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Starfield, l’odissea spaziale conquista PS5, recensione

Un kolossal stellare che continua a colpire per scala e ambizione, pur senza nascondere alcune rigidità strutturali

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Quando Bethesda Game Studios ha deciso di portare Starfield su PlayStation, non aveva in mente un semplice debutto tardivo, ma una seconda occasione per ridefinire un progetto enormemente ambizioso. Il risultato è un’esperienza più completa nei contenuti, anche se non necessariamente più rifinita nella sostanza. Tra aggiornamenti, espansioni e una base già conosciuta, questa edizione prova quindi a rimettere in discussione il tutto.

Infatti questa nuova versione rappresenta un adattamento che mette in evidenza differenze profonde. Se da un lato ci troviamo davanti allo stesso universo mastodontico visto su Pc e Xbox, dall’altro emergono limiti tecnici e strutturali che raccontano una storia diversa. Approfondiamo la questione con questa recensione della versione PS5 di Starfield. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Bethesda Softworks, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.

COSMO SCONFINATO, TRA RICCHEZZA E LIMITI

L’impatto iniziale resta poderoso, con un universo che continua a trasmettere senso di scoperta e meraviglia. Le fazioni, le missioni e la costruzione narrativa rappresentano ancora uno dei punti più alti mai raggiunti da Bethesda Game Studios. Abbiamo ritrovato anche questa volta quella sensazione di smarrimento positivo, tipica dei grandi open world, amplificata da una quantità di contenuti davvero enorme.

Questa nuova versione include tutto ciò che è arrivato dopo il lancio, risultando la più completa in assoluto. Purtroppo l’abbondanza ha anche i suoi lati negativi, come le transizioni, i caricamenti e la struttura a compartimenti che diventano più evidenti nel lungo periodo. Non è una limitazione immediata, ma emerge con il tempo. Ed è qui che la magia perde leggermente di intensità.

IDENTITÀ E SCELTE, TRA LIBERTÀ E CONFINI

Starfield

Il sistema ruolistico continua a essere uno dei pilastri dell’esperienza, con una profondità che lascia spazio a interpretazioni molto diverse. Ci siamo sbizzarriti a costruire personaggi unici, affrontando missioni con approcci differenti e trovando sempre nuove possibilità. Le fazioni offrono percorsi narrativi ben scritti, capaci di dare peso alle scelte. È un impianto classico, ma estremamente efficace. Il sistema di gioco resta ampio e stratificato, con meccaniche che spaziano dall’esplorazione al combattimento, passando per la gestione delle risorse. La varietà iniziale è convincente, e le prime ore scorrono con grande naturalezza.

Tuttavia, è nel lungo periodo che emergono alcune criticità. L’esplorazione, in particolare su PS5, mostra tutti i suoi limiti. I pianeti risultano spesso vuoti, le attività tendono a ripetersi e la struttura basata sul viaggio rapido spezza il ritmo. Anche il sistema di combattimento, pur solido, non evolve quanto ci si aspetterebbe. Il risultato è un gameplay che convince, ma non sempre sorprende.

EREDITÀ BETHESDA, TRA FASCINO E INERZIA

Starfield

Starfield porta con sé tutto il bagaglio storico di Bethesda Game Studios, nel bene e nel male. Abbiamo ritrovato sistemi familiari, una struttura riconoscibile e un’impostazione che richiama chiaramente le produzioni passate. Questo rappresenta un punto di forza per chi ama questo stile, ma anche un limite per chi cerca qualcosa di più moderno. Apriamo poi una piccola parentesi e parliamo di una parte importante dei giochi Bethesda: le Mod. Su Pc gli utenti si sono già scatenanti e hanno creato modifiche di qualsiasi tipo, in grado di stravolgere quasi completamente il gioco base.

Su Playstation invece le mod passano tutte attraverso il sistema ufficiale chiamato “Creations”. Sulla console Sony esse risultano più limitate perché devono rispettare le regole della casa madre; spesso non possono usare asset esterni e anche le modifiche profonde sono ridotte in generale. Questo crea una distanza evidente tra le due versioni. La possibilità di personalizzazione dopotutto è un fattore importante e in un gioco come questo pesa notevolmente.

TECNOLOGIA TRA DUE MONDI, IL VERO DIVARIO

Starfield

Anche dal punto di vista tecnico, la differenza con la versione Pc è evidente. Purtroppo su PS5 si riscontrano cali di framerate nelle aree più dense, accompagnati da qualche incertezza generale. Nulla che sia davvero problematico, ma abbastanza da influenzare la fluidità complessiva. Su computer, con hardware adeguato, queste problematiche risultano molto meno evidenti. Il porting su PlayStation mostra la sua natura di adattamento, con limiti che derivano sia dal motore che dalla piattaforma.

Non tutto però è negativo: ad esempio l’utilizzo del DualSense, che aggiunge un livello di immersione interessante soprattutto durante le fasi di combattimento. È un’aggiunta riuscita, ma non sufficiente a colmare il divario tecnico. Anche la mappatura dei comandi non risulta molto intuitiva per un buon numero di ore. Ad esempio automatizzare i comandi per arrivare all’inventario o uscirne velocemente potrebbe richiedere parecchi tentativi.

TRA SILENZIO COSMICO E IMPERFEZIONI VISIVE

Starfield

Dal punto di vista artistico, Starfield continua a colpire per il suo stile distintivo. Le ambientazioni, l’estetica e la colonna sonora creano un’atmosfera unica, capace di accompagnarci per decine di ore. Sicuramente colpisce il senso di isolamento e vastità, reso ancora più efficace dal comparto audio. È un viaggio che sa essere suggestivo. Tuttavia, anche qui emergono differenze rispetto alla controparte Pc.

Le impostazioni grafiche su console non raggiungono gli stessi livelli, e alcune animazioni risultano rigide. Non si tratta di problemi gravi, ma contribuiscono a creare una sensazione di distanza tra le due versioni. Il risultato è un comparto tecnico ottimo, ma non eccellente.

Starfield

DA AVERE SENZA RISERVE

Starfield su PS5 è un’esperienza enorme, ricca e affascinante, capace di offrire decine e decine di ore di gioco. Abbiamo apprezzato la quantità di contenuti e la maturità raggiunta rispetto al lancio originale. Tuttavia, le differenze con la versione Pc restano significative, soprattutto sul piano tecnico e della personalizzazione. Ma quello concepito da Bethesda rimane un viaggio che vale la pena intraprendere, anche se con alcuni limiti rispetto alla versione nativa,

Pregi

Universo vasto e ricco di contenuti. Fazioni e missioni spesso di ottimo livello. Buona libertà ruolistica e approccio alle scelte. Atmosfera sci-fi riuscita e comparto audio suggestivo. Contenuti post-lancio inclusi, per l’edizione più completa.

Difetti

Attività e situazioni che tendono a ripetersi nel lungo periodo. Comparto tecnico su PS5 meno brillante rispetto alla versione Pc. Sistema di combattimento solido, ma poco evoluto col passare delle ore.

Voto

8,5

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