Quante volte vi sarà capitato di vedere un film e aver inveito contro i protagonisti per le loro discutibili scelte? Stavolta invece potrete riscattarvi con Hacked: The Streamer. In esso infatti sarà possibile vivere in “quarta persona” le vicende di una giovane streamer in una situazione di pericolo che, online, non è così scontata. Proprio come in un gioco investigativo saremo noi a prendere le decisioni al posto della streamer, vivendone le conseguenze di trama, positive o negative.
Una piccola software house turca, Button Interactive, in collaborazione con NAISU ha dunque realizzato questo videogioco FMV (Full Motion Video). Sarà una perla nascosta o un ingenuo fallimento? Scopriamolo in questa recensione della versione Pc di Hacked: The Streamer. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da GameDev.ist e Gamersky Games arriverà anche su console entro l’anno. Buona lettura.
QUESTO “FILM” DIPENDE DA ME
Per questioni di mero contenuto ci limiteremo il più possibile sul raccontarvi ciò che riguarda la trama di Hacked: The Streamer, sia per non rovinarvi l’esperienza ma anche perché parliamo di un film interattivo, per l’appunto. Come accennato poco fa, saremo noi a controllare le decisioni della streamer in carne e ossa protagonista del gioco, PinkyPie, in una situazione che potrebbe capitare a chiunque… Durante una delle sue live infatti, la ragazza si troverà minacciata da un ignoto che la metterà in una situazione delicata di fronte al suo pubblico in streaming.
Una versione ammorbidita e per tutti di quello che si può definire revenge porn, con i contenuti privati della giovane che rischiano di venir condivisi pubblicamente con il mondo. Saremo noi a decidere come Pinkypie dovrà reagire, cosa dovrà dire e in quali discorsi infilarsi, al fine di scoprire indizi utili per scoprire l’identità del molestatore. Riusciremo a salvare la giornata alla simpatica attrice che si farà guidare dalle nostre decisioni?

Le interazioni offerte da Hacked: The Streamer saranno piuttosto limitate, con solo una sezione in cui la formula varierà dalle scelte narrative che appariranno a schermo. Le scelte appariranno su schermo senza interrompere la “recita”, fra momenti di silenzio e attimi per pensare, che ci daranno pochi secondi per scegliere.
Gli indizi ottenuti andranno infine a popolare un diario in cui poter analizzare con calma le frasi ascoltate e i pensieri della protagonista sui sospettati. Giusto un momento in POV ci farà scegliere alcuni oggetti sulla scrivania per riviverne i ricordi, anche in questo caso in modo abbastanza guidato. Per il resto dovremo concentrarci solo sul seguire la storia e scegliere le risposte, senza nessun altro input, se non quelli nelle scene iniziali che poi non si ripeteranno più.
COME AGIRESTI SE CAPITASSE A TE?

Hacked: The Streamer tratterà argomenti molto attuali, in una realtà comune per tantissimi streamers dei giorni nostri. Purtroppo i temi toccati sembrano accennare solo di facciata una questione molto pericolosa, cioè quella riguardo la sicurezza in rete e la salute mentale. A nostro parere quindi il potenziale latente del gioco in termini di tematiche non è stato espresso pienamente.
La vita della streamer è solo vagamente accennata dalla presenza di uno sponsor, e vedremo solo uno dei lati di cosa significa, essere uno streamer. Molti dei contenuti si concentreranno sul capitolo centrale, composto quasi interamente da scambio di messaggistica, andando a scemare leggermente l’entusiasmo iniziale, salvo poi riprendersi verso la fine.

