NBA The Run prova a riportare in vita lo spirito del basket da strada in chiave arcade, con partite 3v3 veloci, un’impostazione immediata e un approccio molto meno simulativo rispetto ai colossi del genere come NBA 2K. L’idea sulla carta è chiara: meno fronzoli, più azione. Ma il risultato, pad alla mano, non sempre riesce a centrare l’obiettivo.
Seguiteci allora in questa recensione della versione PS5 di NBA The Run. Ricordiamo che il gioco, sviluppato e pubblicato da Play by Play Studios, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.
NIENTE TUTORIAL, SUBITO AL SODO
NBA The Run si presenta come un’esperienza street immediata, dove le partite sono rapide e l’azione è continua. L’obiettivo è quello di ricreare il classico playground: pochi giocatori, ritmo alto e tanta spettacolarità. Una scelta precisa che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rendere il titolo accessibile anche a chi non è esperto di basket virtuale. Tuttavia uno dei problemi più evidenti di NBA The Run è la totale assenza di un tutorial o di una modalità introduttiva.
Il titolo infatti ti lancia direttamente in campo, senza spiegare davvero meccaniche, tempistiche o sistemi di gioco. Il risultato è che le prime partite diventano più un tentativo di sopravvivenza che un vero approccio all’apprendimento. Un’impostazione che potrà anche essere coerente con la filosofia “impara giocando”, ma che nella fattispecie rischia di risultare semplicemente frustrante.
GAMEPLAY ARCADE, SÌ, MA POCO RIFINITO

L’esperienza è chiaramente di stampo arcade, ma i comandi e le meccaniche non sempre sembrano all’altezza della semplicità che il gioco vorrebbe proporre. Molte situazioni in campo risultano poco leggibili o poco credibili: sottrazioni e blocchi di palla avvengono spesso in maniera discutibile, con dinamiche che si allontanano persino dall’esagerazione tipica dell’arcade per sfociare in qualcosa di poco coerente. Se da un lato è comprensibile la volontà di distaccarsi dalla simulazione propria di NBA 2K, dall’altro il rischio è quello di perdere completamente la sensazione di controllo e di “giustizia” nelle azioni.
Il ritmo veloce può anche funzionare nelle prime ore, ma la mancanza di modalità più strutturate arriva a farsi sentire presto. Non esiste una vera modalità giocatore singolo, né un’area di allenamento o una sorta di “palestra” dove imparare mosse e meccaniche. L’idea sembra essere quella di imparare direttamente sul campo, ma questo approccio finisce per creare partite iniziali caotiche, dove spesso si rischia di compromettere l’esperienza, tanto propria quanto altrui.
STILE CARTOONESCO NON SEMPRE CENTRATO

Dal punto di vista estetico, NBA The Run adotta uno stile leggermente cartoonesco/fumettoso. Una scelta che, sulla carta, potrebbe anche funzionare bene per un titolo arcade. Tuttavia il risultato finale non convince pienamente: le animazioni e l’impatto visivo generale non raggiungono livelli particolarmente elevati.
Anzi, nel complesso finiscono per risultare piuttosto anonimi, soprattutto se confrontati con produzioni sportive più curate come lo stesso NBA 2K. Il comparto sono invece funziona sia per quanto riguarda le partite che nei menU, dandoti quella sensazione corretta di “street”.

POTREBBE DARE SODDISFAZIONI
NBA The Run è un progetto che parte da un’idea interessante: portare il basket di strada in una forma più immediata e accessibile. Tuttavia tra mancanza di tutorial, meccaniche non sempre solide e una profondità limitata, il risultato finale proposto dall’opera di Play by Play Studios appare acerbo. L’anima arcade c’è, ma non sempre riesce a trasformarsi in un’esperienza davvero convincente o soddisfacente sul lungo periodo. Rimane un titolo che potrebbe trovare il suo pubblico, ma che al momento lascia più dubbi che entusiasmo.
Pregi
Gameplay veloce e divertente, soprattutto in compagnia di amici.
Difetti
Assenza di tutorial e modalità single player. Fisica da rivedere.
Voto
6