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Tales of the Neon Sea, Recensione

Un'avventura grafica in pixel art stile noir davvero particolare e di grande atmosfera. Danny DSC ce ne parla

Il panorama indie è spesso bistrattato per la lunga serie di titoli che non hanno seguito o che vengono considerati “di secondo piano”, ed è un peccato considerando la quantità di perle rare che vengono rilasciate con cadenza decisamente regolare.

Altro punto a favore delle produzioni indipendenti, è di saper dare nuova vita a generi considerati “perduti”, “vetusti”.

Fanno parte di questo insieme, anche le avventure grafiche, che gli sviluppatori indipendenti hanno saputo riportare in auge con una serie di prodotti di qualità molto buona. Subterraneus, lo stesso Antenna Dilemma di cui abbiamo parlato qui, sono esponenti che non hanno nulla da invidiare a software house ben più attrezzate. Di questa schiera, fa parte anche il titolo che andremo a recensire oggi, Tales of the Neon Sea, con il nostro DannyDSC che si è occupato della recensione. Sviluppato dalla software house cinese Palm Pioneer e distribuito da Zodiac Interactive, il titolo è in uscita oggi (30 aprile) su Steam.

UN PO’ DI STORIA

Strano ma vero, la gestazione di questo gioco è stata più travagliata di quanto ci si potrebbe aspettare. Nata nel 2013 in Cina, a Chengdu, da un gruppo di giovani molto affiatati, Palm Pioneer ha iniziato i propri lavori su giochi per iOS e Android.

La compagnia, voleva inizialmente concentrarsi su giochi multiplayer online e orientati al mercato mobile, ed infatti in alcuni dei loro prodotti, ad esempio “Fairy in wonderland”, possiamo vedere qualcosina di Tales of the Neon Sea. Ma dato che la propria strada spesso viene tracciata lungo il percorso, e non a priori, qualcosa cambiò, e i ragazzi del team decisero di buttarsi su qualcosa di nuovo, di diverso.

Parte da qui, lo sviluppo di Tales of the Neon Sea, finanziato con successo grazie ad una campagna di crowdfunding su un sito cinese. Purtroppo sono accadute anche cose spiacevoli, come un gruppo di personaggi non ben identificati che partì su Kickstarter per una campagna di crowdfunding dello stesso gioco, dopo aver rubato materiale promozionale dalla stessa Palm Pioneer. Fortunatamente la situazione si è risolta senza grossi problemi, e grazie anche all’aiuto dell’editore Zodiac Interactive, oggi possiamo goderci questa interessante avventura.

UN MONDO SCURO, PIENO DI LUCI

La nostra storia parte qualche anno avanti a noi. Beh, più di qualche anno in realtà. Nell’anno 2057, i robot, da troppo tempo usati come braccianti e per i lavori più pericolosi o umili, iniziano a prendere coscienza della propria esistenza. Da quel momento, tutto inizia a cambiare poiché gli umani, molto bravi a spaventarsi di fronte a ciò che non si conosce, e soprattutto a reagire con violenza a ciò che viene considerato diverso, iniziano un massacro.

La guerra durò diverso tempo, e alla fine, giungendo alla conclusione che nessuna delle due parti ne sarebbe uscita vincente, venne proclamato un cessate il fuoco, e solo successivamente le ostilità terminarono. Da quel momento, tra le parti è in atto una sorta di guerra fredda, e i robot vengono ancora visti (nel migliore dei casi) come reietti, come rifiuti, qualcosa di inumano di cui non ci si può fidare. Mist, il protagonista, è in una situazione davvero difficile, con un corpo danneggiato in una parte della città sconosciuta e oscura, mentre tenta di ripararsi sfruttando pezzi di ricambio di dubbia qualità, trovati per strada.

La data in questione è ignota, ma finito il tutorial sappiamo di essere nel 2140. Incredibile come cambino i tempi ma i problemi rimangano più o meno gli stessi. Se non è tra noi, ce la prendiamo con ciò a cui noi abbiamo dato vita. Almeno ora i problemi tra umani saranno risolti?

Nemmeno per idea. Furti, povertà, carestie, sono all’ordine del giorno. Il tutorial, segue un pezzo di storia che verrà ripreso successivamente, mentre l’inizio vero e proprio vede il nostro detective ed ex poliziotto alle prese con un serio problema, ossia occuparsi del suo attendente, preso “direttamente” da Wall-E, ma con un carattere molto acido e con la battuta sempre pronta. Nel tentativo di svolgere una normale riparazione, Mist fa un errore che porta alla distruzione di alcuni pezzi importanti ma che non può permettersi di pagare.

Deciso e determinato ad aiutare il suo amico, viene coinvolto suo malgrado in un nuovo caso, che lo porterà a scoprire un male oscuro che si annida nel mare dei neon della propria città. Questo è l’incipit di una storia variegata, intensa, a tratti emozionante, e davvero ben scritta.

I personaggi che compongono il cast di Tales of the Neon Sea sono caratterizzati davvero bene, anche se spesso occupano i classici stereotipi delle ambientazioni cyberpunk. Abbiamo il nostro protagonista, detective privato ed ex leggenda in pensione dalla polizia, che ha lasciato anni prima per frustrazione e disillusione.

Abbiamo poi il poliziotto gentile ma stanco e un po’ impaurito di fare il proprio dovere, il classico duro che vuol far carriera, ed una serie di personaggi secondari legati ai casi che il nostro eroe dovrà affrontare. A differenza di altre produzioni però, questi ultimi sono davvero ben costruiti e non si perdono nel mare di pixel e script di cui è composto il prodotto. E poi, ci sono i gatti, praticamente una razza a parte (i futuri dominatori del pianeta?) con personaggi dai caratteri più disparati, che hanno imparato a dialogare tra loro e perfino a leggere il nostro idioma. Insomma, il setting è sì preso a campione dalla fantascienza cyberpunk più famosa, ma con una miscela capace di donare anima propria al prodotto, rendendolo davvero unico.

