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Pro Cycling Manager 2019, Recensione

Tornano il Tuor de France, la Vuelta, le classiche (grandi e piccole) e l’appuntamento con il titolo di Cyanide Studio

La Grande Boucle sta pian piano entrando nel vivo e con essa anche la stagione ciclistica che va ben oltre i tre grandi giri a tappe, Tour De France (appunto), Giro d’Italia e Vuelta. Si perché gli amanti del pedale (e della pedalata) sanno che il calendario è lunghissimo ed è composto da grandi classiche e da giri e trofei interessanti che formano un circuito ricco di impegni. Cyanide Studio prova a sollecitare i giocatori che amano il ciclismo proponendo a cadenza annuale, da qualche stagione, l’accoppiata Tour de France e Pro Cycling Manager.

Vi parleremo di Pro Cycling Manager 2019 che è uscito lo scorso 4 luglio su Steam per Pc Windows mentre ricordiamo che Tour de France 2019 è, invece, appannaggio degli appassionati PS4 ed Xbox One. Entrambi i giochi sono distribuiti da BigBen Interactive che recentemente ha acquisito Cyanide Studio da Focus Home Interactive.

Riuscirà il nuovo capitolo della serie manageriale a far emozionare gli appassionati di questo sport e ad essere degno della mitica maglia gialla? Il ciclismo è un po’ un miscuglio di tante sensazioni umane: sacrificio e dedizione ma anche estro, fantasia. Ed è capace di offrire imprese che hanno consacrato alla storia più che dei campioni, degli eroi, nonostante tutte le controversie legate al doping che in parte hanno minato la credibilità di tutto il movimento… Ma questa è un’altra storia.

Ecco, quindi, la nostra recensione. Vi auguriamo una buona lettura.

PIÙ DI 200 GARE IN UN CALENDARIO FITTISSIMO

Pro Cycling Manager 2019 pone gli appassionati nel ruolo di direttori sportivi che gestiscono una squadra. O, nella modalità Pro Cyclist, fa vestire i panni  di un campione in erba. In entrambi i casi ci prenderemo cura di team o atleti nel corso del susseguirsi di stagioni che propongono un calendario, a dir poco, fitto. Grazie anche alla possibilità di realizzare mod, la community di giocatori ha già pubblicato contenuti per supplire alla mancanza di licenze ufficiali.

I calendari presenti si accostano a quelli ufficiali e ne ricalcano, se non altro, gli impegni mettendo sul piatto oltre 200 gare singole (e svariate tappe, ndr) più o meno importanti. Oltre ai tre giri a tappe (il Giro d’Italia è chiamato Super Giro d’Italia) di cui si sa molto, sono presenti una serie di eventi di ogni genere adatto a tutti i palati. Dalle classiche del Nord a corse a tappe “minori”, da gare giovanili Under 23, a Coppe di diverso valore, in giro per il Mondo, in ogni condizione meteorologica e su ogni terreno. Ne parleremo a breve.

UNO SGUARDO ALLE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2019

Le novità di Pro Cycling Manager 2019 si notano fin da subito come ad esempio l’interfaccia utente piuttosto sobria ma al tempo stesso abbastanza intuitiva. Non originalissima ma funzionale ed in questo tipo di giochi va bene così. al design ci si penserà successivamente.

Troviamo tanti tutorial che aiutano siano chi – come noi – è alle prime esperienze con la serie, sia i più esperti. Trovare le informazioni utili è semplice ed interessante come ad esempio visualizzare i percorsi delle gare (o tappe). Vengono, infatti, indicati chiaramente i vari dettagli come, ad esempio, la presenza di Gran Premi della montagna, di traguardi intermedi, e così via.

Un’altra novità è la modalità multiplayer online fino a 16 giocatori mentre nella modalità Pro Cyclist segnaliamo la presenza di un albero delle abilità che offre un inevitabile tocco RPG. Ne parleremo a breve.

