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Bloodstained: Ritual of the Night, Recensione

Una campagna Kickstarter trionfale, qualche anno di attesa ed eccoci di fronte alla nuova fatica di Koji Igarashi. Ne sarà valsa l’attesa?

Bloodstained: Ritual of the Night è un titolo decisamente molto atteso. Se siete nati nei primi anni ’80, o qualche annetto prima, il nome Castlevania vi sarà certamente familiare. Una delle figure di spicco di questa iconica serie, è Koji Igarashi.

Iniziando come assistente alla regia di Castlevania: Symphony of the Night, divenne poi produttore della serie, andando a dirigere in prima Castlevania: Dawn of Sorrow, Castlevania: Portrait of Ruin e Castlevania: Order of Ecclesia. Separatosi da Konami nel 2014, è diventato cofondatore di Artplay, software house che il 18 giugno scorso ha rilasciato il proprio titolo d’esordio (i fan di Nintendo hanno dovuto aspettare solamente una settimana, il 25 giugno). Ed eccoci arrivati a Bloodstained: Ritual of the Night, seguito spirituale di quel Symphony of the Night che ancora oggi miete un tripudio di consensi. Ecco la recensione della versione Playstation 4.

DINASTIE E LEGAMI DI SANGUE

Recentemente riapparsi sui listini di playstation, i titoli della serie Catlevania vivono una doppia vita. Da un lato, sono e rimangono una pietra miliare dell’intera storia videoludica. Dall’altro, invecchiano in maniera perfetta, anzi non invecchiano proprio. Certo, dinanzi a glorie quali Symphony of the Night, si contrappongono prodotti di qualità sicuramente inferiore, come Castlevania: Curse of Darkness.

Tolto qualche passo falso però, prendere un pad, e mettere su un bel Castlevania II: Simon’s Quest, vi regalerà emozioni che solo il meglio del retrogaming è capace di dare. Questo tipo di prodotti, è come il vino, più passano gli anni più viene studiato, analizzato e apprezzato. E se non vi bastasse la serie Catlevania, potremmo scrivere intere pagine su un’altra importante pietra miliare, che ha dato vita ad un intero genere Metroid (da cui Castlevania riprende diverse meccaniche, soprattutto il terzo capitolo).

L’intelligente campagna di marketing degli ultimi tempi, con Nintendo Mini, Super Nintendo Mini, Mega Drive Mini, non ha fatto altro che amplificare la voglia di giochi dall’alto livello di sfida, e soprattutto divertenti, appassionanti, appaganti. Koji Igarashi, deve aver pensato a questo durante lo sviluppo del proprio prodotto, qualcosa che prendesse il meglio dei cosiddetti “metroidvania”, con le atmosfere gotiche e la regia tipica dei Catlevania.

D’altra parte i fan lo volevano a gran voce, e chiedevano da tempo immemore un nuovo gioco, dello stesso stile. Con alle spalle una campagna Kickstarter da oltre 5,5 milioni (uno dei più grandi successi commerciali per la nota piattaforma di crowdfunding) e 4 anni di sviluppo, Bloodstained: Ritual of the Night è pronto a farci rivivere la stessa atmosfera.

E LA STORIA, COMINCIA…

La nostra avventura inizia nei primi anni del ‘800, sulle orme della prima rivoluzione industriale. Le fabbriche e le nuove invenzioni, presero lentamente il posto di un’economia più semplice, portando il popolo ad agognare guadagni più ingenti, e cambiare le proprie abitudini. La gilda degli Alchimisti, nel tentativo di non perderne il sostegno, decise di sperimentare sugli esseri umani, creando gli Shardbinder. Questi uomini, innestati con cristalli demoniaci detti “shards”, ne assorbono il potere e possono rilasciarlo con risultati devastanti. Miriam, la protagonista del gioco, e Gabel, sono entrambi shardbinder, e amici. Lei, orfana adottata dalla gilda, è stata vittima di quei blasfemi esperimenti.

In preda ad una crisi per la paura di perdere la propria umanità, trova conforto in lui che la incoraggia e la sostiene. Insieme a loro, Johannes, un’apprendista alchimista in grado di rallentare la corruzione dei frammenti sul corpo della giovane ragazza.

All’epoca, i piani oscuri della gilda erano solamente all’inizio. Infatti, sfruttando il potere degli Shardbinder, gli Alchimisti crearono un rituale, capace di aprire le porte del nostro mondo all’Inferno. Questo gesto estremo, doveva in realtà essere più un monito alla plebaglia che il preludio alla distruzione totale. Ma i fatti andarono molto diversamente, e ne seguì una lunga guerra che finì solo dopo sangue, distruzione, e un numero innumerevole di perdite in vite umane.

