SpecialePC

Spirit City: Lofi Sessions, da una stanza a un piccolo mondo

A due anni dal debutto, tre espansioni hanno dato nuovi luoghi e nuovi Spirit al rifugio digitale di Mooncube Games

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Quando nell’aprile del 2024 avevamo parlato per la prima volta di Spirit City: Lofi Sessions in sede di recensione, ne eravamo usciti decisamente conquistati. L’opera di Mooncube Games rappresentava qualcosa di difficile da inserire all’interno delle tradizionali categorie videoludiche: uno spazio personale digitale, un piccolo rifugio da tenere aperto mentre si lavora, si studia, si legge oppure si cerca semplicemente qualche momento di tranquillità.

Tra playlist lo-fi, paesaggi sonori, strumenti per la produttività, personalizzazione dell’avatar e soprattutto adorabili Spirit da collezionare, il titolo aveva già trovato una formula estremamente convincente. Tanto che, arrivati ai difetti, avevamo sostanzialmente una sola richiesta da fare agli sviluppatori: darcene ancora. “Non potremmo chiedere altro, se non di più”: così scrisse il nostro Flavio Daryx. Più Spirit, più attività, più contenuti con cui arricchire un’esperienza già fortemente votata alla permanenza nel lungo periodo.

A distanza di oltre due anni quella richiesta ha trovato diverse risposte. Accanto ai numerosi aggiornamenti gratuiti e ai pacchetti puramente cosmetici, Mooncube Games ha infatti pubblicato tre espansioni più sostanziose: Cozy Kitchen, All Aboard! ed Enchanted Garden. Tre DLC che non cercano di stravolgere Spirit City: Lofi Sessions, ma di fare qualcosa probabilmente più importante per un prodotto di questo tipo: cambiare lo scenario nel quale trascorriamo il nostro tempo.

Dopotutto non si tratta di un gioco che si “finisce”. È un luogo nel quale si torna. E quando un luogo diventa familiare, poter cambiare aria senza abbandonarlo può fare tutta la differenza.

COZY KITCHEN – IL RELAX È SERVITO

Cozy Kitchen è stato il primo vero tentativo di Mooncube Games di allargare fisicamente i confini di Spirit City: Lofi Sessions. E lo ha fatto nella maniera forse più naturale possibile: senza portarci lontano da casa, ma semplicemente aprendo la porta di una nuova stanza. Protagonista dell’espansione è infatti una cucina completamente personalizzabile, nella quale intervenire su mobili, pensili, ripiani, rivestimenti e sull’immancabile angolo dedicato alla colazione. Un ambiente che conserva perfettamente l’estetica calorosa e accogliente del gioco originale, spostandola però verso una dimensione ancora più domestica.

Se la camera da letto rappresentava il rifugio personale per eccellenza, la cucina diventa invece uno spazio quotidiano, vissuto, fatto di piccoli gesti e rituali familiari. Ed è proprio attorno a questi gesti che ruotano le nuove attività. Il nostro avatar può tagliare le verdure, cucinare, lavare i piatti oppure rilassarsi nell’angolo colazione, continuando nel frattempo ad accompagnarci durante le nostre vere sessioni di studio o lavoro. Non parliamo naturalmente di minigiochi complessi: le attività in-game sono e rimangono soprattutto animazioni ambientali, pensate per caratterizzare lo spazio e fornire quella piacevole sensazione di avere qualcuno accanto mentre siamo impegnati in tutt’altro.

Spirit City: Lofi Sessions

Non poteva poi mancare l’ingrediente principale dell’esperienza: gli Spirit. Cozy Kitchen ne introduce tre completamente nuovi e nove varianti, tutti fortemente legati al tema culinario. Tra questi troviamo per esempio Capybun, una capibara che sembra essere stata trasformata in una pagnotta, e Squire Sprout, piccolo cavaliere vegetale ancora in addestramento. Alle nuove creature si accompagna una pagina dedicata dello Spiritdex, insieme ad abiti e accessori a tema, come grembiuli e cappelli da chef. Cozy Kitchen è probabilmente il DLC più conservativo dei tre.

Non cambia radicalmente la percezione di Spirit City: Lofi Sessions, perché rimaniamo comunque all’interno di un accogliente spazio domestico. Ma proprio per questo rappresenta un’espansione estremamente coerente: sembra quasi una stanza che sarebbe potuta essere presente sin dal lancio. Per chi utilizza il gioco quotidianamente, poter alternare la camera originale a una cucina piena di piccoli dettagli significa soprattutto combattere quella naturale assuefazione visiva che inevitabilmente arriva dopo decine o centinaia di ore trascorse davanti allo stesso scenario.