L’ansia e la sensazione nel sentirsi violati e impotenti viene gestita con dei “momenti di panico” in cui ci concentreremo sugli oggetti sulla scrivania e i loro ricordi. Le possibilità di empatizzare con la protagonista saranno relativamente poche, e per quanto l’impegno nella recitazione si noti non sempre ci colpirà come potrebbe, rimanendo spesso marginale.
Magari qualche momento in cui riflettere sulle emozioni provate o sul gestire il panico in modo diverso avrebbero reso maggiormente sul lato della connessione con l’attrice. Dopotutto parliamo di un tema per cui, spesso e tragicamente, le persone arrivano anche a togliersi la vita. Hacked: The Streamer tuttavia offrirà una trama più leggera, anche nei suoi momenti critici.
REGISTA SPERIMENTALE

Hacked: The Streamer ci proporrà prima di iniziare la scelta tra due difficoltà: modalità storia e modalità detective. Nella prima dovremo preoccuparci meno dei dettagli, mentre nella seconda gli indizi raccolti saranno fondamentali per non accusare la persona sbagliata. Alla nostra prima run non siamo mai andati incontro a game over (possibile facendo la scelta sbagliata), e siamo riusciti a scoprire il colpevole con una certa sicurezza personale.
Una certa dose di buonsenso e consapevolezza nella razza umana vi aiuterà nelle indagini, questo è certo. Abbastanza inaspettata sarà la scelta fino alla fine, con buoni risvolti di trama e indizi forniti che manterranno l’incertezza sotto diversi punti di vista, senza mai dare nulla per scontato. Su questo fronte il gioco potrà effettivamente intrattenerci, anche nel caso non fossimo avvezzi al genere.

In questo caso più che di comparto visivo dovremmo parlare di doti attoriali e qualità video. E nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti del “taglio” amatoriale che Hacked: The Streamer mostrerà durante tutta la storia. Gli attori, le loro voci e le loro espressioni, per quanto non ai livelli di “normali” film, riusciranno comunque a comunicarci ciò che serve per farci un idea su di loro.
Tolta giusto qualche linea di dialogo non tradotta e qualche errore di traduzione sporadico, il tutto è filato liscio. Sarà inoltre possibile ripetere le scelte finali, ma per cambiare strada in generale dovremo ricominciare dall’inizio. Peccato infine per le varie conclusioni che, anche nel finale positivo, interromperanno tutto in modo piuttosto sbrigativo. Ciò annullerà inevitabilmente e quantomeno in parte il legame costruito nelle poche ore con la streamer, che avrebbe sicuramente meritato un epilogo più curato.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI
Non si può certo negare il coraggio nel voler proporre qualcosa “mettendoci la faccia”, e senza farsi sostituire da modelli digitali. Fondere cinema e videogioco per raccontare una storia a bivi narrativi dati in mano al giocatore (ciò che fa un FMV, in sostanza) può dare molte soddisfazioni, ma può anche portare con sé svariate difficoltà. In questo caso Hacked: The Streamer tratterà diverse tematiche importanti, seppur in modo abbastanza marginale, per concentrarsi invece sulla “detective story” con un focus sul chatting. Molti aspetti legati alla vita della streamer, del suo lavoro e il lato psicologico dietro il tema trattato, presentano un potenziale latente non sfruttato a dovere, così come le interazioni presto abbandonate. Tuttavia la creazione di Button Interactive resta in ogni caso una piacevole alternativa con una buona stratificazione, a cui dare più di una possibilità.
Pregi
Un FMV di piacevole qualità che si lascia apprezzare nella sua semplicità. Attori e attrici su schermo riescono a comunicare quanto basta per aiutarci a definire un profilo psicologico dei sospettati, prima ancora degli indizi raccolti. Piccole buone idee interattive anche se vengono abbandonate presto. Le scelte narrative a tempo sono ben integrate e senza interruzioni forzate.
Difetti
Stratificazione delle scelte buona, ma in un "corridoio" abbastanza pilotato che offre poche reali variabili interessanti per giustificare una seconda run. Tutti i finali, anche quello positivo, interrompono il legame "visivo" intrapreso con la streamer e le nostre scelte in modo brusco, lasciando un certo vuoto generale. Qualche sporadica linea di testo da correggere. La parte centrale della storia risulta deboluccia rispetto al resto.
Voto
7