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Gecko Gods, un geco per passione, recensione

Armonia e amore per lo sviluppo si vestono con la pelle di un geco, protagonista di un'avventura che saprà rimanervi tanto nella testa quanto nel cuore

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Il geco è un animale che in molte culture viene ritenuto sacro. Dagli antichi egizi alle civiltà moderne, questo minuscolo rettile rappresenta spesso un simbolo di vita e immortalità, ma anche di fine e nuovo inizio. Le leggende lo precedono e questo, in termini videoludici, può offrire parecchio materiale su cui lavorare. Ed è qui che nasce Gecko Gods.

Dietro questo incredibile indie c’è Louis Waloschek, fondatore dello studio indipendente Inresin che dalla sua base ad Oxford, in Inghilterra, ha dato vita col supporto di alcuni colleghi a qualcosa di unico nel suo genere. Se siete amanti di  rompicapo e allo stesso tempo anche desiderosi di avventure ed esplorazioni, allora siete nel posto giusto.

Seguiteci allora in questa recensione della versione Pc di Gecko Gods. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Gamersky Games e Super Rare Originals, è disponibile anche su PS4, PS5 e Switch. Buona lettura.

C’ERA UNA VOLTA UN RETTILE…

La giornata tipo di un geco qualunque è più o meno tranquilla. Scaldarsi al sole, nidificare e trovare cibo: almeno per gli esemplari normali. Un piccolo eletto si troverà invece a inseguire una farfalla fin oltre i confini del proprio territorio, arrivando a trovarsi in una situazione poco fortuita. Forse un segno del destino, o forse è il futuro che lo chiama… Proprio mentre stava per acciuffare la farfalla qualcosa va storto e il nostro squamoso amico si ritroverà in mare aperto.

Grazie a un ramo tuttavia riuscirà a rimanere a galla, spinto dal vento e dalle onde chissà dove… Ed è qui che entraremo in gioco noi, una volta arrivati sulle sponde di una misteriosa e tribaleggiante isola. Le divinità Geco sono nell’aria, le enormi statue ne incarnano la presenza con una certa maestosità, parlandoci direttamente. Le divinità a nostra immagine e somiglianza (del geco) devono essere risvegliate e noi saremo l’araldo incaricato dal destino per tale compito. Benvenuti in Gecko Gods.

Geco-man

Si apriranno di fronte a noi località dimenticate da tempo, in cui i soli resti di un’antica civiltà (una versione maya ma a tema gechi) popoleranno le vallate delle diverse isole di questo piccolo arcipelago. Da un primo grande tempio inizieremo a familiarizzare con l’essere un animale di cui non avevamo ancora vestito la pelle. Quattro sfide iniziali ci attenderanno per dimostrare di essere i prescelti, superate le quali potremo iniziare a prendere il largo via mare.

In Gecko Gods avremo così modo di esplorare con totale libertà ogni isola raggiungibile dalla nostra piccola imbarcazione. L’esplorazione, oltre che divertente, si rivelerà anche utile, in un disegno di gameplay più ampio che scoprirete giocando. Il tutto tra segreti, reliquie nascoste, piccoli insetti da collezionare (mangiandoli) e valuta da raccogliere per personalizzare la nostra pelle.

TRANQUILLO, POI MI RICRESCE…

“Are you shining just for me?” Cit.

Come già accennato poco fa, Gecko Gods è un titolo basato sull’esplorazione e sulla risoluzione di enigmi. Se dovessimo ridurre tutto a una sola parola, siamo certi che questa sarebbe “stimolante”. La semplice meccanica di essere un geco e poter camminare su qualunque superfice basta da sola a rendere il tutto davvero originale. Per cui anche i puzzle che vengono coinvolti in questa meccanica sono risultati appaganti.

Inizialmente le risoluzioni saranno intuitive e scorrevoli, senza mai farci percepire un senso di banalità. Spesso dovremo “inseguire” i cavi che collegheranno gli strumenti utili alla risoluzione degli enigmi, altre volte dovremo essere più curiosi… Nonostante la vastità di certe zone non ci siamo mai sentiti smarriti o frustrati, e la nostra voglia di esplorare non è stata mai intaccata. Merito sicuramente della cura dedicata anche alle zone meno in vista.