GAMEPLAY

Tales of the Neon Sea è un’avventura grafica a scorrimento laterale in due dimensioni, e come ogni avventura che si rispetti, il nostro compito sarà quello di districarci tra una lunga serie di rompicapi, indizi, oggetti da recuperare, prove da carpire, ed intuizioni. In ogni scena del crimine troveremo indizi che porteranno Mist a farsi un’idea di ciò che è successo.

Raccolte le varie prove, avremo poi un rompicapo a forma di orologio con ingranaggi da posizionare nel giusto ordine. Se riusciremo, l’orologio partirà e la scena seguente sarà l’idea che Mist si è fatto su ciò che è accaduto. Anche il recupero delle prove seguirà una meccanica simile, con la combinazione e il ritrovamento di determinati punti d’interesse che dovranno essere combinati. Gli altri rompicapi serviranno per recuperare un determinato oggetto o prova, e per proseguire con la storia.

Dobbiamo dire che il team di Palm Pioneer si sono dati davvero da fare in quanto a varietà, perchè ogni fase (fatta eccezione per la ricerca delle prove, che data la sua metodicità è sempre la stessa) della nostra avventura propone rompicapi sempre nuovi, e che potranno darci anche del filo da torcere, ma senza risultare mai frustranti o troppo difficili. Non siamo sicuramente ai livelli di un Myst per capirci, ma dobbiamo sempre pensare perché il gioco aiuterà quel tanto che basta a dare le informazioni base, ma non guiderà passo passo, e questo è un bene.

L’interfaccia è inesistente, scelta che garantisce una perfetta immersione nel mondo di gioco, ma avremo un diario che verrà pian piano aggiornato con prove, testimonianze, personaggi e luoghi/oggetti d’interesse.

Durante alcune fasi di gameplay, prenderemo il controllo del nostro piccolo amico William, un gatto nero dolcissimo e coraggioso, che ci aiuterà a superare mille peripezie e che guideremo in parti della trama dove l’azione sarà meno investigativa e più “veloce”. Sembra di trovarsi in un film, con tanto di schermata ad indicare la data ed il luogo dove ci si trova, uno stile molto noir.

GRAFICA E SONORO

Ma quanto è bella la pixel art di questo titolo? La città, il mare di neon, vagano tra i due Blade Runner e l’immaginario collettivo di Neuromante, con luci soffuse, colori sgargianti che si alternano a tonalità che vanno dal viola scuro al nero, per poi tornare al verde acido. Le scritte sui muri e nei negozi sono in cinese ed inglese, altro tocco di classe.

Una direzione artistica ispirata ha portato in dote luoghi pieni di oggetti, mai ripetitivi e sempre riconoscibili. Percorre una lugubre fogna, o le vie della città piene di fumo, rifiuti, cartelli pubblicitari, fornirà al giocatore emozioni molto diverse, anche un po’ di “cardiopalma” mentre cerchiamo di sfuggire alla morte in agguato. Tecnicamente, il titolo gira in maniera egregia. I requisiti minimi che troviamo sulla pagina di Steam, parlano di un Inter Core i3-4150, 8 gb di ram, e una Nvidia Geforce GTX 760.

Con il nostro fedele Asus Rog (I7 7700HQ, 16gb ram ed una 1070) il gioco gira senza problemi e durante la prova non abbiamo riscontrato alcun crash. Per quanto concerne il lato audio, molto importante per un’avventura punta e clicca, possiamo dire che la colonna sonora non delude affatto, con brani che ricordano sinfonie digitali in pieno stile sci fi, e che accompagneranno le nostre investigazioni senza mai stancare o risultare troppo ripetitive.

LINGUE

Il gioco supporta l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, il cinese e persino il giapponese. Purtroppo non è al momento prevista una traduzione nella nostra lingua, il che la dice lunga sull’importanza della nostra penisola nel panorama videoludico.

È si vero che il movimento indie, e più in generale degli sviluppatori italiani, si sta lentamente muovendo, ma le vendite del nostro Paese sono ancora davvero troppo ancorate a titoli mainstream che il più delle volte danno un’unghia in quanto ad emozioni e profondità rispetto a ciò che il mercato ci offre.

Il nostro auspicio è che nel futuro, l’utenza tenda a guardarsi in giro, e non limitarsi a ciò che ha davanti, così da portare gli sviluppatori stranieri a supportare l’italiano dal lancio.

COMMENTO FINALE

Possiamo dire senza ombra di dubbio che Tales of the Neon Sea è promosso a pieni voti, grazie ad un gameplay ancorato ai dogmi del genere ma vario, mai frustrante e capace di tenere il giocatore sempre in allerta ed invogliato ad andare avanti per risolvere quell’enigma o recuperare un oggetto.

La grafica in pixel art è stata disegnata e portata su schermo con passione e maestria, e l’ispirata direzione artistica, coadiuvata da una scrittura di buon livello, fanno di questa avventura un must have per tutti gli amanti della fantascienza e del cyberpunk. E perché no, anche per gli amanti dei gatti.

Pregi

Ottima storia. Graficamente superbo. Difficoltà ben calibrata.

Difetti

Manca un salvataggio manuale. Non disponibile in italiano. Finisce.

Voto

8

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2 commenti su “Tales of the Neon Sea, Recensione”

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