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Black Paradox, Recensione

Uno shoot’em up roguelike frenetico, stiloso e dal fascino retrò degli italiani di Fantastico Studio

In una galassia lontana lontana… uh, dove abbiamo già sentito questo incipit? Oh, si. Allora… in una galassia sconosciuta, siamo testimoni dell’evoluzione della tecnologia ed alla scoperta di nuove razze.

Nuove razze vecchi problemi. Già, perché non tutto fila liscio: gli Hellraisers, la più potente organizzazione criminale della galassia (quella sconosciuta di cui sopra, ndr), terrorizza tutto e tutti. Pochi coraggiosi provano a combatterla. Tra questi c’è il famigerato cacciatore di taglie Black Paradox.

Questa è in grandi linee la storia di Black Paradox, uno shoot’em up roguelike che ha fatto il suo debutto su Pc (via Steam), PS4, Xbox One e Switch nelle scorse ore. Il titolo è realizzato dagli italiani di Fantastico Studio, un piccolo team indie di Roma che ha lavorato duramente per portare il suo titolo sul mercato grazie anche al publisher Digerati.

Vi parliamo della versione Steam che l’hanno scorso ha avuto una demo ed ha cominciato l’accesso anticipato, uscendone ieri in concomitanza col debutto su console. Buona lettura.

IL VECCHIO SI UNISCE AL NUOVO

Spesso e volentieri le produzioni indie, libere da idee imposte dai grossi publisher, possono spaziare liberamente sul proprio progetto esplorando e miscelando idee vecchie e nuove. Nondimeno hanno il merito di rinnovare alcuni generi che altrimenti potrebbero essere dimenticati. Quella degli shoot’em up è una delle tipologie di videogiochi a dir poco storiche che negli anni è un po’ persa.

Alcuni lavori indie hanno riportato verve. Citiamo due titoli come Super Hydorah (di Locomalito) e Grood (di Claudio Catalano) come due ottimi esempi che uniscono vecchie meccaniche a piccole novità anche dal punto di vista tecnico. Se il primo utilizza una bella pixel art, l’altro è modernamente splendido. Entrambi presentano una sfida ardua ed un gameplay interessante.

Black Paradox si unisce al filone portando la componente roguelike. Saremo più volte sconfitti ma grazie ai crediti accumulati potremo potenziare la nostra vettura che sembra la DeLorean de Ritorno al Futuro. Già, la nostra astronave non sarà epica quanto la R9  di R-Type ma senza dubbio avrà il suo perché. Sarà una vettura spaziale che potrà essere potenziata con componenti che andremo ad acquistare tra una partita e l’altra spendendo i crediti conquistati durante le nostre scorribande a caccia di banditi intergalattici.

Potremo anche aggiungere degli spazi (o slot se vi aggrada più l’inglese) per ampliare la possibilità di implementare ulteriori chip che offrono bonus alla velocità d’attacco, ai punti vita, alla difesa ed alla potenza. I bonus per fortuna non mancheranno come ad esempio l’opportunità di avere scudi, droni o più cannoni per avere una potenza di fuoco tanto devastante quanto spettacolare.

Gli Hellraisers, vi assicuriamo, sono dei banditi ben organizzati con sette leader da sconfiggere per avere la possibilità di rimettere l’ordine nella galassia. Per farlo davvero bisognerà sconfiggerli una seconda volta dopo aver concluso la prima run.

Non sarà una passeggiata. Il grado di difficoltà comincia a farsi sentire già al secondo stage mentre nel primo è piuttosto variabile. Ad ogni modo andando avanti sarà sempre più complicato e si andrà al limite del bullet hell, temuto sottogenere degli shoot’em up.

Questo non deve spaventare perché anche i miglioramenti applicabili andranno di pari passo. Il nostro cacciatore di taglie potrà avvalersi di un arsenale fatto di 20 armi diverse, 37 potenziamenti, 13 doni, 8 power up combo ed una mosse finale. Tra le armi possiamo notarne alcune davvero spettacolari (laser, boomerang, gayser ed anche a grappolo), ad alcune quanto meno strane ma evocative come il cannone Moroder che spara note musicali, chiaro omaggio al grande compositore italiano Giorgio Moroder.

