Sifu, la nostra recensione Pc

Il nuovo picchiaduro action di Sloclap fa della tensione e della difficoltà il suo punto di forza; ecco come è andata

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Uno dei titoli indipendenti più attesi del mese è stato sicuramente Sifu, il nuovo picchiaduro action targato Sloclap. Studio parigino formato da ex sviluppatori di Ubisoft, specializzati in videogiochi a tema arti marziali. Tutti ricorderanno certamente l’ottimo Absolver (qui la nostra recensione), che nel 2015 fu proprio il loro titolo di debutto.

Questa volta abbiamo di fronte un progetto ancora più ambizioso, che ci metterà nei panni di un giovane (almeno inizialmente) studente di Kung Fu in cerca di vendetta. Di seguito la recensione della versione Pc (esclusiva temporale Epic Games Store) di Sifu. Ricordiamo che il gioco è disponibile anche su PS4 e PS5. Buona lettura.

GUIDATI DALLA VENDETTA!

La trama di Sifu, che ci terrà costantemente col fiato sospeso, ricorda un po’ quella di alcuni vecchi film di arti marziali. Nel corso del prologo avremo modo di immedesimarci in uno sconosciuto membro di una setta di combattenti che, senza badare troppo alle ciance, si ritroveranno a invadere e distruggere una tranquilla scuola di arti marziali. Tutto fino al confronto finale con un maestro di nome Yang. Qui potremo relazionarci con le basi del sistema di combattimento (comprese schivate e utilizzo di oggetti da lancio), punto focale dell’intera produzione.

Dal combattimento finale contro Yang apprenderemo che il leader della setta è in realtà un suo ex studente. Interessato ad apprendere alcune conoscenze segrete del maestro sconfitto e deciso a vendicarsi per quanto gli era stato negato in precedenza. Dopo il letale colpo inferto all’anziano maestro da parte del misterioso combattente da noi impersonato, sarà il turno del giovane figlio. Quest’ultimo però riesce a sopravvivere in maniera misteriosa, grazie al potere di un talismano magico. Un manufatto in grado di riportarlo in vita ogni volta che finirà ucciso in combattimento, ma che nel processo lo renderà via via più vecchio.

Tale meccanica, propriamente già vista in titoli come Chronos: Before the Ashes, sarà uno dei pilastri di Sifu. Dove il giovane figlio (o figlia, a seconda della nostra scelta) del defunto maestro Yang sarà il vero protagonista del gioco. A circa otto anni da quanto avvenuto nella sua vecchia scuola di arti marziali, il ragazzo comincerà a percorrere la via della vendetta. L’obiettivo sarà quello di vendicarsi dei cinque guerrieri responsabili della morte del maestro Yang, che ora controllano le varie aree della città. Quest’ultima, suddivisa in “zone” di varia difficoltà, sarà il palcoscenico dove bisognerà sbloccare abilità e accumulare esperienza.

Senza dimenticare l’atto di scoprire di più circa le losche attività criminali dei nostri bersagli. Tuttavia, come abbiamo anticipato, un numero eccessivo di morti all’interno della partita decreterà la fine della stessa. Certo, ogni fascia di età avrà i suoi pro e contro. Avere 20 anni implicherà una tecnica di combattimento non affinata dall’esperienza, ma anche una notevole resistenza ai danni e in generale un grande vigore fisico. Avendone 70 (età massima del gioco prima della sconfitta definitiva ndr) ci troveremo al massimo del potenziale in termini di abilità, ma la capacità di incassare i colpi non sarà certo quella di quanto eravamo giovani.

STRATEGIA, PAZIENZA E TANTO (!) ALLENAMENTO

Come in molti picchiaduro, gettarsi a testa bassa nella mischia comporterà inevitabilmente la sconfitta. Similmente a quanto avviene nei soulslike, molto importante sarà lo studio dei pattern di movimento e di attacco dei nemici. I quali, oltretutto, saranno presenti in gran numero. Sia in termini di quantità che di varietà. In Sifu per vincere bisognerà saper leggere il “flusso” del combattimento, imparando a scegliere (molto rapidamente) con saggezza quando difendersi e soprattutto quando effettivamente attaccare.

L’idea promossa da Sloclap è quella di un apprendimento continuo. Di un costante atto, da parte del giocatore, di mettere in discussione le proprie capacità. Che proprio come nelle vere arti marziali, vanno affinate (e mantenute) con l’allenamento. I nemici però saranno spesso in superiorità numerica, pronti a colpire quando meno ce lo aspettiamo. In generale si riscontra un livello di difficoltà notevole, capace di mettere a dura prova i nervi anche dei giocatori più saldi.

Specie quando magari saremo costretti a ripetere delle intere sezioni dall’inizio. Con la speranza di aver memorizzato meglio quantità e pattern di attacco dei nemici. Con Sifu ci troviamo quindi di fronte a un preciso insieme di scelte di design da parte del team francese, che mirano specificamente a rendere il prodotto non accessibile a tutti. Punto di forza o di debolezza? E’ davvero necessario che un gioco debba essere accessibile a tutti? Riflettendo su quanto realizzato con Absolver, probabilmente no. A livello tecnico il titolo si è dimostrato sempre stabile e ben ottimizzato, senza bug o glitch di sorta.

La sceneggiatura è inoltre ben curata, al netto dell’assenza di dialoghi lunghi e articolati. Scelta, anche questa, mirata a spostare il focus sul combattimento, pura essenza della produzione. Menzione d’onore per la colonna sonora, che contribuisce efficacemente nell’immersione all’interno del dinamico mondo delle arti marziali cinesi. Molte note positive, dunque. Tuttavia avremmo gradito un sistema di allenamento più ricco e approfondito, capace di dare basi più solide ai meno avvezzi al genere. Senza contare che gli scenari, pur differenziandosi bene a livello estetico, risulteranno più o meno strutturati tutti allo stesso modo. Cosa che alle lunghe li renderà ripetitivi e poco stimolanti.

DA AVERE SENZA RISERVE

Sifu è dichiaratamente un titolo non per tutti, con una curva di difficoltà parecchio superiore alla media. A livello tecnico ci troviamo dinanzi al videogioco a tema di arti marziali più ricco e complesso mai realizzato, soprattutto per quanto concerne il sistema di combattimento. Non c’è dubbio che Sloclap abbia fatto tesoro di quanto ben riuscito in Absolver, elevando poi il tutto alla massima potenza. Come in ogni arte marziale, concentrarsi solamente sull’attacco non garantisce alcun successo. Il segreto della vittoria sta proprio nello studio del nemico, e nell’equilibrio tra difesa e contrattacco.

Un concetto che era solito ribadire anche il più grande artista marziale di sempre, Bruce Lee, che incentivava lo sviluppo di una capacità di adattamento totale. Adatta anche a fronteggiare le avversità della vita, e non solo un avversario nella cornice di uno scontro corpo a corpo. Proprio come l’acqua, che prende la forma del recipiente in cui viene versata. Solo adattandoci a livello fisico e mentale alle continue sfide che Sifu ci metterà davanti, saremo in grado di comprendere la sua filosofia.

Pregi

Sistema di combattimento d'eccellenza, che pone nuovi standard nel genere dei picchiaduro. Per quanto non sia una novità assoluta, efficace implementazione del sistema di "morte e anzianità progressiva". Sceneggiatura e contesto ben curati. Nessun problema tecnico.

Difetti

Il sistema di allenamento potrebbe essere migliorato, magari aggiungendo più opzioni mirate ed esercizi. Ripetitività di fondo per quanto concerne la struttura degli scenari.

Voto

8,5