CARRIERA E PRO CYCLIST

Il nocciolo contenutistico è sostanzialmente raccolto nella modalità Carriera ed in quella Pro Cyclist. Nella prima, come già descritto, gestiremo una formazione creata da zero. Dovremo, quindi, scegliere i ciclisti da ingaggiare in base alle nostre possibilità economiche e chiaramente sarà fondamentale allestire una squadra omogenea in grado di affrontare sia le tappe di pianura adatte ai velocisti che quelle collinari o di montagna, che quelle miste. Ma c’è bisogno anche di uomini in grado di saper dire la loro nelle corse contro il tempo, ovvero forti a cronometro. Oltre che di veri leader e di leali gregari.

In tutto questo si dovrà scegliere a quali gare dell’enorme calendario partecipare. I calendari professionistici variano a seconda della “serie” in cui milita la squadra, da quelle continentali a quella mondiale chiamate: Continental, Continental Pro e World Tour. Nell’ultima e quella più prestigiosa, troviamo gare più impegnative, più lunghe, più ardue e con professionisti di fama globale. I risultati aiuteranno anche a gestire gli sponsor ed a trovarne altri.

Insomma, le dinamiche non sono troppo diverse dai manageriali calcistici. La gestione di allenamenti, formazioni da presentare ai vari appuntamenti selezionando non solo gli uomini più in forma ma anche chi può esprimersi meglio in quella determinata gara.

Avere più potere d’acquisto permette anche di contattare e contrattare con ciclisti sempre più forti (sulla carta) e carismatici. E così via. Chiaramente anche seguendo il giusto allenamento e con un po’ di fortuna i nostri atleti miglioreranno le loro diverse caratteristiche.

Nella Pro Cyclist si dovrà, invece, gestire la carriera del nostro alter ego ciclista. Un 19enne di belle speranze che dovrà faticare non poco per emergere. Il gioco aiuterà a destreggiarsi nei meandri delle cose da fare e delle attività principali. Dovremo anche scegliere all’inizio, oltre ai dati anagrafici e a qualche risicata opzione per l’aspetto, quali caratteristiche peculiari avere. Punteremo a far diventare il nostro atleta uno scalatore? Uno in grado di difendersi sia in salita che negli sprint? Ne faremo un velocista puro? O uno bravo nelle cronometro? O ancora un mix? La scelta spetta solamente a noi.

Se seguiremo le indicazioni del direttore sportivo o quelle dei leader (saremo, ovviamente, gregari all’inizio) durante la corsa, potremo avere buone valutazioni senza per forza di cose essere costretti a vincere ad ogni costo. Almeno all’inizio anche perché è sostanzialmente impossibile ed il realismo non ne gioverebbe. Se eseguiremo i nostri compiti fino in fondo, avremo a fine gara una valutazione positiva e riceveremo dei punti esperienza che serviranno a far salire di livello il nostro personaggio.

Ad ogni livellamento avremo a disposizione un punto da spendere nel più classico degli Skill Three, ossia nell’albero delle abilità suddivise sostanzialmente in tre quattro categorie: Prestazioni, Personalità e Scoperta e Corsa. Ognuno di essi ha inoltre tre abilità differenti e rispettivi tre gradi da migliorare. Questi danno effettivamente miglioramenti tangibili già dopo i primi tre-quattro punti abilità assegnati.

Potremo decidere se migliorare nelle Prestazioni migliorando ed aumentando il tempo del nostro picco di forma o ancora la forza di volontà o l’allenamento. La personalità sarà utile per avere carisma, o attenzione o una buona rete di contatti (questa servirà soprattutto per la gestione del contratto o avere migliori possibilità di avere un ingaggio da una squadra più importante). E così via.
Una spruzzata, dicevamo, interessante di RPG che dà ulteriore caratura al gioco. È utile ricordare che si aggiungeranno in gare ulteriori istruzioni come ad esempio la possibilità di inserirsi in gruppo e di sorprendere gli avversari “eludendone” (così recita la descrizione in game) la sorveglianza. Più saliremo di livello, e questo va da sé, più potremo partecipare a gare prestigiose.

Anche qui le varie schermate ci indicano il nostro storico ed i risultati della carriera e vengono indicate anche vittorie. Chi tiene al palmares può gongolare: tutto è registrato.

Fondamentale sbloccare le abilità anche per ottenere risultati decenti nelle prime stagioni perché è giusto dire che l’IA non regala niente.

