Il genere degli strategici in tempo reale ha vissuto stagioni molto diverse nel corso degli anni. Da pilastro assoluto del panorama Pc a nicchia apparentemente destinata a restringersi sempre di più, l’RTS non è però mai scomparso davvero. Ha semplicemente atteso che nuovi studi tornassero a interrogarsi su come evolverne la formula senza snaturarne le fondamenta. ZeroSpace nasce proprio da questa ambizione, cercando di recuperare l’immediatezza e la profondità dei grandi classici del genere per inserirle all’interno di una struttura decisamente più moderna.
Sviluppato da Starlance Studios e Ironward, il titolo ci trascina nel settore Orion, teatro di un conflitto su scala galattica che coinvolge l’umanità e numerose fazioni aliene. Alla tradizionale costruzione dell’esercito e alla gestione delle battaglie in tempo reale si affiancano infatti elementi tipicamente ruolistici, una campagna fortemente narrativa, rapporti con l’equipaggio, decisioni capaci di influenzare gli eventi e una nave madre destinata a diventare il centro operativo della nostra avventura.
L’obiettivo, almeno sulla carta, è dunque piuttosto ambizioso: costruire un RTS che sappia soddisfare gli appassionati della strategia competitiva senza rinunciare a una componente narrativa più personale e articolata. Vediamo quale è la situazione in questa anteprima di ZeroSpace. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Gamersky Games, è disponibile in accesso anticipato solo su Pc, via Steam. Buona lettura.
UN SETTORE IN GUERRA PER UNA RISORSA RARA
L’ambientazione è quella di un lontano futuro spaziale in cui il settore di Orion è teatro di uno scontro che coinvolge umani e diverse fazioni aliene, tutti in competizione per il controllo del “flux”, una risorsa sempre più scarsa da cui dipende praticamente ogni tecnologia avanzata, compresi i viaggi interstellari. Il giocatore veste i panni del comandante di una forza militare umana, incaricata di difendere gli interessi della specie in un contesto dove la diplomazia sembra ormai una parentesi chiusa.
Non è una premessa rivoluzionaria, per carità: si tratta di un’opera spaziale abbastanza classica nei toni e nelle dinamiche, che non nasconde i propri debiti verso un certo immaginario fantascientifico già ampiamente battuto. Ma costituisce anche una premessa solida, pensata per reggere ore e ore di missioni, e questo, in un genere che spesso tratta la narrazione come un accessorio, è già un punto a favore.
UN GIOCO, TRE ANIME

La scelta più coraggiosa di ZeroSpace è probabilmente strutturale: invece di puntare tutto su un solo pubblico, il gioco prova a tenere insieme tre esperienze diverse sotto lo stesso tetto. C’è una campagna in singolo che flirta apertamente con l’RPG narrativo, con scelte di dialogo, missioni di fiducia verso i propri alleati e conseguenze che si propagano nella storia, in un impianto che richiama più i giochi di ruolo occidentali con forte impronta autoriale che il classico strategico da campagna lineare.
C’è poi il comparto competitivo vero e proprio, con quattro fazioni principali profondamente diverse tra loro per filosofia di gioco, affiancate da sei fazioni mercenarie che portano in dote unità aggiuntive (anche se nessuna struttura propria) da innestare sull’esercito principale, in teoria per garantire varietà tattica quasi infinita. E infine c’è la modalità più originale del pacchetto, ovvero una sorta di guerra galattica persistente in cui i giocatori si contendono pianeti attraverso missioni cooperative, in un impianto che deve più ai giochi a squadre orientati al PvE contemporaneo che alla tradizione degli strategici puri.
Non tutte e tre le anime sono ugualmente riuscite, va detto subito. La campagna, per quanto ambiziosa nell’impianto, si affida a una scrittura funzionale più che ispirata. Fa il suo lavoro, muove la trama, caratterizza a sufficienza i comprimari, ma raramente sorprende. È il classico compromesso di chi deve conciliare la scrittura di un gioco di ruolo con i ritmi serrati di uno strategico, e per ora il pendolo pende più verso la seconda esigenza.
IL CUORE PULSANTE: LA GUERRA GALATTICA

