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Steamworld Quest – Hand of Gilgamech, Recensione

Un divertente RPG a turni, basato su carte, strategia, ironia, e su un’ambientazione di buona atmosfera

Gli ibridi tra RPG a turni, giochi di carte ed avventure cominciano ad avere una presenza sempre più massiccia sul mercato: Steamworld Quest – Hand of Gilgamech è uno di quelli che ci ha impressionati di più e ne parliamo in questa rapida recensione.

Il gioco, infatti, sviluppato da Image & Form Games e pubblicato da Thunderful Publishing è uscito ormai da diversi mesi (fine maggio 2019) su Pc via Steam. Noi lo abbiamo provato nelle scorse settimane la versione Steam del titolo uscito anche su console. Ecco cosa ne pensiamo.

UN PO’ DI STORIA SULLA SERIE

Giusto, prima di partire, iniziare con un rapidissimo sguardo sulla saga. Tutto partì con Steamworld Tower Defense uscito su DS e DSI nell’ormai lontano 2010. Poi i due interessantissimi Steamworld Dig (usciti rispettivamente nel 2013 e 2017) in grado di distinguersi tra i metroidvania. E c’è da menzionare Steamworld Heist, un interessante strategico “a scorrimento” pubblicato nel 2016.

Parliamo di titoli che hanno in comune una buona realizzazione di base ed in linea generale l’ambientazione. Le premesse, quindi, sono positive ed anche con quest’ultima fatica, Image & Form Games non si è smentita.

CONTRO L’ESERCITO DEL NULLA

Steamworld Quest – Hand of Gilgamech ci porta a conoscere più approfonditamente un’ambientazione fantasy e “steampunk” (volutamente virgolettato), veramente gradevole. Protagonisti i robot umanoidi femminili Armally e Copernica. Sono molto amiche e potremmo definirle agli antipodi: la prima crede nella potenza e nell’onore della Gilda degli Eroi e punta ad entrare in questa corporazione; la seconda, dal canto suo, è una promettentissima alchimista che però ha abbandonato l’accademia.

Dopo i primi scontri si unirà a loro Galleo, un robottone molto potente e successivamente altri tre personaggi (uno doppio visto che si tratta di fratello e sorella) e l’altro enigmatico che comporranno il party. Tutti uniranno forze e conoscenze per aver ragione dell’esercito del Nulla che, dopo aver rinchiuso (facilmente) i difensori del regno (i famosi componenti della Gilda degli Eroi), sta mettendo a ferro e fuoco la regione.

Nasce una campagna discretamente lunga (circa una ventina di ore) dove l’umorismo e le battute sono ben distribuite oltre ad un buon equilibrio della difficoltà visto che – una volta imparate le caratteristiche dei nostri eroi – basterà qualche accorgimento nel deck di ciascuno dei personaggi per riuscire a superare combattimenti anche difficili.

UN GAMEPLAY DECISAMENTE EQUILIBRATO

Parlavamo dell’ottimo bilanciamento del gioco, questo grazie ad un gameplay veramente equilibrato ed in grado di offrire una bella sfida. Mai, come detto, proibitiva, ma al massimo difficile in alcuni passaggi ma mai punitiva.

Il gameplay si distingue in due fasi principali, l’esplorazione (e si potrà anche interagire sporadicamente con l’ambiente nonché risolvere un paio di enigmi piuttosto elementari, ndr) ed il combattimento. Ci sarebbe anche un’altra fase fondamentale in effetti, ossia la preparazione del deck.

Steamworld Quest – Hand of Gilgamech ha infatti una componente ruolistica ma anche strategica non indifferente perché ogni mossa dei personaggi del party si basa sulle carte a propria disposizione. Galleo, il più forzuto dei personaggi, ha carte che prevedono attacchi fisici possenti ma anche la possibilità di rigenerare i punti vita o di guarire da alcuni malus. Copernica, dal canto suo, è la vera e propria maga della situazione. Attacchi elementali e protezione magica sono le sue doti migliori. Armally, invece, ha un impatto devastante che fa anche stordire gli avversari.

Tutte le mosse sono decise dalle carte che sceglieremo. Ogni personaggio ha le sue ed il mazzo da poter utilizzare in battaglia ne include otto per cui man mano che si andrà avanti con la trama e con il ritrovamento delle carte si dovrà decidere quale utilizzare o meno.

Ogni carta ha anche un costo di mana (l’energia per potere fare ogni singola mossa) per cui l’abilità del giocatore dovrà essere mirata anche a realizzare un mini-grimorio piuttosto snello. Per nostra fortuna ci sono molte carte utilissime che generano mana. Ovviamente le più devastanti, almeno ipoteticamente, costano parecchio mana. Ma è altrettanto facile realizzare deck efficaci che includano carte dal costo moderato ma dagli effetti piuttosto efficaci.

Inoltre, in battaglia – rigorosamente a turni – si potranno realizzare delle combo che attiveranno l’effetto dell’arma utilizzata. La combo si concretizza quando nel proprio turno si giocano le carte di un solo personaggio. Così facendo si attiva l’effetto dell’arma dell’eroe facendo giocare gratuitamente, sostanzialmente, una mossa in più nel proprio turno. Ognuno dei personaggi, infatti, ha un equipaggiamento formato da due slot per “l’armatura” e dall’arma che viene attivata, appunto, dalle combo. Anche gli equipaggiamenti sono importanti perché possono proteggere a priori da dei malus fastidiosi.

