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Wintermoor Tactics Club, Recensione

Torniamo tra i banchi scolastici con la recensione Wintermoor Tactics Club, un’interessante avventura che mischia gioco di ruolo e visual novel

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Chi non ha mai sognato di vivere un bel gioco di ruolo sulla falsariga del famoso Harry Potter? Il liceo rappresenta una tappa molto importante in molti paesi, soprattutto negli Stati Uniti. Questo, ed una passione per il Dungeons & Dragons, sono quasi sicuramente alcuni dei motivi che hanno spinto lo sviluppatore EVC Games ad ambientare Wintermoor Tactics Club in un collegio decisamente particolare. Pubblicato da Versus Evil, il gioco è disponibile, come da annuncio, a partire da oggi (5 maggio) su Pc tramite Steam ed entro fine anno approderà anche PlayStation 4, Xbox One e Switch.

ZAINO IN SPALLA

La protagonista di questa divertente storia è Alicia, una ragazza intelligente che ama giocare di ruolo insieme ai suoi amici. Tende ad idealizzare l’interpretazione della classe del mago con il suo modo di essere, ma questa è una caratteristica insita in molti ragazzi appassionati di D&D. Insieme a lei troviamo Jacob e Colin. Il primo è tendenzialmente una via di mezzo tra bulletto ed eterno scontento che gioca il ladro, mentre Colin è il buonista e preso di mira dai bulli di turno che usa una delle classi più odiate, il paladino.

Come ogni liceo che si rispetti, anche l’Accademia di Wintermoor ha una serie di club che vantano diverse iniziative. Il giocare di ruolo di questi ragazzi non è solo un semplice hobby ma parte integrante delle attività promosse dal loro club. La tranquilla routine dei protagonisti verrà spezzata da un annuncio improvviso della presidenza che inviterà tutti i club a ritrovarsi nell’auditorium.

Per ragioni che non approfondiamo per evitare spoiler, il preside indirà un torneo che decreterà la vita dei club stessi, con una gara di palle di neve. Lo shock e il panico invadono la sala e scatenano l’ansia tra gli studenti, anche perché il vincitore manterrà il proprio club mentre tutti gli altri verranno sciolti. Da qui inizierà un’avventura a metà tra palle di neve e quest cartacee, migliorando varie abilità e prendendo parte a sidequest e storie dei personaggi minori.

SGUAINIAMO LA SPADA

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Il sistema di combattimento è interamente a turni su griglia quadrata e decisamente accessibile. Ad ogni turno muoveremo i protagonisti, useremo abilità offensive o difensive e attaccheremo i nemici. La modalità è la stessa sia per le giocate cartacee personalizzate, sia per il torneo a palle di neve che per l’occasione andrà a trasformarsi in una giocata di ruolo cartacea.

Le tre classi principali, ovvero mago, ladro e paladino sono rispettate alla lettera. Il sistema funziona grazie anche alla possibilità di migliorare il proprio corredo di attacchi sia con le quest secondarie che con le missioni introdotte dai nostri amici. Quello che forse manca è una vera personalizzazione del personaggio che avrebbe donato un tocco di stile all’intera produzione. La nostra idea è che lo sviluppatore voglia proporre un’esperienza orientata ad un pubblico più ampio, meno avvezzo a caratteristiche e punti da distribuire.

LA PAGINA DI UN LIBRO

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La routine di gioco è scandita dall’esplorazione dell’intera accademia per svolgere incarichi secondari e dialogare con gli studenti, lo studio del nemico, la battaglia allo stadio, la fine delle ostilità con la meritata notte di riposo. Per muoverci tra i vari edifici useremo una mappa stilizzata dell’Accademia di Wintermoor che offre informazioni aggiuntive se manterremo il puntatore del mouse sul luogo che vogliamo raggiungere.

Il tipo di storie che affronteremo sono di taglio decisamente giovanile, cosa che contraddistingue anche l’intero impalcato relativo alla storia principale. Il gioco perde l’equilibrio tra stereotipi molto di moda, come la ragazza emancipata a tutti i costi e il paladino che diventa principessina da salvare.

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Abbiamo trovato interessante la fase di gioco relativa agli aspetti sociali, in cui i personaggi possono interagire tra loro per migliorare la propria affinità. Anche in questo caso nulla verrà approfondito più del dovuto, ma il completamento di questi incarichi sbloccherà nuove abilità molto utili.

Man mano che il Tactics Club avanzerà nel torneo, avremo l’opportunità di portare nel nostro club nuovi “adepti”. Anche questa meccanica ci è piaciuta, soprattutto perché prima di usarli nel mondo di gioco, le nuove leve dovranno affrontare campagne cartacee create da noi. La veste da Dungeon Master si tradurrà nel divertirci a creare avventure personalizzate e avrà un impatto importante anche sul gameplay. La quantità di nemici, il terreno di gioco e altre opzioni determineranno le abilità di cui le nuove leve saranno dotate.

Peccato che il giocatore sia sempre limitato a soli tre personaggi in combattimento, dovendo quindi scegliere ogni volta chi tra i membri del club scartare. A nostro avviso sarebbe stato meglio aumentare la quantità di eroi sul campo di gioco almeno a quattro o cinque.

GRAFICA E SONORO

Anche l’occhio vuole la sua parte e il lato artistico di questo rpg tattico è decisamente accattivante. Da un lato abbiamo un’inquadratura in isometrica e una regia che prende a piene mani dai tattici a turni giapponesi, dall’altro uno stile grafico che ricalca il fumetto americano moderno.

Gli sviluppatori hanno giocato anche con la palette cromatica, alternando i toni freddi della scuola a quelli sgargianti delle campagne personalizzate e delle quest affrontate tra amici.

È una buona metafora per descrivere una situazione a suo modo pesante nella vita reale, contrapposta ad una fantasia che spesso rappresenta una via d’uscita dai problemi della vita. L’audio non rappresenta sicuramente l’aspetto più forte della produzione, ma è comunque supportato da tracce orecchiabili e scanzonate.

COMMENTO FINALE

Wintermoor Tactics Club è un gioco di ruolo divertente e accessibile, adatto ai ragazzi giovani e a chi si avvicina per la prima volta al genere. Il tutorial, e gran parte della porzione di gioco iniziale, accompagneranno il giocatore in tutti i compiti da svolgere.

La routine giornaliera tra un capitolo e quello successivo è varia ma molto lineare. Le quest secondarie e le storie dei personaggi sono tengono lontano lo spettro della ripetitività, anche se i personaggi cadono in stereotipi che iniziano a stancare.

Le quest personalizzate e lo stile grafico davvero azzeccato fanno di questo gioco un punto d’ingresso perfetto per i neofiti, e per gli appassionati che vogliono rilassarsi con una storia divertente e scanzonata.

Pregi

Esteticamente appagante. Molti incarichi da svolgere. Adatto ai neofiti.

Difetti

Un po' troppo lineare. Personaggi stereotipati. Non disponibile in italiano.

Voto

8-

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