si è evoluta di pari passo alla tecnologia, creando e al contempo facendo “morire” alcuni generi. Ma, negli ultimi, questo principio che sembrava invalicabile è venuto completamente meno, grazie all’instancabile lavoro della scena indipendente. Scena da cui proviene Pawarumi, il gioco in esame in questa recensione, creato dagli sviluppatori di Manufacture 43.

UNO SPARATUTTO VECCHIO STILE

Pawarumi è un shooter vecchio stampo (shoot ’em up) disponibile per Pc ed PS4 da tempo e, più recentemente, Xbox One e Switch. Il titolo è ambientato in un universo futuristico piuttosto strambo e pazzoide in cui saremo capitani di un potente vascello galattico, chiamato a fronteggiare decine e decine di particolari e pericolosi nemici.

La versione presa in esame in questa sede, quella per la console ibrida di Nintendo, Switch, al di là di differenze legate ai “margini” strutturali della piattaforma rispetto alle altre, avrà sostanzialmente gli stessi contenuti. Innanzitutto, è bene sottolineare che Pawarumi avrà una linea narrativa definita (cosa più unica che rara nel genere). Il nostro alter-ego, Axo, è alla guida di una navicella chiamata Chukaru, in un universo controllato da una oscura organizzazione.

La trama, come da prassi in questi casi, non è particolarmente elaborata, si dipanerà attraverso piccoli dialoghi strutturati in stile fumetto.

UN GAMEPLAY A “TRE COLORI”

Da un punto di vista più concretamente meccanico, Pawarumi è un gioco che sin dai primi istanti si differenzia visibilmente dalla massa. Al solito, potremo muovere la nostra navicella ovunque su di un piano in due dimensioni e, com’è quasi sempre canone nel genere, potremo sparare solo dritto davanti a noi. Il titolo, dalla difficoltà piuttosto elevata anche ai livelli generali di difficoltà più bassi, conterà su di un movimento della navicella “piuttosto lento”, probabilmente creato ad hoc per rendere le cose più “interessanti” (e frustranti).

Anche i boss, in questo senso, seguiranno coerentemente la stessa linea logica: oltre all’obbedire anch’essi al sistema dei “tre colori” (di cui parleremo a brevissimo), è da sottolineare la grande varietà meccanica e il livello di sfida sempre elevato che essi offriranno.

Ciò in cui Pawarumi davvero differisce dalla concorrenza, è nel modo con cui gestirà le armi: la nostra nave avrà tre tipi di armi diversi, dal colore differente e rappresentati da uno specifico animale. Al contempo, anche i nemici avranno gli stessi colori. Quindi, cosa succede? In base all’attacco prescelto, otterremo degli effetti differenti: ad esempio, sparare con l’arma dello stesso colore del nostro avversario, potremo ricaricare i nostri scudi. Sostanzialmente, sarà una versione “carta/sasso/forbici” rivisitata in modo molto originale, divertente e che aggiunge un notevole tocco di strategia in un genere che solitamente è fondato quasi esclusivamente sui riflessi. Unico neo pesante di una produzione oggettivamente ottima, è la rigiocabilità: Pawarumi non sarà facile da battere ad alti livelli ma, una volta fatto, non ci sarà più null’altro da fare. In linea di massima, una run a difficoltà intermedia si attesterà tra le 5 e le 10 ore. Tutto sommato non male.

OTTIMA TECNICA

Da un punto di vista tecnico, Pawarumi è sicuramente un apprezzabile lavoro. Sia in versione portatile che docked, il gioco offrirà solidissime prestazioni ed un comparto grafico che non farà gridare al miracolo tecnologico ma che, al contempo, farà piuttosto bene il suo lavoro.

Anche il colpo d’occhio artistico non viene meno, grazie ad ambienti non particolarmente dettagliati numericamente, ma sicuramente elaborati a livello stilistico e qualitativo: il gioco tenderà sempre ad offrire un certo piglio cinematografico durante i combattimenti (specialmente quelli contro i boss, veramente di altissimo livello), senza contare una buona varietà estetica degli stage in cui combatteremo, usando come costante temi e movenze dell’età pre-colombiana. Lo stile grafico è inequivocabile, inusuale per uno shoot’em up ma qui funziona molto bene.

Tutto è al suo posto, molto colorato e con tantissimi dettagli. Nondimeno si comportano bene anche le animazioni (sempre molto fluide) e gli effetti grafici come esplosioni ed effetti speciali.

Ognuno dei cinque livelli offre anche alcune chicche ispirate alla cultura pop degli anni ’90 come Indiana Jones, James Bond, Star Wars e così via.

Una piccola chicca da segnalare: la versione Switch ha una nave unica, la Joyful, che adotta i colori del Joy-Con che si utilizza.

Nota di merito per la buona ed orecchiabile colonna sonora che accompagna l’azione più che adeguatamente quasi ogni nostro momento.

COMMENTO FINALE

Pawarumi è divertente, difficile e dalla spiccata personalità, sia per le scelte artistiche che per quelle più squisitamente meccaniche. Ad una sicura qualità generale visibilmente puntata verso l’alto, si pone come neo una rigiocabilità non altissima. In questo, il titolo firmato da Manufacture 43 impersona perfettamente il genere.

Ad ogni modo è un gioco molto adatto agli amanti del genere visto che Pawarumi è un ottimo esponente moderno di un genere immortale, praticamente arcaico.

Pregi

Originale e divertente. Artisticamente Valido. Belle boss battle.

Difetti

La longevità non è ai massimi. Rigiocabilità minima

Voto

8

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1 commento su “Pawarumi, la nostra Recensione”

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