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It Reaches, vivere la paura in primo piano, recensione

Un bodycam horror sporco e claustrofobico, dove il terrore non si limita a inseguire: ascolta, aspetta e arriva

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Negli ultimi anni il genere horror ha cercato nuove strade per spaventare i giocatori, spesso affidandosi a visuali particolari o a espedienti capaci di aumentare il coinvolgimento. Con It Reaches, il team di Emberflight Games prova a distinguersi dalla massa attraverso una visuale bodycam che trasforma ogni passo in un momento di tensione. L’obiettivo è chiaro fin dal primo minuto: immergerci in un incubo realistico dove il pericolo può emergere da qualsiasi angolo.

L’idea funziona fin da subito. Le ambientazioni cupe, il forte utilizzo dell’audio e una regia che sfrutta intelligentemente la telecamera indossata dal protagonista riescono a costruire un’atmosfera credibile e opprimente. Non siamo di fronte a una produzione dal budget elevato, ma il lavoro svolto sul piano dell’immersione riesce spesso a compensare i limiti tipici di un progetto indipendente. Addentriamoci dunque in questa recensione della versione PS5 di It Reaches. Ricordiamo che il gioco, pubblicato (su console) da Perpetual, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.

TRA OSPEDALI ABBANDONATI E PRESENZE INQUIETANTI

La storia di It Reaches ci trascina all’interno di una struttura abbandonata dove qualcosa di terrificante si nasconde nell’oscurità. La narrazione non punta tanto sulla quantità di eventi quanto sulla costruzione di una costante sensazione di disagio. Documenti, indizi ambientali e dettagli disseminati lungo il percorso contribuiscono a creare un contesto misterioso che ci spinge ad avanzare nonostante la paura.

L’ambientazione rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza della produzione. Corridoi decadenti, stanze dimenticate e aree sotterranee diventano il teatro perfetto per un horror che vuole fare leva sulla tensione psicologica. Purtroppo la sceneggiatura non riesce sempre a mantenere le promesse iniziali, e il finale lascia la sensazione che alcune idee avrebbero meritato maggiore sviluppo. La conclusione appare infatti più frettolosa rispetto alla qualità dell’atmosfera costruita durante le ore precedenti.

SCAPPARE E TRATTENERE IL FIATO PER NON MORIRE

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In It Reaches troviamo una struttura di gioco che alterna esplorazione, stealth, enigmi e combattimenti. Le prime fasi dell’avventura puntano soprattutto sulla vulnerabilità del protagonista, costringendoci a osservare l’ambiente con attenzione e a evitare i pericoli piuttosto che affrontarli direttamente. Questa scelta contribuisce a creare una sensazione di impotenza e una pressione per la sopravvivenza che si fa sentire.

Una delle meccaniche più interessanti riguarda la possibilità di trattenere il respiro durante le situazioni più critiche. Si tratta di una soluzione semplice ma capace di aumentare notevolmente la tensione. Quando il nemico si avvicina e ogni movimento può tradirci, dovremo infatti trattenere il respiro. Ma quanta autonomia abbiamo? È in queste fasi che il gioco riesce a generare momenti di autentica ansia che rappresentano alcune delle sequenze migliori dell’intera esperienza.

A VOLTE ANCHE I DEBOLI POSSONO COMBATTERE

Con il passare delle ore il gameplay si amplia grazie all’introduzione delle armi da fuoco. Questa scelta modifica sensibilmente il ritmo dell’avventura e aggiunge una componente più orientata al combattimento survival. Non siamo davanti a uno sparatutto vero e proprio, ma la possibilità di difenderci contribuisce a variare le situazioni proposte e a evitare che l’esperienza rimanga confinata alle sole fasi stealth. È presente anche un sistema di potenziamento che permette di migliorare l’equipaggiamento utilizzando le risorse raccolte durante l’esplorazione. Non si tratta di una meccanica particolarmente profonda, ma riesce comunque a fornire un minimo senso di progressione.

Gli enigmi ambientali, pur non brillando per originalità, spezzano efficacemente il ritmo e aiutano a mantenere viva la curiosità del giocatore. Il problema principale emerge nella seconda metà dell’avventura. Alcune situazioni tendono a ripetersi di frequente e determinate idee vengono sfruttate meno di quanto avremmo desiderato. Il gioco nel complesso intrattiene con successo, ma si percepisce la mancanza di una maggiore varietà sia nelle sfide sia nello sviluppo delle meccaniche introdotte. La durata relativamente contenuta, compresa tra le quattro e le cinque ore, evita comunque che la ripetitività diventi un fattore troppo pesante.

I FANTASMI NASCOSTI SOTTO AL LETTO

Dal punto di vista audiovisivo troviamo probabilmente gli aspetti più convincenti dell’intera produzione. La visuale bodycam non rappresenta soltanto una scelta estetica, ma diventa parte integrante dell’identità del gioco. Il movimento della telecamera, la limitazione della visuale e il modo in cui vengono inquadrati gli ambienti contribuiscono a mantenere costante la sensazione di vulnerabilità.

Anche graficamente il titolo si difende bene considerando le dimensioni del progetto. Alcuni ambienti risultano particolarmente suggestivi, anche se texture e modelli non sempre raggiungono livelli elevati. L’impatto complessivo rimane comunque positivo grazie alla direzione artistica e all’ottimo utilizzo delle luci. Il comparto audio poi svolge un ruolo altrettanto importante.

Rumori improvvisi, passi lontani e suoni ambientali vengono utilizzati con grande efficacia per alimentare la tensione. In più occasioni ci siamo ritrovati a procedere lentamente, più spaventati da ciò che sentivamo che da ciò che vedevamo sullo schermo. Pur possedendo numerosi elementi interessanti, It Reaches tuttavia non riesce sempre a trasformare le proprie intuizioni in risultati altrettanto convincenti.

Alcune sezioni appaiono poco rifinite e il comparto tecnico mostra più di una sbavatura durante l’esplorazione. Diversi cali di framerate e qualche incertezza generale finiscono infatti per compromettere parzialmente l’immersione. Nulla di catastrofico, ma son cose che si percepiscono.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

It Reaches è un horror indipendente che riesce a distinguersi grazie a una convincente visuale bodycam e a un’atmosfera costantemente opprimente. Le meccaniche stealth, il sistema di combattimento e l’ottimo sound design costruiscono un’esperienza coinvolgente che sa regalare momenti di autentica tensione.

Allo stesso tempo, problemi tecnici, una certa ripetitività nelle fasi avanzate e una conclusione meno incisiva del previsto impediscono all’opera di Emberflight Games di compiere il salto di qualità definitivo. Rimane comunque una proposta interessante per gli appassionati del genere horror, soprattutto per chi cerca un’esperienza breve ma incisiva.

Pregi

Atmosfera inquietante e sempre carica di tensione. Visuale dalla bodycam originale e utile a creare le sensazioni di paura. Ottimo comparto audio.

Difetti

Ripetitività di alcune situazioni troppo presto e grafica, alcune volte, non all'altezza. Non molto incisivo sul fronte narrativo.

Voto

7

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