ALL ABOARD! – PROSSIMA FERMATA, PRODUTTIVITÀ

Se Cozy Kitchen sceglie di allargare casa, All Aboard! decide invece di abbandonarla completamente. Questo secondo DLC trasforma infatti il nostro spazio personale in una carrozza ferroviaria, permettendoci di lavorare, leggere o semplicemente rilassarci mentre il mondo di Spirit City: Lofi Sessions scorre lentamente al di là del finestrino. Ed è proprio il movimento a rappresentare la differenza sostanziale rispetto agli altri ambienti. Non ci troviamo più davanti a uno scenario relativamente statico, ma all’interno di un viaggio continuo attraverso campagne, paesaggi fantastici e persino scenari sospesi tra le nuvole.

La velocità del treno può essere modificata a piacimento ed è possibile persino arrestare completamente la corsa per soffermarsi su uno scenario particolarmente suggestivo. La cabina stessa può essere personalizzata scegliendo differenti sedili, finestre e altri elementi decorativi, fino a un piccolo observation deck aperto nella parte posteriore del convoglio. Le classiche attività in-game vengono reinterpretate in chiave ferroviaria. Il nostro avatar può leggere, giocare, riposare e dedicarsi alle sue occupazioni mentre il viaggio continua, creando quella peculiare atmosfera che conosce bene chiunque abbia mai provato a leggere o lavorare durante un lungo tragitto in treno.

Spirit City: Lofi Sessions

C’è qualcosa di stranamente efficace nell’osservare il paesaggio che scorre senza essere realmente diretti da nessuna parte: un’illusione di movimento capace di spezzare la staticità di una sessione al computer. Interessante anche l’integrazione con uno degli strumenti più utili del gioco. Il timer delle sessioni può infatti essere sincronizzato con il viaggio. Durante una fase di lavoro il treno rimane in movimento, mentre all’inizio della pausa si ferma automaticamente, ripartendo quando arriva il momento di ricominciare. Una piccola idea, ma probabilmente quella che meglio dimostra come All Aboard! non sia soltanto una “skin” molto elaborata applicata al gioco originale.

Qui l’ambientazione entra direttamente in relazione con gli strumenti di produttività che costituiscono una parte fondamentale dell’identità di Spirit City: Lofi Sessions. Sul fronte del collezionismo troviamo inoltre cinque Spirit completamente nuovi e sei varianti. Tra i primi spiccano Coorier, un diligente piccione postino, e Aviotter, una lontra equipaggiata con un improbabile jetpack. Tra le varianti troviamo invece creature legate ai differenti territori attraversati durante il viaggio. Fra le tre espansioni, All Aboard! rimane probabilmente quella con l’identità più immediatamente riconoscibile. Oltretutto in un’applicazione costruita per restare sullo sfondo delle nostre attività reali, la semplice presenza di qualcosa che continua a muoversi può cambiare sensibilmente l’atmosfera.

ENCHANTED GARDEN – TOCCARE L’ERBA

Dopo casa e viaggio, mancava inevitabilmente un po’ di aria aperta. Enchanted Garden porta Spirit City: Lofi Sessions fuori dalle sue quattro mura attraverso un ampio spazio verde personalizzabile. Giardino, vegetazione, fiori e una raccolta serra compongono un ambiente che abbraccia apertamente l’estetica cottagecore, mantenendo però quel pizzico di magia che accompagna da sempre il mondo degli Spirit. È probabilmente il cambiamento visivo più netto rispetto alla camera originale. Dopo aver trascorso tanto tempo all’interno di ambienti chiusi, trovarsi circondati da piante, luce naturale e piccoli angoli verdi restituisce realmente quella sensazione di “cambiare aria” che rappresenta il filo conduttore di queste espansioni.

Ancora una volta tutto può essere adattato ai propri gusti, intervenendo sull’arredamento del giardino e della serra e completando il look del nostro avatar con nuovi vestiti e accessori, dalle mise più fantasiose e bucoliche fino all’equipaggiamento da giardinaggio. Le nuove attività sono naturalmente legate alla natura. Possiamo osservare il personaggio piantare, annaffiare e prendersi cura della vegetazione, mail team di Mooncube Games si è concesso anche qualche deviazione più fantastica. Nella serra è possibile dedicarsi alla preparazione di pozioni, mentre sotto il gazebo si può trascorrere il tempo suonando una chitarra.

