A distanza di otto anni, Digital Sun torna con Moonlighter 2: The Endless Vault, un seguito che non si limita a rispolverare la vecchia formula, ma prova a renderla più grande sotto praticamente ogni aspetto. Il risultato è un gioco che mette il dungeon crawling al servizio di una bottega, trasformando ogni spedizione in una nuova occasione per fare soldi.
E, naturalmente, per perderli con una certa dignità. Chi ha passato tante ore sul primo capitolo si sentirà subito a casa e non perderà tempo prima di mettersi in viaggio a collezionare reliquie da rivendere. Ma quali novità ci aspettano? Ve le raccontiamo nella nostra recensione della versione PS5 di Moonlighter 2: The Endless Vault. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da 11 Bit Studios, è disponibile anche su Pc, Xbox Series X/S e Switch 2. Buona lettura.
UNA BOTTEGA LONTANA DA CASA
La storia riprende gli avvenimenti del primo capitolo e vede Will e gli abitanti di Rynoka costretti a ricominciare da capo nella nuova comunità di Tresna. Qui il protagonista dovrà rimettere in piedi la propria attività, affrontare nuove dimensioni e scoprire i segreti dell’Endless Vault, una misteriosa presenza che promette di esaudire un desiderio, a patto di superare tutte le sue prove. La componente narrativa rimane però soprattutto un accompagnamento alla progressione.
Anche perché Will funziona meglio come personaggio giocabile che come protagonista di una grande epopea. I diversi abitanti di Tresna, invece, contribuiscono a rendere il villaggio più vivo e sprizzano simpatia con le loro bizzarrie. È piacevole scoprire cosa nascondono, completare le loro richieste e utilizzare i servizi che mettono a disposizione, anche se difficilmente continuerete a giocare solo per sapere come andrà a finire la storia.
QUI SI DEVE LAVORARE PER SOPRAVVIVERE

La formula del primo capitolo rimane intatta anche in Moonlighter 2: The Endless Vault: si entra nei dungeon, si eliminano nemici, si raccolgono reliquie e si decide quanto convenga proseguire prima di tornare al negozio. Una volta rientrati il bottino viene sistemato, valutato e venduto, mentre il denaro permette di migliorare l’equipaggiamento, il negozio e Will stesso.
La differenza rispetto al passato è evidente soprattutto nella struttura delle spedizioni. I percorsi presentano bivi e ricompense differenti, permettendoci di scegliere se puntare su tesori, potenziamenti, combattimenti o altre opportunità. Ogni run diventa quindi una piccola partita tra rischio e ricompensa, dove la domanda non è soltanto cosa prendere, ma quanto possiamo permetterci di continuare il viaggio.

Ed è qui che entra in gioco lo zaino, una delle idee migliori dell’intero sequel. Le reliquie non sono semplicemente oggetti da impilare fino a riempire ogni spazio disponibile. La loro posizione può modificarne il valore e attivare effetti particolari, trasformando l’inventario in un vero puzzle economico. Sistemare correttamente il bottino può fare un’enorme differenza sul risultato della spedizione.
Sappiate che difficilmente resisterete alla tentazione di cercare la combinazione perfetta. Capire quanto spingersi avanti nel dungeon non sarà quindi solo una questione di abilità nel combattimento, ma richiederà anche un’attenta gestione del bottino e dello spazio a nostra disposizione. Naturalmente, con l’esperienza capiremo quale sia la scelta più saggia. E non sempre sarà il coraggio a prevalere…
WILL ORA È UN VERO COMBATTENTE

Il salto più evidente riguarda comunque il combattimento. Il passaggio alla visuale isometrica tridimensionale ha permesso a Digital Sun di rendere gli scontri più fisici, articolati e dinamici. Attacchi, schivate, abilità speciali e pistola devono essere utilizzati insieme per ottenere il massimo. In Moonlighter 2: The Endless Vault sono presenti quattro categorie principali di armi: spada corta, spadone, lancia e guanti.
Ognuna presenta caratteristiche e meccaniche specifiche. La spada corta punta sulla velocità e sull’equilibrio, lo spadone sulla potenza, la lancia sul controllo della distanza, mentre i guanti premiano gli attacchi rapidi e aggressivi. A queste si aggiunge la pistola, utile per colpire da lontano. Sono inoltre presenti diverse varianti delle armi, comprese quelle legate all’Endless Vault, che modificano ulteriormente abilità e stile di combattimento.