Se c’è un motivo per tenere d’occhio ZeroSpace, tuttavia, è proprio la sua modalità PvE competitiva. È qui che il gioco trova la propria identità più netta e riesce a generare quella sensazione di “ancora una partita” che è il vero banco di prova per qualsiasi titolo pensato per durare negli anni. Le missioni cooperative contro nemici controllati dall’IA, unite alla dimensione di una mappa galattica contesa da più alleanze di giocatori, creano un loop capace di intrattenere anche chi normalmente rifugge il PvP diretto.
È un peccato, semmai, che al momento i comandanti disponibili per affrontare questa modalità siano ancora pochi: la varietà tattica promessa fatica a materializzarsi appieno, e chi decide di investire molte ore rischia di sbattere presto contro un muro di ripetitività. Sul fronte del gameplay puro, la parte più convincente riguarda il modo in cui le unità guadagnano valore restando in vita. Più un’unità sopravvive agli scontri, più diventa efficace, arrivando a beneficiare persino di una forma di cura automatica riservata ai veterani di battaglia.

È un sistema semplice ma efficace, che aggiunge un livello di attaccamento al singolo drappello ben oltre la sua funzione statistica, e che ricompensa chi gioca con prudenza piuttosto che chi si limita a produrre unità in serie da gettare nella mischia. Accanto a questo, un sistema di progressione interno alla singola partita permette di sbloccare potenziamenti passivi e abilità di supporto strategico, aggiungendo un ulteriore strato decisionale sopra la classica gestione di risorse e produzione.
Gli eroi, dal canto loro, sono probabilmente la scelta di design più intelligente dell’intero pacchetto. Invece di trasformarsi in unità-mostro capaci di decidere da sole l’esito di uno scontro, come capita fin troppo spesso negli strategici contemporanei contaminati dal linguaggio dei MOBA, restano figure di supporto all’esercito. Una decisione che mantiene il baricentro del gioco sulla gestione macro e sulla strategia collettiva, ed è un rispetto delle radici del genere che non era affatto scontato.
LUCI MA ANCHE OMBRE

Non tutto, però, brilla allo stesso modo. In questa fase di accesso anticipato la principale criticità riguarda decisamente l’interfaccia utente. Poco leggibile, disordinata, capace di ostacolare la lettura delle informazioni proprio nei momenti in cui servirebbe più chiarezza. Anche la componente artistica, pur reduce da un lavoro di restyling affidato a professionisti con solide credenziali nel genere, non è ancora del tutto a fuoco.
Manca ancora quella personalità visiva capace di staccarsi definitivamente dal modello a cui chiaramente la produzione si ispira, quello di StarCraft, che aleggia su ZeroSpace come un’ombra tanto ingombrante quanto inevitabile. Anche il comparto sonoro convince a sprazzi: buono nella caratterizzazione degli ambienti, meno incisivo quando si tratta di sostenere l’adrenalina degli scontri.

Tra le fazioni disponibili, il livello di rifinitura non è uniforme: alcune mostrano un’identità già ben distinguibile dalle ispirazioni più dirette, altre risultano ancora acerbe o percepite come troppo simili a modelli già visti altrove nel genere. C’è poi la sensazione che gli sviluppatori stiano disperdendo energie su troppi fronti contemporaneamente, invece di concentrare le risorse sul cuore pulsante del progetto.
A questo si aggiunge una scelta discutibile sul piano dell’immagine pubblica. Affidare la leadership delle fazioni della guerra galattica a personalità dello streaming invece che lasciare che sia la community stessa a conquistarsi quel ruolo sul campo. Una decisione che stona con lo spirito “artigianale” e appassionato che il resto di ZeroSpace trasmette.

PROMETTENTE
ZeroSpace, in definitiva, è ancora un cantiere, e lo sa bene chi lo sta costruendo: mancano rifiniture, equilibrio, e soprattutto tempo per dimostrare che tutte le sue anime possono convivere senza logorarsi a vicenda. Ma è anche, senza ombra di dubbio, il progetto più sincero e meglio calibrato visto di recente tra i tentativi di far rivivere lo strategico in tempo reale. Un progetto fatto da persone che il genere lo conoscono e lo amano, e non da chi prova a inseguirne il successo commerciale senza comprenderne davvero le fondamenta. Starlance Studios e Ironward si giocheranno la partita nei prossimi mesi di accesso anticipato, patch dopo patch. Vedremo come andrà a finire.