Nuotatina?

Nelle vesti del geco di Gecko Gods prenderemo presto confidenza. I comandi sono semplici: correre, scattare, saltare, interagire e anche uno per fare buffi versi. L’adesione alle superfici sarà automatica e senza alcun costo di energia, per cui sarà sempre divertente e piacevole potersi muovere, esplorare e lanciarsi in salti a zampe tese, pronti a spiattellarci sulla prossima parete.

Occasionalmente potremo anche dover affrontare piccole creature aggressive a suon di spintoni, ma il vero fulcro dell’esperienza sarà il divertimento esplorativo e risolutivo. Ogni isola poi avrà una propria fauna di insetti da mangiare e completare, così come le reliquie. Con la valuta raccolta rompendo i vasi invece potremo acquistare nuove texture per la nostra pelle, con varianti di colore e striature.

TOMB RAIDER E INDIANA JONES, MA A SANGUE FREDDO

Blu ci piace

A esserci piaciuta in particolare e per l’intero gioco è stata la vivacità e la simpatia nel moveset del nostro colorato amico. Piu di una volta ci siamo attorcigliati su noi stessi per il solo gusto di farlo, ma ci siamo anche mossi a scatti o abbiamo corso su superfici sconnesse solo per vederne la reazione. La schiena inarcata del geco quando aderisce a superfici non piane è uno di quei dettagli che ci ha fatto capire quanto amore è stato infuso in Gecko Gods.

Mentiremmo se ammettessimo di non aver pensato più di una volta a come potremmo fare d’ora in avanti su altri titoli, a non poter strisciare su tutte le pareti come in questo caso. Tanta era la comodità nel poter raggiungere ogni luogo a vista d’occhio che non vorremmo più farne a meno. Per cui sul fronte del gameplay la sfida è stata vinta con un’idea semplice e finalmente ben sfruttata. Gravity Rush e un dimenticato Inversion ci hanno provato…

Verticale

Infatti per quanto non richiedano complessi ragionamenti, i puzzle di Gecko Gods sono risultati comunque stimolanti, soprattutto quelli verticali. Le idee sono chiare, e quello che il titolo offre è appagante anche nel suo piccolo. La parabola di difficoltà andrà verso l’alto da metà titolo in poi, concentrandosi in particolare verso la fine del titolo, regalandoci una sezione finale intensa ed emozionante e che ci ha ripagato di tutta l’attesa…

Questo ovviamente dipenderà da quale isola avrete esplorato per prima, ma ogni zona offrirà comunque enigmi differenti anche senza troppi stravolgimenti. Fra tutti i puzzle solo “Cortocircuito” ci ha fatto impazzire nel cercare di uscire da dove eravamo entrati, quando semplicemente non avevamo visto l’uscita in alto… Come regola di base l’osservazione costante a 360° sarà sempre raccomandata.

UN VIAGGIO DI ARMONIA E GUARIGIONE

Appagante

Come non parlare del lato artistico e sonoro di Gecko Gods? Il comparto sonoro offre molti piccoli dettagli decisamente graditi, che sia lo zampettio su varie superfici, i movimenti rocciosi dei meccanismi, ma anche il fruscio di piccole piante se attraversate. Il “jingle” di completamento enigma è quasi una regola, e anche qui non mancherà. Incredibile come così poco possa alimentare tanto un senso di completamento di sfide che raramente richiederanno uno sforzo mentale.

A contribuire alla pace dei sensi ci penseranno anche delle splendide composizioni sonore, diverse per ogni ambiente e collegata fra un brano e l’altro con sapienti trucchetti del mestiere. Vere e proprie melodie armoniose da cui ascoltare voci candide intonare piccoli assoli, così come ascoltare il ritmo di strumenti musicali tribali riconoscibili ai più esperti del settore. Come si può non riconoscere l’amore dedicato in tutto ciò?

