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War Tech Fighters, Recensione

Scopriamo se questo sparatutto action in terza persona di Drakkar Dev e Blowfish Studios abbia inciso

Non è importante l’età, l’estrazione sociale, la provenienza geografica: i “robottoni” jappo avranno sempre un ammontare “indecente” di fascino, soprattutto su noi “ragazzini cresciutelli”. E, purtroppo, l’unico modo che noi “ragazzini cresciutelli” abbiamo di sperimentare l’ebbrezza di un Mech armato fino ai denti (metallici), è al momento sedersi comodamente su di un divano e accendere la propria console. War Tech Fighters ci propone proprio questo: utilizzare un grande e potente robot con cui affrontare svariate missioni nello spazio. War Tech Fighters è uno sparatutto/action in terza persona, uno degli ultimissimi dei (non particolarmente tanti) ludi che trattano il tema.

Il gioco, uscito l’estate scorsa su Pc a firma di Drakker Dev e Blowfish Studios, è approdato in una novella versione su console, che è sostanzialmente identica se non per alcune minuzie di carattere estetico.

Ecco la nostra recensione della versione Xbox One che, puntuale come da annuncio, debutta oggi su console e quindi anche su PS4 e Switch. Buona visione.

IL FUTURO DELL’UMANITA’

Il gioco ci narrerà la storia di un’umanità sparsa tra decine di pianeti colonizzati, in un futuro distante. Pianeti che, com’è lecito attendersi, vorrebbero ognuno la propria autonomia. A cosa può portare la situazione? Ad una guerra ovviamente, con noi nel mezzo. A rendersi protagonisti del conflitto, com’è lecito attendersi, saranno proprio i Mech (nel gioco chiamati War Tech). Il titolo ci offrirà una modalità campagna piuttosto classica, che consterà di missioni primarie e secondarie, le quali ci porranno obiettivi dei più variegati, ed una modalità “Sopravvivenza” in cui affronteremo ondate infinite di nemici, al fine di guadagnare oggetti e premi speciali.

All’inizio, il titolo ci farà scegliere fra tre mech diversi: Rhino, Hawk e Lynx, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche che andranno ad impattare direttamente sul gameplay che, in generale, mescola vari elementi, con piccole punte action e rpg che fanno da contorno ad un classico shooter dal sapore arcade e piuttosto frenetico.

Avremo a disposizione un’arma primaria dai danni leggeri ed un’arma più pesante, entrambe limitate da una barra di energia che, al contempo, governerà anche i movimenti del nostro gigante d’acciaio. Gran parte dello shooting avverrà nello spazio, dove il sistema di lock on automatico inquadrerà differenti obbiettivi in movimento verso di noi che dovremo agilmente eliminare. Nonostante una discreta possibilità di movimento, che consisterà spesso in una continua rotazione, War Tech Fighter sembrerà per certi versi uno “shooter on the rail”, dove saremo sostanzialmente chiamati ad abbattere obbiettivi continui.

SHOOTING ED ALTRO NEL GAMEPLAY

Oltre ad una fase shooting divertente seppur non particolarmente ispirata o originale, nel gioco saranno previsti, nella più classica tradizione anime, degli scontri all’arma bianca tra mech, in cui duelleremo a suon di fendenti con altri War Tech.
Le sezioni di duello saranno completamente distaccate dalle fasi shooting più classiche, risultando essere concettualmente vicina ad un picchiaduro, ma paradossalmente statiche e “lente” rispetto alla frenesia classica del gioco, sfociando spesso anche nella frustrazione vista la notevole difficoltà di talune d’esse. Una buona divagazione estetica ma che poteva esser implementata seguendo la frenesia che pervade la sezione ludica “ordinaria”.

Il livello di difficoltà sarà un po’ complicato da “interpretare”: seppur il livello medio sia sostanzialmente accessibile e non particolarmente difficile, capiteranno situazioni in cui compariranno nemici particolarmente ostici e “slegati” dal livello in corso, i quali potrebbero eliminarci in pochissimi colpi. Tra una missione e l’altra, ritorneremo in un hangar che fungerà da Hub e in cui potremo spendere i crediti guadagnati durante le missioni, per ricercare nuove componenti e armi per il nostro “mostro” di metallo.

La caratteristica preziosa del gioco, sarà infatti l’altissima personalizzazione del nostro robot, che potremo modificare in ogni singola parte in base alle nostre preferenze, senza particolari rotture ma semplicemente in base ai nostri gusti. Questo grazie anche alle 180 componenti differenti che possono offrire vantaggi specifici. Durante il corso del gioco, otterremo anche classica esperienza in chiave ruolistica dal completamento di missioni e obbiettivi, la quale ci consentirà di far livellare il nostro pilota e ottenere bonus in attacco e difesa.

UNA PRODUZIONE INDIE PIACEVOLE

Da un punto di vista tecnico, War Tech Fighters offrirà un comparto piacevole seppure non in grado di competere ovviamente con produzioni migliori e più esose. Se, in generale, i modelli dei mech saranno ben realizzati, tutto il resto, dall’ambientazione, alle navi spaziali e agli scenari, soffriranno di una certa “anonimità”. Soprattutto, gran parte dei livelli spaziali risulteranno “vuoti” di dettagli e un po’ carenti a livello di puro colpo d’occhio. Da un punto di vista di mera programmazione, War Tech Fighters offre un’esperienza ludica di buon livello, con qualche piccolo glitch e qualche occasionale calo di frame che non comprometteranno eccessivamente la piacevolezza del titolo.

COMMENTO FINALE

War Tech Fighter è uno shooter arcade frenetico e divertente, ad un prezzo contenuto. Il titolo offre una buona longevità e una gameplay variegato, seppur non particolarmente originale né esente da difetti.

Un titolo consigliatissimo a chi ama i mech e, al contempo, un buon titolo da cui cominciare se ci si avvicina al genere per la prima volta.

Pregi

Divertente, arcade e frenetico. Abbastanza longevo. Alta personalizzazione del Mech.

Difetti

Gameplay non perfetto. Alcuni piccoli problemi tecnici.

Voto

8

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1 commento su “War Tech Fighters, Recensione”

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