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Soulcalibur VI, Recensione

Il nuovo capitolo della serie propone tanti contenuti ed un ottimo comparto tecnico

Dopo sei anni di pausa, la serie Soulcalibur si rimette in marcia. Negli ultimi mesi si sono susseguiti gli annunci sui personaggi ed i dettagli, Soulcalibur VI ha fatto il suo esordio pochi giorni, lo scorso 18 ottobre, su Pc, PS4 ed Xbox One.

Bandai Namco punta sul sesto capitolo per rinvigorire una saga nata nel lontano 1996 che, nonostante sia rimasta famosa ed amata non sembra essere riuscita a fare completamente breccia sul grande pubblico. Per l’occasione, il team di sviluppo ed il publisher hanno puntato su alcune novità ed anche “contaminazioni”. Basti pensare alla presenza di Geralt di Rivia, protagonista della trilogia di The Witcher firmata da CD Projekt RED, che campeggia nel roster iniziale dei personaggi di Soulcalibur VI. Che Bandai Namco, publisher anche dell’amatissimo gdr, abbia messo lo zampino? Pare evidente.

Ben due, invece, le modalità storia e molto altro. Ma il nuovo capitolo della saga picchiaduro ad incontri all’arma bianca che verte sulle vicende della malefica spada Soul Edge sarà in grado di farsi amare e di far meglio del quinto capitolo? E soprattutto, permetterà alla serie di continuare a sopravvivere nonostante la concorrenza di titoli come Street Fighter, Mortal Kombat, Dragon Ball, Tekken e simili.

Ecco la nostra recensione della versione Pc. Buona lettura.

DUE MODALITA’ STORIA, TANTE STORIE, TANTI PERSONAGGI

Parliamo subito della storia di Soulcalibur VI che addirittura si dipana in due modalità diverse. La prima si intitola Libra of Soul o, in italiano, Bilancia dell’Anima, ed è decisamente la più lunga. Questa accresce notevolmente la longevità del gioco. Inoltre è quella che ci permette di utilizzare un personaggio da noi editato e di farlo evolvere anche grazie ad uno spruzzo di gdr.

Ne la Bilancia dell’Anima, quindi, dopo aver creato il nostro personaggio grazie all’ottimo editor che ci offre la possibilità di scegliere razza, tratti somatici, acconciatura, stile, armi e così via, andremo in giro per il mondo seguendo in filo conduttore principale. Durante l’avventura sarà possibile anche cambiare aspetto e stili di combattimento a seconda dell’arma che si impugna.

Sarà possibile scegliere alcuni bivi narrativi (una scusa per rigiocare ancora una volta questa modalità ed avere il quadro sempre più completo) andando avanti di location in location. E tramite queste scelte muteremo anche il nostro allineamento: blu o rosso.

Non finisce qui: possiamo decidere se esplorare le vicinanze dei vari punti sulla mappa spendendo soldi in cambio di ricompense corpose e/o oggetti utili come armi, cibo o materiali da incastonare alle armi per ottenere ulteriori bonus purché sia faccia ricorso ad un fabbro. Si possono anche reclutare mercenari e rivolgerci a dei mercanti per acquistare quel che ci serve oltre che sperare di raccoglierlo lungo la strada. La raccolta di soldi sarà fondamentale per viaggiare e svolgere missioni secondarie. Come sempre alcune di esse sono interessanti ed articolate, altre molto elementari.

La narrazione si interseca con i tanti combattimenti. Su quest’ultimo fronte ci sono diverse varianti. Nel corso del nostro peregrinare visiteremo tutte le arene (che ovviamente si alterneranno a seconda del contesto storico) ma le regole del combattimento potrebbero essere diverse. Ad esempio il ring-out, uno dei marchi di fabbrica di Soulcalibur, è attivo, o la superficie dello stage è scivolosa, o ancora i nemici recuperano energia e così via. Il tutto per dare un po’ di pepe.