GAMEPLAY

Oltre alla mole di dati che oggettivamente è lodevole visto che Pro Cycling Manager punta a simulare quanto più verosimilmente le dinamiche del ciclismo, il gameplay è il fulcro di questo nuovo sforzo di Cyanide Studio. Si divide in due fasi fondamentali: una di preparazione che bene o male abbiamo già descritto e che grazie a dei menu pratici si fa leggere e comprendere molto bene. Qui dovremo anche studiare bene la tappa attraverso le informazioni e la piantina con altimetria del percorso. Nella schermata di presentazione della competizione vengono anche indicati i probabili favoriti. Ci sono davvero tanti dettagli da tenere d’occhio e tantissime varianti da non sottovalutare.

L’altra fase si materializza nella corsa vera e propria riproposta in 3d.

Abbiamo trovato il titolo piuttosto interessante sotto questo aspetto ed anche divertente. Nella corsa potremo dare diversi ordini ai nostri ciclisti o al nostro alter ego.

Mantenere la posizione, o attaccare esponendoci anche ai rischi del caso. Questo comando permette, infatti, di andare in fuga o di tentare l’inseguimento di fuggitivi rispondendo ai loro strappi. Ci si espone molto alla stanchezza, alle crisi ed alle rimonte del gruppo. O ancora è possibile tirare e quindi aumentare il ritmo cercando la collaborazione del gruppo o, se si è in fuga, la collaborazione degli altri. O si può decidere di tirare da soli. In tutto questo si dovrà fare attenzione alla gestione delle condizioni fisiche (stanchezza) e stare attenti a bere. Ci si potrà anche aiutare con un gel energizzante e si dovrà dare un’occhiata alla borraccia d’acqua richiedendola quando finisce.

Inoltre, quando si è in prossimità del traguardo, il comando d’attacco viene sostituito dallo sprint. Insomma, non ci facciamo mancare nulla. E questo è interessante quando tali comandi si applicano durante la gara in tempo reale. Starà a noi intuire quando sarà il momento giusto per esporci o per contrattaccare.

Giocare d’attacco può essere un’arma a doppio taglio perché se le caratteristiche del nostro ciclista non sono idonee ad esempio al tracciato, essere ripresi senza poter poi respingere gli attacchi sarà una dura realtà e lezione da digerire. E c’è sempre il fattore C di fortuna a dare un po’ di pepe al tutto.
Può capitare (ed a noi è successo) di essere nel mezzo di una bella fuga a quattro, di tirare con gli altri compagni di ventura e di cadere perdendo tempo e la possibilità di vittoria. O si può anche incorrere in cadute ed avere conseguenze fisiche come infortuni più o meno gravi.

Questo vale sia per la modalità Pro Cycling che nella Carriera a squadre. In quest’ultima bisognerà diventare veri e propri strateghi visto che si dovranno impartire gli ordini a tutti i componenti del team. Si può decidere chi mandare in avanscoperta, o di affiancare l’uomo d punta e “proteggerlo” o scortarlo e così via.

Ma è anche importante guardare i parametri di ogni nostro compagno e vedere anche se in quella giornata è in forma o in flessione. La forma fisica è estremamente importante in termini prestazionali. Un vero e proprio ago della bilancia.

Col tempo miglioreremo le intuizioni e soprattutto il nostro alter ego sui pedali. Impareremo come e quando dosare il nostro sforzo gestendo l’intensità dell’energia durante le nostre pedalate. L’intelligenza artificiale si comporta decentemente, anzi. Non sarà facile sorprendere in modo efficace i ciclisti. La componente strategica pura è, a nostro avviso, uno dei punti migliori di questo titolo. Migliorare ed ottenere risultati diventa molto appagante. Ma c’è da dire che il ritmo è, per ovvi motivi, ricco di alti e bassi ed alcune fasi, soprattutto quelle iniziali e di studio, sono piuttosto noiose. Per fortuna è possibile velocizzare (o diminuire) il tempo fino ad 8 volte l’azione ma si rischia di poter dare gli ordini nelle giuste tempistiche.

Per fortuna si può ripristinare la velocità normale, a 2X o a 4X in qualsiasi momento. Questo per evitare anche un po’ di noia visto che, inutile girarci in tondo, il titolo vive di moltissimi momenti di studio. Ci sono, inoltre, tempi morti tra una gara e l’altra. Ci auguriamo che con le venture edizioni, tali caricamenti vengano eliminati.

