Restore Your Island, l’isola più sporca del mondo, recensione
Un’esperienza leggera e tutto sommato piacevole, costruita intorno al fascino semplice della ricostruzione
Visto che l’estate si avvicina, abbiamo pensato di avvicinarci con curiosità a Restore Your Island. Un titolo dove ci ritroveremo a dover ripulire una piccola isola tropicale intasata da rifiuti di vario genere. Parliamo di una produzione indipendente realizzata da Paiband Game Studio, studio autonomo al loro debutto nel mercatio videoludico.
Le promesse espresse insieme al titolo, leggibili dal sito dello sviluppatore e dalla pagina sullo store di Valve, indicano un simulatore di pulizia rilassante e appagante. Volete scoprire insieme a noi se è stato veramente così? Allora rimboccatevi le maniche e scopritelo con la nostra recensione di Restore Your Island. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Gamersky Games, è disponibile solo su Pc, via Steam. Buona lettura.
UNA MANO LAVA L’ALTRA… GIUSTO?
Tutto ha inizio in una squallida periferia di città dove il nostro protagonista, nulla di più che un barbone intento a fare le elemosina, riceve una visita inaspettata. Un misterioso signore in giacca e cravatta ci “rapisce” in quanto abbiamo ereditato un’isola e ora è nostro compito prendercene cura. Un colpo di fortuna che capita una volta nella vita giusto?
Ed è così che ci ritroveremo in un piccolo spiazzo di sabbia tropicale in mezzo al nulla, circondati da un mare inquinato che finora ha spinto sulle rive dell’isola ogni tipo di spazzatura. Anche al nostro protagonista l’idea, nonostante il mare di rifiuti, non sembrerà dispiacere l’idea. La breve introduzione ci ha però lasciato un po’ perplessi, in quanto ricordava quella di svariati titoli generici per smartphone, ma proviamo ad andare oltre. Eccoci nel piccolo mondo di Restore Your Island.
Il primo animale ad accoglierci o, almeno, che saremo noi a trovare sarà proprio il primo amico dell’uomo. Potremo quindi scegliere una fra tante razze canine di nostro gradimento. Pitbull, pastore tedesco, golden retriever, husky, dalmata e altri. Una volta dato un nome al nostro compagno, questo ci seguirà ogni tanto, vorrà delle carezze e a volte troverà per noi anche degli oggetti di valore. Potremo anche coinvolgerlo in minigiochi di abilità e naturalmente vederlo espletare bisogni in giro per la mappa.
Nulla di particolamente memorabile purtroppo, con interazioni molto limitate e non proprio “sentite” negli approcci mouse/azioni in-game. Restore Your Island tuttavia avrà anche diversi altri abitanti naturali da soccorrere, che troveremo senza troppa difficoltà. Tartarughe, un leone marino, un gabbiano, un tucano e un polipo, tutti da liberare una volta, prima di vederli andar via (o rimanere dove sono, in alcuni casi).
C’ERA UNA VOLTA IN INDIA…
L’isola di Restore Your Island apparirà inizialmente nel caos, e i nostri strumenti iniziali consisteranno in dei bidoni e in un raccoglitore telescopico. Pezzo dopo pezzo, area dopo area, ripuliremo le qiuattro zone in cui si suddivide l’isola. Ogni bidone rivenduto agli ormeggi dove si troveranno le imbarcazioni ci frutterà denaro con cui potenziare il nostro equipaggiamento.
Dal bastone raccoglitore a una sorta di magnete per spazzatura, fino ad un potente aspiratore. Sarà anche presente un setaccio per sabbia con il quale raccogliere rifiuti e al contempo scoprire anche piccoli tesori da rivendere. Potenziando l’attrezzatura questa migliorerà, ma avremo anche da gestire l’energia, lo spazio in borsa per il cibo raccolto e il fertilizzante, che il gioco non ci dirà esplicitamente come usare. Spoiler: dovrete versarlo sopra gli alberi per farli rinascere…
Sarà inoltre possibile migliorare la velocità di movimento e la sopracitata energia in Restore Your Island, che a nostro parere è stata una spina nel fianco per tutta l’avventura. Una cosa che non ci ha proprio aiutato a rilassarci: anzi, ci ha disturbato nello svolgimento delle nostre mansioni. Comprendiamo il voler rendere il processo più “umano”, ma in questo caso si dovrebbero adottare delle accortezze più adeguate…
Ad esempio per ricaricare l’energia potremo dormire nel letto della nostra casa, veder passare un giorno intero e ritrovarci solo con il 25% di energia in più. Banane e noci di cocco rinvenute in giro invece ripristineranno intorno al 15%. La domanda che viene da farsi è relativa al triangolo di pizza venduto dalle barche che, a pagamento, ripristinerà l’intera energia. C’è letteralmente pizza marcia ovunque sulla spiaggia e noi la consumeremo a pagamento, pur essendo circondati dai doni della Natura. Non proprio un bel modo di far sentire il giocatore a contatto con suddetta.