Del resto, il nostro personaggio editore è un Malfestato, ovvero uno dei disgraziati contagiati dalla malignità della spada maledetta. Starà a noi decidere se combattere questa malvagità compiendo scelte adeguate o di fare azioni cattive ed essere condotti dalla cattiveria

Al termine di ogni combattimento avremo i nostri punti esperienza che faranno salire di livello il nostro alter-ego. Il tutto servirà per avere maggiore salute e soprattutto offrirci la possibilità di maneggiare armi più potenti. Questa modalità ci farà incontrare attraverso cinque lunghissimi capitoli tutti i personaggi principali che conosciamo. Nondimeno, ci preme ricordare come le variazioni sul tema e le sottotrame siano tantissime ed in grado di far accrescere la longevità a dismisura. Di contro, è possibile che possano essere ripetitive.

L’altra modalità “storia” si intitola Le Cronache dell’Anima. Protagonisti Kilik e Siegfried. Anche qui dialoghi e combattimenti si alternano ma qui non abbiamo scelte da fare e prenderemo il comando di personaggi della serie che si alterneranno verso i vari capitoli di questa modalità che ci fornirà tantissime informazioni e dettagli narrativi che andranno a completare quelli ottenuti ne La Bilancia dell’Anima. Un incastro fatto ad arte dagli scrittori di Bandai Namco.

Soulcalibur VI ci offre un background narrativo molto lungo, fatto di tantissimi dialoghi e di un certo peso. A nostro avviso molto ben fatto ed in grado di approfondire e far appassionare i giocatori al “lore” del gioco, anzi, della serie.

UN EDITOR IMPORTANTE

Un piccolo paragrafo della nostra recensione è giustamente dedicato all’editor dei personaggi che si attiva andando nel menu Creazione. Ne avevamo già parlato ma è giusto spendere due paroline. Si può forgiare il proprio personaggio come si desidera a partire dalla razza (ve ne sono presenti 16), tra cui amni, mummie, elfi, creature demoniache, uomini lucertola, scheletri e witcher ad esempio.

I giocatori saranno in grado di personalizzare i loro personaggi attraverso migliaia di diverse combinazioni, prima di personalizzare la dimensione, le caratteristiche facciali, l’acconciatura, i vestiti, le armature, e ovviamente, le armi e gli stili di combattimento.

IL ROSTER

Sono 21 i combattenti iniziali presenti. Il season pass ne aggiungerà altri quattro. Il primo è già disponibile via dlc: DB di NieR Automata, secondo personaggio ospite dopo il celebre Geralt di Rivia. Diciotto protagonisti sono già noti agli appassionati della saga (non mancano Mitsurughi, Voldo ed Ivy ad esempio), mentre i nuovi sono Azwel, Grot e, ovviamente Geralt.

  • Astaroth
  • Cervantes
  • Inferno
  • Ivy
  • Kilik
  • Maxi
  • Mitsurugi
  • Nightmare
  • Raphael
  • Seong Mi-na
  • Siegfried Schtauffen
  • Sophitia
  • Taki
  • Talim
  • Voldo
  • Xianghua
  • Yoshimitsu
  • Zasalamel

Nuovi personaggi

  • Azwel
  • Geralt (ospite da The Witcher 3: Wild Hunt)
  • Grøh.

ALTRE MODALITA’

Non mancano altre modalità. Spicca sicuramente la Arcade dove i giocatori possono scegliere il personaggio preferito e farlo scontrare con altri otto del roster. I match sono al meglio dei cinque round, ovvero il primo che arriva a tre round vinti si aggiudica la sfida. Sono match ad eliminazione diretta.

In Versus è possibile effettuare un semplice combattimento scegliendo anche il numero di round, l’arena (tra le 12 disponibili) e modificare alcuni parametri come attivare (o disattivare) il ring out, il pavimento scivoloso, il tempo limite e così via. Si può giocare contro la CPU o contro un amico.

Troviamo l’Allenamento che, come facile intuire, ci fa provare le mosse.

In Rete, invece, possibile giocare con altri utenti via web e vedere le classifiche suddivise in due categorie: Regione e Stile. È possibile sfidare altri utenti in partite normali e classificate. E si possono guardare anche i Replay delle partite.

In Museo, invece, si possono visualizzare le biografie dei personaggi, le storie, le gallerie di immagini, le musiche ed altri contenuti.

