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Field of Glory II: Medieval, recensione

Esploriamo il medioevo mettendo alla prova il nostro acume tattico con l'espansione stand alone di Field of Glory II, uno degli strategici più apprezzati degli ultimi anni

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Negli ultimi anni, la conversione di boardgames in formato digitale è diventata una moda aprendo le porte del mercato ad una nuova nicchia d’utenza. Tra le tante offerte e una cornucopia di scenari, quello strategico è intenzionalmente il genere che più si adatta a questo tipo di gameplay. Con l’obbiettivo di proporre un prodotto affine alla controparte “fisica” ma avvincente e dinamico, Slitherine affidò a Byzantine Games lo sviluppo di un seguito del gioco basato sui lavori del noto designer Richard Bodley-Scott e la sua serie Field of Glory.
Il secondo capitolo di questa saga (Field of Glory II)  è stato un successo in termini di pubblico e critica, fattore decisivo per la progettazione dei futuri contenuti aggiuntivi che hanno fatto seguito all’uscita datata 12 ottobre 2017. Forte dei risultati ottenuti, il duo ha optato per una strada differente dal classico seguito, proponendo un’espansione stand alone ambientata in un periodo storico diverso. Protagonista diventa, così, l’Alto Medioevo. Disponibile su Steam  e sullo store Slitherine dal 4 febbraio scorso, Field of Glory II: Medieval è pronto a lustrare gli occhi di tutti gli appassionati. Vi auguriamo buona lettura.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Il gameplay e il comparto tecnico di Field of Glory II funzionano e anche a distanza di quattro anni dalla prima release, è in grado di dire la sua in una nicchia cui deve misurarsi con pochi rivali. Non tanto per le meccaniche quanto per il pubblico a cui si rivolge. È probabilmente questa la ragione che ha spinto Byzantine Games ad adoperarsi su un progetto che piuttosto che stravolgere, amplia ancor più la nicchia di giocatori interessati a questo tipo d’esperienza.

In sostanza, la proposta è tutta nel ventaglio di nuove fazioni disponibili, nuove armate e qualche meccanica preparata ad hoc. Il tutto serve ad allineare l’intero comparto con le più “moderne” macchine da guerra medievali. A quanto sopra esposto, si aggiungono un certo numero di miglioramenti grafici e la consueta attenzione ai dettagli dello sviluppatore.

DIVERSI MODI PER MUOVERE GUERRA

Field of Glory II: Medieval

Il giocatore avrà a disposizione un certo numero di opzioni per quanto riguarda la tipologia di battaglie e scenari da affrontare. La classica battaglia veloce offre scontri con fazioni e terreni completamente casuali. Per gli utenti con un’idea chiara, le battaglie personalizzate propongono una serie di opzioni tra cui fazioni, armate e dimensioni dell’esercito, ampiezza del campo di battaglia, numero di turni e tipo di terreno su cui scenderanno per fronteggiarsi.

Mentre alberi, rocce, colline e altri particolari verranno comunque generati casualmente, avremo la possibilità di optare per alcune “condizioni”, non dissimili da singole missioni. Dal completamento di una scorta all’eliminazione di un ufficiale nemico, al giocatore verranno proposte diverse situazioni con cui misurare il proprio acume tattico.

Inutile dire che le battaglie personalizzate offrono interessanti spunti anche sul versante didattico dell’opera di Byzantine Games. Troviamo campi di battaglia che paiono dei diorami affini alle controparti fisiche tutt’ora costruite da appassionati che meritano a tutto tondo il titolo di artisti.

Field of Glory II: Medieval

Oltre alle classiche battaglie storiche, le modalità a nostra disposizione si concludono con la campagna. Formata da più scontri in sequenza, questo tipo di scenari offre dettagli strategici sulla base di decisioni da prendere alla fine di ogni schermaglia. Gli elementi a corredo risultano quindi piuttosto leggeri. Si limitano, infatti, ad esempi quali l’attesa dei rinforzi, la continuazione di un attacco nella speranza di sfondare le linee nemiche, il mantenimento di una guarnigione su un campo di battaglia appena conquistato. E così via.

La narrativa all’interno della campagna offre uno spaccato interessante ma l’assenza di scelte ramificate e la distanza da opzioni tipiche degli strategici più approfonditi smorza il senso d’appagamento. Tale senso, però, si esprime al meglio durante le battaglie. Field of Glory II Medieval: Empires è al momento una chimera o poco più d’un sogno, ma confidiamo che tra i meandri degli uffici Slitherine, la possibilità sia stata quantomeno valutata.

