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Dawn of Man, la nostra Recensione

Lo strategico di Madruga Works ci fa fare un viaggio nella storia dall’età della Pietra fino all’età del Ferro… ecco come è andata

L’evoluzione tecnologica dell’uomo è, per certi versi, la dimostrazione della “divinità” stessa della stirpe umana, in grado dopo “poche” migliaia d’anni, di passare dalle caverne ad attici di lusso con tutti i comfort. Una divinità magica la cui magia appunto trascende il senso stretto del traguardo, ovvero partire dal poco e raggiungere il tanto, ma che nasconde un qualcosa di sovrannaturale e poetico nella lenta e difficile progressione verso la piena espressione del nostro intelletto, unico strumento che contraddistingue l’uomo dagli altri animali. Il tema, oggetto di studio di varie branche delle scienze antropologiche, è stato anche, in termini naturalmente più ristretti e meno incisivi a livello storico-teorico, uno dei temi piuttosto ricorrenti nel mondo videoludico, specialmente per quanto concerne il settore degli strategici. Dawn of Man, prodotto dallo studio Madruga Works di già autore di un altro strategico, Planetbase, ci pone proprio questo arduo obbiettivo: far evolvere un piccolo insediamento umano dall’età della Pietra sino all’età del Ferro, 10mila anni dopo.

Ecco la nostra recensione relativa alla versione Pc del titolo uscito anche su PS4 ed Xbox One.

GAMEPLAY

Dawn of Man è un gioco di strategia in tempo reale che ci metterà al comando dei primissimi uomini evolutivamente “compiuti”, impegnati nell’ardua sopravvivenza della specie durante l’età della Pietra. All’inizio, avremo a disposizione un esiguo numero di unità che saranno chiamate alla raccolta delle risorse prioritarie e basiche per la sopravvivenza, come rami, pietre, frutta e così via.

In linea di massima, il gameplay complessivo del gioco, sin dalle prime battute, sarà incentrato sul lento sviluppo del nostro insediamento: all’inizio, avremo ben poca scelta a livello costruttivo, date anche le nostre limitate capacità tecnologiche e strumentali, e saremo in balia sia dei predatori, che almeno nelle fasi iniziali ci colpiranno duramente, ma anche degli agenti atmosferici e della complessiva difficoltà nel reperire le risorse necessarie alla mera sopravvivenza. In questo senso, Dawn of Man riesce nella difficile impresa di dipingere perfettamente lo spirito dell’epoca, crudo, letale e crudele. Dawn of Man, però, ci proporrà un gameplay sin dalle prime battute rilassato, pacato e punitivo il giusto, dove potremo fallire miseramente al contempo avendo tante occasioni per raddrizzare un percorso divenuto difficile.

Dawn of Man non conterà su di una campagna nel verso senso della parola, ma avrà a disposizione una modalità “Freeplay”, che consterà di 3 scenari diversi dalla difficoltà diversa, una modalità “Sfida”, dove affronteremo livelli via via più complicati con degli obiettivi specifici, e una modalità “Community”, dove potremo accedere a contenuti creati dagli altri giocatori via Steam Workshop.

In questo senso, sarebbe stata probabilmente una chicca di notevole pregio l’aggiunta di una storyline consona e che avrebbe potuto introdurre le meccaniche di gioco attraverso una piccola parentesi narrativa.Il fulcro del gioco, oltre naturalmente la raccolta di risorse e la programmazione d’investimento strategica di queste che, almeno ai livelli di difficoltà più bassi, non sarà particolarmente impegnativa, sarà l’avanzamento tecnologico del nostro insediamento.

Dawn of Man ci metterà a disposizione un enorme schermata suddivisa in tanti sotto-percorsi che ci consentiranno di ottenere nuove tecnologie man mano che accumuleremo i punti necessari da spendere nell’ambito. Ma come ottenere i punti? Nulla di più facile (sulla carta): nel corso del gioco, compiendo azioni varie ed eventuali come cacciare animali o costruire edifici, verremo ricompensanti con della currency che sarà, come detto, spendibile negli appositi alberi di avanzamento tecnologico. In questo modo, in un intelligente e storicamente accurato sistema di progressione storico, ottenute tutte le “scoperte” tecnologiche, avanzeremo all’epoca storica successiva sino all’età del Ferro, l’ultima al momento disponibile.

