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City Eye, la nostra recensione

Qualcuno salvi questa città... O la faccia esplodere definitivamente

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City Eye è un titolo “strategico”, facente parte della categoria dei simulatori di lavoro. Certo non è la prima volta che in redazione trattiamo questa tipologia di giochi. Esperienze più e meno interessanti che esplorano le mansioni lavorative più ordinarie ma anche più bizzarre. Oggi invece vi offriremo tanti buoni motivi per non iniziare proprio da questo titolo specifico. Se infatti l’idea di essere un operatore del sistema di monitoraggio cittadino potrebbe risultare interessante, scopriremo ben presto che la criminalità, in questa città, sarà l’ultimo dei nostri problemi.

Lo sviluppatore ed editore SIG Publishingda quanto possiamo apprendere nella sua pagina ufficiale di Steam, pubblica sotto la propria ala progetti minori e lavori scolastici, dando visibilità a piccoli sviluppatori alla prime armi. Un’iniziativa ammirevole, che dà spazio a progetti dal relativo potenziale, ma che li espone anche ad un massacro mediatico chiamato “valutazioni”. Andiamo quindi a scoprire City Eye in questa recensione dell’unica versione disponibile, ovvero quella Pc. Buona lettura.

IL GRANDE FRATELLO

Benvenuti in City Eye, o più precisamente a Strife City. Ambita meta turistica e peggior città del mondo, proprio come suggerisce il nome. Questo non scoraggerà l’operatore che impersoneremo, il quale inizierà una brillante carriera da eroe invisibile. Come un “Grande Fratello“, osserveremo ogni angolo della città da dietro la nostra postazione. Proprio così, saremo l’addetto che gestirà il sistema di videosorveglianza cittadino, impegnato nel segnalare e denunciare ogni atto illecito che le nostre telecamere cattureranno.

Dalla mappa principale della città “sceglieremo” gli angoli dove potremo comprare e attivare tre tipologie di telecamere: manuale, semi-automatica e automatizzata. La prima necessiterà della nostra totale assistenza, sia per essere manovrata che per l’attivazione delle sue funzioni. La seconda e la terza tipologia di videosorveglianza, invece, saranno via via meno dipendenti dalla nostra attenzione. La seconda tipologia inoltre ci avviserà sui problemi nel suo campo visivo mentre l’ultima tipologia, la più costosa, sarà completamente autonoma, anche nelle segnalazioni.

Sapete cosa, in galera entrambi

In City Eye ogni livello (o giornata) avrà un tempo limitato. Nel periodo di tempo in cui saremo operativi dovremo segnalare il più possibile, nel minor tempo possibile. Numero di segnalazioni e tempo di reazione saranno ricompensati a fine giornata in denaro. Il nostro stipendio sarà poi investibile il giorno successivo nell’acquisto e posizionamento di nuove telecamere. E una volta spesi i nostri guadagni ricominceremo, giorno dopo giorno, questo logorante e sempre più noioso lavoro.

Grazie a una minimappa potremo notare degli avvisi riguardo gli illeciti nella zona “coperta”, ma non sempre. Anche le telecamere manuali ci segnaleranno i problemi, ma spetterà a noi ruotare la visuale per segnalare incendi, atti di vandalismo e comportamenti potenzialmente pericolosi. Passeremo quindi da una telecamera all’altra come in Five Nights at Freddy’s. Senza però jump scare di sorta, ma al massimo qualche risata. Appena avremo finito di ridere inizieremo con le smorfie, quasi tutte dovute alla pessima realizzazione generale, che si manifesterà spesso e con snervante puntualità.

UNA NORMALE GIORNATA DI CAOS

Tutto tranquillo qui, continuiamo a parlare

A città Conflitto capita di tutto e di più. E’ ormai palese quanto i residenti si siano abituati alle folli routine cittadine. Noi stessi abbiamo soprannominato gli eventi del gioco “la sagra del grottesco”. City Eye ci farà lavorare nella città con il più alto tasso di idiozia del pianeta. In pieno giorno vedremo come i cittadini daranno fuoco ai bidoni della spazzatura, imbratteranno pareti e guarderanno auto andare a fuoco. Altri si pesteranno senza sosta, mentre altri ancora moriranno sul posto, colti da improvvisi infarti. Light Yagami, sei tu?

In ogni caso tranquilli, ci saremo noi! Segnaleremo quel cittadino “svenuto” in mezzo alla strada che nessuno sembrerà vedere. Quelli in buona salute invece saranno spesso colti da improvvisi raptus adrenalinici, iniziando a correre da soli o in prossimità di uno dei sopracitati eventi. Cittadini impavidi e dagli istinti suicidi, che a costo di seguire con devozione la loro programmazione, passeranno anche dentro gli attentatori, le vittime, ed eventuali pali della luce, mancandoli raramente.

Forse stavano solo girando un film

Le funzioni su cui potremmo affidarci in City Eye saranno disposte su una ruota di selezione. Inquadrando un evento potremmo infatti chiamare i rispettivi servizi come ambulanze, polizia o pompieri. Sarà possibile anche aprire una scheda in cui consulteremo la bio del cittadino sotto osservazione, utile per conoscere i suoi precedenti e prevenire le sue future intenzioni. O almeno in teoria. Un’idea interessante ma sprecata, che si limita ai soli criminali, rendendo inutile la “ricerca”. Inutile anche la legge a Strife City, con soggetti arrestati ma anche no. Tempo di sbattere gli occhi e saranno di nuovo al loro posto, tranquilli e indifferenti nelle loro criminose attività.

