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Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered, Recensione

Dopo quasi 9 anni dal suo esordio originale, Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea approda (anche) su Steam in tutto il suo splendore

Ci sono giochi che colpiscono per la loro realizzazione anche a distanza di anni ed anni. Se questo succede vuol dire che il lavoro svolto dalla software house è stato epico. Inutile girarci intorno, è il caso di Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered che ha fatto il suo esordio su Steam per gli utenti Pc la settimana scorsa a quasi 9 anni dal suo debutto originario in Giappone su Nintendo DS. La versione rimasterizzata è disponibile anche su PS4 e Switch.

Dallo scorso 20 settembre, dunque, la grande fiaba di Ni No Kuni è disponibile per le nuove console e va a colmare un’assenza importante che era stata accentuata dalla presenza del sequel arrivato l’anno scorso.

Ecco la nostra rapida recensione del capolavoro firmato da Level-5 e distribuito da Namco Bandai.

UNA MAGIA DELIZIOSA DA LEVEL-5 E STUDIO GHIBLI

Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è una vera e propria magia. Per far capire il concetto anche ai neofiti potremmo sintetizzare scrivendo che in diversi tratti sembra giocare ad un anime giapponese tale è la bellezza di quanto visto ed ascoltato.

Quello che è in sostanza uno jrpg tutto sommato piuttosto classico, è un lavoro mastodontico firmato da Level-5, software house giapponese conosciuta per le serie di Professor Layton, di Inazuma Eleven e Yo-Kai Watch, e dallo Studio Ghibli che ha al suo attivo tantissimi lungometraggi animati che sono entrati nella storia quali, ad esempio, Porco Rosso, La Città Incantata, Il Castello Errante di Howl, Ponyo sulla scogliera, Il mio vicino Totoro e molti altri.

Un vero e proprio capolavoro non privo di qualche piccolissima sbavatura ma che è comunque in grado di incantare e deliziare con i suoi scorci e le sue musiche. Ne parleremo dopo.

LA STORIA DI OLIVER… O OLIVERO… O OLIVERIUCCIO

La storia di Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea ci porta a Motorville. Una cittadina tranquilla dove Oliver, un ragazzino di circa 13 anni, col suo migliore amico Philip è intento a provare una vettura che hanno costruito insieme. Ma il nemico, pur essendo lontano, in un’altra dimensione, è in agguato… si materializza nel destino che fa rischiare seriamente la vita al nostro Oliver che, intento a provare la vettura, perde il controllo e finisce sul fiume rischiando di annegare.

In suo aiuto l’amico Philip ma è la mamma di Oliver che, intuendo il grave pericolo e con grande sprezzo del pericolo, riesce a tuffarsi in tempo ed a salvare suo figlio. La gioia dura poco: la mamma ha un malore e dopo qualche giorno muore. Il cuore troppo debole ha tradito la salute della giovane e dolcissima donna.

Oliver, chiaramente, ne soffre da matti. A nulla valgono i tentativi degli amici (adulti e coetanei) di consolarlo. Ma quando tutto sembra perduto, la magia si materializza. Il nostro ragazzino, infatti, dopo aver stretto un pupazzetto buffo che gli era stato regalato dalla mamma, piange. Le sue lacrime bagnano questo pupazzetto che prende magicamente vita.

Conosciamo così Lucciconio, una strana creatura che ricorda tantissimo l’antagonista dei cortometraggi animati de La Pantera Rosa ma senza baffi e con in più un lume attaccato con un anello a quello che identifichiamo un enorme naso.

Lucciconio è un vero peperino. Racconta subito ad Oliver che il suo mondo è stato stravolto da Shadar, il Genio Nero e che soltanto una persona pura di cuore, come il nostro eroe (uno a caso), è in grado di salvare questo regno dalla catastrofe.

Il protagonista dapprima tentenna perché è ancora troppo fresco il lutto. Ma Luccionio riesce a convincerlo raccontandogli della possibilità di resuscitare la madre dopo aver eliminato Shadar a patto di poter liberare la grande Saggia Alicia, che – senza fare troppi spoiler ma tutto quello che leggete ora saranno i soli accenni all’inizio della trama che vi assicuriamo regalerà momenti importanti – ha le stesse sembianze, indovinate di? Già, la Saggia Alicia è uguale alla madre di Oliver.