La progressione tecnologica renderà le cose più semplice e più complesse allo stesso tempo: se nelle battute iniziali i nostri coloni saranno largamente impegnati nella raccolta di risorse davvero basiche e utili alla pura sussistenza, quando sbloccheremo edifici via via più complessi, ai quali saranno ovviamente legate produzioni più complicate, la catena di produzione unitamente all’esponenziale crescita demografica che si otterrà con la “giusta” tecnologica e alla conseguenziale e necessaria pianificazione geografica delle strutture chiave, trasformeranno Dawn of Man in corso d’opera, da uno strategico ridotto all’osso, ad una simulazione cittadina più vicina a titoli come Banished.

Naturalmente, quando il nostro villaggio si amplierà, attirerà l’attenzione anche di banditi e altri nemici che dovranno essere, naturalmente, trattati di conseguenza. In Dawn of Man, com’è già indirettamente specificato, sarà presente una componente dedicata alla guerra e ai combattimenti, seppur non sarà particolarmente elaborata e, anzi, a tratti assumerà i connotati di un “dazio” comune inserito fra i “costi” dell’evoluzione e del mantenimento di un insediamento umano (tant’è vero che le scaramucce belliche saranno in larga misura gestite dall’intelligenza artificiale).

TECNICA

Tecnicamente parlando, Dawn of Man si attesterà su livelli intermedi offrendo un comparto “di servizio” sufficiente. Sia da un punto di vista di mera programmazione che di resa estetica, il titolo di Madruga Works si comporterà bene, restando però distantissimo per qualità da produzioni più blasonate (e con budget naturalmente diversi).

Il primo e più pesante neo a livello più squisitamente tecnico, sarà l’intelligenza artificiale complessiva, poggiata su rigidi percorsi predefiniti e che sarà impossibile evitare soprattutto per quanto concerne la priorità lavorativa che, in un tentativo di alleggerire il carico di responsabilità dato al player, i nostri abitanti perseguiranno senza sosta.

Ad esempio, capiterà che i nostri inseguano all’infinito un gruppo di animali (anche questi, gestiti in modo un po’ impreciso… non sarà raro vedere lupi e cervi camminare assieme, come se fossero migliori amici) distante giorni e giorni dal nostro accampamento, magari finendo per esser uccisi da un predatore casuale lontanissimi dal nostro villaggio. Limiti che, in linea di massima, modificano il gameplay senza però renderlo inaccessibile o eccessivamente frustrante. Per quanto riguarda le performance, Dawn of Man spazierà agilmente tra differenti risoluzioni offrendo un comparto estetico più che sufficiente e che non farà gridare al miracolo: durante il test, compiuto su di un sistema di fascia medio/alta, non sono stati riscontrati particolari bug o rallentamenti tali da esser degni di nota e che andassero ad inficiare complessivamente il gameplay.

COMMENTO FINALE

Dawn of Man è un ottimo strategico che ci insegna, in modo piuttosto realistico e simulativo, le difficoltà dei “primi uomini”. Gente impegnata esclusivamente nella pura sopravvivenza contro le avversità di Madre Natura. Un’autentica chicca per gli amanti del settore, ma valido anche per chi ne fosse a digiuno grazie al suo gameplay. Questi risulta equilibrato e non troppo punitivo offrendo, però, poche modalità e un comparto tecnico solo sufficiente.

Pregi

La dura arte della sopravvivenza preistorica. Gameplay equilibrato e punitivo il giusto. Buona longevità...

Difetti

... anche con poche modalità di gioco. Alcuni problemi tecnici. Intelligenza artificiale non perfetta.

Voto

8+

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1 commento su “Dawn of Man, la nostra Recensione”

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