I dati anagrafici dei malviventi cambieranno ma questo non servirà a nulla, visto che tutti i modelli avranno dei gemelli siamesi. I connotati dei cittadini sospetti saranno sempre gli stessi. Il solito barbone incendierà di nuovo lo stesso cassonetto, il piromane aspetterà ancora una volta la morte, guardando andare a fuoco un auto a distanza barbecue, e così via. Dopo ogni arresto non si potrà non provare un crescente odio per i criminali di questa città. Marchiarli come sospetti “aumenterà la sicurezza” ma di nuovo no, visto che i suddetti sembreranno aumentare più che placarsi. Alla fine abbiamo smesso di segnalare. Bruciate pure la città, vi preghiamo!

E SE FOSSE IL MATRIX?

Imprecazioni varie, immaginiamo, anche se è stato lui.

Il titolo di SIG Publishing non migliora sul lato tecnico. I titoli della serie “job simulator” spesso sono produzioni minori, con comparti grafici non sempre al passo. Ma che di solito compensano con altre qualità, come ad esempio il divertimento. Qui però ciò non accade. I pochi ambienti che City Eye sceglie di mostrare sono tremendamente spogli. Le auto senza passeggero sono un tocco di classe, così come veder sparire con un “puf” i veicoli contattati dopo l’esecuzione di un lavoro. La traduzione in lingua italiana è presente, ma i testi saranno pochi, non sempre tradotti e quasi tutti sovrapposti tra loro.

Pedoni con manie di compenetrazione ambientale e automobili che si incastreranno con i mezzi da noi chiamati, sparendo nel nulla, saranno all’ordine del giorno. Le ombre, inoltre, risulteranno distaccate dai modelli e mal posizionate ovunque. Tant’è che saranno visibili anche di notte, come fosse sempre giorno ma con la luce spenta. La lista di difetti è lunga, e ci metteremmo una vita per “dare luce” a tutti i problemi. Ci siamo però chiesti, con tutti gli alberi nei dintorni, perché ad essere colti da autocombustione saranno solo le facciate dei palazzi di vetro?

Chi ha messo qui questo palo?

La colonna sonora di City Eye sarà presente nel menù ma assente nel gioco, il che contribuirà non poco a rendere soporifera l’esperienza. I suoni generali lasceranno molto a desiderare, con i rumori da metropoli ignorabili, al pari di un The Sims 2 o anche peggio. Il suono delle automobili durante la loro marcia sarebbero risultati di qualità superiore registrando delle imitazioni con la bocca. Per quanto riguarda i bug, abbiamo materiale in abbondanza, perfetto per farsi due risate tra amici.

Si tratta senza troppi giri di parole di una produzione imbarazzante. Un progetto con un’idea di base neanche tanto malvagia, che però manca di contenuti e con una pessima realizzazione. L’end-game punta all’autonomia totale, con le telecamere di ultima generazione pronte giocare al nostro posto una volta installate. Un gioco che vive di ripetizioni forzate, le quali difficilmente ci renderanno partecipi superate le prime giornate. City Eye riuscirà nel compito di convincerci a dare ben presto le dimissioni,  facendoci odiare questo lavoro, questa città e i suoi cittadini. Un gioco da schivare senza nemmeno pensarci. Non siate come i cittadini di Strife City, evitate questo palo in faccia.

Volevamo chiudere in bellezza

RIDIAMOCI SU

La famosa frase “mio cugino lo avrebbe fatto meglio” è ciò che può rappresentare al meglio questo titolo. Se l’idea di base poteva sembrare interessante, il problema è che tutto il resto la fa precipitare in un pozzo senza fondo. Ci siamo sforzati di giocarlo più di quanto meritava, solo per scovare dei lati positivi ed essere sicuri della nostra valutazione. Tuttavia abbiamo rinvenuto solamente ulteriori difetti. L’unica nota “positiva” di City Eye sono le risate di disappunto dovute alla realizzazione tecnicamente imbarazzante. Se dovessimo rappresentare questo gioco con un meme, sarebbe quello della finta risata di Giancarlo Esposito in Far Cry 6. Mal curato, limitante nei suoi pochi contenuti, ripetitivo e spoglio, oltre che privo di qualsivoglia passione nella cura generale. Il titolo di SIG Publishing è sì “giocabile e completo”, ma francamente abbiamo trovato più godibili dei titoli in alpha test. Impossibile aspettarsi una valutazione anche solo mediocre per un titolo come questo. La buona premessa di base non regge il peso di una realizzazione con più buchi di uno scolapasta, pubblicato senza il minimo buon senso, finendo irrimediabilmente al macello, mediatico e non.

Pregi

Fa tenerezza. L'idea di base è interessante...

Difetti

...ma realizzata a occhi sigillati. Sonoro generale, realizzazione tecnica e visiva livello Goat Simulator, ma senza divertimento. Eventi circoscritti, sempre uguali, ogni giorno. Contenuti ridotti all'osso. Tradotto a metà con sovrapposizioni ovunque. Bug a perdita d'occhio.

Voto

3+

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