Miriam, non prese parte né al rituale, né al conflitto, poiché cadde in un sonno magico, apparentemente senza alcuna spiegazione. Dieci anni dopo la fine della guerra, la ragazza si risveglia. Trova Johannes, che gli racconta i fatti accaduti, e porta con sé una spiacevole notizia.
Gabel, unico sopravvissuto al rituale demoniaco da cui scaturì il primo conflitto, ha eliminato ogni appartenente alla gilda, e si è messo alla testa di un esercito di demoni dichiarando guerra all’umanità intera. Dalla sua base, il castello denoniaco chiamato Hellhold, è pronto a far piombare nuovamente l’inferno sul nostro mondo.

Questo è senza alcuno spoiler, l’incipit di gioco, che ci vedrà partire per un lungo viaggio fatto di livelli, mostri, boss, loot e musiche. I primi minuti grondano sensazioni di retrogaming puro, ma con una grafica di ottimo livello, di cui parleremo in seguito.

GAMEPLAY DI BLOODSTAINED: RITUAL OF THE NIGHT

Per muovere la nostra bellissima protagonista, potremo optare per i tasti direzionali (molto vecchio stampo) o l’analogico.

Chi ha giocato a qualche metroidvania si sentirà immediatamente a casa, pur se i movimenti possono risultare di tanto in tanto lenti. Chi scrive l’articolo ha immediatamente optato per i tasti direzionali, in quanto il risultato dei salti e dei movimenti è apparso più preciso.

Per quanto riguarda il combattimento, ogni arma ha la sua mossa e non ci sono colpi diversi a seconda della direzione. Anche questo, la dice lunga sul richiamo agli albori del genere. In quanto a quantità e varietà però, il gioco non ha di che temere, perché tra spade, spadoni, pugnali, fruste, lance c’è solo l’imbarazzo della scelta. I fan dei Castlevania, troveranno in poco tempo l’arma preferita, mentre chi non è avvezzo al genere, avrà bisogno di un periodo di allenamento, nel tentativo di trovare l’arma preferita. Uno spadone farà più danni e potrà attaccare nemici più lontani, ma sarà sensibilmente più lento.

Una spada, garantirà movimenti più veloci ma con meno danni e con un raggio d’azione sensibilmente ridotto. Durante i gameplay che hanno preceduto questa recensione, ci siamo sbizzarriti sull’uso di più armi, anche se la nostra preferenza è sempre ricaduta sulla spada o la lancia. Per quanto riguarda gli shards, i cristalli che Miriam può assorbire, ad ognuno è affidato un potere differente che potremo usare a patto di avere abbastanza mana.

Questi attacchi sono davvero potenti, ma è essenziale usarli con parsimonia soprattutto durante i primi livelli. Unico neo sul combattimento, è al momento il colpire i nemici. In pratica, può capitare spesso di trovarsi in situazioni dove la nostra arma, pur essendo alla giusta distanza per far danni, non va a colpire il nemico, e questo vale tanto per i nemici quanto per i boss. Si tratta di glitch piuttosto fastidiosi, perché possono portare a perdere vita inutilmente, e anche causare una sfortunata dipartita. Soprattutto con i boss, considerato l’alto valore in termine di punti vita prima di metterli a tappeto, questo tipo di problematica può risultare determinante, soprattutto per i ragazzi che per la prima volta si avvicinano ad un gioco di questo tipo.

Nulla che non sia risolvibile per mezzo di una patch, ma ci è sembrato giusto segnalarlo. Per quanto riguarda i movimenti della protagonista, oltre a saltare e combattere, può anche schivare per mezzo del tasto L1 del nostro joypad. Non c’è alcun tasto riservato alla parata, e sebbene questa scelta sia in linea con la proposta di Artplay, ci siamo chiesti più di una volta come sarebbe stato il gameplay con l’aggiunta della parata.

ZAINO IN SPALLA

Alla componente tipica dei metroidvania, si affianca una discreta componente da action rpg, soprattutto per quel che riguarda l’inventario. Nel nostro zaino, oltre alle armi, troveranno posto pozioni, reagenti di vario tipo, equipaggiamento e cristalli.

Armi ed equipaggiamento avranno valori di attacco e difesa, e potranno influenzare anche altre statistiche. Questo, ci sarà molto utile contro i boss, che spesso sono inclini ad un tipo di elemento (fuoco, acqua e così via). Durante il corso della partita avremo anche accesso a scorciatoie che ci permetteranno di utilizzare la configurazione più utile a seconda del momento.

Parte integrante del gameplay viene rivestita anche dalla cucina e dall’alchimia. La prima, ci permetterà di creare gustose ricette che forniranno punti vita, e bonus alle statistiche permanenti quando le consumiamo per la prima volta.