Si apprezza anche a varietà dei nemici (oltre una sessantina di diverse tipologie) oltre ai già sopracitati 7 boss. E qua e la ci sono anche alcuni omaggi e licenze poetiche.

In generale si tratta di un gioco con un gamplay difficile e che difficilmente perdona. Inoltre i livelli non cominceranno mai con lo stesso schema di nemici per cui ogni partita sarà sempre diversa. È comunque molto divertente soprattutto giocato in cooperativa con un altro amico. Il senso di soddisfazione aumenta andando avanti e potenziando quella che da una macchina spaziale con un cannoncino diventa una macchina da guerra in grado da dare filo da torcere all’Enterprise o al Cubo Borg di trekkiana memoria.

LO SPAZIO VISTO DAGLI ANNI ‘80

Black Paradox vanta uno stile grafico davvero molto bello. Artisticamente la pixel art è davvero interessantissima e ben curata con tantissime ambientazioni spaziali grazie anche all’atmosfera dovuta alla palette al “neon”. Bello e vario ma anche funzionale: anche nelle concitate fasi di gioco, infatti, non ci sarà confusione nel distinguere i nostri colpi o l’inferno scatenato dal nemico.

I tanti nemici su schermo hanno le loro peculiarità, sono ben differenziati e si sposano molto bene con gli splendidi scenari che abbiamo visitato. Anche le animazioni ci hanno convinto fortemente. A tratti anche spettacolari: alcune esplosioni sono artisticamente belle così come le movenze della nostra macchina da assalto e del suo “clone” che può essere attivato ogni tanto, energia permettendo.

L’azione è molto fluida e non ha alcun rallentamento. Certo, lo scrolling non è velocissimo ma tutto si muove perfettamente e senza incertezze. Già questo è un gran risultato visto e considerato che il lato artistico è molto ben curato pur essendo uno shoot’em up a tema spaziale.

Ad accompagnarci dei brani molto interessanti ed orecchiabili che si sposano perfettamente con azione ed ambientazione. Un vero omaggio agli anni ’80. In verità, se in quel periodo avessimo visto un gioiellino di questo genere ne staremmo ancora parlando.

COMMENTO FINALE

Black Paradox è senza dubbio un bello shoot’em up in grado di farci immergere molto bene negli anni ’80. Complice una realizzazione artistica sopra la norma ed in grado – con la sua grafica al neon e le sue animazioni – di farci fare un bel tutto nel passato.

Il gioco di Fantastico Studio è realizzato da appassionati per appassionati ed offre una grande sfida ed un gameplay interessante grazie alla componente roguelike che offre profondità e spessore ed offre anche un pizzico di nota tattica soprattutto nell’istallazione e potenziamento dei vari chip ed espansioni per la propria vettura che funge da navetta spaziale.

La longevità è garantita da una certa rigiocabilità e comunque è congrua ad uno sparatutto a scorrimento vecchio stile. Già detto del lato grafico, anche quello sonoro non è niente male. Se amate il genere Black Paradox ha tutti gli ingredienti per essere uno shoot’em up di livello. Peccato non ci sia la possibilità di continuare ma forse avrebbe facilitato troppo il titolo e che ogni tanto la difficoltà tocchi punte davvero elevate. Fantastico Studio ha avuto il grande merito di metterci del suo sia artisticamente che con il gameplay. Un altro bel colpo per l’industria italiana del settore.

Pregi

Shoot’em up con tutti i crismi. Ottimo grado di sfida. Rigiocabile. Componente roguelike interessante. Artisticamente splendido. Fluido e funzionale. Gran musica. Citazioni agli anni ’80.

Difetti

A volte la difficoltà tocca punte veramente elevate. Un continua non si nega a nessuno.

Voto

8

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