L’ODORE DEL FERRO

Il “terreno di gioco” su cui muoveremo gli eserciti garantisce ottimi spunti dal punto di vista tattico grazie alle variabili insite in ogni casella. L’esempio più semplice in questo contesto è l’unità di arcieri posta su una collina che attacca la fanteria nemica posta su una pianura.

Ne consegue che la generazione casuale delle mappe aggiunge un fattore non di scarsa rilevanza: nessuna battaglia avrà lo stesso impatto anche su eserciti identici. Il terreno può cambiare anche drasticamente il bilanciamento delle forze a disposizione, andando a sfavorire una compagine altrimenti difficile da affrontare.

Questa relazione tra la composizione dell’esercito e tipi di terreno aumenta e non di poco il valore tattico e strategico dell’intera produzione. Dettaglio che fa di Field of Glory II: Medieval un gioco incredibilmente coinvolgente. Il combattimento è ovviamente la parte preponderante del gameplay, coadiuvato dalla relazione tra le unità a disposizione che nella modalità campagna acquisiranno esperienza, aumentando le statistiche base e i punti vita.

Come per Field of Glory II, anche il contesto medievale gode della stessa accuratezza storica e attenzione per i dettagli. Il tutto si riversa in un set di regole profondo ma non così complesso da chiedere al giocatore la lettura del manuale prima di prendere parte ad una schermaglia. Questo non significa che il lavoro dello sviluppatore sia andato incontro ad un pubblico più “casual”, anzi. Elementi come il raggio d’azione di unità e comandanti, il morale, la coesione tra la fanteria e il resto dell’armata, i fianchi, le munizioni rimanenti per arcieri e balestrieri sono tutte variabili non opzionali che possono incidere pesantemente sulla sconfitta o la vittoria di una battaglia.

In aiuto del giocatore abbiamo un’interfaccia ereditata dalla precedente iterazione che risulta sempre pulita, immediata e facile da gestire. A questo si aggiungono una serie di suggerimenti e descrizioni riassuntive che offriranno informazioni chiare e concise e saranno sempre a disposizione.

COMPARTO TECNICO

Field of Glory II: Medieval

La direzione artistica e lo stile grafico sono un altro punto di forza nella rappresentazione storica di Field of Glory II: Medieval. Sebbene la fedeltà grafica e la qualità delle trame siano a tratti confuse, l’uso del colore in particolare su cavalieri, araldica delle unità e stendardi conferiscono al gioco un aspetto visivo aderente e fedele alla storicità che si vuole proporre, pur con qualche compromesso in termini di varietà.

Per quanto concerne il dettaglio, nel complesso ci attestiamo su livelli medi e con animazioni a tratti legnose. Quest’ultime sono figlie di un’espansione che eredita un engine già rodato e orientato più agli amanti dei wargame.  L’utenza alla ricerca del colpo d’occhio dovrà pensare ad altro. Ne consegue una richiesta hardware non particolarmente esosa. Specifiche che permetteranno anche giocatori con a disposizione un Pc non all’avanguardia, di godersi il titolo al massimo del dettaglio senza cali di framerate.

COMMENTO FINALE

Lo avevamo atteso e non ci ha deluso. Field of Glory 2: Medieval eredita quanto di buono Byzantine Game ha portato sui nostri schermi con Field of Glory 2. Il motivo è presto detto: amplia, di fatto, la portata di una produzione che potrebbe abbracciare altri periodi storici. Il gameplay risulta quindi avvincente e coinvolgente grazie ad una nuova serie di variabili unita a quelle garantite da un sistema di gioco profondo e ricco di possibilità dal punto di vista tattico.

Il fatto di essere un’espansione stand alone lo porta a condividere il punto debole di Field of Glory 2. Tante modalità ma una campagna, purtroppo, superficiale appannaggio di giocatori più interessati al combattimento che alla strategia ad ampio respiro. Il problema è che Slitherine ci ha ingolosito con l’ottimo lavoro di Ageod su Field of Glory II: Empires a nostro avviso un ipotetico Field of Glory II Medieval: Empires avrebbe sbaragliato la concorrenza senza troppa fatica.

Per chi cerca un’esperienza tattica profonda dove le miniature sono esse stesse protagoniste, Field of Glory 2: Medieval non ha rivali. Ecco, forse in futuro non sarebbe una cattiva idea ponderare sulla possibilità di aggiungere una modalità che ci permetta di dipingerle in prima persona, costruendo di fatto i nostri eserciti.

Pregi

Miniature medievali mai così dettagliate. Facile da imparare, difficile da padroneggiare. Battaglie personalizzate ricche di opzioni. Tattico a tutto tondo profondo e appagante.

Difetti

Modalità campagna superficiale. Dopo “Empires”, ci vuole un “Medieval: Empires”.

Voto

8,5

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