Ci serviremo invece dell’alchimia, per creare pozioni curative, di cui faremo largo uso durante la partita, e potenziare i cristalli in nostro possesso. Nonostante questa fase di gameplay vada a “spezzare” il ritmo dell’azione, dobbiamo dire che l’abbiamo trovata davvero piacevole, utile e divertente.

Non è qualcosa di piazzato tanto per far legna, ma parte integrante dell’intera esperienza. Inoltre, molti oggetti sono anche riconoscibili graficamente, come ad esempio le sciarpe, e questo rende ancora più interessante la ricerca dei vari pezzi d’equipaggiamento sparsi tra i livelli. Giusto, i livelli. E la mappa? Beh, viene scoperta andando avanti nel livello, almeno fino alla scoperta del forziere che ci permetterà di osservarla nella sua interezza. Ovviamente non sono presenti tutte le stanze segrete cui potremo accedere andando ad esempio a rompere una parete.

Nel 2019, ci si aspetterebbe una mappa “moderna” anche a livello grafico, ed invece siamo rimasti subito spiazzati.  La mappa è in pieno stile retrò, ma questo non la rende meno comprensibile, anzi. Stilizzata al massimo, abbiamo la possibilità di ingrandire la visuale a nostro piacimento, anche se di tanto in tanto ci è capitato di rimanere bloccati per non aver trovato quel pulsante o quel puzzle da completare.

GRAFICA E SONORO

Parlando del lato prettamente tecnico, il titolo si difende bene. Trattandosi di un prodotto dal buon budget, ma dalla portata lontana da un triple AAA, il lavoro svolto dai ragazzi di Artplay è di tutto rispetto. Rispettando e prendendo a piene mani le atmosfere dei Catlevania, l’engine di gioco ci proporrà scenari di vario tipo, alcuni dei quali davvero ispirati. Le splendide aree di salvataggio, i vetri del mosaico che si infrangono i mille pezzi, la luna rossa che sovrasta le aree del castello. Insomma, il lato artistico è stato curato nei minimi dettagli.

Stesso lavoro è stato fatto per i nemici, anche se è chiara la discendenza dalla serie Konami. Discorso a parte per i boss, che sono tutti molti differenti ed in alcuni casi davvero unici. A tanta carne al fuoco di ottima qualità, si contrappongono una serie di inesplicabili cali di framerate su PS4 Pro, i sopracitati problemi sul colpire i nemici, e alcuni problemi di compenetrazione.

Anche qui, parliamo di problemi risolvibili con qualche patch, ma forse qualche mese di sviluppo in più avrebbe sicuramente giovato. Per quanto riguarda la colonna sonora, è davvero splendida. Dietro a questo piccolo capolavoro, troviamo Michiru Yamane, conosciuta dai fan per le musiche di serie quali Suikoden e (ma guarda un po’) nuovamente, Castlevania. Le varie tracce, vanno a riprendere appieno la serie Konami, e possiamo consigliarvi da subito di recuperarle per ascoltarle in mobilità, o in macchina.

COMMENTO FINALE

Degno erede di una serie longeva, Bloodstained: Ritual of the Night è davvero un buon prodotto. Koji Igarashi può ritenersi più che orgoglioso, perché questa operazione nascondeva più di un’insidia. Eppure, grazie alla passione e alla competenza, il lavoro di Artplay è un tripudio action dai toni gotici che vi terrà impegnati per diverse ore. Adatto anche alle nuove generazioni, saprà far breccia tra gli appassionati del genere. Una bella storia che si lascia raccontare, accompagnata da un gameplay sopraffino pur se con qualche sbavatura.

Tanti livelli, modalità, armi ed equipaggiamenti, un sistema di crafting semplice ed immediato, si aggiungono ai 13 dlc di prossima pubblicazione che verranno rilasciati gratuitamente. Forse non aggiunge nulla al genere, non innova, ma quello che fa, lo fa davvero bene. Siamo fiduciosi sul rilascio delle prossime patch, che andranno a sistemare i piccoli glitch di cui vi abbiamo parlato. Se la serie Castlevania vi piace, o ne siete incuriositi, Bloodstained: Ritual of the Night saprà soddisfarvi senza ombra di dubbio.

Pregi

Castlevania è morto! Evviva Castlevania!. Tante cose da fare. Una colonna sonora splendida. 13 dlc di prossima uscita, gratuiti. Imperdibile per tutti i fan dei metroidvania.

Difetti

Qualche alto e basso a livello tecnico. Bug da risolvere con le prossime patch. A tratti frustrante.

Voto

8,5

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