TRASH NON È SOLO QUELLA CHE RACCOGLIEREMO…
Diciamo che Restore Your Island non sarà proprio una “simulazione” in quanto, se questo è il mondo simulato, forse c’è qualche problema con il concetto di realtà… Partiamo dal fatto che qualcuno ci invierà costantemente mobilio, abitazioni e immobili da costruire. Certo saremo ben lontani dal “Design your own Island” (descrizione del gioco), perché potremo solo scegliere alcune opzioni di mobilio senza, tra l’altro, poter cambiare idea in seguito.
Le ombre inoltre ci ricorderanno costantemente di essere in un videogioco, per cui l’immedesimarsi in un gesto nobile come quello di salvare la natura diventerà presto un compito più simile a una pena da scontare in termini di servizi sociali all’interno di una prigione digitale.
Comprendiamo i limiti di budget ma alcuni animali, una volta salvati, resteranno dove sono… Per non parlare della tartaruga capovolta, che il gioco ci dirà di spostare praticamente a calci se dobbiamo interpretare i suoni dei colpi. Per cui spesso ci siamo ritrovati confusi, e senza una costante di sensibilità ambientale credibile il tutto arriva a perdere velocemente valore e significato.
Graficamente poi il titolo non si difende benissimo, con modelli generali visivamente grezzi, salvo il mare e alcuni animali. Avrete anche un walkman se vorrete, ma le cassette disponibili offriranno musica elettronica di varia natura che non si sposa proprio bene con l’ambientazione e il tema di Restore Your Island. Diverso invece il sound design degli oggetti cestinati, in grado di appagare l’udito. Le texture invece si ricaricheranno spesso in ritardo e la stabilità tecnica peggiorerà giocando oltre i 20 minuti, costringendoci al riavvio per non incappare in pesanti rallentamenti e freeze.
CITAZIONI DA UN’ISOLA DISPERSA
Completando il titolo al 100% (ci vorranno circa 4-5 ore) capiterà indubbiamente di sperimentare le cacce al tesoro fra forzieri e porte segrete con mappe e tesori da scoprire. Si tratta di citazioni a titoli e film, che hanno reso l’esperienza comunque leggera: probabilmente anche troppo. A un certo punto abbiamo iniziato a pensare che l’isola fosse stata creata apposta con lo scopo di essere pulita e che non fosse proprio una vittima delle catastrofi ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti. Ma potrete sempre fare la differenziata con la spazzatura per guadagnare di più…
Una volta portato a termine il compito principale, non ci sarà più altro da fare. Godersi il fuoco bivacco e le onde del mare prenderà relativamente poco tempo, ma almeno l’isola sarà finalmente “libera” e rigogliosa… Almeno fino al filmato del 100% in grado di annullare il nostro operato, invece di un lieto fine più “naturale”. Si poteva certamente fare qualche aggiunta nelle compere, nel mobilio e nel decorare davvero l’isola l’isola in modo da regalare qualche ora di sosta in più. O perché no, anche far sì di dover raccogliere la spazzatura in acqua.
POTREBBE DARE SODDISFAZIONI
Restore Your Island si propone come un titolo di intrattenimento per tutti basato sulla tranquilla e appagante esperienza di ripulire un’isola avvolta dai rifiuti. Le buone intenzioni ci sono, ma sono letteralmente sommerse dai rifiuti, con elementi di gameplay, comparto tecnico e scelte di gioco generali che lasciano alquanto perplessi. Il fattore immersione non rende come dovrebbe e gli amici animali non fanno abbastanza per stabilire un legame che si possa definire anche solo approsimativo.
Forse a causa di un budget troppo limitato o magari dell’innocente ingenuità degli sviluppatori, l’opera di Paiband Game Studio non riesce a lasciare il segno. Ciò non toglie che possa essere un passatempo da consumare e dimenticare nel giro di un pomeriggio. Per quanto con degli accorgimenti più sensati e una migliore stabilità tecnica avrebbero potuto fare la differenza.
Pregi
Idea alla base interessante. Ripulire l'isola con gli strumenti forniti saprà dare una certa soddisfazione, come anche andare a caccia di tesori. Anche se limitati i salvataggi degli animali risultano piacevoli. Il sound design degli oggetti cestinati è appagante.
Difetti
La realizzazione tecnica diventa sempre più instabile continuando a giocare. Texture con caricamenti tardivi o persino non caricate affatto, talvolta. Scelte di gameplay rivedibili che spesso lasciano a desiderare. Il tema sulla sensibilizazzione spesso si scontra con elementi fuori contesto, rendendo difficile l'immedesimazione.
Voto
6