Taxi Chaos 2 nasce da un’idea precisa: recuperare l’ossatura dei titoli taxi arcade (corse a tempo, rischi, punteggi ecc) introducendo però un impianto maggiormente al passo coi tempi, grazie al quale ogni partita diventa una prova di nervi e lettura della situazione.
Dietro al progetto troviamo Focuspoint Studios, una software house indie olandese convinta delle scelte che definiscono dunque questo sequel. Formula arcade ripetibile, progressione marcata e soprattutto l’idea di una città che non si limita a essere uno sfondo di natura estetica, ma quasi un “personaggio” a parte capace di mettere costantemente sotto pressione il giocatore, in svariati modi.
Modi che ora scopriremo in questa recensione della versione Pc di Taxi Chaos 2. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Current Games, è disponibile anche su PS5, Xbox Series X/S e Switch. Buona lettura.
ADRENALINA SUL FILO DEL RASOIO
Taxi Chaos 2 non perderà tempo a chiederci se saremo pronti. Ci scaraventerà senza tanti preamboli in una città, San Valeda, con un taxi tra le mani e un obiettivo chiaro e semplice. Raccogliere passeggeri, portarli a destinazione e incassare il dovuto. Fin qui tutto normale (coerentemente ad altri titoli “da tassisti”, nonchè al capitolo precedente), ma ecco che poi entra in scena la vera novità, nonchè tratto distintivo della produzione.
San Valeda infatti è una città “viva”, imprevedibile, e pullula costantemente di TaxiBot controllati dall’IA. Essi non sono semplici avversari, ma un vero e proprio meccanismo di pressione. Man mano che avanzeremo nel gioco e in generale ci dimostreremo in gamba, essi diventeranno via via più aggressivi, e intenzionati a darci filo da torcere.

Ogni run avrà una sua identità, un suo flusso e una sua spirale di errori. Il team di Focuspoint Studios ha voluto insistere proprio su questo, offrendo un sistema di corse ben definito e una progressione profonda con l’idea di rendere ogni partita una mini-campagna di sopravvivenza a tempo, indipendente dalle altre. Il gioco non punta a risultare un banale open world contemplativo, ma una sorta di “arena-runner” su quattro ruote.
Oltretutto qui l’abilità non sta nel guidare bene, bensì nel prendere le giuste decisioni. Meglio prendere una strada più lunga ma sicura, o una scorciatoia molto probabilmente rischiosa? Meglio tenere un’andatura pulita e costante o rischiare con un’atteggiamento più aggressivo capace di aprirci la strada, anche a ricompense maggiori?

San Valeda non è solo una città atta a fungere da sfondo alle nostre scorribande al volante, ma agisce come un vero e proprio “sistema”. Strade che cambiano, eventi che spuntano fuori all’improvviso, traffico mutevole. Per avere successo non servirà a nulla provare a memorizzare rotte, ma dovremo invece imparare ad adattarci a ciò che ci troveremo davanti al momento.
C’è poi il fattore della verticalità (salti, tetti, scorciatoie “fuori strada”) davvero interessante oltre che importante da considerare durante le nostre run. Dove anche i passeggeri non andranno considerati banali “cronometri con le gambe”, ma elementi attivi capaci di alterare le condizioni della corsa. E a tutto si aggiungono i già menzionati TaxiBot, pronti a mandare all’aria i nostri progressi.
QUANDO UN SENSO VIENE, IN PARTE, A MANCARE

Taxi Chaos 2 opta per un’impostazione visiva molto leggibile e brillante, che punta su uno stile cartoonesco, coerente con la filosofia arcade della produzione (la città non va ammirata, ma “domata” mentre cambia pelle). Un look che abbiamo trovato centrato e gradevole, e che ha il merito di far distinguere facilmente traffico, ostacoli e traiettorie. Cosa essenziale in un’esperienza che richiede di prendere decisioni rapidamente e in sequenza.
Per quanto riguarda l’impianto audio, va detto che in un’esperienza di questo tipo gli effetti sonori non rappresentano un mero contorno, ma parte integrante del gameplay. Suoni di collisione, indicatori di pericoli, avvisi vari (sopraggiungere di eventi, obiettivi, ecc) devono essere istantanei, così da permettere al giocatore di “leggere” la strada anche con le orecchie, e non solo con gli occhi.

Purtroppo però è su questo fronte che si registra il problema principale, relativo a micro-ritardi e lag proprio dei sopracitati effetti sonori. Un difetto che su un arcade (il quale pretende un linguaggio “istintivo”, potremmo dire multi-sensoriale) pesa più di quanto avrebbe pesato altrove, e che speriamo di poter vedere risolto in futuro tramite patch.
Sul fronte dei bug segnaliamo che talvolta potrebbe capitare di rimanere bloccati senza la possibilità di “resettare” al volo il veicolo. E mandare una run all’aria per sfortuna più che per errori alla guida risulterà inevitabilmente più frustrante del normale.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI
Taxi Chaos 2 è un concentrato di arcade con una personalità forte: turni rapidi, progressione sorprendentemente profonda, una città progettata per essere un puzzle in movimento, e una minaccia costante (i TaxiBot) che trasforma ogni incarico in un braccio di ferro. L’opera di Focuspoint Studios oltretutto si rivolge a una platea ben precisa. Se cercate qualcosa per rilassarvi, avete senz’altro sbagliato corsia. Benvenuti invece gli amanti del loop “ancora una partita e poi basta (forse)”.
Pregi
Look brillante e coerente con la natura arcade del titolo, che permette di leggere bene l'azione frenetica con cui si avrà a che fare. Gameplay divertente che riesce nel suo intento "ancora una partita e poi basta". La formula relativa a una città in continuo mutamento e capace di ostacolare il giocatore in base a quanto bene gioca funziona.
Difetti
Versante audio afflitto da micro-ritardi e lag, che in un'esperienza di questo tipo non è così irrilevante purtroppo. Fisica migliorabile e qualche bug un pochino fastidioso.
Voto
7