GRAFICA “OK”, SONORO TRASCURABILE

Dal punto di vista tecnico, Pro Cycling Manager 2019 offre sensazioni contrastanti. La riproduzione delle corse è generalmente gradevole anche se ha momenti altalenanti. Soventi sono gli effetti pop-up degli elementi di contorno mentre diverse animazioni sono legnose. Inoltre troviamo alcuni episodi di compenetrazione poligonale.

La grafica dà il meglio di sé in generale, quando mostra i paesaggi o le bellezze naturali o fa vedere i centri abitati offrendo scorci e cartoline anche gradevoli da guardare con buone punte. Per poi perdersi nei dettagli come alcune texture delle montagne. Inoltre, per quanto possano essere interessanti tali scorci, i paesaggi e le location tendono poi ad assomigliarsi. Non con eccessiva frequenza per fortuna ma si nota dopo qualche ora. Nondimeno fin da subito si notano anche i segni del tempo: non c’è troppa varietà tra i modelli dei ciclisti e comunque affiorano in tutta la loro rudezza diversi “spigoli”. Ci sono, per fortuna, diverse inquadrature che permettono anche di seguire al meglio lo svolgersi dell’azione. Ma sostanzialmente ci troviamo di fronte ad una grafica altalenante e datata. Stesso dicasi per le animazioni definite legnose e comunque in alcuni casi non troppo curate.

Il sonoro offre alcuni brani. Qualcuno decente ma generalmente non è nulla di memorabile. Il commento in gara scandisce alcuni momenti importanti ma è privo di emozioni e di spessore. Inoltre è sempre lo stesso e diventa, dunque, estremamente ripetitivo.

Certo, da un gioco manageriale è difficile potersi aspettare di meglio. Nota dolente, inoltre, per i caricamenti. Davvero lunghissimi.

COMMENTO FINALE

Pro Cycling Manager 2019 è comunque un gioco interessante. Uno dei pochissimi, se non l’unico, ad occuparsi in modo serio e certosino del ciclismo.

La simulazione è comunque di buon livello con tante attività da gestire e corse da disputare. La longevità e la varietà non mancano ma al tempo stesso anche la ripetitività. Abbiamo apprezzato le modalità Carriera e Pro Cycling ed una certa mole di gare da fare. Il gameplay, pur migliorabile, è comunque apprezzabile anche perché è piuttosto completo ma si gestisce in modo piuttosto agevole. Grafica gradevole in alcuni tratti ma che mostra i segni del tempo in altri. Il sonoro e le musiche sono tutt’altro che memorabili. Inoltre, c’è da segnalare che i tempi di caricamento tra una gara e l’altra sono veramente lunghi e poco giustificabili nel 2019.

Chi vuole calarsi nei panni dei ciclisti può senza dubbio pensare seriamente all’acquisto di Pro Cycling Manager 2019 che nonostante sia un gioco manageriale non è per niente complicato da imparare. Ed anzi offre non poche soddisfazioni: a noi è capitato di vincere 4 tappe del Giro della Val d’Aosta attaccando al millimetro nelle lunghe salite e GP della Montagna dando 10 minuti di distacco a tappa agli inseguitori. Per poi presentarsi qualche settimana dopo, in una gara in linea, con buone prospettive ma terminare in 30ma posizione perché negli sprint e sul piano, il nostro alter ego non è esattamente un fulmine. Chi cerca azione pura passi ad altro. Chi vuole divertirsi usando anche la materia grigia può trovare in Pro Cycling Manager 2019 pane per i propri denti.

Pregi

Longevità assicurata. Le modalità sono interessanti. Vincere non sarà mai un caso. Tatticamente interessante. La fase gestionale è buona. Soddisfacente in alcuni tratti. Una bella sfida. Non male alcuni scorci offerti dalle diverse location presenti.

Difetti

Ma graficamente è un titolo che mostra i suoi anni. Le musiche e, soprattutto il commento alle gare, sono davvero opache. Può annoiare. Tempi di caricamento davvero lunghi. Diversi tempi morti.

Voto

7+

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