Uno dei pochi momenti leggermente più impegnativi

Riguardo lo stile grafico di Gecko Gods invece abbiamo una morbida cel-shading dai toni pastello con texture opache, con sezioni più o meno dettagliate che tuttavia saranno sempre gradevoli. Giusto qualche piccola distrazione ambientale potrà essere scovata, ma parliamo di qualcosa che dovrete cercare con il lanternino… L’atmosfera sarà chiara nelle zone verdeggianti e più afosa nell’isola deserta, per fare un esempio. Un’esperienza generale che “sentirete” in ogni caso…

Se per certi versi impareremo da soli alcune dinamiche, altre invece potrebbero essere più trasparenti. Le leve da afferrare ad esempio si sposteranno lateralmente e a volte verticalmente. La leva-timone della barca invece andrà solo a destra e sinistra, rendendo poco chiare certe manovre. Almeno finchè non scoprirete che l’accelerazione non sarà automatica ma dipendente alla levetta del pad. Aggiungere alla leva-timone la possibilità di essere tirata o retratta aiuterebbe a livello visivo in tal senso.

E QUESTI LI CHIAMI DIFETTI?…

Gira, gira…

Abbiamo completato Gecko Gods senza incappare in nessun reale problema; segnaliamo giusto delle trascurabili sviste di programmazione. Alcuni dialoghi con i totem antichi avevano qualche errore di traduzione ad esempio.

Le finestre di dialogo con gli uccelli invece, alla pressione del tasto per saltare, alcune volte hanno skippato l’intero dialogo, invece di saltare l’animazione della battitura del testo. La telecamera in terza persona invece si tiene a una distanza modesta, giusta a nostro parere, ma passando spesso per anfratti anche minuscoli potrà capitare di vederla saltare a distanza ravvicinata.

Il geco in ogni caso diventerà “invisibile” come da classico in situazioni simili, per cui sarà solo questione di abitudine. Non lo consideriamo un vero difetto e non c’è motivo di “cercarne” altri dove chiaramente non ci sono.

Per il resto il titolo si presente fluido tecnicamente e reattivo nei controlli, divertente e stimolante, anche nella sua semplicità. Il mondo di gioco si esplora liberamente e l’esperienza rimane comunque rilassante e rilassata, anche nei suoi momenti più impegnativi. Il resto è in mano al giocatore, che potrà dedicarsi nell’apprezzare un’avventura che una volta avviata e fino alla fine, sarà difficile da mettere da parte.

Una corsa in mare

DA AVERE ASSOLUTAMENTE

Chi ha detto che un puzzle game esplorativo deve per forza farti spremere le meningi? Gecko Gods non ha bisogno di essere impegnativo per offrire un’avventura armoniosa, fluida e intuitiva, riuscendo anche ad appagare nella sua semplicità, tenendoci incollati fino alla fine. Proprio come il nostro amico su ogni superficie del gioco. Meccanica questa che oltre a spingere su una creatività originale, riesce anche a integrarsi in modo soddisfacente con tanti enigmi sorprendentemente scorrevoli e sempre più intriganti.

Il team di Inresin ha creato un piccolo gioiello ricolmo d’amore e passione per i dettagli, e solo per questo andrebbe giocato. Contornano questo quadro di morbido cel-shading una colonna sonora incantevole e un senso di esplorazione mai blando e sempre divertente. Una durata non eccessiva per una piccola avventura da apprezzare e godere nella sua genuicità, con solo qualche innocente distrazione ai margini. Adatto a chiunque e in grado di rasserenare, tranquillizzare e divertire, oltre che appagare come fossimo degli spensierati Indiana Jones senza i problemi della vita sulle spalle. Da avere.

Pregi

L'idea di base e le sue meccaniche collegate sono tanto semplici quanto originali. Isole ed enigmi approcciabili con totale libertà, scorrevoli e stimolanti. Esplorazione sempre divertente nella pelle di un simpatico geco, con una cura anche nei luoghi meno in vista. La colonna sonora è armonia pura.

Difetti

Qualche innocente distrazione nel world building da trovare con il lanternino. Qualche sporadico errore di traduzione e qualche linea di dialogo che, se saltata, viene skippata invece di completare l'animazione di battitura.

Voto

9

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