Spirit City: Lofi Sessions

Anche qui la finalità non è trasformare Spirit City: Lofi Sessions in un farming simulator o in un gioco musicale, quanto ampliare il ventaglio di situazioni attraverso cui costruire la nostra personale atmosfera di sottofondo. Particolarmente generosa è inoltre l’espansione dello Spiritdex. Sono stati introdotti ben 13 nuovi Spirit tra creature inedite e varianti, tutti naturalmente legati al nuovo ambiente. Tra di essi figura il Garden Guardian, una piccola creatura fatata incaricata di proteggere la natura, e Bellblossom, una placida mucca che ama sonnecchiare tra i fiori.

Enchanted Garden dimostra forse meglio degli altri DLC quanto possa essere importante l’ambientazione per un titolo apparentemente passivo come Spirit City: Lofi Sessions. Le funzioni principali rimangono le stesse, ma cambia la sensazione trasmessa da ciò che abbiamo davanti. Per qualcuno la pioggia contro una finestra e il crepitio del camino saranno l’accompagnamento ideale per una sessione di scrittura. Qualcun altro potrebbe invece preferire una serra piena di vegetazione o il proprio avatar intento ad annaffiare tranquillamente qualche pianta. Non esiste necessariamente una scelta migliore: esiste quella più adatta al momento.

STESSA CITTÀ, TRE DIVERSI MODI DI ABITARLA

Spirit City: Lofi Sessions

Considerati nel loro insieme, Cozy Kitchen, All Aboard! ed Enchanted Garden rivelano chiaramente la strategia scelta da Mooncube Games per espandere Spirit City: Lofi Sessions. Gli sviluppatori non hanno cercato di inseguire una quantità crescente di meccaniche nel tentativo di trasformare il progetto in un videogioco tradizionale. Sarebbe probabilmente stato un errore. La forza dell’opera rimane proprio nella sua capacità di esistere accanto a quello che stiamo facendo, piuttosto che pretendere costantemente la nostra attenzione.

Le espansioni intervengono quindi soprattutto sulla varietà. Cozy Kitchen amplia la dimensione domestica; All Aboard! introduce movimento e viaggio; Enchanted Garden apre le porte alla natura. Cambiano gli Spirit, cambiano le attività, cambia la personalizzazione, ma soprattutto cambia l’atmosfera. E per un prodotto che vive di atmosfera, si tratta di un’aggiunta tutt’altro che marginale. Naturalmente rimane una considerazione da fare. Chi apre il gioco occasionalmente potrebbe non sentire alcun bisogno di ampliare ulteriormente l’esperienza: il gioco base rimane perfettamente capace di svolgere il proprio compito.

Spirit City: Lofi Sessions

Questi DLC acquistano invece molto più valore per chi lo utilizza realmente come strumento quotidiano, lasciandolo acceso per ore mentre studia, lavora o svolge altre attività. Più tempo trascorriamo in Spirit City: Lofi Sessions, maggiore diventa il beneficio derivante dalla possibilità di cambiare ambiente. Non sono espansioni che aggiungono decine di ore di “gameplay” nel senso tradizionale del termine. Ma sarebbe anche sbagliato giudicarle attraverso quel parametro. Offrono piuttosto nuovi luoghi nei quali trascorrere quelle ore che avremmo comunque passato davanti al computer.

Due anni fa concludevamo la nostra recensione chiedendo a Mooncube Games essenzialmente una cosa: continuare ad alimentare quel piccolo mondo. Più Spirit. Più attività. Più possibilità. È esattamente la direzione intrapresa dagli sviluppatori. Le tre espansioni che abbiamo trattato non rivoluzionano Spirit City: Lofi Sessions, e forse è proprio questo il loro merito principale. Ne rispettano accuratamente la filosofia, ampliando un’esperienza che funziona proprio perché non pretende mai di essere più invasiva del necessario. Alla fine avevamo ragione: al giocoera difficile chiedere qualcosa di diverso. Potevamo soltanto chiedergli di più. E Mooncube Games ci ha accontentato.

Spirit City: Lofi Sessions

Tags

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Commenta questo articolo