Negli ultimi anni il panorama dei giochi sportivi ha iniziato a esplorare strade diverse rispetto al passato, abbandonando in parte la competizione pura per abbracciare esperienze più aperte e personali. MAVRIX by Matt Jones nasce proprio con questa filosofia. Non un semplice titolo di corse su due ruote, ma un sandbox dedicato alla mountain bike freeride, costruito con l’obiettivo di restituire sensazioni credibili e spazio alla creatività del giocatore. Il coinvolgimento diretto del rider professionista britannico Matt Jones non è soltanto un elemento promozionale. L’approccio generale del progetto riflette chiaramente la cultura reale dello sport, dove stile, controllo e capacità di leggere il terreno contano spesso più del cronometro.
Il risultato è un’esperienza che prova a collocarsi a metà strada tra simulazione accessibile ed esplorazione libera, senza inseguire le dinamiche spettacolari tipiche degli arcade più tradizionali. Un’ambizione senza dubbio interessante, anche se non sempre accompagnata da una rifinitura altrettanto solida. Andiamo a scoprirne di più in questa recensione della versione PS5 di MAVRIX by Matt Jones, curata dal nostro Simone Mafara. Ricordiamo che il gioco, sviluppato da Third Kind Games e pubblicato da Cascade Interactive, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.
COSTRUIRSI UNA REPUTAZIONE, SALTO DOPO SALTO
La progressione non punta sulla narrazione in senso classico. Non ci sono personaggi particolarmente sviluppati o sequenze cinematografiche elaborate: l’obiettivo è costruire la propria reputazione come rider professionista attraverso eventi, sponsor e sfide distribuite nel mondo di gioco. La modalità Carriera funziona come filo conduttore dell’esperienza, e offre obiettivi chiari.
Completare attività, migliorare le proprie performance e sbloccare nuove opportunità restituisce una sensazione di crescita costante, anche se sul lungo periodo la struttura tende a mostrare una certa ripetitività. È una scelta coerente con l’idea di freeride proposta dagli sviluppatori, ma chi cerca una progressione fortemente guidata potrebbe percepirla come poco incisiva.
FISICA, CONTROLLO E RICERCA DEL FLOW

Il vero punto di forza di MAVRIX by Matt Jones è il sistema di guida. La fisica della bici punta a essere credibile senza trasformarsi in una simulazione rigida o frustrante, collocandosi in una zona intermedia che richiede attenzione pur restando accessibile. La gestione indipendente dei freni, il bilanciamento del peso durante i salti e la necessità di leggere attentamente il terreno diventano elementi fondamentali per affrontare discese tecniche o concatenare trick con precisione. Le prime ore richiedono adattamento: cadute frequenti e errori fanno parte del processo di apprendimento.
Quando però i controlli iniziano a diventare familiari emerge il vero fascino del gioco. Costruire una linea personale, scegliere traiettorie alternative e perfezionare l’atterraggio dopo un salto restituisce una soddisfazione autentica, più legata alla padronanza tecnica che al semplice completamento degli obiettivi. Non è immediato come un arcade, ma nemmeno eccessivamente punitivo. Una scelta equilibrata che riesce a premiare sia la sperimentazione che la precisione.
UN PLAYGROUND MONTANO TUTTO DA INTERPRETARE

L’ambientazione rappresenta uno degli aspetti più riusciti del progetto. Il grande open world montano offre bike park, discese naturali, rampe artificiali e percorsi alternativi progettati per stimolare la curiosità. Ogni pendio può trasformarsi in una linea personale e spesso l’approccio migliore nasce semplicemente osservando il terreno e immaginando come affrontarlo. La verticalità delle mappe contribuisce a mantenere viva la sensazione di scoperta, mentre i panorami aperti valorizzano la velocità e il senso di libertà.
Su PS5 la resa visiva risulta solida, con una buona fluidità generale che aiuta a mantenere il controllo anche nelle discese più rapide. Non si tratta però di un titolo pensato per impressionare dal punto di vista tecnico. Alcune aree infatti tendono a somigliarsi tra loro e la varietà estetica avrebbe potuto essere maggiore. Quello di MAVRIX by Matt Jones resta comunque un playground convincente, capace di offrire ore di esplorazione spontanea.
STILE PERSONALE E CONFRONTO GLOBALE

La personalizzazione rappresenta una componente centrale dell’esperienza. Modificare bici, componenti e abbigliamento del rider contribuisce a costruire una vera identità all’interno del gioco, oltre a incentivare il miglioramento progressivo delle prestazioni.
La presenza di competizioni online e classifiche globali aggiunge poi una dimensione sociale coerente con lo spirito dello sport reale. Il confronto con altri giocatori funziona bene come stimolo aggiuntivo, anche se non diventa mai l’elemento dominante dell’esperienza. MAVRIX by Matt Jones resta prima di tutto un gioco da vivere seguendo i propri ritmi.
Su PS5 l’opera di Third Kind Games offre caricamenti rapidi e una stabilità generale soddisfacente durante l’esplorazione delle aree aperte. La fisica della bici restituisce buone sensazioni di contatto con il terreno e le animazioni dei trick risultano generalmente credibili.
Non mancano però alcune imperfezioni. Nelle situazioni più estreme la risposta dei controlli può diventare meno precisa e le collisioni occasionalmente generano comportamenti imprevedibili. Anche l’interfaccia e alcune rifiniture estetiche mostrano la natura di un progetto ancora in evoluzione. Sono limiti evidenti soprattutto dopo molte ore di gioco, ma raramente compromettono davvero il divertimento.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI
MAVRIX by Matt Jones è un titolo che punta più alla sensazione di flow che alla competizione spettacolare. Celebra il rapporto tra rider e ambiente, lasciando spazio alla sperimentazione personale invece di imporre ritmi serrati o obiettivi rigidi. Non tutto è rifinito alla perfezione e alcune attività rischiano di risultare ripetitive nel lungo periodo, ma la base costruita da Third Kind Games è solida e sincera nelle proprie intenzioni. È un’esperienza che richiede pazienza e curiosità, capace però di restituire soddisfazioni genuine a chi ama davvero la mountain bike e il freeride. Non è un titolo universale, ma per il pubblico giusto rappresenta una proposta concreta, con margini di crescita evidenti nel tempo.
Pregi
Un sistema di guida credibile e soddisfacente che premia la tecnica e la creatività del giocatore. L’open world montano stimola l’esplorazione e offre grande libertà nell’approccio alle discese.
Difetti
La progressione tende alla ripetitività nel lungo periodo e alcune rifiniture tecniche tradiscono la natura ancora evolutiva del progetto.
Voto
7,5