Quest’ultimo accetta ed incomincia anche i rudimenti della magia grazie anche all’Abbedeabra, un vero e proprio manuale pieno di formule di incantesimi sempre più potenti e di ogni genere: dal più semplice (quello di passare da Motorville al mondo parallelo), al Toccasana (che serve per recuperare parte dei punti vita) alle palle di fuoco ed a moltissimi altri incantesimi.

GAMEPLAY SEMPRE SOLIDO

Giusto adesso dare un accenno al gameplay. Si tratta, come già detto, di un classico jrpg. Alterneremo l’esplorazione con i combattimenti oltre che ai dialoghi. Chiaramente ad ogni combattimento vinto, riceveremo sia punti esperienza che soldi. Con i punti esperienza andremo ad accrescere il nostro livello. Non potremo scegliere cosa migliorare ma le nostre statistiche suddivise in punti salute, punti mana, attacco, precisione, magia ed altro cresceranno automaticamente.

Sia i nostri che quelli dei nostri compagni: i famigli che potremo ottenere tramite magia. Durante le battaglie che si svolgono in tempo reale potremo anche alternarci con uno loro o decidere di andare noi stessi in combattimento. Se, però, anche con i famigli si perdono tutti i punti vita si materializza il Game Over e saremo costretti a ripartire dall’ultimo salvataggio. I salvataggi, piccola nota durante la descrizione del gameplay, si possono fare soltanto trovando alcune fontane che fanno da checkpoint, o sostando nelle locande.

Dicevamo dei combattimenti: potremo scegliere in tempo reale le azioni da fare: attaccare fisicamente, o scegliere una magia da compiere. Si può anche tentare di fuggire. Ogni azione ha un costo in termini di tempo e se lanciamo una magia anche in termini di mana a seconda dell’incantesimo scelto. Le sessioni sono molto dinamiche e sono ben realizzate. Peccato che la loro introduzione sia identica. Ah, dimenticavamo: è possibile prendere di sorpresa i nemici se durante l’esplorazione dell’ambiente (che siano le varie mappe esterne o i dungeon) li attaccheremo da dietro. In quel caso si potrà agire in anticipo, una sorta di attacco di opportunità che i giocatori di D&D conoscono molto bene. Chiaramente è anche possibile il contrario e cioè essere sopresi. Ma si potrà comunque tentare di sfuggire muovendosi velocemente. Inoltre, Lucciconio di tanto in tanto rilascerà delle sfere di energia rosse e blu: le prime servono a far risalire i punti vita, le altre per ripristinare la barra del mana.

Tantissime le quest da fare, anche secondarie, molti i dialoghi ed i personaggi da scoprire e di luoghi da esplorare ed ammirare. In questo senso, la longevità è splendida e regala decine e decine di ore. Si parla di almeno una quarantina di ore per la storia principale. Per non parlare delle missioni secondarie. Conosceremo tantissimi personaggi interessanti e scopriremo varie location supplementari in giro per il regno anche per comprare l’equipaggiamento necessario nell’intento di eliminare Shadar e riabbracciare la mamma.

E questo offre un gameplay effettivamente solido ed in grado di dare soddisfazioni: migliorare il personaggio e con esso i suoi attacchi ed equipaggiamento, raccogliere vari ingredienti, alimenti ed oggetti, nutrire i famigli per accrescere autonomamente le loro abilità oltre che a farli crescere con gli stessi punti esperienza guadagnati, è davvero divertente. Il senso di progressione è molto forte così come la possibilità di sfidare creature e nemici sempre più forti ed evoluti. Per non parlare dell’avanzamento nella bella trama principale.

