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Catch a Duck, Recensione

Per chiunque avesse sperato d’essersi imbattuto in una novella versione dell’indimenticabile Duck Hunt, ci spiace: non è Duck Hunt. Ma non per questo, nella sua semplicità, Catch a Duck non è divertente. Anzi, proprio grazie a meccaniche tanto semplici quanto potenzialmente complicate, il titolo potrebbe essere un validissimo e inaspettato “time-killer” dall’animo spiccatamente casual.

Eccoci, dunque, a parlare di questo titolo minimal firmato dal team indie Ultimate Games per Switch, la console ibrida di Nintendo. Buona lettura.

GAMEPLAY IMMEDIATO

Catch a Duck è un gioco d’azione con visuale dall’alto, il quale incorpora al suo  una lieve componente da stealth game in stile “hide and seek”, unitamente a dinamiche leggere più squisitamente esplorative.  Nel gioco, impersoneremo una volpe con un obiettivo piuttosto semplice (almeno, in teoria): acchiappare una succulenta anatra.

L’azione si svolgerà in livelli che passano dal semplice “giro in giro” [cit.], a stage un po’ più labirintici e cosparsi di pericoli, dove il nostro “pranzo” sarà ben nascosto e andrà ricercato in lungo e largo. Innanzittuto, il nostro coduto alter-ego avrà dei nemici da cui star alla larga, fra orsi, lupi e cacciatori. Questi, oltre ad esser semplicemente evitati, potranno esser volpescamente messi gli uni contro gli altri, per eliminare il problema alla radice.

Per i livelli, potremmo addentare conigli o recuperare stelle, che andranno ad aumentare il punteggio complessivo da noi ottenuto, che ci consentirà quindi ottenere una valutazione maggiore nei livelli. In totale, gli stage giocabili saranno una ventina, compresi anche quelli extra che si sbloccheranno procedendo innanzi con i livelli. In sostanza, anche un player casuale potrebbe completare il tutto in due/tre ore: in questo senso, Catch a Duck non sarà esattamente rigiocabilissimo: una longevità che potrebbe in tal senso aumentare se ci cercasse  la massima valutazione possibile della performance in uno stage, la quale alle volte ci costringerà a pazientare per parecchio tempo al fine di completare una specifica azione in grado di aumentare la nostra valutazione sensibilmente.

GRAFICAMENTE GRADEVOLE

Da un punto di vista più squisitamente tecnico, Catch a Duck offrirà un comparto gradevole e sufficientemente strutturato: peccato per i controlli, i quali non saranno precisissimi, quasi ci fosse una micro-latenza fra le movenze meccaniche e l’immagine a schermo. Per quanto concerne le performance, il titolo offrirà un’esperienza ludica tutto sommato fluida e senza particolari “buche” di performance. Esteticamente e artisticamente parlando, Catch a Duck sarà un sicuro plus, grazie ad un impatto visual degno di un libro di favole illustrato, incorniciato in tutta una serie di piccoli tocchi di classe, come ad esempio i versi favolescamente esagerati dei nemici.

COMMENTO FINALE

Nella sua semplicità, Catch a Duck è un divertente titolo con cui passare del tempo. Un titolo che, per la sua natura “casual” (che non corrisponde affatto ad una bassa difficoltà di gioco), potrebbe piacere a chi vuol passare qualche minuto in relax. Unico neo di peso, una rigiocabilità molto basse e che porta il gioco ad esser completato in pochissime ore.

Pregi

Gameplay immediato e divertente. Artisticamente valido.

Difetti

Level design altalenante. Rigiocabilità bassa.

Voto

6,5

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