Ci sono, invece, altre combinazioni molto più arzigogolate e per attivarle bisogna studiare attentamente le carte. Ad esempio una carta fa un “tot” di danni che vengono raddoppiati se il nemico ha un determinato status causato dall’arma di un nostro compagno. Bisogna quindi fare attenzione anche alla sequenza con la quale si giocano le carte.

In ogni turno è possibile scegliere fino a tre carte da giocare o – se un personaggio è impedito – si può optare per cambiare fino ad un massimo di due carte per mano nel tentativo di pescare quella giusta. Uno dei tre “slot” disponibili a turno può anche essere occupato dalle classiche pozioni che servono sia a far recuperare punti vita, sia a resuscitare un personaggio o a curarlo.

Detto del combattimento a turni che ha, né più e né meno le dinamiche già viste in altri giochi del genere, l’esplorazione consente di raccogliere carte da aggiungere al proprio mazzo, materiali che servono per potenziare le carte, e monete utili per acquistare equipaggiamento e, appunto, pozioni salute, o contro l’alterazione di diversi status come l’avvelenamento, l’indebolimento, la paralisi e così via.

Si possono anche migliorare le carte grazie alla combinazione di più materiali (che possono essere raccolti o acquistati a prezzi non propriamente modici dall’unica mercante del regno che ci accompagnerà sempre nelle nostre scarpinate) o forgiarne di nuove.

L’interfaccia molto chiara e meccaniche già rodate in passato fanno si che il gameplay sia piacevole. Non mancano i dialoghi ma questi possono essere anche saltati: non ci sono risposte da dare. Tali dialoghi fanno parte soltanto della storia senza che noi possiamo metterci voce in capitolo.

Il gameplay è tutto qui ed è comunque molto divertente. Sempre in grado di esaltare le menti più avvezze alla strategia ed alla tattica senza dover far scervellare troppo chi è propenso all’azione diretta. Questo grazie alla presenza di combinazioni elementari che risultano essere comunque importanti tanto quanto le combo più ricercate.

La difficoltà come più volte detto è ben equilibrata ma le maggiori soddisfazioni si hanno con il livello Leggenda dove è sicuramente più importante studiare tattiche e fare anche i dovuti cambi ai mazzi ed al roster attivo del nostro party per avere la meglio in certe situazioni.

La longevità dicevamo è alta ed una volta finito il gioco è possibile avviare la modalità Partita+. Esiste anche la possibilità di combattere nella modalità Arena che si sblocca dopo aver superato la fase del Colosseo nella storia principale.

UNA GRAFICA MOLTO GRAZIOSA

Steamworld Quest – Hand of Gilgamech propone un comparto grafico molto gradevole. Colorato, ben disegnato ed ottimamente animato. Image & Form ha realizzato un piccolo capolavoro sfruttando l’ambientazione che l’ha contraddistinta nelle sue produzioni precedenti.

Tutto molto gradevole ed interessante, così anche le ambientazioni che – però – ad onor del vero avrebbero potuto essere un attimino più varie. Abbiamo notato, infatti, un pizzico di ripetitività in alcuni frangenti. Buona (ma forse si poteva fare di più) la varietà di nemici, boss e mini-boss. Sul lato artistico, però, nulla da dire: tutto veramente ben fatto e con uno stile delizioso. Almeno a nostro avviso.

Ottime le musiche della colonna sonora mentre non esiste un vero e proprio doppiaggio. I personaggi farfugliano suoni incomprensibili e comunque non parole. Di contro la voce narrante fa il punto della situazione nelle parti più importanti della trama annunciando anche i titoli dei 19 capitoli della trama.

COMMENTO FINALE

Un gioco davvero interessante questo Steamworld Quest – Hand of Gilgamech che non aggiunge tantissimo a quanto visto in altre produzioni ma che fa il suo dovere molto bene sfruttando meccaniche ben oleate ed applicandole al proprio stile narrativo e grafico. In più offre spunti molto divertenti.

Gradevole sotto tutti i punti di vista ed anche divertente sotto diversi aspetti, il titolo del team svedese è adatto anche ai neofiti degli rpg tattici/strategici a turni che richiedano anche un minimo di costruzione del proprio mazzo da carte. Ha il merito di essere immediato e di non prendersi mai troppo sul serio.

Insomma, un titolo che ci ha soddisfatto in pieno al quale non nascondiamo il nostro rammarico per averlo giocato solo sei mesi dopo l’uscita. Ammettiamo la nostra colpa. I complimenti vanno ad Image e Form Games per aver confezionato questo gioco. Che ha anche il merito di non prendersi mai troppo sul serio grazie ad una buona ironia.

Pregi

Gameplay immediato e ben articolato. Interessante la costruzione del mazzo di carte e delle relative strategie. Combattimenti veramente divertenti. Ironia diffusa. Buona longevità. Grafica gradevole. Ottimo sonoro.

Difetti

Ogni tanto abbiamo avuto la sensazione che si sarebbe potuto fare qualche cosa in più sulla varietà grafica.

Voto

8,5

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