Particolarmente riuscita è la gestione delle munizioni dell’arma da fuoco, che vengono recuperate attraverso gli attacchi ravvicinati. Questo ci obbliga a cambiare continuamente approccio, evitando che il combattimento si riduca a sparare restando a distanza. A tutto ciò si aggiunge l’attacco con lo zaino, utile per scagliare via i nemici dopo averli storditi e sfruttare il posizionamento a nostro vantaggio.
I boss rappresentano naturalmente il momento in cui bisogna smettere di pensare al fatturato e iniziare a preoccuparsi della sopravvivenza. Alcuni scontri sono particolarmente impegnativi e richiedono di imparare pattern e tempi di attacco, mentre la progressione ci permette gradualmente di affrontarli con strumenti migliori. Non siamo davanti alla profondità di un Hades, ma il sistema funziona e soprattutto è molto più soddisfacente rispetto al primo episodio.
NON SOLO COMBATTENTE MA ANCHE COMMERCIANTE

La gestione della bottega continua a essere divertente, soprattutto quando si cerca il prezzo perfetto per una reliquia rara e si osserva la reazione dei clienti. Il problema è che, rispetto alla componente d’azione, il negozio sembra aver ricevuto un’evoluzione meno significativa. Potremo comunque migliorarlo e mettere in atto varie strategie per far fruttare di più la nostra attività.
La necessità di rifornire continuamente gli espositori e i limiti iniziali dello spazio rendono il commercio interessante, ma dopo parecchie ore la componente gestionale rischia di diventare più routine che strategia. È un peccato, perché proprio l’equilibrio fra negozio e dungeon era ciò che rendeva il primo Moonlighter così particolare.
UNA VETRINA RINNOVATA
Il passaggio alla grafica 3D isometrica cambia radicalmente il volto di Moonlighter 2: The Endless Vault, con ambientazioni più ampie, colorate e ricche di dettagli. I diversi biomi hanno ciascuno una propria identità visiva, mentre personaggi, creature ed effetti contribuiscono a creare un mondo dall’aspetto fiabesco e vivace. Le animazioni accompagnano con naturalezza il combattimento e l’esplorazione, dando maggiore dinamismo alle spedizioni di Will.
Anche il comparto sonoro sostiene efficacemente le due anime dell’avventura, alternando atmosfere più rilassate durante la gestione del negozio a brani più vivaci nelle fasi di esplorazione e combattimento. Gli effetti sonori rendono soddisfacenti i colpi delle armi, le abilità e le interazioni con l’ambiente, mentre le musiche contribuiscono a mantenere quel carattere leggero e fiabesco che contraddistingue l’intera produzione.

DA AVERE SENZA RISERVE
In Moonlighter 2: The Endless Vault i ragazzi di Digital Sun non reinventano la formula, ma ne espandono con intelligenza gli elementi più interessanti. Si combatte meglio, si esplora meglio e vengono offerte più possibilità di far crescere Will e la sua bottega, mentre lo zaino aggiunge una piacevole componente strategica che finisce per diventare quasi un gioco nel gioco. Qualche limite nella gestione del negozio, una certa ripetitività sul lungo periodo e una storia non memorabile impediscono al sequel di trasformare ogni sua idea in oro puro. Però, quando chiudete la bottega, equipaggiate Will e decidete di fare ancora una spedizione, il divertimento non manca.
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