GAMEPLAY RAPIDO E DIVERTENTE

Definire il gameplay di Soulcalibur VI non è semplice. Potremmo però dare due aggettivi: rapido e divertente. Rapido perché i round durano davvero una manciata di secondi; divertente perché le mosse e gli attacchi sono discretamente vari.

Ognuno dei 21 personaggi del roster iniziale (è già disponibile il primo dlc con l’androide 2B di NieR Automata che fa parte del season pass), ha il proprio set di mosse. Chiaramente tutti seguono la loro evoluzione anche rispetto ai precedenti capitoli. C’è anche la rielaborazione della Carica dell’Anima. È un potenziamento temporaneo di brevissima durata che ha effetti diversi sui guerrieri. Questa sblocca mosse aggiuntive e se utilizzata nel modo migliore, potrebbe essere decisiva per ribaltare le sorti di uno scontro.

Non mancano le super (come le Critical Edge) e le Guardie Reattive (o parate ad impatto). Ma generalmente si ha la sensazione di giocare col secondo amatissimo capitolo del gioco. E questo è un fatto positivo. Ne nascono scontri, scambi spettacolari e divertenti.

Ci sono le Reversal Edge, un colpo capace di assorbire gli attacchi avversari che una volta a segno dà il la ad una spettacolare animazione.

CONVINCENTE IL LATO TECNICO

Dal punto di vista tecnico, Soulcalibur VI ci è piaciuto molto. La presenza dell’Unreal Engine 4 la si nota per gli spettacolari effetti particellari ma anche per i particolari delle arene. Quest’ultime sono davvero interessanti anche se in lontananza appaio sfocate concentrando la telecamera, ovviamente sull’azione che non soffre di alcun rallentamento nonostante le tonnellate di effetti speciali.

Le animazioni sono fluide e raramente si notano incertezze. La varietà delle movenze dei personaggi è notevole così come le ambientazioni. Tante le finezze anche se probabilmente l’Unreal Engine 4 si sarebbe potuto sfruttare ulteriormente.

Ottimo il doppiaggio ed il comparto sonoro con brani interessanti ed effetti sonori sempre azzeccati.

COMMENTO FINALE

Soulcalibur VI vuole fare affezionare gli appassionati. E ci prova in tutti i modi dando tantissimi contenuti, diverse modalità, ed offrendo un gameplay davvero interessante. Divertimento e longevità sembrano essere le parole d’ordine di un titolo che possiamo sicuramente consigliare ai vecchi appassionati ma anche a chi desidera avvicinarsi a questo genere di giochi.

Il grado di sfida è senza dubbio ben dosato, le due modalità Storia sono molto ricche, soprattutto la Bilancia dell’Anima che permette al nostro alter ego di essere protagonista e di scoprire tante notizie e molta storia del mondo di Soulcalibur. Il gameplay offre una buona varietà di mosse ed è molto divertente.

Tecnicamente il gioco ci è piaciuto parecchio. Magari non è perfetto ma è sicuramente interessante e rarissime volte ha delle sbavature. Una cosa che non abbiamo molto compreso, visto gli attuali hardware, la presenza di troppi caricamenti.

Divertente soprattutto in compagnia, il gioco offre anche modalità online con partite amichevoli e match classificati. Consigliamo moltissimo Soulcalibur VI che ci ha colpito comunque per la immediatezza del gameplay (tante mosse ma non troppo complicate da eseguire) e per la spettacolarità di alcune sue mosse. Senza fronzoli ma concreto e non per questo meno succoso, grazie soprattutto alle tante storie che si intrecciano. Ottimi tutti i personaggi del roster mentre le due modalità Storia ci sono piaciute parecchio.

Pregi

Buono dal punto di vista tecnico. Bella trama delle due modalità Storia. Tantissimi contenuti. Vario. Sfida ben bilanciata. La modalità Bilancia dell’Anima e le sfumature gdr ci ha preso.

Difetti

Benché interessante, longeva e divertente, la modalità Bilancia dell’anima potrebbe diventare spesso ripetitiva. Troppi caricamenti.

Voto

8,5

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