CAPOLAVORO VISIVO, CAPOLAVORO SONORO

La versione rimasterizzata di Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea su Steam offre alcune opzioni grafiche importanti permettendo di giocare anche nello splendore dei 4K. A patto, ovviamente, di avere l’hardware adeguato. Inoltre questa versione offre diverse opzioni per la qualità delle ombre, del VSync, modalità AA, filtro anisotropico e si può scegliere di togliere il limite ai frame (o di scegliere tra i 30 ed i 60) mentre le risoluzioni supportate vanno dai 640×40 al 4K.

Stilisticamente, il gioco, ricorda quello dei celebri lungometraggi animati di Studio Ghibli che abbiamo menzionato (e non tutti) ad inizio recensione. Potremmo elencare tutte le qualità stilando aggettivi entusiastici ma sarebbe troppo facile.

Ribadiamo il concetto che soprattutto nelle scene animate di intermezzo (le cut scene) la qualità è eccelsa. Così come quelle presenti nei dialoghi. In game, il quado è sempre estremamente positivo ma in queste sessioni ogni tanto fa il suo in modo più che egregio ma ogni tanto soffre di qualche calo di framerate ed ovviamente non può avere gli stessi dettagli clamorosi delle scene di intermezzo.

Poco grave, pur con qualche alto e basso (anche a livello poligonale in alcune location), la grafica e le animazioni generalmente incantano. E sono apprezzate per i tantissimi dettagli e per la varietà di tutto quello che andremo ad esplorare.

Ed incanta anche il sonoro. Le musiche di Joe Hisaishi, in grado di rapire e di diffondere pura magia durante le nostre avventure e le nostre scorribande. Hisaishi è un veterano, un vero e proprio maestro in grado di scrivere temi che si fondono perfettamente con i vari momenti delle nostre vicende. I temi sono eseguiti dalla Tokyo Philarmonic Orchestra per confermare una qualità veramente eccelsa.

Ma Ni No kuni ha un difetto. Insolito, invero, ma c’è: i sottotitoli spesso e volentieri sono troppo rapidi rispetto al doppiaggio ed all’azione. Inoltre, l’edizione italiana è – lo ricorderanno gli utenti PS3 – vanta diverse licenze poetiche come le linee di testo di Lucciconio: tutte in romanesco. “E daje ahoo”. Quest’ultimo non è un difetto, ci mancherebbe: amiamo i dialetti di tutta Italia. Solo non comprendiamo il perché di questa scelta.

COMMENTO FINALE

Chiudiamo la nostra recensione dicendo apertamente che Ni No Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è un vero e proprio capolavoro. Di quelli eterni, di quelli che scaldano il cuore e che ogni giocatore (anche non amante degli jrpg) dovrebbe avare nella propria ludoteca.

Il primo Ni No Kuni, salvo qualche umano difettuccio, è una pietra miliare, un colossal sia per grandezza e magnificenza della parte grafica, sia per la monumentale colonna sonora, sia per la trama, piuttosto articolata, sia in generale per la grande varietà e longevità.

Poche volte un gioco emoziona e Ni No Kuni ci ha lasciati a bocca aperta nonostante i suoi anni all’attivo siano tanti. Avevamo ammirato Dragon’s Lair, un vero e proprio cartone animato in stile disneyano giocabile anche se sostanzialmente un vero e proprio Quick Time Event game.

Ni No Kuni offre varietà e padronanza di gameplay oltre ad una qualità generale davvero alta al di là delle piccole sbavature che abbiamo riscontrato.

La versione Steam è senza dubbio interessante anche per la possibilità di giocare in 4K e sbloccare il framerate oltre a poter applicare alcuni filtri. Ma al di là del lato tecnico molto buono, di una trama importante e di un buon gameplay, il capolavoro si materializza sul lato artistico. Si, in questo senso, Ni No Kuni è un capolavoro da avere.

Pregi

Artisticamente monumentale. Sembra di giocare ad un anime. Lascia a tratti a bocca aperta. Ottimo commento sonoro. Longevo grazie alle tante avventure primarie e secondarie. Benissimo tecnicamente e possibilità di giocare in 4K. Buona trama.

Difetti

Qua e la abbiamo visto alcuni alti e bassi (quasi millimetrici ma presenti) nella qualità di alcune ambientazioni. I testi delle cut scene sono ingiustificatamente veloci.

Voto

9,5

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